“A maggio 2026 sarà completato l’allestimento degli interni, comprese le macchine diagnostiche, e si concluderà il trasferimento del personale sanitario e amministrativo.” Lo ha dichiarato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, sottolineando come, nonostante il ritardo rispetto alle promesse fatte negli anni e alle prime pietre posate, la tabella di marcia sia comunque in linea con le sue previsioni di una decina di anni fa. “I problemi non riguardano solo la costruzione della struttura, ma tutto ciò che ruota attorno all’apertura di uno degli ospedali più grandi della Puglia.”
Perrini ribadisce inoltre che la gestione dell’ospedale non può essere affidata solo alla ASL di Taranto, per quanto motivata, ma deve diventare un’azienda ospedaliera autonoma. “Su questo punto non mi arrendo”, ha affermato, ricordando di aver richiesto un’audizione per fare il punto della situazione. Durante l’incontro, sono stati approfonditi diversi aspetti, a partire dai bandi minori necessari per completare i servizi. “Per evitare ritardi dovuti a problemi burocratici o contenziosi, ho chiesto un elenco dettagliato di tutti i bandi e le eventuali controversie, per capire se le risorse stanziate sono sufficienti o se bisogna reperirne altre”.
Infine, Perrini ha ricordato come il nuovo ospedale rappresenti un salto di qualità per la sanità tarantina, che però resta inserita in un contesto socio-produttivo segnato dalla vertenza ex Ilva, con un forte impatto sulla salute dei cittadini. Per questo ha chiesto con forza che restino aperti sia il Pronto soccorso del Santissima Annunziata, per il quale già si è espressa favorevolmente la Regione Puglia, sia che venga riaperto il Pronto soccorso del Moscati. “È doveroso che governo nazionale e regionale prestino una particolare attenzione a un territorio che ha pagato, in termini di salute e vite umane, uno dei prezzi più alti in Italia.”













