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Taranto-Foggia 1-1, la fotogallery

Serie C/C, finisce 1-1 il derby pugliese tra Taranto e Foggia giocato allo Iacovone

La Vibonese di Orlandi, come prevedibile, è crollata a Palermo, dopo un primo tempo chiusa in un bunker

Il 30^ turno di campionato è stato scoppiettante e, soprattutto, ha portato alcuni risultati tali da delineare le posizioni in classifica, sia nella lotta alla promozione in B che nell’area play off e play out. Le condizioni meteo, ancora una volta, hanno costretto la modifica del programma che ha visto il rinvio del match tra Picerno e Campobasso, causa abbondanti nevicate abbattutesi in Basilicata e, in particolare, nella provincia di Potenza. Al San Nicola, la capolista Bari, ospitando l’ostica Virtus Francavilla, cercava punti utili a continuare la fuga per la B ed il match faceva seguito al vibrante derby disputato a Foggia, salvato in extremis. La gara, fin dalle battute inziali, presentava delle difficoltà per i bianco rossi, intenti a superare l’attenta avversaria e la resistenza comunque durava una ventina di minuti fino a quando Cheddira, trovando una giocata efficace, non sbloccava il risultato con la sua marcatura utile ai padroni di casa per controllare il match fino all’intervallo. Nella ripresa, il forcing del Francavilla veniva premiato dopo una dozzina di minuti, quando Maiorino, trovava il varco giusto per superare la difesa bianco rossa, trafiggendo il portiere Frattali, per il pareggio. La gara, da quel momento in poi, vedeva i baresi all’arrembaggio, ma ospiti molto attenti a chiudere la fase difensiva. Al 2° minuto di recupero, quando era ormai chiaro il risultato di parità, il Bari con Citro trovava un goal, contestato dai bianco azzurri per come si è sviluppata l’azione, ma i tre punti arpionati in questa maniera faceva felice la formazione di Mignani e il pubblico del San Nicola, ma lasciava tanta amarezza e consapevolezza dei mezzi ai ragazzi di Taurino, bravi nell’arco del match. La vittoria del Bari si combinava con la sconfitta al Veneziani del Catanzaro, alla seconda trasferta dura (dopo il pari d Potenza e lo stop bruciante subito sull’Adriatico, che lo pone ora a – 7 dalla vetta, a sole otto giornate dalla fine della stagione regolare. L’Avellino di Gautieri, con il blitz di Pagani, ha inguaiato ulteriormente Grassadonia, e la formazione salernitana, nella lotta ad evitare i play out. Tre punti utili a rimanere agganciato al treno di vetta con forte recupero tanto sul Catanzaro che sul Francavilla Fontana. Intanto il Palermo, dopo un primo tempo difficoltoso, nella ripresa trovava una tripletta con i suoi arcieri migliori e stendeva una Vibonese, apparsa quasi in disarmo, mentre sorprendeva il cappotto, interno, subito dal Latina per mano di un Potenza, duro a morire, improntato all’attacco per recuperare posizioni ed uscire, se possibile, dalla zona play out. La Turris, intanto, nel match casalingo contro l’Andria, dopo una gara disputata discretamente dalla formazione ospite di DI Bari, ad un quarto d’ora dalla fine, passava in vantaggio e raccoglieva tre punti, amministrando il risultato sino al triplice fischio arbitrale. A Taranto, il Foggia di Zeman ha ripreso il suo aspetto di discontinuità, soprattutto esterna, finora mostrato. Dopo essere passato in vantaggio per un’autorete di Granata e sfiorato il raddoppio con Garofalo, ha poi lasciato il campo agli ionici e già nell’avvio di ripresa un pasticcio inguardabile del portiere Dalmasso, dava la possibilità al rapace Saraniti di segnare il suo nono goal personale in maglia rossoblù. Nel finale un’occasione di Turchetta veniva sventata da Chiorra ed il buon Di Gennaro, sul gong, di testa, sfiorava il palo alla destra del portiere Dalmasso. Un punto buono, nel complesso, per le due formazioni ed intanto il Latina, in casa, crollava contro un Potenza ormai lanciato verso la zona di classifica tranquilla. Il Catania, vince sul campo, ma nel contempo manifesta, tramite i tesserati, il malumore per non aver onorato (l’amministrazione giudiziaria controllata) gli impegni che sono quattro mesi di stipendio e tanti benefit che non consentono durante la settimana di allenarsi in tranquillità. Il post partita infatti, nelle parole del tecnico Baldini, è stato incentrato sulla situazione in cui versano i calciatori e tesserati tutti che non lasciano dormire sonni tranquilli. La caduta del Monterosi, proprio a Catania, ha rilanciato prepotentemente la Juve Stabia del Novellino 2.0, cinica nel passare a Messina e rilanciarsi in classifica, sia pure con il minimo scarto. La Paganese, come già detto, sembra in netta caduta libera e lo spettro della pancia della griglia play out. L’Andria, sempre a caccia di punti, oggi, nonostante una gara, accettabile, ha mostrato la sua grande debolezza in trasferta, cadendo ed allontanandosi dalle formazioni fuori dalla zona play out, rimanendo incagliata al penultimo posto in graduatoria. La Vibonese di Orlandi, come prevedibile, è crollata a Palermo, dopo un primo tempo chiusa in un bunker, ma l’isolamento, in fondo alla classifica, appare un segnale netto e tangibile di una retrocessione annunciata e nettamente marcata dall’assenza di gioco e risultati che ne hanno caratterizzata la stagione.

BARI – VIRTUS FRANCAVILLA: al San Nicola, su un campo pesante si affrontavano il Bari di Mignani ed il Francavilla di Taurino. Il match era molto importante perché dovevano essere assegnati punti importanti per entrambe, ma per i padroni di casa, alla vigilia dello scontro diretto con il Catanzaro (nel prossimo turno, in Calabria), potevano essere vitali solo a mantenere distanziati i più immediati inseguitori. Fasi di studio iniziali, sotto la pioggia battente ed il campo abbastanza pesante con acquitrino, poi il Bari passava, con una incursione dalla sinistra, palla scodellata verso l’area piccola, raccolta da un calciatore, veniva portata verso il fondo, rimessa al centro, dove, sulla linea di porta, Cheddira anticipava tutti segnando l’1 a 0. Nel primo tempo non accadeva più nulla e, nella ripresa, il Francavilla iniziava a macinare gioco per riaprire la gara. Al 12°, un fallo su un calciatore ospite, veniva sanzionato con una punizione. Alla battuta, da oltre trenta metri, s’incaricava Maiorino che con una bordata missilistica vedeva la palla infilarsi, in rete, nell’angolino superiore sinistro della porta di Frattali. I padroni di casa riprendevano subito a macinare gioco, ma non si rendevano eccessivamente pericolosi e, quando ormai era chiaro che si sarebbe risolto in un pareggio la contesa, al 2° minuto di recupero, si aveva l’azione che decideva il risultato. Apertura dalla metà campo del Bari e palla lanciata a Citro, grandi falcate per entrare in area dalla sinistra e, appena entrato, sparava una bordata di sinistro, ferale nell’insaccarsi in rete, sotto la traversa, per il 2 a 1 liberatorio tanto per la squadra che per il pubblico presente al San Nicola. Erano tre punti fondamentali per la corsa alla B che si combinavano con le notizie provenienti da Monopoli dove, i calabresi di Vivarini, battuti, venivano ricacciati a sette punti dai pugliesi, quasi un segno del destino sull’esito di questo campionato.

MONOPOLI – CATANZARO: l’incrocio del Veneziani tra i monopolitani di Colombo e i calabresi di Vivarini, era considerato alla vigilia, una trappola insidiosa per i giallo rossi catanzaresi, impegnati nella rincorsa alla lepre Bari, sempre a ritmo sostenuto. Il campo adriatico vedeva solo 23 secondi la prima emozione del match. Una palla smistata verso la fascia sinistra veniva raccolta da Borrelli che, dal limite dell’area, faceva partire una fiondata micidiale nell’infilarsi nell’angolo più lontano alla sinistra del portiere catanzarese. Passavano solo cinque minuti e gli ospiti usufruivano dalla destra di un calcio di punizione. Sulla battuta, a centro area, di testa l’attaccante Biasci depositava la palla in rete per il pareggio. Al 16°, l’ultimo passaggio decisivo. Un fallo su un monopolitano, in area, portava l’adriatico Mercadante sul dischetto del penalty ed il 2 a 1 arrideva ai bianco verdi di Colombo. Da questo momento in poi, gli ospiti attaccavano per recuperare la partita, ma il Monopoli non arretrava, anzi si manteneva in schema ordinato non rischiando nulla, rendendosi pericoloso in altre circostanze. Calabresi, fino al termine, ala ricerca del goal del pareggio ma, al fischio finale, amarezza e rabbia per una sconfitta maturata in quei minuti inziali, chiaro segno che la lotta alla B diventa, d’ora in poi, molto più ardua, quasi fosse una scalata impervia con la vetta allontanatasi in modo considerevole.

PAGANESE – AVELLINO: al Torre di Pagani, i padroni di casa, affrontavano gli irpini di Gautieri, per un confronto duro e qualitativamente molto squilibrato, ma a vantaggio degli avellinesi. Ospiti aggressivi, sin dal fischio arbitrale iniziale e, al 18°, da calcio d’angolo, Ciancio, anticipando tutti, piazzava la palla in rete, vanificando il tentativo di parata di Baiocco. In svantaggio, i salernitani cercavano di reagire, per la rete del pari, ma il portiere Forte era insuperabile. L’espulsione di Bensaja (doppio giallo) era il segnale della serata negativa ed in superiorità numerica i bianco verdi irpini trovavano la rete del raddoppio. Errato disimpegno della retroguardia blu stellata e l’Avellino recuperava una palla che, smistata sulla sinistra, vedeva Kragl, battere violentemente in rete e siglare il 2 a 0. Paganesi in avanti per qualche ulteriore occasione, ma era Forte, in serata di grazia, a dire “no” agli avanti salernitani. Finiva con la gioia degli ospiti e la costernazione per la formazione salernitana sommata al malumore dell’insoddisfatto pubblico con Grassadonia, sulla graticola, ma, a poche giornate dal termine, la caduta libera, continua, non promettendo nulla di buono.

PALERMO – VIBONESE: il match tra i rosanero ed i calabresi, alla vigilia, vedeva i padroni di casa favoriti. Nel primo tempo, infatti, a parte un palo ed una traversa dei siciliani, non si vedeva nessuna reazione degli ospiti, intenti a cercare di giocare con il cronometro e far trascorrere il tempo. Nella ripresa, dopo sei minuti, una discesa De Rosa, palla a Giron e cross per il centro area dove Valente, sotto porta, piazzava la palla dell’1 a 0. I siciliani continuavano a rendere dura la serata degli ospiti tanto che, dopo una serie di tentativi andati a vuoto. a nove minuti dal 90°, andavano al raddoppio. Luperini apriva per Valente, sgroppata verso il fondo campo e cross per Brunori, con tocco a superare il portiere calabrese. Gara virtualmente chiusa, ma i padroni di casa insistevano, trovando il terzo goal. A tre minuti, dal fischio finale dell’arbitro, Luperini, dalla metà campo scendeva, poi smistava la palla all’accorrente Soleri che, entrato in area, con un tocco faceva superare la sfera, scavalcando il portiere calabrese, triplicando il vantaggio e il risultato finale stabilito il 3 a 0. Soddisfazione e gioia, in casa palermitana, con la convinzione che si dovrà rendere di più in trasferta, mentre sulla sponda calabrese, bocche cucite e tanta amarezza nonché delusione per un campionato che sta per esprimere il verdetto di condanna alla serie D nei confronti dei rossoblù di Orlandi, il quale non sa a quale santo votarsi per tirare fuori qualità e punti utili per una salvezza dalle sembianze di una vera e propria chimera.

TURRIS – FIDELIS ANDRIA: il match al Liguori era importante per entrambe le formazioni. La squadra di Caneo, reduce dalla trasferta non completata a Campobasso (causa neve), affrontava l’Andria di Di Bari, rilanciata, nelle proprie ambizioni di salvezza, dalla vittoria nel derby contro il Taranto. Una gara che si svolgeva senza particolari emozioni, in quanto i padroni di casa cercavano i tre punti per scalare qualche altra posizione nella futura griglia play off, mentre l’Andria, con atteggiamento prudente, puntava a mantenere inviolata la propria porta, tanto da far trascorrere il tempo e, all’intervallo, il pareggio era il risultato più giusto. Nella ripresa, l’inerzia del match sembrava dover far scivolare l’evento senza entusiasmare i tifosi presenti al Liguori, poi, a tredici minuti dalla fine, l’occasione per i corallini si presentava ghiotta e non poteva essere certamente sciupata. Una palla lavorata dal fascia sinistra vedeva la stessa crossata al centro dell’area, spizzicata da un attaccante corallino di testa per Leonetti che, ricevutala, spalle alla porta, la controllava e poi con un tiro forte, ma preciso, la collocava in porta per l’1 a 0. Gli andriesi, a questo punto, tentavano di portarsi in avanti, alla ricerca di riequilibrare il risultato, ma i corallini, con un’attenta fase difensiva, annullavano le intenzioni ospiti e l’1 a 0 veniva mantenuto fino al termine della gara. I padroni di casa si portavano l’unica cosa buona della serata, ovvero i tre punti, mentre l’amarezza per i federiciani di Di Bari era evidente, considerando l’importanza che un punto avrebbe avuto per continuare a sperare di avvicinarsi, in zona play out alle concorrenti che la precedono in classifica.

LATINA – POTENZA: al Francioni, impianto dei pontini, arrivava il Potenza di Arleo, a caccia, come sempre, di punti utili ad uscire, possibilmente, dalla griglia play out. Il match, alla vigilia, vedeva abbastanza favoriti i padroni di casa in quanto, tra le mura amiche, avevano finora costruito il loro campionato, improntato alla ricerca della permanenza, ma che, al momento, li vede in piena zona play off. Gara iniziata con una fase di studio ed entrambe cercavano di saggiare la consistenza delle difesa avversaria, ma non si avevano particolari emozioni, visto che la gara scorreva sui binari dell’equilibrio e si arrivava all’intervallo con il nulla di fatto. Ripresa frizzante soprattutto per merito degli ospiti che al quarto d’ora rompevano l’equilibrio, fino a quel punto mantenuto. Una palla scodellata dai lucani, verso l’area dei neroazzurri, veniva raccolta da Cuppone che la spediva, con un tiro violento, in porta rendendo vano l’intervento dell’estremo locale. Ci si attendeva, dopo questa marcatura, la reazione dei padroni di casa. In realtà il Potenza continuava a controllare l’incontro e, al 90°, una palla recuperata dalla difesa veniva portata in avanti dall’esterno sinistro lucano che, una volta entrato in area, nell’ uno contro uno, contro il diretto difensore, trovava il varco per passare la palla a Sandri abile a fintare sul portiere e collocarla in porta per il 2 a 0 e trovare la gioia della tifoseria potentina presente. Match praticamente chiuso, ma nel recupero, nuova occasione propizia per i lucani che arrotondavano il punteggio. nel quarto di minuto di recupero. Una punizione dal limite veniva battuta in modo chirurgico da Cargnelutti ed il portiere laziale, nulla poteva se non raccogliere la terza sfera entrata nella propria porta. Impresa, quindi, da parte della squadra di Arleo e salvezza che torna a vedersi all’orizzonte, pur nella consapevolezza che ci saranno ancora tante battaglie da affrontare e vincere, al contrario la battuta d’arresto, pesante, per i pontini di Di Donato, non incideva tanto sulla posizione di classifica, ma potrebbe avere risvolti sula tenuta mentale della squadra, condizione che sarà verificata nei prossimi turni di campionato.

AZ PICERNO – CAMPOBASSO: RINVIATA PER NEVE. Le condizioni climatiche, che hanno interessato le regioni meridionali nelle ultime due settimane, hanno portato, nel giorno precedente al match, un’abbondante nevicata che non ha consentito la praticabilità del terreno di gioco, pericoloso per l’incolumità dei tesserati. Ora si attenderà dalla Lega, la data per recuperare la gara, comunque, importante per entrambe le formazioni, al fine del raggiungimento degli obbiettivi stagionali.

TARANTO – FOGGIA: il derby ionico – dauno tra la formazione rossoblù e quella rossonera di Zeman, rappresentava per Laterza, un importante snodo, in una settimana in cui gli ionici erano chiamati a dare il massimo per accorciare il gap dalla quota permanenza, vicina, ma sempre da conquistare. Gara che, vedeva, all’alba della stessa, un leggera supremazia degli ospiti che cercavano di tenere il gioco, poi, dopo dodici minuti, un’incursione di Nicolao, dalla fascia sinistra, vedeva il dauno saltare De Maria ed il suo cross verso l’area, pericoloso, intercettato da Granata che la spediva nella porta difesa dal compagno Chiorra. Sullo 0 a 1, il Taranto subiva un leggero contraccolpo, tanto che Garofalo, intorno al ventesimo, aveva la palla per il 2 a 0, ma Chiorra, immolandosi, chiudeva bene lo spazio tra lui ed il palo sinistro, evitando una probabile marcatura: Su un’ennesima occasione foggiana, poi Chiorra era abile a deviare la sfera, piazzata da fuori area dal calciatore foggiano, poi, a quattro minuti dalla conclusione, da un’incursione dalla sinistra degli ionici, la palla, scodellata in area piccola, non veniva deviata in porta da Giovinco, anticipato di poco da un difensore rossonero e, all’intervallo, pareva chiaro che il Taranto avrebbe cercato di spingere al massimo contando anche su qualche sostituzione ad hoc. Nella ripresa, immediatamente una sassata da fuori impensieriva il portiere Dalmasso, poi al sesto minuto, un lungo rilancio dalla difesa rossoblù vedeva Giovinco in lotta con il suo marcatore, Saraniti, affiancarlo, nel momento in cui Dalmasso, uscito dall’area si vedeva scavalcato da un rimbalzo strano della sfera che velocemente, prima di adagiarsi a fondo campo, veniva arpionata dal rapace Saraniti e collocata, nella porta vuota, per l’1 a 1. Da questo momento in poi , gli ospiti sparivano dal terreno di gioco ed era il Taranto a dettare i tempi, anche se in un’occasione una sassata scagliata dai dauni, da fuori area veniva deviata da Chiorra in intervento plastico, quindi, proprio al 90°, un rimbalzo strano su De Maria dava la possibilità a Turchetta di battere a rete per una marcatura che sembrava certa, tiro errato che terminava fuori. Con il cronometro che appariva lento, proprio sull’ultima azione di gara, l’ennesimo cross dalla destra vedeva Di Gennaro, con un colpo di testa, sfiorare il palo della porta dauna, per una marcatura che avrebbe consentito di portare a casa, tre punti importanti. La settimana ionica, però, era appena iniziata, in quanto mercoledì 9, i rossoblù saranno impegnati a Vibo per completare il match dello scorso 15 febbraio, non completato per la nebbia che costrinse l’arbitro alla sospensione. Sarà importante approcciare quei 39 minuti, oltre al recupero da effettuare, nella stessa maniera del derby con il Foggia, se si vorranno mettere altri tre punti importanti nell’economia della classifica finora lusinghiera, visti gli obbiettivi iniziali prefissati.

CATANIA – MONTEROSI TUSCIA: al Massimo, gli etnei di Francesco Baldini, affrontavano l’enigmatico Monterosi Tuscia, una mina vagante del campionato. Attanagliati dai problemi societari, che vedono probabilmente il club etneo agli ultimi giorni di vita, i ragazzi di Baldini, impostavano il match con una fase aggressiva contando sull’atteggiamento degli ospiti. Dopo una serie di azioni di assaggio ed anche pericolose verso la porta dei laziali, al 25° minuto, etnei in vantaggio. Una punizione diretta, battuta dalla sinistra di Russini, con parabola velenosissima, vedeva la sfera insaccarsi alle spalle del portiere laziale, impotente nell’occasione per evitare la marcatura. Quindi un monologo dei siciliani che si riproponeva nella ripresa e, al 9° minuto, azione tambureggiante dei catanesi, con palla che vedeva una sgroppata dalla fascia sinistra, poi, prima di arrivare verso il fondo campo, cross a rientrare per Biondi che piazzava una bordata utile a fissare il risultato sul 2 a 0. Catania straripante ed ulteriori occasioni che tagliavano la retroguardia laziale fino a quando un’ulteriore azione in contropiede vedeva far giungere la palla all’accorrente Russotto il quale, giunto in area, con un preciso diagonale realizzava la marcatura del 3 a 0 per i siciliani. Mancavano solo pochi minuti al termine della gara, ma c’era il tempo perché gli ospiti, ad un minuto dal novantesimo, trovassero la rete della bandiera. Su un cross senza pretese dei viterbesi, un fallo di mani, netto, dava la possibilità di calciare il successivo rigore, allo specialista Costantino che, in modo infallibile, realizzava l’ 1 a 3 conclusivo, in una serata in cui le pecche dei laziali risultavano evidenti e la condizione mentale più che fisica non dava quelle certezze fino ad ora mostrate. Post gara incentrato sulle pesanti dichiarazioni di Baldini che, quasi da portavoce della squadra, in maniera secca decisa. quasi stizzito, mostrava nervosismo per l’assoluta mancanza di informazioni sulla situazione societaria e sulla corresponsione di quattro mesi di stipendio che stanno creando difficoltà, anche di sopravvivenza per taluni tesserati che chiaramente vivono con le loro famiglie dai proventi calcistici. Una situazione difficile e che si sta incancrenendo sempre più, contrariamente ai risultati sportivi che stanno andando in linea a quella programmazione stilata dalla SIGI, società che ha gestito il club etneo, fino a quando l’amministrazione giudiziaria controllata non ha iniziato a gestire questa scomoda ed anomala situazione.

ACR MESSINA – JUVE STABIA: al Massimino, la formazione di Raciti, sfruttando l’onda lunga di una serie di risultati positivi doveva affrontare la Juve Stabia del ritrovato Novellino, alla sua seconda esperienza sulla panchina delle “vespe” stabiesi. Gara che non aveva il tempo di sciorinare il suo canovaccio che, dopo sei minuti, ospiti in vantaggio. Da corner, palla in area messinese, un rimpallo favoriva Schiavi che con una botta dal limite dell’area piccola, con una leggera deviazione difensiva, trafiggeva il portiere Lewandowski. Da quell’istante in poi, il Messina cercava di pareggiare, ma i campani non si lasciavano superare e nonostante i vari tentativi, velleitari per lo più, il portiere stabiese Dini, manteneva la sua porta inviolata e , al termine la Juve Stabia rientrava in Campania con tre preziosissimi punti. I siciliani, scottati da questo imprevedibile stop, maturato dopo pochi minuti di gioco, avranno ora il tempo per raccogliere le idee e proiettarsi verso i successivi impegni di campionato, a partire dal match esterno di Campobasso, un vero e proprio spareggio al Nuovo Romagnoli, avanti a loro di un solo puntoin graduatoria.

Fabrizio Di Leo

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