Contratto nazionale ancora fermo, retribuzioni che non tengono il passo con il costo della vita e un divario sempre più ampio rispetto ai colleghi della sanità pubblica. È il quadro denunciato da Emiliano Messina, segretario generale della FIALS Taranto, che interviene sullo stallo delle trattative per il rinnovo del CCNL della Sanità privata e sulle ricadute per migliaia di lavoratori.
«Non è più tollerabile che chi garantisce quotidianamente assistenza, cura e servizi sanitari venga considerato un lavoratore di serie B», afferma Messina, evidenziando come professionisti impegnati nelle stesse attività e con analoghe responsabilità continuino a percepire stipendi sensibilmente inferiori rispetto ai dipendenti del comparto pubblico.
La fuga di personale verso la sanità pubblica
Secondo il segretario generale della FIALS Taranto, gli effetti dello stallo contrattuale sono già visibili sul territorio ionico. «Stiamo assistendo a una progressiva fuga di personale dalle strutture sanitarie private verso la ASL di Taranto. Non si tratta di un fenomeno casuale, ma della conseguenza diretta di condizioni economiche e contrattuali che non riescono più a essere competitive», sottolinea.
A preoccupare il sindacato è anche il prossimo ingresso nella fase operativa del concorso pubblico regionale attualmente in via di espletamento. Un passaggio che, secondo Messina, potrebbe accelerare ulteriormente l’esodo di professionisti qualificati, con ripercussioni sull’organizzazione e sulla continuità dei servizi erogati dalle strutture private.
Cooperative, RSA e Sanitaservice nel mirino
La criticità, prosegue la FIALS, non riguarda soltanto le grandi strutture sanitarie private, ma coinvolge anche il mondo della cooperazione e le Residenze sanitarie assistenziali. In questi contesti, le condizioni economiche e lavorative rischiano di essere ancora più penalizzanti, nonostante l’importanza dell’attività svolta quotidianamente a favore di anziani, persone fragili e pazienti non autosufficienti.
Il tema interessa anche il sistema delle Sanitaservice, laddove viene applicato il CCNL della Sanità privata. «Non possiamo continuare a parlare di valorizzazione del personale e qualità dei servizi se poi non si affronta il nodo fondamentale delle retribuzioni. Il lavoro deve avere lo stesso valore e la stessa dignità, indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto che gestisce il servizio», dichiara Messina.
La richiesta di un rinnovo contrattuale
La FIALS Taranto chiede alle parti datoriali e alle rappresentanze coinvolte di superare l’attuale fase di immobilismo e di arrivare rapidamente a un rinnovo contrattuale capace di restituire dignità economica e professionale agli operatori.
«Non si può continuare a chiedere sacrifici sempre agli stessi. Non si può pretendere professionalità, disponibilità, turni gravosi e qualità dell’assistenza pagando i lavoratori meno dei loro colleghi del pubblico», rimarca il segretario generale.
La preoccupazione, conclude Messina, va oltre la vertenza sindacale e riguarda il futuro dell’intero sistema sanitario territoriale: senza personale qualificato non possono esserci strutture efficienti, continuità assistenziale e prestazioni di qualità.
«I lavoratori non sono professionisti di serie B e non possono continuare a essere trattati come tali. La dignità del lavoro e il diritto a una retribuzione equa non possono essere oggetto di ulteriori rinvii. Il tempo delle attese è finito: servono risposte concrete, risorse e un rinnovo contrattuale vero, non ulteriori promesse», conclude Emiliano Messina.















