Alla vigilia della trasferta di Sorrento abbiamo ascoltato l’ex Direttore Sportivo del Taranto Danilo Pagni che, da fine conoscitore di calcio ha analizzato l’attuale campionato di serie D e le prospettive per il Taranto, con estrema schiettezza e pragmatismo.
Direttore che tipo di campionato è quello a cui stiamo assistendo?
E’ un campionato sicuramente surreale perché le squadre sono tutte in apprensione per la questione covid, non si può sviluppare un protocollo di lavoro, chi avrà nervi saldi, fortuna e organizzazione per quanto riguarda la prevenzione covid, Ternana docet, riuscirà a subire meno, ma è una situazione surreale. In genere il campionato vince la squadra più forte e organizzata ogni momento compreso il covid. Questo campionato sembra stia aspettando il Taranto, non vedo squadre superiori alle altre. Lo dico con il cuore, spero che il Taranto vada in serie C.
Ritiene ci sia qualche prospetto interessante da seguire?
In questa serie D non ci sono prospetti di altissimo livello, di buon livello però si. Ricordo che al Chievo facevamo diverse operazioni dalla D tipo Falzerano, Carretta, Canotto, gente che oggi gioca stabilmente in serie B. Personalmente mi piace Botta del Brindisi ma non credo abbia una struttura per certi livelli, c’è Diaby ma deve migliorare a livello e tattico e c’è bisogno di tempo ma tempo ne ha poco. Deve imparare a gestire anche la sua irruenza ma credo che sia il migliore under in Italia.
Ritiene un fallimento la regola di obbligare a schierare gli under?
Si, prima gli scout si muovevano per vedere ii giovani e questi non giocavano perché c’erano obblighi regolamentari a farli giocare. Sui giovani ci vuole tanta finezza e competenza, sono pochi in Italia quelli che vedono i giovani, in tanti vedono un giocatore che fa la differenza ma veramente pochi seguono e capiscono un giovane che potrà diventare calciatore.
Come si riconosce un giovane importante?
La prima cosa da valutare è la qualità tecnica e cognitiva e successivamente si osserva la struttura fisica del ragazzo.
Contro il Bitonto il Taranto ha subito gol da un ex prodotto del vivaio.
Taurino l’ho avuto io e lo girai alla Vibonese. In Puglia diversi anni fa c’erano Falco, Chiricò che ho avuto, la Puglia è una fertile però i giovani si perdono un po’ per poca cultura calcistica e un po’ perché non ci sono società che riescono a valorizzare con i fatti i ragazzi. Quando Corvino a Lecce impostò il settore giovanile in un determinato modo Lecce diventò una miniera d’oro. Il mio modo di fare si ispira a anche a quel Lecce, ma sono passati molti anni ormai.
Chi vede favorita per vincere il campionato.
Chi può perdere, non vincere, chi può perdere il campionato sono Taranto e Casarano, il Picerno non la vedo come una squadra che può vincere il campionato, l’Andria è la sorpresa ma non ha la spada di Damocle e Il Lavello è troppo discontinuo. Per investimenti fatti dovrebbe vincere il Casarano ma non significa nulla, il Taranto ha le carte poter poter vincere. La sorpresa potrebbe essere l’Andria di mister Panarelli ma li parleremmo di un capolavoro.
La critica che si muove al Taranto è quella i segnare col contagocce.
Racconto un aneddoto. Il Rende di Mirabelli e di Franco Giugno vinse un campionato con la migliore difesa e il capocannoniere che fece solo 6/7 gol, ma riuscivano a segnare tutti. Lo vinse al cospetto del Lamezia di mister Boccolini e gente del calibro di Castillo e Alessandrì. Questa analogia deve far pensare. Certo se prendi 8 attaccanti e segnano poco un problema c’è. Ma il Taranto il campionato lo può vincere anche senza attaccanti da doppia cifra.
Secondo lei il Girone H è il più difficile?
No, il girone H è un ottimo girone ma quest’anno la non presenza di pubblico maschera i valori reali. E’ un girone sopravvalutato ma sempre un buon girone con grande equilibrio.
Il suo arrivo in estate era stato visto con entusiasmo dalla piazza, entusiasmo spezzato dal dispiacere quando poi non si è concretizzato.
Nessuno avrebbe lasciato tre anni di contratto in una piazza dove ti senti ben voluto e poi a un’ora da casa. Motivi personali e normativi mi hanno portato a fare una scelta violenta e dolorosa. Ma penso che sia solo un arrivederci.
Il suo rapporto con l’ex Presidente Blasi il e se negli anni le ha mai prospettato di rimettersi alla guida del Taranto Calcio?
Il mio rapporto con Blasi è sempre di rispetto e stima, lo sento sempre Natale, Pasqua, l’ho sentito quando son tornato, è stato un grande amico e un grande Presidente. Onestamente non mi ha mai prospettato il pensiero di tornare alla guida del Taranto.
Un’ultima domanda, come si diventa Danilo Pagni?
Sono partito dalla prima categoria fino ad arrivare a essere capo scout della prima squadra del Milan. Ho fatto tanta gavetta, tanti risultati, mi sono migliorato e ho studiato. Se oggi non faccio il DS in serie A e sono in attesa di incarico è perché non appartengo a nessun carrozzone, sono uno dalla schiena dritta, ho rapporti con tutti, ho tante conoscenze e sono fiero di ciò che ho fatto perché pochi sono partiti dalla prima categoria fino ad arrivare ad essere capo scout del Milan. Ho la voglia e l’entusiasmo sempre di un ragazzino e sono disposto anche a rimettermi in gioco senza problemi.
Grazie mille Direttore, in bocca al lupo per i suoi futuri incarichi.
Maurizio Corvino














