“Le dichiarazioni di Giorgia Meloni sulla Puglia sono gravissime perché costruite, come sempre, su una narrazione falsa”.
Con queste parole il vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Mario Turco, è intervenuto nel dibattito sul salario minimo, replicando alle affermazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Secondo Turco, sostenere che in Puglia il salario minimo abbia prodotto retribuzioni più basse significherebbe “mistificare i fatti”.
L’esponente pentastellato ha ricordato come la Regione Puglia abbia introdotto clausole sociali e criteri di tutela negli appalti pubblici con l’obiettivo di contrastare dumping contrattuale, precarietà e sfruttamento.
“La verità è semplice: in Italia milioni di lavoratori hanno stipendi insufficienti, part-time involontari e paghe da fame. Per questo il salario minimo rappresenta una misura di civiltà adottata in gran parte d’Europa”, ha dichiarato.
Turco ha poi invitato la premier a concentrarsi sul reale stato delle retribuzioni in Italia: “Se davvero Meloni vuole parlare di salari, spieghi perché in questi anni il potere d’acquisto delle famiglie è crollato e perché aumentano i lavoratori poveri”.
Per il vicepresidente del M5S, utilizzare la Puglia come argomento politico sarebbe scorretto e strumentale.
“Chi governa dovrebbe occuparsi di alzare i salari, non di inventare scuse”, ha aggiunto, ribadendo l’impegno del Movimento 5 Stelle nella battaglia per il salario minimo.
“Continueremo a batterci contro il lavoro povero e contro ogni propaganda fatta sulla pelle dei lavoratori”, ha concluso Turco, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.













