I Giochi del Mediterraneo sono ormai alle battute finali, ma per le imprese tarantine si apre già una nuova partita. È quella legata alla riorganizzazione della raccolta differenziata in città dopo la conclusione della gestione straordinaria legata alla manifestazione. Lo spostamento e la ricollocazione di numerosi cassonetti, effettuati in queste settimane per esigenze connesse ai Giochi, riporta infatti al centro del dibattito le criticità di un sistema che, secondo Casartigiani Taranto, continua a presentare problemi soprattutto per le attività economiche.
L’associazione chiede all’Amministrazione comunale e a Kyma Ambiente un cambio di passo nella gestione del servizio, partendo da un presupposto ritenuto fondamentale: utenze domestiche e utenze non domestiche non possono essere trattate allo stesso modo.
Esigenze diverse, servizi diversi
Bar, ristoranti, pizzerie, attività alimentari ed esercizi di somministrazione hanno modalità e tempi di produzione dei rifiuti profondamente differenti rispetto a quelli di una famiglia.
Un’attività di ristorazione, ad esempio, può produrre rifiuti organici già dalle prime ore del mattino e continuare a generarne durante l’intera giornata. Chiedere all’impresa di conservarli fino alla fascia serale, soprattutto nei periodi più caldi dell’anno, significa secondo Casartigiani non tenere conto delle concrete condizioni nelle quali lavorano gli operatori economici.
Da qui la richiesta di un modello organizzativo specifico per le utenze non domestiche, con frequenze, modalità e fasce orarie calibrate sulle diverse categorie economiche, sui quantitativi e sulle tipologie di rifiuti prodotti.
I Giochi come occasione per ripensare il servizio
La gestione della raccolta durante i Giochi del Mediterraneo rappresenta, secondo l’associazione, un ulteriore elemento di riflessione. Numerosi cassonetti sono stati infatti spostati o ricollocati per le esigenze della manifestazione.
Il timore è che, una volta concluso l’evento, si proceda semplicemente a ripristinare la situazione precedente, riportando i cassonetti nelle collocazioni originarie senza affrontare le criticità che da tempo vengono segnalate dalle attività economiche.
Per Pierpaolo Carabotta, presidente della categoria Giovani Imprenditori di Casartigiani Taranto, proprio la conclusione dei Giochi dovrebbe invece diventare l’occasione per aprire una nuova fase.
«Siamo stanchi di vedere scaricare continuamente sulle imprese le conseguenze di problemi che nascono da una cattiva organizzazione – dichiara Carabotta –. Quando qualcosa non funziona sembra che la soluzione sia sempre la stessa: imporre un nuovo obbligo alle aziende, restringere gli orari, aumentare i controlli o chiedere agli imprenditori un ulteriore sacrificio. Basta».
«Le imprese fanno già la loro parte»
Il presidente dei Giovani Imprenditori di Casartigiani Taranto insiste sul peso già sostenuto dalle attività economiche: «Le imprese fanno già la loro parte e pagano una TARI pesantissima. Hanno il diritto di pretendere un servizio organizzato sulle loro reali esigenze».
Una posizione che, nelle intenzioni dell’associazione, non vuole mettere in discussione il principio della raccolta differenziata, ma le modalità attraverso le quali viene applicata alle diverse categorie.
«Nessuno mette in discussione la necessità della differenziata. È esattamente il contrario: vogliamo che la differenziata funzioni. Ma un ristorante non è un’abitazione e un bar non produce rifiuti come una famiglia», sottolinea Carabotta.
Il problema, secondo Casartigiani, riguarda soprattutto la gestione dei rifiuti organici. «Non si può pretendere che un’impresa conservi per ore i rifiuti organici prodotti dalla mattina, soprattutto con temperature elevate. Significa trasferire sulle aziende un problema organizzativo del servizio pubblico».
Il confronto fermo da ottobre 2025
Casartigiani ricorda inoltre che la questione era già stata affrontata nell’ottobre dello scorso anno, quando le associazioni di categoria avevano incontrato il Comune per discutere delle criticità relative alla raccolta differenziata delle utenze non domestiche.
L’obiettivo era proseguire il confronto e arrivare a soluzioni condivise. A distanza di mesi, però, secondo l’associazione quel percorso non avrebbe prodotto risultati concreti.
«Da ottobre aspettiamo un confronto concreto. Le associazioni non possono essere chiamate quando le decisioni sono già state prese: devono essere coinvolte prima, perché conoscono le esigenze quotidiane delle imprese», afferma Carabotta.
La richiesta di un tavolo tecnico
La richiesta ora è precisa: convocare un tavolo tecnico tra Comune, gestore del servizio e associazioni di categoria, con l’obiettivo di definire un modello dedicato alle utenze non domestiche.
Sul tavolo dovrebbero finire soprattutto orari e frequenze di raccolta, differenziati in relazione alle caratteristiche delle diverse attività economiche.
«Basta trasformare ogni inefficienza in un problema dell’imprenditore – conclude Carabotta –. Le aziende non possono essere il bancomat del Comune quando devono pagare e il capro espiatorio quando il servizio non funziona. La politica si assuma la responsabilità delle proprie scelte».
L’appello di Casartigiani è dunque rivolto all’Amministrazione comunale: la fine dei Giochi del Mediterraneo non deve coincidere con un semplice ritorno al passato, ma può diventare l’occasione per ripensare un servizio che, secondo la categoria, necessita di una programmazione strutturale e maggiormente aderente alle esigenze del tessuto produttivo cittadino.














