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Taranto-Potenza 2-1, la fotogallery

Serie C/C, è il Taranto la rivelazione del campionato. Bari sempre più capolista

Pari casalingo per il Palermo contro l'Avellino. La Turris di Caneo supera, in un derby incandescente, almeno per l'esito finale, una Juve Stabia, ancora una volta tornata a casa a secco

La 12^ giornata, monca per il rinvio della gara Catania – Vibonese, causa le avversità meteo che hanno flagellato la Città etnea, è stata caratterizzata dalla vittoria del Bari che ha allungato sul Catanzaro, immediato inseguitore, ma anche su tutte le big, in frenata. Il Palermo, infatti, è stato costretto al pari casalingo dall’Avellino di Braglia, mentre il Taranto di Laterza,con un’accorta gara, pur non appariscente nella prima frazione, si è sbarazzato del Potenza, ancora una volta in difficoltà, in trasferta, nonostante la nuova guida di Trocini. La Turris di Caneo supera, in un derby incandescente, almeno per l’esito finale, una Juve Stabia, ancora una volta tornata a casa a secco e con la zona play out, adesso, distante soli due punti e bisognosa di risultati postivi e, soprattutto, di continuità. Detto dell’Avellino, capace di impattare a Palermo (settimo pareggio in campionato), la Virtus Francavilla, a Pagani, ha subito una nuova sconfitta, cocente, dopo l’exploit interno contro il Bari. Sono stati proprio i salernitani, micidiali sul loro terreno di gioco, a giungere a quota 17, appaiando i pugliesi e cercando quella striscia di continuità finora non trovata. Il Foggia di Zeman ha avuto non poche difficoltà nel match del Curcio, inaugurato per l’occasione proprio con i pugliesi, mentre i lucani di Palo, a lungo, hanno accarezzato l’idea di uscire vittoriosi e balzanti verso le posizioni di vertice prima di essere impattati e quindi rimanere, comunque, nella zona limbo della classifica. Il Campobasso rimane, ad oggi, tra le squadre più discontinue del campionato, tanto che con le piccole o presunte tali, sciupa tanti punti. Dopo il mezzo falso, interno, contro il Picerno, a Messina, affrontando la formazione di Capuano, ha dovuto arrendersi, con il classico punteggio, all’inglese, scivolando in classifica (+ 3, sulla prima della zona play out), al tredicesimo posto, ma. l’andamento a singhiozzo, sta facendo venire meno le certezze, apparse trovate, nelle settimane scorse, soprattutto, in trasferta (vittoria inebriante a Torre del Greco). I laziali del Monterosi, dopo il “cappotto” interno subito dal Catania, continua la sua involuzione che lo sta portando nel gorgo della zona play out (al limite della zona franca). La sconfitta di Monopoli, prevista in verità alla vigilia, ha messo a nudo le carenze della formazione del patron Capponi, pur con l’andamento delle dirette concorrenti alla salvezza che concede ancora delle chance ai viterbesi. Passo in avanti per i messinesi, nel match contro il Campobasso, premiati dal superamento del Potenza, costretto ancora una volta, in trasferta, a tornare in Lucania senza punti. L’Andria, come spesso accaduto in precedenza, per alcune amnesie difensive ha perso contro il Latina, ma nel corso della gara, gli imprecisi attaccanti hanno sciupato valide occasioni per pareggiare il conto e lo stop, molto doloroso, pone la formazione federiciana, al classico bivio, già dal prossimo turno dove, un altro passo falso comprometterebbe il cammino verso la salvezza, rischiando di non passare neanche dai play out.

BARI – CATANZARO: il match clou d’apertura della 12^ giornata ha espresso tutte le sue emozioni nella prima frazione, dove i padroni di casa imprimevano il loro gioco, ma i calabresi apparivano alquanto attenti e concentrati in fase difensiva, nonostante le ripartenze biancorosse. Ed infatti, su una di queste, una sgroppata sulla fascia laterale vedeva la palla giungere nel cuore dell’area dove, Antenucci, lasciato solo dalla difesa calabrese, in giravolta aerea, colpiva con tanta violenza che il portiere giallorosso nulla poteva sulla forte conclusione. L’1 a 0 spronava gli ospiti a spingere per tentare il recupero ma, i baresi, risultavano attenti, ordinati e concentrati per amministrare il vantaggio, quindi un paio di finalizzazioni, anticipavano l’azione dell’ex Cianci, bravissimo a trovare l’angolo giusto per superare Frattali. L’esultanza contenuta, per rispetto ai suoi ex tifosi, probabilmente deconcentrava la difesa ospite e, al 2° minuto di recupero, uno svarione difensivo consentiva a Simeri di trovarsi tutto solo davanti al portiere catanzarese e con una botta violentissima, nonostante sia stata intercettata dall’estremo calabrese, piazzava il goal del 2 a 1. Nella ripresa, le speranze calabresi si affievolivano con il passare del tempo, nonostante qualche conclusione da brividi per la squadra di casa ed il suo pubblico, ma alla fine, al triplice fischio, liberazione per la tifoseria barese e la sua squadra, unita in un unico afflato mentre, sull’altra sponda, calabresi delusi e quasi distrutti nel vedere il gap salito a – 7 punti rispetto ai ragazzi di Mignani.

MONOPOLI – MONTEROSI TUSCIA: i biancoverdi di Colombo, reduci dalla vittoria di Catanzaro, avevano l’occasione di accumulare altri tre punti, ospitando il Monterosi Tuscia, nelle ultime esibizioni, in netta fase calante e ai limiti della zona play out (distante, prima del match, tre punti). L’incontro si sviluppava, come sempre, con lo sprint degli adriatici costretti ad impiegare però ben trentasette minuti, prima di trovare la giocata giusta a perforare la porta laziale. Era Grandolfo abile nel superare la barriera fatta di densità nell’area ospite e piazzare la palla dell’1 a 0, necssaria a spezzare sia l’inerzia del match che del risultato, ad occhiali, fino a quell’istante. Gli ospiti cercavano di rendersi pericolosi e pungere l’attenta difesa bianco verde ma, su una delle classiche ripartenze, la difesa laziale commetteva un fallo su un attaccante locale ed i padroni di casa usufruivano del calcio di rigore, la cui esecuzione veniva affidata a bomber Starita. La palla, piazzata nell’angolo opposto al lato in cui si distendeva il portiere viterbese, consentiva all’attaccante di realizzare la sua settima rete personale e rafforzare la posizione in vetta alla classifica marcatori. La gara, in realtà, finiva qui, in quanto nella ripresa i padroni di casa non avevano alcuna intenzione di sprecare energie e bastava contro gli ospiti amministrare lo svolgimento dell’incontro per portarlo al termine con la conquista, oltre dei tre punti, anche del secondo posto della classifica, utile a braccare la capolista Bari. Per la formazione del patron Capponi la graduatoria inizia ad essere preoccupante e dovrà iniziare, già dal prossimo turno, a prendere punti utili ad evitare le sabbie mobili delle ultime posizioni che portano nell’inferno dei dilettanti.

PALERMO – AVELLINO: l’incontro la Barbera presentava numerosi motivi di interesse tra due delle formazioni che ambiscono alla promozione in serie B (diretta o tramite i play off nazionali). I rosaneri di Filippi godevano dei favori dei pronostici in quanto, tra le mura amiche, avevano quasi sempre conquistato i tre punti. Il cliche del match prevedeva subito il Palermo proteso in attacco, a caccia del goal contro la migliore difesa del girone (7 goal subiti) e quindi con gli ospiti ordinati e robusti in fase difensiva, gli attaccanti palermitani sbattevano contro il muro irpino ben strutturato davanti al portiere avellinese. Gli sforzi erano premiati prima del quarto d’ora con i padroni di casa che trovavano un bel goal con Lancini ed il vantaggio, in un certo senso, galvanizzava i rosanero, spinti dal pubblico delle grandi occasioni, ma non abbatteva gli irpini che tentavano, in tutti i modi di poter creare occasioni da sfruttare per raggiungere il pareggio. Con il vantaggio maturato nella prima frazione, la ripresa iniziava con il Palermo che cercava di intimorire gli avversari, proponendosi in fase offensiva, ma l’Avellino non ci stava e Braglia, con una girandola di sostituzioni, pensava a come trovare lo spunto giusto per riaprire il match. Con il trascorrere del tempo, i padroni di casa si convincevano sempre più di poter arrivare, vittoriosi, alla meta, ma i bianco verdi, a dodici minuti, buttando il cuore oltre l’ostacolo, trovavano una rete di astuzia, realizzata a seguito di un incursione che costringeva la difesa locale a commettere un fallo (dubbio?) su un attaccante avellinese ed il conseguente rigore, tirato da Tito, stabiliva la parità inseguita oltre un’ora abbondante di gioco. L’Avellino, in questo momento, pareva accontentarsi ed il Palermo, svuotato di idee ed energie fisiche, pensava di controllare e non subire, nella speranza dell’occasione giusta per riportarsi in avanti. Non ci riusciva e, al termine, pur con un pareggio, la delusione dell’entourage palermitano nonché del pubblico assiepato sugli spalti del tempio calcistico del capoluogo regionale, traspariva in modo evidente.

TARANTO – POTENZA: il match allo Iacovone, con grosso richiamo per la tifoseria ionica dopo la prestazione magistrale di Foggia, rappresentava per il Taranto una prova per confermare il cammino finora soddisfacente ed utile a cercare di centrare l’obbiettivo stagionale (la permanenza in terza serie). Il Potenza, del nuovo corso firmato Trocini, giungeva nel capoluogo ionico dopo la bella ed importante vittoria sul Latina e l’obbiettivo era quella della conquista di almeno un punto, utile nella sua rincorsa alla tranquillità. La gara iniziava con il predominio, sia pure sterile, da parte degli ospiti che contenevano un Taranto, apparso, dagli spalti, eccessivamente guardingo, forse troppo, in attesa dell’occasione giusta per sbloccare il risultato. Questa arrivava al 28° quando, un caparbio Civilleri, metteva una palla nel cuore dell’area, un difensore lucano, nella foga, ribatteva in maniera disordinata, incocciando le caviglie di un suo compagno; la deviazione consentiva a Giovinco, ricevuta la palla, di essere solo davanti al portiere potentino battendolo con giustezza. L’1 a 0, galvanizzava il pubblico numeroso presente sugli spalti e i supporters lucani (cui al seguito vi erano circa 300 sostenitori) davano la spinta al Potenza che tentava con il suo uomo migliore, Salvemini, di rendersi pericoloso. All’intervallo un Taranto più tranquillo, ma conscio che nella ripresa ci sarebbe voluto tanta pazienza, imbastiva al 16°, un’azione Ferrara – Giovinco , con palla di quest’ultimo, ritornata nei piedi del difensore di sinistra, veniva conclusa dal capitano di giornata (vista l’assenza di Marsili per smaltimento di qualche acciacco) con una bordata di destro che si infilava sotto la traversa, nella parte alta della rete ospite. La marcatura, entusiasmava il pubblico ionico ed il Potenza cercava a tutti i costi di trovare la rete della bandiera, ma Chiorra, su una gran conclusione ospite, volava per deviare il pallone, scagliato con violenza, in fallo laterale. Dopo l’ultimo minuto di recupero, un tocco di Civelleri sull’avversario, crollato a terra quasi tramortito, faceva fischiare all’arbitro il rigore che Salvemini realizzava e l’ 1 a 2 risultava il punteggio finale, decretante il quinto posto in classifica (per differenza reti nei rispetti di Palermo e Catanzaro) con grossa soddisfazione di tutto l’ambiente rossoblù, mentre gli ospiti ritornavano, per l’ennesima volta, a casa, senza punti e con una classifica sempre più preoccupante.

TURRIS – JUVE STABIA: derby partenopeo importante per entrambe le formazioni per obbiettivi diversi ma comunque prevedenti la vittoria in questo scontro diretto per la zona play off. Padroni di casa in salute e vogliosi di riscattare l’inattesa sconfitta di Andria e, con il supporto del pubblico amico, prendevano in mano le redini del gioco pur con una fase di studio in cui gli attacchi erano controllati dalle difese ed il logico risultato ad occhiali permetteva ad entrambe le squadre di andare, all’intervallo, per riordinare le idee. Ripresa subito scoppiettante, tanto che, dopo sei minuti, Giannone sbloccava lo stallo iniziale e subito dopo, sull’onda crescente, al 13°, il galvanizzato Giannone con una incornata da angolo raddoppiava e mandava in visibilio il pubblico locale. Stabiesi storditi, ma pur nella disperazione per il match che stava sfuggendo all’esito finale sperato, riuscivano a riaprirlo, al 23°, con Eusepi ed era il toccasana sperato, ma non concretizzante il punteggio che rimaneva fissato sul 2 a 1 per i corallini ed il ritorno a Castellammare rappresentava la massima delusione per l’ennesimo stop, a conferma di un inizio sotto tono della stagione in corso. Per i padroni di casa, il successo corrispondeva alla corsa ripresa dopo la sconfitta di Andria e la nuova collocazione alle spalle delle prime della classe, sia pure momentanea.

AZ PICERNO – FOGGIA: l’inaugurazione del nuovo impianto picernese, coincideva con la prima volta di Zeman nella cittadina melandrina, con tanta attesa per questo scontro inedito fra lucani e foggiani. L’inerzia stava facendo scivolare l’incontro sul nulla di fatto fino al 42° quando, il propositivo Gerardi, veniva steso da Marino e l’arbitro decretava il rigore. Gerardi lo falliva perché il portiere Volpe lo respingeva, ma Pitarresi era il più lesto a ribattere e segnare la rete dell’1 a 0. A questo punto Zeman rimescolava la formazione e nella ripresa, all’11°, era Di Pasquale a piazzare la botta decisiva nella rete lucana per il pareggio ambito dai satanelli. A questo punto dell’incontro i padroni di casa cercavano di ritornare in vantaggio, il Foggia, pur senza strafare aspettava di avere l’occasione buona, non scoprendosi ed amministrando il risultato che lo portava fino in fondo, conquistando solo un punto che, su un campo difficile come quello lucano, andava bene a Zeman, anche se il cammino, lento, potrà portare alla speranza della conquista in uno dei posti della griglia play off. I picernesi di mister Palo, intanto, si godevano il prezioso punto conquistato contro la formazione del maestro boemo e permetteva loro di rimanere nel centro classifica tranquillo e, al momento, lontano dalle sabbie mobili dei play out.

PAGANESE – VIRTUS FRANCAVILLA: Taurino e la sua formazione, giungevano in terra salernitana, vogliosi di confermare la eccellente prestazione sciorinata contro la capolista Bari, soprattutto conquistare un risultato favorevole e punti preziosi per rafforzare la convinzione di poter ambire ad una delle migliori posizioni in zona play off. I padroni di casa, in realtà non erano dello stesso parere, poiché, fondamentalmente, il loro percorso stagionale, finora l’avevano costruito al Marcello Torre, di fronte al pubblico amico, pertanto affrontavano gli avversari, pur privi ancora di alcuni tasselli fondamentali per infortuni e squalifiche, con la solita grinta, velocità e soprattutto intensità offensiva. Ci voleva quasi un’ora di gioco per i paganesi perché riuscissero a superare la barriera difensiva ben articolata dei pugliesi, grazie ad un’invenzione di Guadagni che, anticipando la difesa ospite, trovava la staffilata, nell’angolo più lontano nella porta francavillese e consentiva di andare in vantaggio ai suoi compagni. L’ 1 a 0, ovviamente, non lasciava tranquillo Grassadonia ed infatti, su una palla inattiva (da corner) lo stesso Guadagni, incornava nell’angolo destro della porta bianco azzurra, realizzando la rete che sembrava potesse chiudere, virtualmente, il match. Taurino non era d’accordo e, con la solita girandola dei cambi, si schierava con un assetto più offensivo, alla ricerca della marcatura che potesse dare un senso alla gara e, magari, riaprirla nell’esito finale. Al 23°, Eusepi bucava la porta dei padroni di casa, dimezzando lo svantaggio e la gara assumeva un cliche diverso da quello fino a quel punto mostrato. Grassadonia, si copriva allo scopo di contenere la formazione ospite ed i francavillesi, sciupavano almeno un paio di occasioni, veramente di poco. Finiva coì con la vittoria dei locali ed il rammarico, tanto, di Taurino per questo stop che, per come maturato, avrebbe potuto essere evitato. Grassadonia e i ragazzi risultavano essere contenti, per aver riscattato la pesante sconfitta di Avellino ed essere ripartiti alla caccia di una posizione più prestigiosa in classifica.

ACR MESSINA – CAMPOBASSO: i siciliani di Capuano si approcciavano la match contro i molisani di Cudini, per ripartire dopo la sconfitta bruciante di Castellammare di Stabia e l’approccio della formazione giallorossa era quello giusto, pur con le difficoltà incontrate per la munita difesa rossoblù che rendevano inefficaci le occasione avute dal Messina. Al 36°, però, Adorante trovava il varco giusto per superare il portiere ospite e questa marcatura sbloccava, psicologicamente, i padroni di casa che cercavano di insistere per mettere al sicuro il risultato, ma gli ospiti cercavano di rendere inoffensivi gli attacchi dei peloritani. Al primo minuto di recupero del primo tempo, Goncalves, d’astuzia, anticipava il suo difensore e piazzava una botta imprendibile per il numero uno molisano. 2 a 0 era il risultato, all’intervallo, che premiava i padroni di casa e che condannava gli ospiti a tentare di riaprire l’incontro , nella ripresa. Nella seconda frazione del match, i ragazzi di Capuano con intelligenza controllavano il gioco, non disdegnando qualche offensiva verso l’ area ospite ma, i rossoblù di Cudini, non riuscivano a sfondare la linea difensiva articolata dai giallorossi e questo trend arrivava fino al terminea, quando i messinesi si ritenevano altamente soddisfatti per i tre punti conquistati, puro ossigeno all’anemica classifica, mentre i campobassani si interrogavano sui motivi di questo stop, non preoccupante ma che deve far monitorare una situazione da controllare attentamente per evitare di scivolare verso posizioni scomode di classifica.

LATINA – FIDELIS ANDRIA: era un match, quasi da ultima spiaggia per entrambe le formazioni, impelagate in piena zona play off. Gara molto tattica per Di Donato e Ginestra, tanto che il primo tempo scorreva con il timore, per entrambe le formazioni, di commettere errori, che avrebbero potuto essere letali. Sul finire del tempo era Jefferson a sfruttare, come detto in precedenza, un marchiano errore difensivo che gli consentiva di realizzare il goal del vantaggio per la formazioine pontina e, all’intervallo, padroni di casa, negli spogliatoi con un importante risultato da custodire. Alla ripresa delle ostilità, la ricerca dell’inversione attesa da parte dell’Andria, consigliava a Ginestra di immettere forze fresche in avanti e si rivedevano Di Piazza e Bubas, nella speranza di bucare la munita difesa dei padroni di casa e le occasioni, più di una, in realtà le avevano i federiciani ma clamorosamnte proprio Di Piazza, elemento atteso come il Messia, le falliva, non consentendo alla sua squadra di poter ritornare in Puglia con, almeno, un punto. Finiva così con la gioia di un forsennato Di Donato (molto irrequieto in panchina, frutto dell’alta tensione che permeava il Francioni), mentre il serafico Ginestra, amareggaitissimo, non faceva eccesivi drammi, poiché, pur nella condizione difficile, evidente in graduatoria, ancora molto fiducioso in un pronto riscatto della sua squadra e nelle reali possibilità a 26 giornate dalla conclusione della stagione regolare di poter ottenere la permanenza in terza serie.

Fabrizio Di Leo

Tags: Serie C
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