Questa volta a parlare con Giornalerossoblu.it è un professionista che non ha bisogno di alcuna presentazione, Anibal Montaldi. Quest’anno in forza al Fasano di Mister Laterza, l’attaccante racconta il suo punto di vista.
Qualche settimana fa ho avuto modo di parlare con Laterza, tecnico del Fasano, che non ha fatto altro che complimentarsi con tutta la sua squadra. Ha detto di essere molto soddisfatto anche perché eravate quasi riusciti ad entrare nella griglia dei Playoff. Tu invece cosa pensi della tua esperienza con il Fasano?
Se devo essere sincero, sono consapevole che avrei potuto dare di più a livello personale. Forse anche come squadra avremmo potuto fare qualcosa in più. Però l’obiettivo della società era quello, cioè avere prima la salvezza certa e poi entrare in una zona ‘tranquilla’, e noi lo abbiamo portato a termine. Noi però come squadra avevamo la consapevolezza di poter arrivare più in alto, almeno tra i primi cinque, poi non ci siamo riusciti ma comunque come annata direi più che positiva.
Questa non era certo la prima occasione in cui incontravi il Taranto, che anche questa volta non è riuscito a raggiungere il suo scopo. Secondo te cosa ha sbagliato?
Io sono argentino e sono in Italia da dieci anni e seguo da allora le sorti del Taranto che non ha mai vinto in questi anni un campionato. Io non credo che abbia sbagliato quest’anno, ma è come se mancasse sempre qualcosa tra società, tifosi e squadra. Per vincere ha bisogno di un equilibrio tra queste tre componenti. Secondo me il Taranto si fa forte in casa ma pecca in trasferta e invece serve equilibrio anche in questo, come ha saputo fare il Picerno.
Proprio parlando di cosa serve per vincere il campionato, data la tua grande esperienza nel Girone H della serie D, secondo te cosa non deve mancare?
Parlando del Taranto posso dire che Ragno sarebbe già un ottimo punto di partenza, ha esperienza con la serie D. Quindi non deve mancare un tecnico esperto e capace. Poi io seguo molto il Taranto e ho notato che nei momenti più importanti della stagione, quando i tifosi caricano tanto la squadra magari per una partita decisiva che deve assolutamente vincere, in realtà quasi sempre questa fallisce. Poi ho avuto anche modo di parlare con qualcuno del Taranto e posso dire che è brutto vedere magari nelle partite importanti diecimila tifosi allo stadio, però se perdi la domenica successiva sono tremila. Quindi secondo me questo crea tanta tensione che va ad ostacolare il percorso della squadra. Perché altrimenti non mi spiego come mai non riesca a vincere un campionato da così tanto tempo. Lo so che il campionato di serie D è difficilissimo ma il Taranto più volte ha avuto tutto ciò che serviva per vincere. Quest’anno aveva una squadra forte, una tifoseria meravigliosa come sempre e soprattutto una società seria alle spalle. Sono fiducioso e dico che secondo me manca poco, quest’anno sarà la volta buona per vincere.
Cosa c’è nel tuo futuro?
Io mi sto allenando tranquillamente come ho sempre fatto, cerco una squadra. Il mio mercato non è ancora iniziato, come sappiamo gli attaccanti sono quelli che vengono sempre chiamati dopo. Prima ci sono le riconferme, i portieri, gli under e a noi attaccanti si pensa sempre all’ultimo. Io sono tranquillo, so che qualche squadra mi chiamerà.
Credi che ci sia la possibilità di restare a Fasano?
Sinceramente non ho ancora parlato con la società, mi piacerebbe restare a Fasano perché è una bella realtà ed è vicino casa mia. Sono stato lì un anno e mezzo e sono stato benissimo ma dipende anche da ciò che vuole fare ora la società e quale obiettivo vuole prefissarsi.
In una precedente intervista a Giornalerossoblu.it hai dichiarato di essere stato tante volte associato al Taranto, ma poi di fatto non c’è stato nessun contatto reale. E’ cambiato qualcosa?
No attualmente no. Forse potrebbero chiamarmi dato che ho lavorato sia con il Mister Ragno che con il Ds Sgrona, ma giuro che fino ad ora non c’è stato nulla.
Ma se dovesse finalmente esserci questo contatto, ti piacerebbe vestire la maglia rossoblu?
Mi piacerebbe tanto e sai perché? Perché so che è una società che vuole vincere ed io ad una società che vuole vincere non direi mai di no. Poi indipendentemente dalla società nessuno credo rinuncerebbe a giocare per una piazza così grande. Vincere a Taranto significa fare qualcosa di davvero importante e avere visibilità. Poi con un pubblico del genere che ti sprona ad ogni partita, sarebbe davvero bello. A me è toccato giocarci solo contro fino ad ora, ed è stato bello già così da vedere.
Alessandra De Gennaro















