La Fidelis Andria è stata la squadra rivelazione della scorsa giornata di campionato che tra le mura amiche ha battuto l’ex capolista Picerno. Noi abbiamo ascoltato telefonicamente l’ex calciatore di Fiorentina e Catania, attualmente tecnico dei biancazzurri baresi che domenica saranno di scena allo Iacovone.
Domenica scorsa avete battuto il Picerno in casa, posizionandovi a centro classifica. Qual è il vostro obiettivo per la stagione? Cosa vi ha chiesto la società?
Questo per noi è un anno di transizione; la società a inizio stagione ci ha chiesto una salvezza tranquilla ed è questo il nostro obiettivo. Del resto, siamo una squadra composta principalmente da giovani calciatori desiderosi di mettersi in gioco e che si mettono a mia disposizione.
Domenica affrontate il Taranto allo Iacovone, che è una squadra galvanizzata dal raggiungimento del primo posto e dall’ottima prestazione contro il Savoia. Che gara si aspetta e che Fidelis vedremo? Sarà una gara aperta o vi coprirete, per poi agire di rimessa?
Sin dal primo giorno ho cercato di inculcare nei miei ragazzi una mentalità vincente; poi non bisogna essere presuntuosi, ma si deve leggere bene la partita. Se non si ha la forza di giocarsela alla pari, vanno trovate delle contromisure. Noi sin dalla prima partita abbiamo sempre fatto noi la gara; domenica scorsa contro il Picerno l’abbiamo fatto per la prima mezz’ora, poi il Picerno una volta subito il gol ha alzato il baricentro e ci ha schiacciato. Dipende molto da come si mettono le partite. Rispettiamo il Taranto, noi cercheremo di fare la nostra partita ma senza presunzione nei confronti di una squadra che ha tutto per poter vincere questo campionato.
Individualmente cosa teme di più del Taranto? Se potesse togliere qualcuno a mister Panarelli chi toglierebbe?
Gli toglierei sicuramente Favetta, Di Senso, D’Agostino; potrei fare un elenco molto lungo. Ha giocatori molto forti per la categoria. Sono una squadra che ha grande fame. Quando c’è un giocatore forte tecnicamente, che ha grande agonismo, diventa un problema per le squadre avversarie.
Guardando la parte alta della classifica, quale formazione che ha affrontato sino ad ora l’ha maggiormente impressionata?
Onestamente, il Picerno. Ha un attacco molto forte, con Santaniello ed Esposito che fanno la differenza. Si capisce il motivo per il quale hanno fatto 15-16 gol. Tra le squadre che potrebbero giocarsi una chance per la vittoria del campionato ci metto l’Altamura che è una squadra ben costruita.
In generale che campionato sarà secondo lei?
A mio avviso, vedendo quello che è successo nelle prime sei giornate, dico che sarà equilibrato. Ma è anche vero che, se squadre come Taranto e Cerignola fanno un filotto di risultati, potrebbero avvantaggiarsi. Ci sono comunque almeno 8-9 squadre che hanno al loro interno calciatori importanti.
Lei ha giocato in serie A e in Under 21; le chiedo quanto è cambiato il calcio italiano negli ultimi 10 anni. Basti pensare alle serie minori in cui ci sono 5 sostituzioni e non più tre e c’è l’obbligo di schierare gli under. Dal suo punto di vista è una cosa che fa bene al movimento italiano?
Per il discorso delle 5 sostituzioni oggi faccio l’allenatore e quindi le dico che è molto utile. Per quanto riguarda il discorso degli under, non credo che sia utile per il semplice motivo che quando ero giovane io avevamo la possibilità di stare in prima squadra per le nostre qualità e poi crescevamo in prima squadra. Invece adesso mediamente su 4 under che vanno in campo solo uno poi continua la carriera nel mondo del calcio. Se ci sono giovani bravi devono giocare a prescindere. Secondo me dovrebbero mettere dei limiti agli stranieri se vogliono far crescere il calcio italiano ma senza mettere un vincolo sugli under. I giovani devono giocare solo quando sono pronti. Bisogna mettere i giocatori in condizione di giocare quando sono pronti e non perché lo dice un regolamento.
Andrea Loiacono














