La 23^ giornata di campionato, prevista come interlocutoria, alla fine delle gare disputate portava certezze e anche delusioni. La Juve Stabia, con il suo fare sornione, sceso in Lucania per dare seguito alla sua, finora eccellente stagione, con una prova robusta e muscoli esibiti, passava a Potenza, continuando la sua fuga, solitaria, in vetta alla classifica. La sorpresa veniva nel Monday Night, al Lombardi Partenio, dove l’Avellino, nel derby con il Sorrento di Maiuri, non riusciva a a scalfire la difesa dei costieri e, alla fine veniva punito da Ravasio che consentiva ai sorrentini di conquistare i tre punti e portarsi quasi a ridosso del gruppone di testa, tallonante la Juve Stabia. Le immediate inseguitrici dell’Avellino, ora a sette punti di svantaggio rispetto alla capolista, rallentavano tutte. Il Picerno, non andava oltre il pari a Giugliano dopo aver intravisto la possibilità di vincere il match, costretto a dividersi la posta in palio, la Casertana, compiva un mezzo passo falso contro il Latina del nuovo corso che intralciava la marcia dei falchetti, inaspettatamente, diverso il discorso sul Crotone. Recatosi in Puglia, a Cerignola, dopo un assaggio delle sue potenzialità, in doppio vantaggio, successivamente crollava e subiva una pesante sconfitta con ripercussioni sul morale, per essersi bloccato in maniera inspiegabile. Nella zona franca della classifica, ennesimo passo falso del Catania che nonostante una campagna faraonica di potenziamento, al cospetto del Monopoli, al Massimino, falliva l’appuntamento con la vittoria e la quasi certificazione del fallimento stagionale, nonostante i grandi investimenti effettuati. In coda, la Turris non andava oltre il pareggio pirotecnico, casalingo, contro il Messina, aggravando la sua posizione in zona play out, La Virtus Francavilla, battendo il Foggia, certificando lo stato di assoluta difficoltà dei dauni, faceva un bel passo avanti in zona play out, contrariamente al Brindisi che, in trasferta, con il Monterosi non andava oltre ad un pari che serviva ben poco e faceva intravedere nubi che stanno iniziando ad oscurare l’orizzonte permanenza in serie C.
POTENZA – JUVE STABIA: al sesto minuto rete annullata al Potenza con Caturano pescato da Saporiti in fuorigioco. Gli ospiti si affacciavano dalle parti di Alastra al 13esimo con Adorante che di testa non riusciva però ad imprimere forza e precisione. Stessa dinamica, ma dalla parte opposta, tre minuti dopo con Caturano che mandava la palla di poco alta sulla traversa. Ma sono gli ospiti a fare il gioco e a passare in vantaggio al 19esimo con Adorante (0-1) che raccoglieva di testa l’assist di Piscopo, scavalcando Alastra. Il raddoppio delle “Vespe” arrivava 13 minuti dopo (0-2) e portava sempre la firma del numero 9 gialloblù che dal centro dell’area piccola non aveva problemi a battere per la seconda volta l’estremo difensore potentino. Si andava così negli spogliatoi. Nella ripresa partiva bene il Potenza con Rossetti che dopo 30 secondi costringeva Thiam ad una grande parata ma era la Juve Stabia a trovare la terza rete con Erradi (0-3), subentrato a Romeo, che pescato da Buglio la piazzava, per la terza volta, alle spalle del portiere rossoblù. Il Potenza accorciava le distanze al’86esimo con Volpe (1-3) che concludeva con un diagonale potente da fuori area che scheggiava la base del palo e finiva in rete. Era l’ultima occasione di una gara che consacrava la superiorità della capolista. Un brutto Potenza, mai entrato in partita, concedeva la resa delle armi alla Juve Stabia che tornava alla vittoria dopo tre pareggi e si proiettava a continuare a vestire il ruolo di protagonista in questo Campionato. Per Marchionni la situazione si complicava.
AVELLINO – SORRENTO: Biancoverdi e Rossoneri erano fra le squadre più in forma del momento: irpini reduci dal successo di Foggia, che aveva permesso a Patierno e compagni di accorciare sulla Juve Stabia e issarsi al secondo posto in solitaria. Grande periodo anche per i costieri, protagonisti di una striscia di risultati utili consecutivi che aveva permesso la risalita fino alla zona playoff. Palmiero usciva dalla formazione titolare, lasciando spazio a Lores Varela, mentre Armellino si posizionava in cabina di regia. In avanti, Patierno prendeva il posto di Gori. Al 13’, il Sorrento cercava l’occasione con Ravasio, che si gettava su un cross di Messori. Con la punta del piede, anticipando Rigione, riusciva a mandare il pallone oltre la traversa. L’Avellino creava un’occasione al 14’: un break sulla trequarti vedeva Patierno che serviva sulla sinistra Sgarbi, il quale, in corsa, tentava un destro sul secondo palo, ma Del Sorbo respingeva. Svolta al 20’: fallo su chiara occasione da rete per Blondett, che stendeva Lores Varela lanciato a rete. Bravo l’uruguaiano ad anticipare il difensore, il quale, in scivolata, lo travolgeva meritando il cartellino rosso. Al 36’, ancora un’azione orchestrata dall’Avellino: il pallone giungeva a Lores Varela, il quale scagliava un potente tiro destro, ma veniva respinto dal corpo di Todisco. Era probabile che Del Sorbo avesse risentito di quel colpo. Al 44’, dopo il calcio d’angolo, Rigione eseguiva un ottimo tiro al volo, ma il portiere del Sorrento rispondeva istintivamente. Successivamente, la difesa allontanava il pericolo. Al termine della prima frazione, Avellino e Sorrento andavano negli spogliatoi con un pareggio di 0-0. Gli Avellinesi erano stati più volte pericolosi, mentre il Sorrento era rimasto in inferiorità numerica con 10 uomini a seguito del rosso a Blondett. Al 58′, pericoloso Gori, che di testa riusciva a colpire un corner calciato da Liotti, ma non riusciva a indirizzare il pallone in porta. Al 68′, gol di Patierno annullato per fuorigioco: l’attaccante sembrava trovarsi oltre la linea difensiva del Sorrento. Il vantaggio ospite arrivava al 70′: azione costruita dai giocatori del Sorrento, che arrivava fino a Ravasio il quale, dal limite dell’area, eseguiva un preciso tiro a giro che batteva Ghidotti sul palo più lontano. Avellino-Sorrento 0-1: continuava la maledizione del Partenio-Lombardi. Il Sorrento (in 10 dal 20′) beffava l’Avellino. Primo posto, per gli irpini, a -7.
AUDACE CERIGNOLA – CROTONE: il Crotone iniziava mostrando la volontà di tenere il possesso nonostante Mister Zauli doveva fare ancora a meno degli infortunati Leo, Gigliotti, D’Errico e Vuthaj mentre Vinicius era in panca non al meglio, proprio quando andava al Catanzaro faro Petriccione. Ma il Cerignola di Mister Tisci, che poteva tornare a contare su tutta la sua rosa e sempre con il consueto 4-3-2-1, cercava di farsi trovare pronto calciando verso Dini per primo al terzo minuto con Tascone che non approfittava dell’assistenza di D’Andrea dopo una palla persa da Papini. Al 6’ sbandava nuovamente Zauli con il suo 3-5-2 con Dini che sventava la conclusione dell’ex Zak Ruggiero, sulla ribattuta ci provava D’Andrea ma veniva murato in angolo. Le condizioni del terreno, in sintetico, sembravano davvero improbabili, così il possesso ospite era meno fluido del consueto anche per l’inedita composizione della mediana. Al 13’ squali ad un passo dal vantaggio con Gomez che staccava in modo imperioso di testa, sull’invito dalla destra di Tribuzzi, ma la palla sfiorava la traversa. Fino a poco prima della mezz’ora di gioco c’era solo il Crotone a produrre azioni ed a costringere il Cerignola a correre ed a rilanciare di rimessa con Felippe e Gomez tra i più intraprendenti. Ed al 26’ arrivava il vantaggio con un autogoal di Gonnelli che nel tentativo di intervenire su una palla messa in mezzo da Giron dopo una gran bella azione, toccava nella propria porta impedendo a Krapikas qualsiasi intervento. Al 32’ non ce la faceva Papini, entrava al suo posto Bove che spostava Loiacono a braccetto di sinistra. Al 40’ raddoppio rossoblù: Tribuzzi andava via sulla destra e metteva al centro una gran palla dove D’Ursi svettava più in alto di tutti e metteva all’angolino alla sinistra di Krapikas. Terminava con un meritatissimo doppio vantaggio per gli ospiti grazie soprattutto alla grande personalità mostrata per tutta la prima frazione con i padroni di casa che non riuscivano a ripartire anche per preventive eseguite benissimo da Altobelli e compagni. Tisci non voleva lasciare nulla di intentato ed attuava un triplo cambio: mandava in campo Trezza, Russo e Sainz-Maza per Krapikas (evidentemente per infortunio), Rizzo e Tascone. E subito al 48’ Ruggiero crossava dalla sinistra e D’Andrea deviava di testa colpendo la parte superiore della traversa. Ma Gomez rispondeva dopo due minuti: si sistemava sul sinistro la palla della terza rete ma il suo tiro sorvolava la traversa di poco. Poi era Tumminello che entrava in area e, da posizione defilata, incrociava col sinistro, ma Trezza rispondeva alla grande. Dopo un’altra serie di sferzate, al 67’ i padroni di casa dimezzavano lo svantaggio con Malcore che si infilava alle spalle di Altobelli su un lancio lungo e a tu per tu con Dini non sbagliava. Al 70’ D’Andrea sfiorava il pari e Zauli correva ai ripari: entravano Vinicius e Jurcec, fuori Vitale e Felippe. Ma nonostante il Crotone provasse a stringere i denti arrivava il pareggio dei padroni di casa con D’Andrea che, al 78’, controllava in area e superava Dini col destro, con Tisci concentratissimo che metteva dentro anche Visentin per Bianco. Tumminello provava da fuori e sfiorava il palo alla destra di Trezza ed il Crotone cercava di scuotersi anche con l’ingresso di Bruzzaniti per D’Ursi. Ma ad un minuto dalla fine arrivava la doccia fredda per i rossoblù: sul tiro di Sainz-Maza dal lato corto dell’area di rigore, Dini respingeva ma non poteva nulla sul tap-in di D’Andrea. Il Crotone era stremato l’arbitro prima concedeva 5 minuti di recupero e dopo 2 cacciava Mister Zauli che veniva allontanato per proteste ed arrivava l’ulteriore beffa della follia suicida con lo sbilanciamento esagerato e D’Andrea completava il suo show personale realizzando la quarta rete per i pugliesi. Per il Mister c’erano i complimenti, perché comunque c’era stata personalità e voglia. Ottimi sia Altobelli che Felippe (finché reggeva) ma soprattutto idee di gioco precise, al di là degli interpreti chiamati anche in emergenza a ricoprire ruoli da adattati anche nei momenti di difficoltà.
TARANTO – BENEVENTO: allo “Iacovone” il Benevento andava a caccia del quarto successo consecutivo per continuare a scalare posizioni in classifica, ma di contro il Taranto di Capuano provava in tutti i modi a rovinare i piani della Strega e gli ionici in classifica erano staccati dai giallorossi di appena due lunghezze. Capuano si schierava a specchio all’undici di Auteri e nel 3-4-3 dei padroni di casa il tridente offensivo era formato da Orlando, De Marchi e dall’ex Kanoute. Partiva della panchina l’ultimo arrivato Simeri. Nel 3-4-3 giallorosso c’era il rientro di Paleari tra i pali e dinanzi all’estremo difensore giallorosso confermato il terzetto composto da Berra, Capellini e Pastina. Improta e Benedetti erano gli esterni di centrocampo e in mezzo Talia, insieme ad Agazzi, era preferito a Pinato. In avanti con Lanina e Starita non c’era Ferrante, ma Ciano, con quest’ultimo assente contro la Casertana per squalifica. Al 4′ i padroni di casa si facevano vedere subito dagli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Zonta e il tentativo di testa di Miceli era bloccato da Paleari. Allo scoccare del 6′ calcio d’angolo anche per il Benevento calciato da Ciano che buttava il pallone nel cuore dell’area dove Berra era il più lesto di tutti e gonfiava la rete per il vantaggio giallorosso. All’11’ erroraccio di Capellini che consentiva a De Marchi di ritrovarsi dinanzi a Paleari e il portiere giallorosso gli respingeva la conclusione, ma sulla respinta Pastina stendeva lo stesso De Marchi e per il direttore di gara non c’erano dubbi ad assegnare il calcio di rigore ai padroni di casa. Dagli undici metri andava Kanoute che realizzava il gol dell’1-1. L’immediato pareggio galvanizzava la formazione ionica e al 22′ azione corale della troupe di Capuano con la conclusione finale di Zonta bloccata da Paleari. Al 30′ tornava a farsi vedere il Benevento e sul cross di Ciano ci arrivava Capellini con il pallone che andava fuori. Al 33′ conclusione di Kanoute e Paleari non aveva nessun problema a bloccare la sfera. Al 35′ Talia riceveva palla dalla destra e il suo tiro dal limite finiva sul fondo. La ripresa iniziava con due cambi per i padroni di casa, con Capuano che toglieva l’ammonito Riggio e De Marchi e schierava Enrici e l’ultimo arrivato Simeri. Al 3′ sponda di Starita per Agazzi che concludeva fuori. Al 6′ lampo di Ciano che aveva lo spazio e il tempo per aggiustarsi la sfera e far partire una perfetta conclusione che beffava Vannucchi riportando la Strega in avanti. Così come nella prima frazione, la Strega si mostrava incapace di mantenere il vantaggio e al 14′ cross dalla destra di Orlando, con Kanoute che faceva la sponda per l’ultimo arrivato Simeri che da due passi realizzava il gol del 2-2. Incassata la rete del pari, Auteri buttava dentro Ciciretti al posto di Starita e al 17′ ci provava Lanini con Vannucchi che bloccava in due tempi. Al 27′ il Taranto si faceva vedere ancora una volta dagli sviluppi di un angolo e la conclusione di Miceli era bloccata da Paleari. Al 28′ ultimi due cambi per il Benevento, con Auteri che inseriva Masciangelo e Marotta al posto di Berra e Ciano e di fatto passava al 4-2-4. Al 31′ Calvano riceveva palla dalla sinistra e la sua conclusione dalla distanza si spegneva sul fondo. Nell’ultimo spezzone di gara le due squadre si difendevano senza grosse sbavature e nell’ultimo dei cinque minuti di recupero Simeri aveva sui piedi il pallone per vincere la partita ma il suo pallonetto era bloccato da Paleari. L’ultima emozione del match con la Strega che tornava dallo “Iacovone” con un pari che le permetteva di salire al terzo posto a quota quaranta punti. Il Taranto, invece, saliva a trentotto e subito dietro al terzetto Picerno, Crotone e Casertana a trentanove.
GIUGLIANO – AZ PICERNO: il Giugliano agganciava il Picerno allo scadere, botta e risposta allo stadio De Cristofaro: al vantaggio di Maiorino rispondeva Caldore in pieno recupero, le due squadre si dividevano la posta in palio. Terzo risultato consecutivo per la squadra di Valerio Bertotto dopo la vittoria contro il Foggia e il pareggio in casa della Juve Stabia. La cronaca si apriva con il primo pericolo generato dai padroni di casa. Al 6’ ci provava De Sena direttamente da punizione, la sfera finiva sull’esterno della rete. Passavano dieci minuti e gli ospiti sbloccavano il risultato, la giocata di Maiorino sugli sviluppi di un calcio piazzato valeva il vantaggio rossoblù. Soltanto al 25’ i tigrotti provavano a reagire con Romano che, di testa, spediva fuori il suggerimento di De Rosa. Nel finale di primo tempo il Picerno sfiorava il raddoppio con una conclusione ad incrociare di Murano al 36’ e con una potenziale chance sprecata da Esposito al 37’. Il Giugliano, riordinate le idee all’intervallo, era chiamato a rincorrere. Tuttavia, la chance in apertura di ripresa erano targate Ceccarelli con una botta al volo dalla distanza, il pallone terminava sul fondo. I gialloblù replicavano con Salvemini al 52’: l’attaccante controllava e calciava, la difesa deviava in angolo. Tre minuti dopo Ciuferri concludeva con il mancino dall’interno dell’area, la palla sfiorava l’incrocio. A metà secondo tempo De Rosa pennellava per l’incornata di Salvemini, il numero dieci mandava alto da buona posizione. Al 78’ Romano faceva partire il sinistro che veniva ribattuto, Balde ci provava con il destro ma trovava i guanti di Summa. Il gruppo di Bertotto andava a caccia del pareggio che arrivava al 94’ con Caldore, bravo ad insaccare dopo un filtrante di Maselli. Cambiava in extremis il risultato al De Cristofaro, al triplice fischio era 1-1.
CASERTANA – LATINA: dopo due sconfitte consecutive la Casertana doveva ripartire e lo faceva grazie a due partite interne, per cercare di mantenere il ritmo delle prime e magari assottigliare il divario (ora dilatato a 10 punti) che la separavano dalla vetta della graduatoria, detenuta attualmente dalla Juve Stabia, la quale non accennava a rallentare anche grazie al nuovo profeta del gol, Adorante, che con una doppietta spianava la strada alle vespe nella trasferta di Potenza. Ma per ottenere risultati serviva che i falchetti ritrovassero quella spigliatezza, caratterizzanti il girone di andata, magari fidando anche su qualche elemento arrivato all’ombra della Reggia per dare a Cangelosi di guardarsi intorno e pescare elementi adatti da spedire nella mischia. Si cominciava col Latina che cerca continuità dopo la vittoria col Monterosi che bagnava nel migliore dei modi l’arrivo in panchina di Gaetano Fontana, dopo che con Di Donato si disperdeva gran parte del patrimonio accumulato nelle prime giornate di campionato. La Casertana tornava al Pinto e ritrovava, dopo quasi due mesi, anche i suoi tifosi a cui da tempo era stato interdetto l’accesso allo stadio, dopo che le scaramucce avvenute con la tifoseria del Foggia avevano evidenziato alcune criticità nei vari settori dell’impianto di Viale Medaglie d’Oro. Cangelosi optava per una variante rispetto alla formazione annunciata, inserendo dal 1’ Deli al posto di Toscano; invariati sia il reparto arretrato che quello avanzato, con Celiento e Montalto che andavano in panchina ma solo per onor di firma; tra i rincalzi anche l’altro neo arrivato Nicoletti con Anastasio che reggeva ancora nel ruolo di titolare sulla corsia mancina. Tutto come previsto per ii nerazzurri con l’undici che aveva battuto il Monterosi confermato in blocco. Tornava a disposizione Cortinovis che però andava in panchina, al pari di Crecco e Fabrizi, tra gli altri. Fontana si affidava a Del Sole e Riccardi per dare supporto a Fella; panchina anche per l’ultimo arrivato Mazzocchi in prestito dall’Avellino e per Sorrentino appena prelevato dal Benevento. La Casertana partiva a spron battuto e per i primi 5’ occupava costantemente la metà campo avversaria, senza però mai portarsi seriamente dalle parti di Fasolino. Il Latina preso atto della scarsa incisività rossoblù prendeva coraggio e capovolgeva spesso il fronte creando qualche occasione pericolosa. Al 5’ Paganini penetrava in area, ma al momento della conclusione scivolava e la sua azione sfumava. Al 6’ andava al tiro Del Sole, non trovando lo specchio della porta. Al 7’ Riccardi pescava Fella in area che faceva partire un diagonale che sfiorava il palo alla destra di Venturi. Al 9’ ancora al tiro Del Sole su palla indietro di Fella, ma anche stavolta la mira non era delle migliori. Solo al 10’ si rivedevano i falchetti con una punizione per un fallo subito da Carretta con Deli che trovava la torsione dello stesso attaccante ex Sud Tirol che si perdeva sul fondo. Al 15’ Anastasio dalla sinistra faceva partire un cross che Daaman ciccava, ma alle sue spalle spuntava Calapai la cui fucilata era respinta da Fasolino; ma era tutto vano per la posizione di fuorigioco dell’autore del cross. Al 20’ veloce rimessa laterale rossoblù con Curcio che andava alla conclusione che finiva fuori. Al 22’ altra opportunità per Fella che si girava in posizione precaria e concludeva a lato. Praticamente era il canto del cigno nerazzurro nel corso del primo tempo, perché al 25’ arrivava il gol della Casertana che faceva sparire dal campo la squadra di Fontana. Perseu commetteva fallo su Deli, Proietti e Anastasio concertavano il da farsi ed il tocco dell’ex Ternana per l’esterno rossoblù che faceva partire un sinistro micidiale che andava ad infilarsi in rete alla sinistra dell’ex portiere della Turris. Trovato il vantaggio la Casertana tornava alla scioltezza dei tempi migliori e produceva altre occasioni da rete con Tavernelli (33’) che chiudeva una pregevole azione di Deli e Proietti con Fasolino che bloccava a terra e soprattutto con Curcio (39’) che su servizio di Calapai cercava una sforbiciata acrobatica che sfiorava la traversa nerazzurra. Si ripartiva con un cambio per parte, con Cangelosi che rinunciava a Proietti a favore di Casoli e Fontana che ricorreva a Cortinovis in sostituzione di Marino. Il ritmo era molto più blando rispetto ai primi 45’ e bisognava attendere 6’ per ritrovare la Casertana in area con Carretta che al momento della battuta era anticipato dalla difesa e dall’uscita di Fasolino. Passa un minuto e Tavernelli metteva al centro un morbido cross sul quale Cortinovis riusciva ad anticipare la facile testata di Carretta. Al 17’ un lancio dalle retrovie trovava Ercolano in posizione defilata ed il tap in finale finiva a lato. Al 18’ Carretta lanciava Curcio che da appena dentro l’area sparava verso Fasolino, ma il portiere respingeva col pugno. Al 26’ veloce ripartenza di Curcio che lanciava Tavernelli, in cui tiro a botta sicura veniva respinto da Cittadino. Passavano 2’ e questa volta la ripartenza era ospite con Paganini che se ne andava sulla destra e faceva partire un preciso cross sulla sponda opposta dove Ercolano approfittava di una indecisione sull’uscita di Venturi per battere a rete e pareggiare. Il portiere rossoblù si faceva perdonare qualche istante dopo andando a deviare in angolo un velenoso tiro di Del Sole indirizzato all’angolo basso alla sua sinistra. Cangelosi ricorreva a Montalto, ma l’attaccante veniva subito preso di mira dai difensori nerazzurri ed aveva poche occasioni per rendersi pericoloso. Il finale di gara vede l’assalto, confuso ed improduttivo dei falchetti che avevano due occasioni per recriminare: prima un tiro di Curcio andava ad incocciare la traversa di Fasolino e poco dopo una confusa azione sotto porta provocava le reazioni rossoblù ed a farne le spese era soprattutto Anastasio, che sostituito poco prima si vedeva sventolare sotto il naso il giallo che gli costava la squalifica col Potenza. Finiva in parità e fortunatamente i risultati che stavano maturando sugli altri campi non penalizzavano troppo i falchetti che comunque restavano, in nutrita compagnia, al terzo posto in attesa delle gare domenicali.
CATANIA – MONOPOLI: il Monopoli conquistava un punto importante in ottica salvezza: allo stadio Massimino gli uomini allenati da Roberto Taurino coglievano l’1-1 al cospetto del Catania, disputando quasi metà della partita in inferiorità numerica. Si trattava del secondo risultato utile consecutivo, dopo la vittoria interna sul Potenza di domenica scorsa. I padroni di casa sbloccavano l’incontro al 30′, quando Cicerelli batteva Gelmi grazie ad una prodezza. Ad inizio ripresa si complicava la partita per gli ospiti a causa dell’espulsione diretta di Ferrini ma, al 69′, Bizzotto era lesto ad insaccare una ribattuta e a firmare così il pareggio.
TURRIS – ACR MESSINA: clamorosa serata allo stadio Liguori, al debutto di Leonardo Menichini sulla panchina della Turris. La squadra dell’ex Salernitana passava due volte in vantaggio e veniva ripresa da un caparbio Messina. Incredibile quanto accaduto nel finale con i biancorossi che segnavano al 92’, ma la gioia si trasformava in delusione con il 2-2 di Emmausso al 96’. La formazione corallina sbloccava il punteggio alla prima occasione della partita. Sugli sviluppi di un calcio piazzato di Scaccabarozzi al 7’, Nocerino si faceva trovare pronto e di testa depositava alle spalle del portiere. Gli ospiti non replicavano e i padroni di casa si riportavano in zona d’attacco con un tentativo di Giannone al 20’, neutralizzato da Fumagalli. Passano tre giri di lancette e Franco, con un tiro dal limite, non indirizzava verso lo specchio di porta. Sul capovolgimento di fronte Emmausso raccoglieva un cross dalla corsia e di controbalzo mandava alto. Alla mezz’ora potenziale occasione per i biancorossi con l’autore del gol che non riusciva ad incidere sul passaggio di Scaccabarozzi. La frazione iniziale andava in archivio con una conclusione imprecisa di Franco (39’) e con una traversa colpita da Giannone in pieno recupero. La ripresa si apre con una sponda di Plescia che premia l’inserimento di Frisenna, quest’ultimo non impattava nel migliore dei modi. A metà secondo tempo Menichini cambiava quattro interpreti in pochi minuti per dare nuove energie ai suoi, ma al 74’ il Messina pareggiava con un rasoterra di Rosafio che batteva Marcone. Dopo un gol annullato a D’Auria per fuorigioco, al 92’ la Turris si riportava in vantaggio con una giocata di Jallow deviata da Frisenna. Le emozioni non terminavano qui perché al 96’ Emmausso gelava lo stadio con un tiro dal limite dell’area che valeva il 2-2. Finale incandescente con nervosismo e parapiglia in campo, il match del Liguori andava quindi in archivio.
VIRTUS FRANCAVILLA – FOGGIA: il Foggia cadeva a Francavilla, beccava il quarto k.o. di fila, forse il più doloroso perché arrivava contro una formazione che non vinceva da due mesi (2-0 al Brindisi) e che nell’ultimo mese aveva fatto anche peggio dei satanelli. Eppure, ai ragazzi di Occhiuzzi bastava un lampo del giovane bomber Artistico e una strenua, ma senza affanni, difesa per portare a casa i tre punti. Il Foggia tornava a casa con le ossa rotte e anche gli infortuni muscolari di Carillo e Di Noia. Danni su danni ai quali la società era chiamata a porre rimedio, in fretta e senza più alcun indugio. Il Cudini bis partiva nell’emergenza (tanto per cambiare). Il tecnico marchigiano (squalificato e sostituito in panchina dall’allenatore dei portieri Cicioni) aveva gli uomini contati a causa dell’esiguità della rosa accentuata dalle squalifiche e dalla modalità bradipo che stava contraddistinguendo il mercato in entrata. A complicare le cose si aggiungeva anche il forfait dell’ultim’ora di Santaniello, fermato da uno stato febbrile. Si andava di 4-3-3 con il ritrovato Di Noia a guida della mediana, fiancheggiato da Tascone e Martini. In avanti c’era Vezzoni a destra, con Tonin che scalava al centro e Millico dall’altra parte. Occhiuzzi aveva un ventaglio sicuramente più ampio e lanciava subito dal 1’ l’ultimo arrivato Molnar in difesa; Monteagudo scalava a sinistra nel terzetto difensivo. La partita poteva già cambiare prima che la lancetta dei secondi completasse il suo primo giro: Branduani (altro innesto del mercato di gennaio) compiva un prodigio sull’incornata sotto misura di Vezzoni, ben imbeccato da Rizzo. Due minuti dopo era Di Marco, sul fronte opposto, a trovare il pertugio sul lato mancino, ma il piatto destro era troppo aperto, Perina ringraziava. Erano due lampi illusori, perché le squadre poi si sistemavano e lo spettacolo cedeva subito il posto alla classica partita tra due squadre di bassa classifica. Il Foggia aveva già rimosso totalmente l’estremizzazione del possesso palla propugnato dal duo Coletti-Vacca, ma contro una difesa più fisica che rapida, i tre attaccanti andavano imbeccati con più precisione. Il Francavilla dimostrava di avere idee più chiare, anche se l’intervento più significativo di Perina si consumava sugli sviluppi di un piazzato. Nulla poteva l’ex Monopoli sull’inzuccata sotto porta di Artistico, che bruciava sul tempo Carillo e capitalizzava alla perfezione il perfetto cross di Ingrosso. Gol che arrivava al 34’, un minuto dopo l’ottima conclusione di Tascone dal limite (bravo ancora Branduani). La reazione del Foggia c’era, ma era confusionaria: Tonin trovava lo spazio per far male, ma la conclusione mancina era formato ricotta, Branduani non doveva faticare. Di Noia non c’era. Un problema muscolare lo tagliava fuori dalla contesa; dentro Odjer, uno dei pochi over disponibili in panchina. Non era l’unico guaio fisico, visto che a metà frazione anche Carillo doveva dare forfait (dentro Papazov). Il Foggia ci provava per tutta la seconda frazione, ma la pochezza di tecnica e idee, oltre all’assenza di un centravanti abile a far sentire la presenza in area nei rossoneri, giocava a favore dei padroni di casa. La squadra di Occhiuzzi sapeva come chiudersi, e le misure già ristrette del campo rendevano più efficace la densità negli ultimi venti metri. Al Foggia non restava che affidarsi alle giocate di Millico, alla personalità di Tascone e alla generosità di Tonin. Bella la giocata dell’attaccante, a ridosso della mezz’ora, che trovava lo spazio per calciare, ma anche un attento Branduani. Il monologo rossonero era del tutto infruttuoso. Il fatto che nel finale Cicioni schierasse Idrissou e Antonacci la diceva lunga sulle risorse a disposizione. Vinceva la Virtus Francavilla: per il Foggia la situazione si faceva sempre più preoccupante.
MONTEROSI TUSCIA – BRINDISI: il Brindisi non andava oltre il pareggio nella sfida salvezza contro il Monterosi: allo stadio Bonolis di Teramo gli adriatici raccoglievano uno 0-0 che dava continuità al pari ottenuto con l’Audace Cerignola, ma che spostava poco gli equilibri della classifica. Due i sussulti più importanti avvenuti in tutta la partita. Nel primo tempo i padroni di casa si rendevano pericolosi con una conclusione di Vano, terminata di poco fuori; nel finale invece era la formazione ospite a sfiorare la rete, in occasione del tentativo di Calderoni sul quale il portiere Forte doveva compiere gli straordinari. Il Brindisi saliva così a quota 16 punti in classifica.















