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Taranto-Catania 3-2, la fotogallery

Serie C/C, il Bari liquida agevolmente la pratica Andria. Taranto: vittoria da spartani!

La Turris conferma le proprie qualità anche sul campo della Virtus Francavilla. Monopoli irriconoscibile sul campo del Potenza

La 15^ giornata non ha portato eccessivi scossoni in classifica ed i risultati, maturati sui campi, sono stati ampiamente previsti. Il Bari di Mignani ha avuto bisogno di un tempo per liquidare la pratica Andria grazie alla coppia Antenucci e Paponi, risultati immarcabili da parte della difesa federiciana. Il Palermo, attuale unico credibile interlocutore dei bianco rossi, schiantava una Paganese in netta difficoltà, con la panchina di Grassadonia, ora a rischio. Intanto, il Monopoli rallentava a Potenza e l’Avellino compiva un mezzo passo falso contro il Picerno del nuovo corso, targato Colucci. Il Catanzaro di Calabro, con grande difficoltà, dopo essere passato in vantaggio si faceva raggiungere sulla parità dalla Juve Stabia che Sottili, molto lentamente sta cercando di farla risalire, mentre la Turris di Caneo, espugnando Francavilla, ha conquistato tre punti che la proietta nelle prime posizioni di classifica. Il Taranto compiva l’impresa di vincere il suo incontro, quinto interno, superando il Catania, ad un minuto dal termine del recupero, mentre il Foggia, in Molise, non riusciva nel compito, una volta passato in vantaggio, di portare a termine il successo e dovendosi accontentare del pareggio. In coda, nei due match per la permanenza, il Latina ha superato il Messina, confermandosi squadra insuperabile, tra le mura amiche, mentre la gara tra Vibonese e Monetrosi ha partorito l’ennesimo pareggio che ancora i calabresi alla scomoda ultima posdizione in classifica, indizio di retrocessione diretta alla fine della stagione regolare.

FIDELIS ANDRIA – BARI: derby delle grandi occasioni, quello tra i federiciani di Ginestra e i biancorossi, all’insegna di obbiettivi contrapposti, ma importanti, per l’esito stagionale. I padroni di casa erano alla ricerca di punti importanti per schiodarsi dalla scomoda posizione in classifica (19° e penultimo posto in graduatoria), gli ospiti, al contrario, per continuare la marcia verso la serie superiore, ed interrompere la striscia esterna, deludente e segnata da sconfitte molto dolorose. Il match è stato disputato al cospetto del pubblico delle grandi occasioni, come spesso avviene in eventi così importanti, al “Degli Ulivi”, e ha rappresentato lo spettacolo nello spettacolo avendo supportato entrambe le formazioni, fin dal loro ingresso, sul terreno di gioco. Già dalle prime battute si notava la freschezza, la voglia, associate alla tecnica e qualità della formazione biancorossa, tali da mettere in apprensione la squadra di Ginestra, tesa ad evitare di sbilanciarsi ed offrire la possibilità di farsi colpire, soprattutto dalle fasce. Dopo venti minuti, i biancorossi sbloccavano l’andamento del match. Un cross in area, di Antenucci, per Paponi, costringeva il difensore azzurro Venturini a commettere fallo e provocare il rigore che lo stesso Antenucci si incaricava della realizzazione, portando la squadra barese in vantaggio e dando il primo segnale al match. Sull’ 1 a 0 per gli ospiti, i padroni di casa rimanevano interdetti per l’improvvisa svolta e biancorossi ancora più pericolosi, per cercare la chiusura della contesa, tanto che al 38°, il solito Antenucci, crossava in area e Paponi, anticipando sia il difensore Venturini che il portiere, piazzava la palla in rete per il 2 a 0. La gara, virtualmente, si chiudeva qui, in quanto l’Andria era incapace di reagire in modo veemente e, nella ripresa, con il Bari, teso al controllo dell’incontro ed all’amministrazione del prezioso vantaggio, l’incontro scivolava via, sempre con gli ospiti che tentavano qualche sortita, in ottica arrotondamento del punteggio. Ed la 27°, gloria anche per Antenucci, il match winner della serata. Una palla giunta sui suoi piedi, in area andriese, lo portava ad una prima conclusione, respinta magistralmnte dal portiere e, sulla respinta, metteva il sigillo, realizzando la rete del 3 a 0. Non accadeva più nulla, sino al termine e la capolista dl campionato inannellava altri tre punti dopo una prestazione convincente sia nel gioco, sia nella qualità dello stesso ma, soprattutto, nel cinismo dello sfruttare le occasioni per infilzare l’avversario, inerme di fronte a tanta superiorità. Per Ginestra e i suoi ragazzi, preso atto di una serata in cui non era possibile fare di più di quello offerto al pubblico amico, ora la situazione si complica e il match del prossimo turno, a Messina, diventa importantissimo, in ottica lotta per la zona play out e la permanenza in terza serie.

PALERMO – PAGANESE: il match al Barbera, per i rosaneri, aveva un’importanza notevole, in quanto un eventuale successo avrebbe consentito di continuare l’inseguimento alla capolista Bari e sperare, in caso di passi falsi dei pugliesi, l’aggancio in vetta. Per i salernitani, in periodo oscuro, visti i risultati, la gara in Sicilia doveva, e poteva, rappresentare il nuovo rilancio, in considerazione che la caduta libera, delle ultime settimane, rischiava il coinvolgimento in zona play out. L’inizio dell’incontro verteva tutto a favore dei palermitani, in quanto Filippi aveva preparato la sfida curando i minimi particolari, ma i campani di Grassadonia, nella prima mezz’ora di gara, in fase di contenimento non permettevano, ai rosanero, di sfondare dalle fasce e questo premiava, soprattutto l’assetto difensivo. Al 34°, però, una giocata scaturita dal centrocampo dei padroni di casa, dava la possibilità a Fella, il bomber del momento, di infilare d’astuzia il portiere Baiocco, fino a quel momento impeccabile nelle occasioni create dai locali. Lo svantaggio subito, disorientava gli ospiti che, fino all’intervallo, non riuscivano ad ideare giocate tali da poter risultare realmente pericolosi e, alla pausa dei tempi, vantaggio ampiamente meritato dei ragazzi di Filippi. La ripresa riprendeva con qualche timido accenno di reazione da parte degli ospiti, mentre il Palermo continuava nel suo incedere, per tenere lontani gli attaccanti ospiti e cercava di inaridire la fonte campana. Lo svolgimento del match non dava scossoni particolari e a complicare la situazione, arrivava l’espulsione del paganese Tissone, tanto che, su un’apertura sulla fascia destra, un cross verso l’area ospite veniva raccolto che da Soleri che scoccava un tiro, imparabile, per l’incolpevole Baiocco. Era il 34° e l’incontro risultava, virtualmente chiuso, anzi, i rosanero, approfittando della superiorità numerica, affondavano ulteriormente nella difesa ospite e con Brunori Sandri, quattro minuti dopo il 2 a 0, arrotondavano il punteggio fissandolo sul 3 a 0. La soddisfazione dei palermitani era evidente, al termine del match, e faceva da contro altare alla grandissima delusione ed amarezza dei salernitani che, ancora una volta sconfitti, continuano la caduta libera verso le pericolose zone della classifica indicanti i play out, lotteria sempre rischiosa e quasi fosse una palude in cui sprofondare.

VIRTUS FRANCAVILLA – TURRIS: gara importante alla vigilia che vedeva subito gli ospiti di Caneo, molto aggressivi e protesi alla ricerca della rete del vantaggio, ma i ragazzi di Taurino risucivano a difendersi con ordine e tentare, verso la fine dei primi quarantacinque minuti, la rete del vantaggio. Nella ripresa, dopo tre minuti, azione fulminea degli Imperiali ed un fallo della difesa corallina su Tchetchoua, portava Maiorino sul rigore che, battuto di precisione, dava il vantaggio ai padroni di casa. Sull’1 a 0, ospiti che cominciavano ad attaccare con veemenza, con Santaniello, quale punta terminale e letale nelle sue conclusioni. Al 15° del secondo tempo, Tascone scodellava la palla a Varutti che la lanciava, in area, a Santaniello che, in anticipo, sul difensore e portiere, piazzava la palla dell’1 a 1, mutando il corso del match. Infatti, i corallini di Caneo, proiettati in avanti, trovavano il goal del vantaggio, a sette minuti dal novantesimo. Varutti, dalla fascia serviva il giovane Pavone che, solo davanti al portiere di casa, in girata, piazzava la palla del 2 a 1, per un importante vittoria. Amarezza per Taurino, nel post gara, causa una battuta d’arresto che frena la scalata in classifica, iniziata alcune settimane orsono, Caneo, intanto gongola e va con la sua Turris, ora terza a cinque punti dalla vetta, e con l’obbiettivo, nelle prossime gare, di accorciare il gap dai biancorossi di Mignani.

POTENZA – MONOPOLI: gara vitale era quella che si disputava al Viviani di Potenza, tra i lucani di Trocini ed il Monopoli, lanciato all’inseguimento della capolista Bari, reduce dal vittorioso derby con il Taranto. L’incontro aveva un andamento in cui gli attacchi, imprecisi non riuscivano a perforare le difese che erano, sostanzialmente, attente. Il Monopoli, quasi irriconoscibile, con le sue punte, non creava occasioni particolarmente interessanti ed il Potenza, notoriamente sterile in fase offensiva, non creava per tutto il corso del match alcuna azione degna di nota. Il match era quindi da classificarsi brutto ma, al termine, la classica divisione della posta poteva accontentare più i lucani, preoccupati per l’attacco dirompente pugliese preannunciato, mentre i ragazzi di Colombo non potevano ritenersi soddisfatti, vista la prestazione opaca mostrata.

CATANZARO – JUVE STABIA: nuova prestazione incolore ra quella mostrata dalla formazione di Calabro, al cospetto del pubblico amico, nel confronto con la Juve Stabia, rigenerata, di Sottili. Il brutto stop di Torre del Greco, con le scorie relative lasciate nella setimana post match, condizionava i calabresi che, nella prima frazione, risultavano imprecisi nelle conclusioni e le “vespe” stabiesi si rendevano pericolose con incursioni da mettere i brividi al pubblico presente al Ceravolo. Lo 0 a 0, della prima frazione, era il risultato giusto e nella ripresa la formazione di Calabro cercava di sbloccare il risultato per arpionare tre punti fondamentali, nell’ottica della rincorsa alle posizioni di vertice. La gara quindi scorreva con gran pressing calabrese nei confronti della difesa campana e le occasioni per passare si sprecavano, fino a quando, a sei minuti dal termine, Bombagi, ricevuta una palla in area stabiese, piazzava un diagonale che portava il Catanzaro sull’1a 0 e la convinzione che l’incontro avrebbe potuto essere chiuso. Gli ospiti però non erano della stessa convinzione e, dopo un paio di minuti, trovavano la giocata della domenica. Guarracino penetrava in area giallorossa, smanacciata del portiere Branduani a deviare la palla e, sulla sua ribattuta, Della Pietra spingeva in reta la sfera dell’1 a 1, marcatura decisiva conclusiva per il risultato finale di parità. Occasione persa per Calabro, per rimanere attaccati al vertice, distante nove punti (dal Bari), cinque dal Palermo e quattro dal Monopoli, chiaramente con i mugugni del’ambiente e tanta amarezza per la fromazione catanzarese che dovrà riscattarsi già dalla prossima trasferta di Viterbo (contro il Monterosi), mentre la gioia ospite, per il punto arpionato a due minuti dal noventesimo, permette agli stabiesi di essere ad un tiro di schioppo dalla decima posizione, ultima utile per entrare nella griglia play off.

AVELLINO – AZ PICERNO: la gara al Partenio, ha mostrato ancora una volta la fragilità della compagine irpina che già dalle prime barttute del match ha palesato delle difficoltà difensive. Al 14°, infatti, un tiro verso l’area dell’Avellino veniva respinta da un giocatore locale, nuova conclusione verso l’area ed il difensore, tentando di appoggiare al portiere con un retropassaggio, innescava De Cristofaro che, non facendoselo ripetere, arpionata la palla, invitava il portiere Forte all’uscita e superatolo, depositava la sfera dell’ 1 a 0, a favore dei lucani. Questa rete spronava gli irpini che, a testa bassa, si caricavano alla ricerca del pareggio e nonostante il grande impegno (ed alcuni pali e traverse colpiti), tra la sfortuna, ma soprattutto l’imprecisione, non riuscivano proprio a pareggiare. All’intervallo, i mugugni della tifoseria locale rappresentavano il termometro del gradimento dello spettacolo in campo. Dopo quattro minuti, nella ripresa, arrivava la svolta del match. Un dubbio fallo commesso dalla difesa picernese (al limite dell’area melandrina) veniva valutato come punibile con un rigore e Maniero, con perfetta esecuzione, portava le squadre in parità. Quattro minuti dopo, il match aveva una nuova svolta. Il difensore picernese D’Angelo, già ammonito nel primo tempo, commetteva un fallo (da giallo) e l’ennesimo cartellino lo costringeva all’espulsione, costringendo i suoi compagni all’inferiorità numerica e rischio di compromissione del risultato, vista quasi tutta la ripresa da giocare. Questo evento non scoraggiava gli ospiti, anzi li ricompattava ulteriormente e gli irpini non ne approfittavano, sciupando un paio d’occasioni favorevolissime, ma alla fine il risultato di 1 a 1, era sentenziato dal campo, con disapprovazione della tifoseria avellinese, ma accolto comunque come utile ad entrambe per muovere la classifica e, soprattutto, per gli ospiti , diretti dal neo mister Colucci, a ripartire ed allontanarsi dalla zona play out.

TARANTO – CATANIA: Laterza, proprio in fase di riscaldamento pre match, doveva contare sull’indisponibilità di Falcone, privandolo di un’ulteriore pedina nello scacchiere rossoblù. La situazione emergenziale si acuiva quando, dopo pochi minuti dall’inizio del match, anche Ferrara era costretto ad uscire per un infortunio patito in occasione di una chiusura su un avversario. In questa situazione, la gara con il Catania, che già presentava delle criticità non indifferenti, veniva affrontata con la formazione composta da Chiorra, in porta, con linea difensiva, sugli esterni, a destra Tomassini, rientrante e, a sinistra, Ferrara, con Zullo e Granata centrali, a metà campo, Marsili e Labriola, il tridente, alle spalle del rientrante Italeng, Pacilli sulla destra, Giovinco trequartista e Civilleri, a sinistra. Al quarto d’ora, ionici in vantaggio. De Maria crossava in area, Clayton, respingeva, in maniera goffa, Giovinco, in acrobazia, tirava la palla che, come una sfera da biliardo si infilava in porta, carambolando sul palo interno alla sinistra del portiere Sala. Sull’1 a 0, il Catania reagiva e Chorra compiva un intervento eccezionale su Russini, alzando la palla sopra la sua porta, poi era Labriola che, dopo una conclusione di Pacilli a recuperare una palla, con una semigiravolta colpendo la sfera, la stessa scorreva lungo parte superiore della traversa, a portiere battuto. Quindi Monteagudo si mangiava una clamorosa occasione, Calapai era impreciso nella conclusione creata nei pressi della porta di Chiorra. Nella ripresa, un Taranto sornione aveva l’ocasione giusta per raddoppiare che la capitalizzava al 12° quando, Civilleri, raccogliendo un rinvio sporco di Maldonado, gli permetteva di piazzare una straffilata tranciante la difesa e conclusa nella rete etnea, confezionando il 2 a 0 ionico. Quando sembrava che il match fosse incanalato sui binari del successo, il Catania trovava prima il goal di Sipos, al 16°, abile con un pallonennto a superare, prima un difensore ionico, e poi a scavalcare il portiere Chiorra in disperata uscita. Quindi al 26°, un dubbio fallo in area rossoblù, veniva considerato passibile dell’assegnazione del rigore da parte dell’arbitro e Moro non si lasciava pregare per la sua realizzazione. Sul 2 a 2 e con il Taranto in dieci, per l’espulsione di Granata, al 4° minuto di recupero, quando ormai il match sembrava essere avviato al pareggio, arrivava il colpo di schena. Ionici bravi a trovare un corner e Marsili, scodellando la palla in area, trovava la testa di Bellocq, il quale, anticipando tutti, gonfiava la rete per il 3 a 2 ed il ripudio del pubblico dello Iacovone, impazzito di gioia per il goal che spazzava via le streghe di un risultato immeritato. Nel post gara, ad un Laterza pacato e sempre lucido nell’analisi della gara, si contrapponeva Baldini, tecnico etneo, esternante giudizi poco lusinghieri nei confronti dei colori rossoblu, non dando i giusti meriti alla formazione di Laterza, anzi sostenendo ingiusto l’esito dell’incontro che,a suo dire, avrebbe dovuto premiare la sua formazione. Vittoria, però importante, che non lascia adito a tante considerazioni e lunedì prossimo, a Castellammare di Stabia, per affrontare un’altra sfida all’insegna del sacrificio che potrebbe portare novità importanti.

CAMPOBASSO – FOGGIA: il Foggia di Zeman, giunto in Molise con il piglio giusto per continuare la scalata alla classifica,si apoprocciava alla bella serata al Nuovo Romagnoli e si inceppava dopo aver dato l’impressione di poter riuscire a spuntarla sui ragazzi di Cudini. Dopo le schermaglie, inziali tra le due formazioni, il Foggia trovava il vantaggio con un’incursione di Nicoletti che piazzava la palla in area molisana dove Ferrante, con una bordata, segnava il goal dell’1 a 0. Era immedita la reazione di padroni di casa, ma nonostante la gran mole di gioco portava le squadre sul vantaggio della formnazione di Zeman. Nella ripresa, i rossoblù di casa arrivavano subito al pareggio. Al 2° minuto, era Liguori a trafiggere il portiere dopo una bella progressione ni area ed una fiondata, imparabile per l’estremo difensore foggiano. Quindi diventava un monologo per i padroni di casa che, nel finale, non sfruttavano la superiorità numerica per l’espulsione di Di Pasquale e, al termine, entrambe le formazioni erano contente della spartizione dei punti, più i foggiani che in inferiorità numerica avrebbero potuto perdere la gara.

LATINA – ACR MESSINA: i pontini di Di Donato, al Francioni, si confermano, imbattibili ed inarrestabili, tanto che, il match contro il Messina di Capuano, oltre ad essere l’ennesimo scontro diretto per la permanenza, poteva avere anche il significato dell’allontanamento, definitivo, dalla zona play out. I siciliani, giunti nel Lazio con il chiaro intento di invertire il trend che nelle ultime settimane li aveva fatti scivolare ai margini della zona retrocessione diretta, affrontavano il match contro i nero azzurri pontini, in maniera guardinga, sperando di poter contenere gli attacchi dei padroni di casa e, soperattutto, una volta abbassato il ritmo gara, tentare qualche sortita, magari propizia per sbloccare il risultato. La gara, nel primo tempo, viveva di un equilibrio in cui si evidenziava la gran volontà del Latina di sbloccare il risultato contrapporsi alla tranquillità, apparente, e l’ordine della fase difensiva dei messinesi. Quando la prima frazione di gara sembrava scivolare sul nulla di fatto e rimandare il verdetto della contesa, alla ripresa, una goicata sulla fascia sinistra, vedeva un cross preciso al centro dell’area dove un attaccante nero azzurro veniva affiondato da un difensore peloritano e l’arbitro decretava il calcio di rigore. Sul dischetto era il solito Carletti, a realizzare con un tiro centrale e portare i padroni di casa in vantaggio. Era il 31° della ripresa e gli ospiti avevano circa un quarto d’ora per reagire allo svantaggio. I messinesi, storditi dall’improvviso svantaggio, non riuscivano a rendersi pericolosi e si andava, all’intervallo, con i pontini, nel complesso meritatamente vincenti. Nella ripresa, l’andamento del match non mutava e se il Latina amministrava il risultato, non disdegnando qualche incursione in area ospite, i messimesi di Capuano non riuscivano proprio ad essere pericolosi e, alla fine, il risultato sentenziava l’ennesima vittoria casalinga dei nero azzurri di Di Donato (terza consecutiva casalinga, quinta complessiva), mentre il tecnico peloritano, ancora una volta preoccupato, per l’ennesima volata cercava di spiegare l’insuccesso, accampando delle motivazioni che comunque non portano punti, anzi, la terza sconfitta consecutiva lo conduce a profonde riflessioni su questa involuzione della sua squadra.

VIBONESE – MONTEROSI TUSCIA: l’incontro al Razza di Vibo, alla vigilia, definito un’ulteriore possibilità per i padroni di casa di cercare l’aggancio alla zona play out, ha visto, per l’ennesima volta, i calabresi fallire nell’intento. Gara scialba, priva di emozioni, in cui gli ospiti di Menichini hanno voluto accontentarsi del punto, visto la chiusura ermetica e blindatura delal difesa rossoblù di casa e questo è stato l’andamento del match. Un pareggio, quello tra calabresi e laziali, che accontenta più gli ospiti, un punto utile a rimanere nell’ottica della salvezza diretta senza play out, mentre per il club del patron Caffo, quest’ennesimo scontro diretto, per la permanenza, li ha, ancor di più, ancorati al fondo della graduatoria e la solitudine, in quella scomoda posizione, se non corroborata da risultati concreti, potrebbe portare, inconsapevolmente uno stato mentale di rilassamento a fronte dell’importenza di non poter nulla in questa stagione negativa, almeno finora. Il Monterosi del patron Capponi continua la sua marcia, molto rallentata, con lo scopo della permanenza, ma nel post gara, Menichini ha espresso parole di elogio per i suoi ragazzi, pur con un pizzico di rammarico per non aver osato di più e, probabilmente, questo ha impedito la possibiltà di portare a casa tre punti che sarebbero stati importanti nella corsa alla permanenza.

Fabrizio Di Leo

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