di Domenico Ciquera
Ciro Scalise, scout federale per le province di Taranto, Lecce e Brindisi e allenatore del settore giovanile del Massafra, figura di riferimento nella costruzione dei vivai calcistici pugliesi, ha offerto una riflessione lucida e appassionata sulla ripartenza del Taranto e sulla squadra che il nuovo sodalizio ionico dovrà costruire in vista del campionato di Eccellenza.
«Sicuramente i tempi iniziano a farsi stretti. Siamo già a luglio e, idealmente, una base doveva essere pronta. Questa lunga attesa rappresenta un handicap, anche perché molti giocatori – anche di categoria superiore – si stanno già accasando in società blasonate e ambiziose. Per una squadra che punta alla promozione immediata, questo può diventare un problema. Tuttavia, parliamo di Taranto: una piazza calda, importante, che merita ben altri palcoscenici rispetto all’Eccellenza. Credo che la città, nonostante tutto, resti ancora appetibile. Molti giocatori, a mio avviso, stanno aspettando proprio la nascita ufficiale della nuova società. Vedremo cosa accadrà: intanto, se non sbaglio, le iscrizioni sono aperte fino al 24 luglio. Fino ad allora, sarà necessario pazientare per avere certezze».
Scalise si sofferma poi sul livello del campionato: «Mi aspetto un torneo altamente competitivo, con realtà di grande tradizione come Brindisi, Taranto e Massafra – che se non erro è la squadra con più presenze in Eccellenza in Puglia – senza dimenticare Galatina, Peligna e il Canosa, reduce da una finale lo scorso anno. Trovare tante piazze blasonate in un’unica stagione è raro. Ci sarà da divertirsi. Ovviamente, molto dipenderà dall’organizzazione e dalla programmazione: sarà un campionato seguito anche a livello mediatico, e questo spingerà le società a fare bene».
Uno dei temi più sentiti è quello legato alla costruzione della rosa e al ruolo dei giovani: «Conoscere la categoria è fondamentale. L’Eccellenza è un campionato duro, in cui l’esperienza può fare la differenza. Ma non si può prescindere dai giovani. Purtroppo, anche qui, si vedono troppe squadre con un’età media troppo alta. In altre regioni si punta maggiormente sui ragazzi, mentre da noi faticano a emergere. Non perché manchi il talento: lo dico con cognizione di causa, avendo lavorato per anni nei settori giovanili. Il problema è che spesso non si dà loro fiducia. Il Taranto, a mio avviso, deve costruire un giusto mix: giovani del territorio che conoscono la categoria, che sentano il peso e l’orgoglio di indossare quella maglia, e calciatori esperti in grado di guidarli. Il territorio ha tutte le potenzialità per offrire giocatori validi. Con il giusto equilibrio, si può pensare anche a una promozione immediata».
Infine, Scalise parla anche delle proprie ambizioni professionali: «Ho avuto qualche contatto con alcune società e sto valutando, senza precludermi la possibilità di fare uno step successivo nella mia carriera. Ho ottenuto il patentino UEFA B e, nonostante la mia giovane età, ambisco a lavorare anche con una prima squadra. Serve crederci. Anche sulle panchine, però, spesso non si dà fiducia ai giovani. Gli allenatori emergenti sono pochi: un’eccezione è Solidoro, che quest’anno guiderà l’Acquaviva. La mia ambizione è quella di proseguire nel mio percorso, fare passi avanti, ma senza abbandonare il ruolo che ricopro per la Federazione come scouting per Taranto, Lecce e Brindisi. Dopo dodici anni di lavoro nei settori giovanili, con ottimi risultati, io e il mio staff ci sentiamo pronti per affrontare qualcosa di più importante. Cerchiamo un progetto serio e ambizioso, che creda nei giovani, nel lavoro moderno e in un nuovo corso calcistico».













