di Caterina Sollazzo
Grave incidente nel pomeriggio di ieri alla Nardò Technical Center, uno dei centri di collaudo più avanzati d’Europa. Un pilota collaudatore, dipendente della ditta appaltatrice Euroservizi, ha perso il controllo di un prototipo Porsche durante un test ad altissima velocità, finendo fuori pista a circa 340 km/h.
Il veicolo, impegnato in una prova “esclusiva” sull’anello ad alta velocità, si è schiantato contro il guardrail e si è ribaltato più volte. Il conducente è stato soccorso e trasportato in ospedale in codice giallo, con gravi lesioni ma non in pericolo di vita. La dinamica dell’incidente è ancora in fase di accertamento.
L’episodio riaccende i riflettori sulle condizioni di lavoro dei dipendenti delle aziende esterne che operano nella struttura. “Questo tipo di test – spiegano le sigle sindacali CGIL Lecce, Fiom CGIL e Filcams CGIL – viene svolto esclusivamente dai lavoratori delle aziende appaltatrici, spesso inquadrati come semplici autisti o meccanici e non come piloti collaudatori”.
Secondo i sindacati, si tratta di un sistema consolidato in cui le mansioni più rischiose vengono esternalizzate, con ricadute pesanti su salari, tutele e sicurezza. “Questi incidenti non sono episodi isolati: ne accadono due o tre al mese, anche se non tutti gravi. È un fenomeno che va fermato”.
Dopo il tragico incidente mortale del febbraio 2024, le sigle sindacali hanno avviato una trattativa per l’internalizzazione dei lavoratori delle tre aziende in appalto (Euroservizi, Bertrand e KW), chiedendo migliori condizioni contrattuali e retributive. “La NTC deve assumersi le proprie responsabilità”, concludono i rappresentanti sindacali.
Un tema che si intreccia anche con il recente esito referendario sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che punta proprio a rafforzare la responsabilità delle aziende committenti nei confronti dei lavoratori esternalizzati.













