RASSEGNA STAMPA DEL 19 AGOSTO 2023 – IL QUOTIDIANO
di Domenico Palmiotti
«Vi state divertendo voi giornalisti con questo ping pong sui Giochi del Mediterraneo eh?». Parte con una domanda Elio Sannicandro, direttore generale del comitato organizzatore dei Giochi e di Asset, l’Agenzia della Regione Puglia, ma quest’esordio, nel colloquio con Quotidiano, è provocatoriamente voluto.
Perché Sannicandro lancia subito un primo fendente al commissario Massimo Ferrarese, «Il commissario continua a bluffare, bluffa su tutto, è in malafede, e nessuno lo svela», dice. Ma in verità il commissario chiede ai Comuni i progetti degli impianti sportivi per accelerare.
Converrà che siamo in ritardo? «Ecco, prendiamo i progetti – replica Sannicandro -. Ferrarese sostiene che i Comuni possono fare i progetti anche senza soldi. E dice: Sannicandro aveva mandato una lettera. Questo è allucinante. Si, io ho mandato quella lettera al Comuni, ma sulla base di un masterplan approvato dal ministro Carfagna, concertato con Mef e Regione, e portato in discussione da Carfagna con tutti i Comuni. Li c’erano i soggetti attuatori, cioè i Comuni, i codici unici di progetto per ciascun intervento e l’importo degli interventi. Non c’erano i soldi, ma c’era una bozza di Dpcm che il ministro aveva portato al tavolo del Cis Taranto. E quindi su quella base ho detto: visto che il nuovo Governo non si muove a darci I soldi, diamoci da fare. Il nuovo Governo avrebbe dovuto seguire in continuità le decisioni del vecchio. Non c’era nessun motivo per non farlo, anche perché un principio sacro della pubblica amministrazione è la continuità. Quella lettera al Comuni, quindi, è stata mandata in totale buona fede. Non era una diffida. Dicemmo: se potete, e chi può, andiamo avanti. Questo anche nel presupposto che il masterplan restava quello. Ma se lo si mette in discussione, come si fa ad andare avanti? Esempio: sul Palasport di Martina erano stati ipotizzati 3 milioni. E se poi al Comune non arrivano più, che si fa? Come si va avanti? Si butta un progetto?»
Ma non è che questa polemica accesa nasce perché il comitato organizzatore e la stessa Asset sono stati ridimensionati e commissariati? «Loro pensano che tutto sia legato agli appalti – ribatte Sannicandro-. Ma è assurdo, è malafede. Asset non ha mai chiesto di gestire soldi e appalti, tantomeno il comitato. Il comitato, per diritto internazionale, e ovunque è così, è titolato a organizzare la parte sportiva. Nel Dpcm i soggetti attuatori sono i Comuni cui tocca fare gli appalti. Ma qui li vuole fare qualche altro. Evidentemente per loro, per il commissario, importanti sono gli appalti e basta, non il fatto che i Giochi sono un tassello del piano di sviluppo di Taranto. Non sanno manco che cosa è questo piano. Ma li gestisse gli appalti il commissario. Deve però concordare con noi il piano, che è la cosa più importante».
«Continuando così non se ne esce – conclude Sannicandro -. Fitto pensa di eliminare la Regione ed il Comune di Taranto, che è la città assegnataria. Emiliano l’ha detto: si vuole rivedere la governance? Benissimo. Sono io il problema? Me ne posso pure andare, ma dovete mettere uno più competente di me, non uno che non sa la differenza tra burraco e scacchi. E che dire poi di quel bando di Eutalia? Il concetto di impiantistica sportiva non esiste. E la piscina di Brindisi? È un buco nell’acqua, usava acqua di mare tanti anni fa, ho fatto le gare da ragazzino, non ci sono servizi, niente, è vincolata dal Pptr ed è pure in zona militare. Leggo davvero cose che mi fanno impazzire».
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