La sicurezza del tratto della S.S.106 Jonica in corrispondenza del Varco 1 della Raffineria Eni di Taranto torna al centro dell’attenzione istituzionale. Dopo oltre quindici anni di attese, sollecitazioni e ritardi burocratici, si è finalmente riaperto il confronto per individuare una soluzione alla criticità che riguarda quotidianamente centinaia di lavoratori e utenti della strada.
Nella mattinata di giovedì 22 luglio si è svolto il primo incontro del tavolo istituzionale convocato dal prefetto di Taranto, su richiesta delle segreterie territoriali e delle Rsu di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec e Ugl Chimici, per affrontare la mancata realizzazione della rotatoria progettata da Anas e la necessità di mettere in sicurezza il tratto stradale compreso tra il chilometro 489+500 e il chilometro 491+000 della statale jonica.
All’incontro hanno partecipato, oltre alle rappresentanze sindacali, il direttore della Raffineria Eni di Taranto Michelangelo Di Luozzo, l’ingegnere Nicola Samarelli per Anas, il direttore del Dipartimento provinciale di Taranto di Arpa Puglia Salvatore Esposito, il capo di Gabinetto della Provincia Giampiero Mancarelli e l’assessore comunale Giovanni Patronelli.
Il confronto è stato definito costruttivo dalla Filctem-Cgil Taranto, che ha ribadito la necessità di ricostruire l’intero iter amministrativo dell’opera, chiarire le responsabilità dei ritardi e individuare tempi certi per un intervento considerato indispensabile per la sicurezza della zona.
Secondo quanto emerso, Anas aveva già riconosciuto la necessità dell’intervento, arrivando alla progettazione, al finanziamento e all’avvio di un appalto superiore ai due milioni di euro. Successivamente, però, l’opera si sarebbe fermata a causa di problematiche burocratiche e della perdita del finanziamento previsto.
A fare il punto sulla situazione è stato Francesco Baldacchino, Rsu Filctem-Cgil della Raffineria Eni di Taranto.
«Oggi abbiamo avuto risposta da parte del prefetto alla nostra richiesta di documentazione per risolvere una questione ormai atavica, quella della rotatoria all’uscita della Raffineria – ha spiegato Baldacchino –. Il progetto, come ci è stato spiegato dal rappresentante di Anas, sembra ormai tramontato per via di intoppi burocratici e della perdita del finanziamento».
Il rappresentante sindacale, però, guarda con attenzione ai prossimi sviluppi: «Ora comunque ci si rincontrerà a breve, martedì 28. In vista di questo incontro è stato chiesto ad Anas di trovare una soluzione temporanea che possa mitigare il rischio, ridurre la velocità e consentire ai lavoratori della raffineria di uscire in sicurezza. Attendiamo, siamo propositivi e speranzosi».
Il prossimo appuntamento sarà dunque decisivo: Anas dovrà presentare alcune proposte tampone per migliorare le condizioni di sicurezza del tratto stradale in attesa di una soluzione definitiva.
La questione assume particolare rilevanza considerando il numero di persone che ogni giorno percorrono quel tratto di strada. Sono circa 400 i dipendenti della Raffineria Eni, oltre 700 gli addetti delle imprese dell’indotto, circa 300 le autobotti che quotidianamente entrano ed escono dall’impianto, oltre ai lavoratori dell’Asl e dell’ospedale Testa. Inoltre, in occasione dei Giochi del Mediterraneo, il collegamento sarà interessato anche dal passaggio di circa 60 autobus provenienti da Castellaneta destinati al trasporto di delegazioni e staff verso le sedi delle competizioni.
«Oggi – conclude Baldacchino – per la prima volta dopo molto tempo il percorso sembra essersi rimesso in moto. Resta ora da capire se alle parole seguiranno fatti concreti e tempi certi, perché quindici anni sono già troppi per un’opera che dovrebbe garantire ciò che non può essere negoziato: la sicurezza di chi ogni giorno entra ed esce dalla raffineria».
Un nuovo capitolo, dunque, per una vicenda che da anni attende una soluzione e che ora punta a trasformare gli impegni istituzionali in interventi concreti.














