di Domenico Ciquera
Il nuovo direttore sportivo del Taranto, Danilo Pagni, intervenuto ai nostri microfoni nel consueto appuntamento dedicato ai rossoblù, ha raccontato le sue prime sensazioni dopo il ritorno in riva allo Ionio, affrontando i temi più caldi: dalla scelta dell’allenatore alla gestione del portiere, fino agli obiettivi stagionali.
La scelta di Panarelli
«Sono stato contattato più di un mese fa, poi c’è stato un lungo silenzio. Domenica sera la società mi ha richiamato e ho accolto con grande piacere l’invito. Durante l’incontro mi hanno manifestato la volontà di cambiare allenatore: ho rispettato questa decisione e ritengo che la scelta di Panarelli sia una prima scelta vera, per senso di appartenenza, competenze e gavetta. Conosce la categoria, si documenta sempre: nulla da dire.»
La questione portiere
«I tanti gol subiti sono un dato di fatto, ma non si può attribuire tutta la colpa al portiere: sarebbe troppo semplice. In alcuni episodi ci sono stati errori tecnici, ma non è giusto ridurre tutto a questo.
Sto studiando da giorni l’organico e i contratti: abbiamo un portiere over e uno under. Questo implica che, se gioca l’under, in panchina devi portare un under; se gioca l’over, in caso di infortunio servirebbe un doppio cambio.
È inconfutabile che il Taranto abbia subito molti gol.»
Loiodice
«Avere Nicola Loiodice a Taranto, in Eccellenza, è un colpo di platino. È un ragazzo solare, esperto, tecnicamente fortissimo, un vero leader. Siamo felicissimi.
Sto apprendendo oggi i dettagli del suo accordo, ma lui è un giocatore straordinario. Ora dovrà fermarsi in una competizione che gli sta dando grande visibilità, ma è stato chiaro: è qui per scrivere una paginetta di storia. Domani lo incontrerò e ci abbracceremo.»
Obiettivo promozione
«Sono onorato della stima e dell’affetto che sento attorno a me. Avverto questa responsabilità e me la prendo tutta. Non sono un taumaturgo: non ho mai venduto fumo o illuso la gente.
A Taranto mi sento quasi a casa: dò già il 100%, e sono venuto per dare il 300%, nei limiti del possibile. Da oggi sono operativo: voglio conoscere ogni angolo della società e della squadra.
Ora però ho davanti 28 giocatori, un nuovo allenatore con un’ottima filosofia di calcio, e dobbiamo aggiustare questa squadra. Come? Prima con alcune uscite, poi inserendo man mano ciò che serve, senza farci trovare impreparati.
Se domani si presentasse un calciatore funzionale al 100% e disposto a scendere di categoria per venire a Taranto a rincorrere – perché purtroppo dobbiamo rincorrere – ben venga.»
Lo staff medico
«Ho già avuto un incontro con lo staff medico e ho imposto l’introduzione di un notiziario: ogni giorno riceverete un bollettino tramite l’addetto stampa.
Ho trovato 5-6 giocatori ai box:
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Konaté ha un problema alla schiena;
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De Rosa era zoppo;
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Hadziosmanović ha un fastidio alla caviglia che dura da tempo;
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Monetti aveva un problema alla spalla, ora risolto.
Non vogliamo creare alibi: ci sono dei problemi, ma dobbiamo superarli e lavorare.»
L’organico
«Mi sono confrontato con Panarelli: al di là dei moduli, ciò che conta è fare gol e non prenderne. Questa non è una squadra da buttare, ma ha lacune strutturali nella gestione degli under.
La questione portiere under/over va chiarita e risolta subito.»
Gli obiettivi
«Dobbiamo giocare su tutti i tavoli, fino alla fine: poi vinca il migliore. Non esistono piani A o B: navighiamo a vista, per vincere sempre.»














