Intervista al doppio ex Gianvito Plasmati. Ha vestito prima la maglia del Foggia, arrivando nel mercato estivo del 2007; poi nel mercato invernale dello stesso anno passò al Taranto. Ha giocato con il Catania, debuttando in serie A il 7 aprile 2007 in Catania-Roma.
Domenica c’è il derby Foggia-Taranto. Che partita vedremo secondo lei?
“Diciamo che non sto seguendo molto il girone, ma mi informo sul Taranto e sulle squadre di cui sono ex. Il derby sarà “brutto” come succede la maggior parte delle volte, poi magari mi sorprenderà e sarà la più bella partita della storia! Ma i derby sono sempre partite spigolose, nervose, dove l’aspetto emotivo e nervoso spesso ha la meglio su quello tecnico-tattico.”
I suoi ricordi con la maglia rossoblu.
“ Sicuramente ricordi straordinari. Taranto mi ha permesso di arrivare al grande calcio, a livello personale mi ha permesso di fare il doppio salto di categoria perché sono andato a giocare in serie A. A livello di piazza da gennaio a giugno sono stati sei mesi straordinari perché da che eravamo due punti sopra i play-out, l’ultima giornata di campionato eravamo secondi: questo significa che abbiamo fatto un percorso straordinario.”
La sua esperienza a Foggia.
“Sono stati sei mesi in cui ho sofferto un ritardo iniziale di preparazione, poi sul finire stavo bene ma ormai il rapporto con la società e i tifosi si era rotto e ho preferito andar via, anche se c’era qualcuno che comunque mi voleva ancora lì a tutti i costi ma mi ero impuntato per andar via.”
Che rapporto aveva con i tifosi del Taranto?
“Con i tifosi del Taranto ho avuto ed ho un rapporto straordinario. Tutt’ora quando vengo a Taranto mi riempiono d’affetto, mi abbracciano per strada. Vengo spesso a Taranto e sono sempre lieto di ricevere questo affetto straordinario. Poi si sa, i tifosi tarantini sono particolarmente calorosi e mi riempie di gioia tornare.”
Il suo gol più bello?
“Ogni gol è bello perché ogni gol è importante, soprattutto se porta i 3 punti. Ci sono gol importanti e meno importanti ai fini del risultato ma a livello di gioia sono tutti importanti.”
Daniela Santoro














