Una sola stagione con la maglia rossoblù ma molto intensa con una vera e propria cavalcata compiuta dalla formazione ionica guidata da Mister Panarelli alla sua prima esperienza alla conduzione tecnica del Taranto. Fu una stagione contraddistinta da una partenza a rilento per poi diventare, con l’inizio dell’inverno una rincorsa disperata al primo posto sfumata solo agli sgoccioli del torneo che vide l’affermazione del Picerno e il Taranto sconfitto nella finale play-off in maniera netta per 5-1. Di quella rosa faceva parte proprio il centrocampista romano Emiliano Massimo, giunto a Taranto dopo averlo affrontato da avversario l’anno precedente con la maglia della Cavese, annata nella quale siglò ben sette reti e vincendo il raggruppamento H. Abbiamo intervistato l’ex centrocampista ionico per sapere come sta, come sta vivendo l’attuale momento di crisi sociale e dello sport nazionale dovuti alla pandemia da Covid-19. Naturalmente è stata anche l’occasione per uno scambio di opinioni sul suo presente calcistico e sulla sua esperienza al Taranto, senza tralasciare uno sguardo al presente rossoblù.
Stop forzato e lati positivi: ”Sicuramente vivere una situazione del genere in cui siamo tutti costretti a vivere chiusi in casa non è semplice. Però, soprattutto per gente come noi che a casa non ci sta quasi mai solitamente, questo può rappresentare un aspetto anche positivo. Si può stare di più con i propri affetti. La vicinanza alla famiglia è stata l’unica cosa bella di questo periodo. Quest’anno ho sposato il progetto del Monterosi, in serie D girone H, ho sposato questo progetto ambizioso con la possibilità di non allontanarmi troppo da casa.”
Sfida avvincente fra Monterosi e Grosseto: “Nel nostro girone il Grosseto al momento della sospensione è in testa con 52 punti e subito dietro ci siamo noi del Monterosi tallonati dal Grassina. Diciamo che soprattutto nelle prime due posizioni la sfida era avvincente anche perché fino a 3-4 giornate dallo stop eravamo primi ma abbiamo perso la vetta dopo lo scontro diretto; mentre all’andata vincemmo con merito per 3-0. Fino a qualche partita fa eravamo primi in classifica dall’inizio del campionato. Dispiace perché la nostra squadra è organizzata per poter vincere e non abbiamo perso le speranze di ricominciare, aspettiamo disposizioni in tal merito. Dalle considerazioni in generale che si fanno sembra che il calcio sia rappresentato solo dalla massima serie e il resto va nel dimenticatoio. Dispiace perché nella serie D lavorano tante persone. La serie A muove tanto denaro con sponsor, televisioni e spettatori ma spero che si possa trovare anche un compromesso per salvaguardare le categorie minori.”
Con tifoseria e dirigenza del Taranto rapporti ottimi: “Per quanto riguarda il mio rapporto con la dirigenza e la tifoseria del Taranto posso dire di aver avuto un ottimo rapporto che si è concluso senza traumi. All’inizio del campionato le aspettative erano tante e ho forse incontrato alcune difficoltà come del resto tutta la squadra. Dopo siamo andati sempre in crescendo. Ho legato tanto con l’ambiente e questo non è semplice. Peccato solo per l’epilogo. In più mi dispiace per come sono andate le cose quest’anno in cui ci si aspettava molto di più. Ci tengo comunque a specificare che la scelta di cambiare squadra è stata mia, la società mi avrebbe voluto confermare, c’era già una bozza di accordo e sarei rimasto volentieri ma ho preferito avvicinarmi a casa, sposando comunque un progetto ambizioso col Monterosi.”
Continui cambiamenti e scelte sbagliate: “Nel 2018-2019 abbiamo fatto qualcosa di importante , non riuscendo a ben figurare solo contro il Cerignola. Forse la rincorsa di un intero girone ci ha un po’ scaricato anche mentalmente. Quest’anno non so cosa sia accaduto, ho letto e sentito qualcosa. Ci sono in organico giocatori di grosso calibro che dovevano ulteriormente conferire qualità a una squadra già molto forte. Non giudico l’operato degli altri ma credo che tutto dipenda dalle scelte che si fanno. E comunque conosco molti giocatori che fanno parte della rosa attuale per averci giocato sia insieme che contro, non sono degli sprovveduti che possono avvertire oltremodo la pressione. Questa credo che sia solo una scusante. Per vincere purtroppo ci vogliono una serie di componenti, programmazione, uniformità di scelte e compattezza oltre a un pizzico di fortuna. Una ricetta esatta non esiste e certamente non basta prendere giocatori forti. Si deve creare la spensieratezza giusta per vincere le partite.”
Differenze fra gironi: “Anche se ora non indosso più la maglia rossoblù sono sempre un tifoso del Taranto e spero che si possa fare il tanto agognato salto di categoria. Per quanto riguarda i gironi, posso dire che anche nel girone E ci sono realtà importanti, ma soprattutto anche contro le squadre piccole si fa fatica a imporsi nettamente. Non sono d’accordo con chi afferma che il girone H è il più difficile in assoluto. Sicuramente ci sono bacini d’utenza maggiori ma ad esempio nel girone E ci sono formazioni che sanno giocare a calcio. Forse c’è meno agonismo e più tecnica negli altri gironi che non in quello del Sud.”
Pazienza: “Credo che una delle cose fondamentali sia mantenere la calma da pare della tifoseria e dell’ambiente tutto. Le responsabilità non sono della tifoseria ma di chi fa le scelte e va in campo, però ogni situazione che fa da corollario alla squadra andrebbe tenuta sotto controllo. Mi fa sempre piacere parlare del Taranto, è stata un’annata che mi porterò sempre nel cuore. Auguro al Taranto e ai tarantini di superare al meglio innanzitutto questo periodo e poi di ricominciare a inseguire i propri sogni sportivi.”
Andrea Loiacono













