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Sebastian Battaglia, “Avevo dato l’ok per il trasferimento alla Lazio, poi saltò tutto”

Sebastian Battaglia, “Avevo dato l’ok per il trasferimento alla Lazio, poi saltò tutto”

"Orgoglioso di essere il calciatore più titolato del Boca. L’esperienza al Villarreal non è andata come la immaginavo"

“La verità è che non avrei mai immaginato di vincere così tanti titoli con la maglia del Boca Juniors. Meglio battere il Real o il Milan? Non ho una preferenza, posso affermare però che in entrambe le finali ci siamo divertiti molto, giocando alla pari con avversari di livello superiore”. Sono ben 18 i trofei che Sebastian Battaglia ha vinto con il Boca Juniors. La leggenda degli Xeneizes si è raccontato in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

Sebastian Battaglia considera il Boca “la sua seconda casa” ed ha svelato un inedito retroscena di mercato:

“Avevo dato l’ok per il trasferimento alla Lazio, ma le società non riuscirono a trovare un accordo”.

Battaglia ricorda con un pizzico di amarezza la sua esperienza in Europa al Villarreal:

“Non è andata come immaginavo. Subii un infortunio e il Boca deteneva ancora il 50% del mio cartellino. Si crearono un insieme di circostanze che favorirono il mio ritorno in maglia Xeneize”.

L’ex numero 5 ricorda con piacere la prima Copa Libertadores vinta nel 2000:

“Fu l’inizio di un ciclo vincente, infatti riuscimmo a trionfare anche nel 2001 e nel 2003”.

Questi i temi trattati da Sebastian Battaglia in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

Come prosegue la tua quarantena?

“Sto cercando di trascorrerla nel miglior modo possibile. Sappiamo che è una situazione inedita, non abbiamo mai provato ciò che si sta vivendo in questo momento. Cerchiamo di sfruttare la quarantena a nostro favore per fare cose che abitualmente non facciamo”.

L’AFA ha deciso di fermare il campionato. Sei d’accordo con questa soluzione?

“L’importante è prendersi cura della salute; abbiamo avuto l’esempio di ciò che ha vissuto l’Europa e tutto quello che hanno dovuto affrontare. Qui l’emergenza è arrivata successivamente: sicuramente sono state prese le contromisure in anticipo; e, come ho detto prima, bisogna pensare prima alla salute e aspettare che questa situazione si calmi”.

Cosa significa per te il Boca Juniors?

“Il Boca Juniors rappresenta molto per la mia vita. Arrivai molto giovane, a 15 anni; la mia carriera con gli Xeneizes l’ho divisa in due fasi: la prima, ovvero il mio debutto nel 1998 è proseguita fino al 2003. La seconda fase è rappresentata dal mio ritorno nel 2005 dopo l’esperienza al Villarreal. Con la maglia del Boca Juniors ho trascorso momenti indimenticabili e per me è come una seconda casa”.

Sei il calciatore più titolato del Boca con 18 trofei. Questo primato ti rende orgoglioso?

“La verità è che non avrei mai immaginato di vincere così tanti titoli. Ovviamente, se si gioca per vincere c’è la possibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati. Abbiamo vissuto un periodo molto vincente e glorioso per il club; siamo riusciti a infrangere record importanti. Sappiamo che nel calcio è molto difficile trattenere i giocatori in un club per molto tempo, ma nel mio caso non è stato così; sono contento di aver raggiunto questo importante traguardo”.

E’ stato più bello battere il Real Madrid nel 2000 o il Milan nel 2003?

“Non so se è stato meglio battere il Real Madrid o il Milan; è vero che in entrambe le partite ci siamo divertiti molto, erano rivali molto difficili e di livello superiore. Sappiamo cosa significa per una squadra sudamericana affrontare una compagine europea, ma noi siamo stati in grado di giocarcela alla pari. Vincere quelle due finali è stato bellissimo”.

Quale Copa Libertadores ti è rimasta impressa nella mente?

“Ricordo tutte le finali vinte, ma quella che resterà sempre impressa nella mia mente è la Copa Libertadores conquistata nel 2000; anche perché era da molto tempo che il Boca Juniors non la vinceva. Fu l’inizio di un ciclo vincente, infatti riuscimmo a trionfare anche nel 2001 e nel 2003″.

C’è stato un periodo nella tua carriera in cui saresti potuto approdare in Italia?

“Sì, ci fu un periodo in cui eravamo in trattativa con la Lazio. Ricordo che avevo dato l’ok per fare un’esperienza nel calcio italiano ma le due squadre non riuscirono a trovare un accordo. Non ricordo bene su quali basi saltò il trasferimento, però mi sarebbe piaciuto giocare in Serie A“.

Per quale motivo negli anni 2000 si creò un asse di mercato tra Boca e Villarreal? Prima Martin Palermo e Gustavo Barros Schelotto, successivamente tu e Riquelme…

“Effettivamente si creò un buon rapporto tra Boca e Villarreal. In quel periodo la squadra spagnola disputò ottimi campionati fino al punto di raggiungere una semifinale di Champions League. E’ vero, molti giocatori del Boca o che avevano giocato nel Boca Juniors andarono al Villarreal, compresi altri calciatori argentini che non giocavano con la maglia degli Xeneizes”.

Come giudichi la tua esperienza nel calcio europeo?

“Credo che la mia esperienza nel calcio europeo non è stata come la immaginavo e non è durata come avrei voluto. Nel mezzo ho subito un infortunio, il Boca Juniors deteneva ancora il 50% del mio cartellino; ci furono un insieme di circostanze che favorirono il mio ritorno in maglia Xeneize. Allo stesso tempo, però, mi chiedo come sarebbe stata la mia carriera se avessi deciso di rimanere un altro po’ in Spagna. Ma non mi lamento assolutamente del ritorno al Boca e di tutto ciò che successivamente ho conquistato”.

Il tuo ricordo più bello con la maglia dell’Argentina…

“Con la maglia dell’Argentina ho disputato qualche partita valida per le qualificazioni; inoltre, sono stato sempre convocato dai tecnici che si sono succeduti durante i miei anni da calciatore professionista. Non ho avuto molte possibilità, sappiamo che c’è molta competizione nel nostro calcio, dipende anche dalla posizione che ricopri in campo. In quel periodo la concorrenza era tanta e c’erano molti calciatori bravi nel mio ruolo. Però ricordo, per esempio, il match in cui ho giocato insieme a Messi nel giorno del suo debutto da titolare con la maglia della Seleccion (Argentina-Perù 2-0, 10 ottobre 2005, nda)”.

Messi o Maradona?

“Ho vissuto l’epoca di Maradona da bambino; da appassionato del calcio sono cresciuto ammirando le giocate di Maradona, erano altri tempi. Oggigiorno credo che Messi riesce a fare delle cose incredibili in campo; ho giocato insieme a lui in Nazionale ma non era ancora maturo. Però a quel tempo già si poteva intravedere che tipo di calciatore sarebbe diventato. La verità è che entrambi sono dei fuoriclasse ed è molto difficile scegliere fra uno dei due”.

Raccontaci qualche aneddoto curioso della tua carriera…

“C’è un aneddoto che racconto spesso e spero che sia di buon auspicio per molti giovani; avevo 14 anni, vivevo a Santa Fe La Capital, la mia città natale e mi apprestavo a vedere la finale della Coppa Intercontinentale tra il Velez Sarsfield e il Milan. Quella mattina io e mio nonno, che era un fanatico del calcio – racconta Sebastian Battaglia – ci alzammo presto per vedere la partita; il Velez era guidato da Carlos Bianchi e in campo c’era José Basualdo.

Nel 1994, quindi 6 anni dopo, mi ritrovai nella stessa situazione: c’ero io in campo contro il Real Madrid e il caso volle che Bianchi era l’allenatore del Boca e Basualdo era uno dei miei compagni di squadra sul terreno di gioco. Per me è stato tutto molto curioso e molto rapido: mi era stata data l’opportunità di giocare a calcio in quella situazione che qualche anno prima la guardavo in tv a casa mia a Santa Fe“.

Quale giovane talento ti ha maggiormente colpito nell’ultima Superliga?

“C’è un ragazzo dell’Estudiantes che si chiama Dario Sarmiento. Credo che abbia un ottimo futuro davanti a sé, sono rimasto molto sorpreso dal suo modo di giocare”.

Presente e futuro di Sebastian Battaglia.

“Oggigiorno sono l’allenatore delle riserve del Boca Juniors; lavoro per il club sperando che possa crescere in maniera costante, voglio aiutare il Boca a tornare nuovamente nelle prime posizioni a livello mondiale. Vediamo cosa mi riserverà il futuro, ma il mio obiettivo adesso è cercare di dare il meglio per il Boca Juniors“.

Fonte: EuropaCalcio.it

Tags: Interviste
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