di Fabrizio Di Leo
La 28^ giornata di campionato, sulla carta interlocutorio, ha dato dei verdetti a sorpresa tanto in zona play off che nell’affollata lotta alla permanenza. Il Catanzaro, in vetta, sul campo amico ha travolto un Monopoli irriconoscibile, tanto nel gioco quanto nell’atteggiamento assunto nei primi secondi di gara. I calabresi, con il solito attacco ferale ed arrembante hanno polverizzato al difesa dei biancoverdi di Pancaro, sempre più sulla graticola, per un cammino singhiozzante e non soddisfacente tanto per la società che per la piazza. Scatto d’orgoglio del Crotone che, passando sul campo della Virtus, oltre a creare problemi a Calabro ed i suoi ragazzi, in ottica classifica, rafforzava il suo secondo posto, alle spalle dell’irraggiungibile capolista ormai proiettata verso al serie B. Il Pescara, in versione Dottor Jekyll e Mister Hyde, con il Giugliano mostrava il volto bruto della sua illeggibile andamento stagionale, non riuscendo a superare un Giugliano che facendo il suo compitino regolare, strappava un punto all’Adriatico, lenendo le ferite riportate dalla debacle interna subita dal Monterosi, la domenica precedente. Il Foggia, intanto allo Zaccheria, incontrando la Juve Stabia, la travolgeva, mettendo a nudo i problemi degli stabiesi, apparsi in netta fase calante e, al limite della zona play off, da cui rischiano, seriamente di uscire. Cerignola e Picerno, con prestazioni diverse tra loro si sono portate alle spalle del Foggia. Il Cerignola, dato in progressione, nelle ultime settimane è stato bloccato dal Taranto di Capuano che giocando alla pari non ha rischiato molto come poteva apparire nelle previsioni, poi, come il pepe sula coda, l’ennesimo dubbio episodio, non valutato attentamente dall’arbitro ha fatto sì che uscisse sulla ruota di Taranto un pareggio comunque che fa classifica e la difesa sempre più impermeabile e impenetrabile. Un punto comunque che, ob torto collo, fa classifica e serve per il prosieguo della stagione. Il Picerno, antagonista del Cerignola, sul terreno amico, confrontandosi con il Latina, di misura lo batteva e conquistava tre punti che lo lanciavano in quinta posizione ad un passo dalla quarta piazza, occupata dal Foggia. La solidità difensiva non permetteva ai pontini di Di Donato di riequilibrare il match e quindi un mesto ritorno nel Lazio, pur essendo ancora in nona posizione ed in zona play off. L’Avellino, altro competitors per la zona play off (attualmente decimo) veniva sorpreso dalla Viterbese che grazie al suo attaccante più rappresentativo, Marotta, piazzava l’ 1 – 2 nel primo tempo e questo abbatteva il morale degli irpini, incapaci di segnare una rete che avrebbe potuto riaprire l’incontro. Tre punti preziosi per i laziali e la rincorsa alla quint’ultima piazza, continua senza intoppi. Il Potenza corsaro, passando a Torre del Greco usciva dalla zona play out, inguaiano i campani che nel post gara sono stati mandati in ritiro per preparare la impossibile trasferta di Crotone, per un match forse già segnato in partenza. La Gelbison compiva l’impresa dell giornata, passando sul neutro di Pontedera e superando un Monterosi irriconoscibile che neutralizzava l’exploit di Avellino (in casa del Giugliano) ritrovandosi, nuovamente invischiato in zona play out. Messina ed Andrai, al Franco Soglio della Città dello Stretto, nella paura di farsi male, non riuscivano a superarsi e questo acuiva ancor di più la crisi dei pugliesi, incapaci di realizzare reti, necessarie a conquistare quanti più punti possibili per abbandonare l’ultima posizione in classifica. Il distacco dalla Viterbese, penultima è salito a quattro punti, quindi il pareggio in Sicilia è stato quasi vanificato dall’impresa dei laziali della Viterbese, corsari ad Avellino. D’ora in poi ai federiciani solo le vittorie potranno dare ossigeno all’anemica classifica, altrimenti sarà impossibile uscire dalla posizione scomoda di fanalino di coda e retrocessione in serie D.
CATANZARO – MONOPOLI: le doppiette di Vandeputte e Iemmello insieme a Biasci e Brignola stendevano i pugliesi La prova convincente del Catanzaro fugava tutti i dubbi dopo la prima sconfitta stagionale dei giallorossi. Sei reti al Monopoli, in campo nella prima mezzora e tutti a pensare al prossimo turno. Erano necessari soltanto 35’’ al Catanzaro per sbloccare il risultato grazie al tocco di Iemmello, messo in azione da Sounas e Ghion, in collaborazione col mancato intervento di Drudi. Il 2-0 arrivava alla mezzora con Vandeputte che avviava l’azione e la concludeva dopo un cross dal fondo di Iemmello. Nel secondo tempo, al pronti-via, era Biasci a triplicare sfruttando la sponda di Iemmello. Il Catanzaro giocava in maniera esaltante e per il Monopoli non c’era niente da fare. La quarta rete giallorossa era la personale doppietta di Vandeputte che liberava un destro preciso su invito di Biasci. A parte il palo di Santaniello al 33’ il finale era tutto per il Catanzaro che fa 5 con Iemmello sul diagonale di Curcio, mentre la sesta rete era una magia di Brignola con una fucilata che non dava scampo a Vettorel.
VIRTUS FRANCAVILLA – CROTONE: il Crotone espugnava la Nuova Arredo Arena e batteva la Virtus Francavilla per 2-1 nel suo fortino, grazie ai gol di D’Ursi e Gomez, quest’ultimo su calcio di rigore. Per i padroni di casa il momentaneo1-1 era siglato da Cisco. Si fermava, quindi, bruscamente l’imbattibilità casalinga della Virtus che durava da ben 8 partite, frutto di 7 vittorie e un pareggio. L’ultima sconfitta casalinga risaliva addirittura al 22 ottobre scorso: da lì in poi solo risultati positivi. Il primo tempo molto pimpante e combattuto si chiudeva sullo 0-0: nella prima frazione di gioco molto meglio gli imperiali, mentre sul finire erano i calabresi e rendersi più pericolosi prima con D’Ursi e Chiricò. Piva bene la formazione salentina e al 3’ si rendeva subito pericolosa. Iniziativa di Macca in coppia con Murilo: entrambi andavano alla conclusione, però, le due occasioni venivano murate dalla retroguardia avversaria. All’11 ancora Virtus vicinissima al gol: sugli sviluppi di un calcio piazzato battuto da Maiorino, di testa ci provava Idda ma il pallone andava a sbattere sulla traversa della porta difesa da Dini. Ancora Maiorino inventava la terza palla-gol del match: al 13’ il giocatore biancazzurro ci provava direttamente con una sassata da fermo, ma Dini in volo riusciva a deviare la sfera sul fondo. Al 24’ andava vicino al gol di testa il solito Maiorino su assist dalla destra di Macca, ma il colpo di testa finiva di poco sul fondo. Al 42’ arrivava la prima vera occasione per gli ospiti: Chiricò si accentrava, dopo aver puntato Caporale, e di mancino trovava un pronto Avella. Nessun cambio ad inizio ripresa. Al 52′ Virtus a un passo dal vantaggio, ancora con l’asse Maiorino-Idda: punizione del primo e il capitano, dopo la traversa del primo tempo, colpisce questa volta il palo alla sinistra di Dini. Poi, Minelli falliva sulla ribattuta. Al 59’, però, arrivava la beffa: calcio di punizione battuto da Petriccione e, di testa, D’Ursi prolungava la traiettoria per la rete del vantaggio. Al 60’ fuori Cardoselli e dentro Karlsson, ma al 65’ era Cisco a rimettere il punteggio in equilibrio: difendeva la sfera, triangolava proprio con l’islandese, e poi lasciava partire un diagonale imprendibile per Dini. Pochi secondi Murilo, con un colpo di testa, andava vicinissimo a centrare la porta. Al 68’ Tchetchoua stendeva in area Chiricò e dagli undici metri, tra le proteste generali per il contatto, Gomez siglava il raddoppio. La risposta dei salentini non tardava ad arrivare: al 71’ Murilo andava alla conclusione, che terminava alta di un soffio. All’82’ contropiede del Crotone, che provava a chiudere la partita con D’Ursi, ma Avella c’era sul il tiro dell’ex Foggia. Nel finale Calabro si giocava la carta Patierno per una Virtus super offensiva, ma succedeva poco e nulla, il solo Carella a tre minuti dal novantesimo ci provava di testa. Finiva con una sconfitta della Virtus che, però, aveva detto la sua in una gara molto difficile.
PESCARA – GIUGLIANO: finiva con un deludente 1-1 il match tra Pescara e Giugliano. Il Pescara regalava il primo tempo giocando male e sotto ritmo. E con poche idee. Il 4-3-2-1 scelto da Colombo produceva poco o nulla, Merola e Crescenzi avevano due palle buone ma nel complesso 45′ di noia e di rabbia. Il Pescara visto con il Potenza era tutta un’altra squadra, Colombo lo intuiva e mandava a scaldare Lescano. Il bomber biancazzurro entrava ad inizio ripresa, fuori Aloi e assetto offensivo con il 4-2-3-1. Merola trovava subito il gol con una bella giocata individuale conclusa con un sinistro vincente ma presto si complicavano le cose. Plizzari usciva male e commetteva un fallo da rosso. Biancazzurri in 10 ma ordinati. Il Giugliano sfiorava il pari due volte ( Salvemini e Piovaccari), Sorrentino era attento ma all’ultimo assalto Lescano sbagliava un rinvio e Sorrentino si ritrovava la palla da spingere in porta. Fischi dei tifosi al termine della gara.
FOGGIA – JUVE STABIA: da una Juve a un’altra. Dalla dolorosa eliminazione in Coppa Italia alla ritrovata vittoria in campionato. Il Foggia ripartiva dal rotondo 3-0 alla Juve Stabia. Gallo con la Juve Stabia stravolgeva la squadra, cambiando per intero la mediana e per due terzi la difesa. Con Iacoponi erano sei volti nuovi rispetto alla gara con la Juventus Next Gen. A far rumore era soprattutto la contestuale rinuncia a Petermann e Schenetti, con la riproposizione, dopo quasi due mesi di Moses Odjer in cabina di regia, affiancato da Di Noia (per lo squalificato Frigerio) e da Bjarkason, alla prima dall’inizio. In difesa, Kontek poteva finalmente misurarsi da regista difensivo con Rutjens e Leo ai suoi lati. Pochesci si sistemava a specchio e per almeno un quarto d’ora la sua squadra piaceva più di quella di casa. Già al 2’ Thiam doveva scaldare i guantoni per stanare la conclusione di Ricci dal limite dell’area. Il Foggia era quasi irriconoscibile e non solo per le novità in formazione. La manovra della squadra di Gallo era di una lentezza pachidermica, per le ‘vespe’ era un gioco da ragazzi chiudere le linee di passaggio, recuperare palla e ripartire. A complicare le cose, c’era la scarsa vena di Ogunseye, regredito agli imbarazzanti standard di inizio stagione, e di Costa. A referto i rossoneri mettevano solo un destraccio ‘ignorante’ di Leo, di poco a lato, e un messaggio su whatsapp di Ogunseye da buona posizione che vanificava un bel traversone di Bjarkason. A conferma del fatto che l’apatia collettiva non era frutto delle scelte iniziali, ma di un errato atteggiamento, era l’azione del vantaggio rossonero. Tra il recupero di palla di Di Noia e la conclusione finale di Costa passavano pochissimi secondi. Bello il gol dell’esterno rossonero, che incrociava sotto il sette dando lustro all’ottima transizione della mezzala barese. Era un altro Foggia, ma anche un’altra Juve Stabia, che si squagliava al primo colpo subito. I rossoneri ritrovavano brio e gli spazi giusti per ripartire. Anche la prestazione di Odjer saliva di livello, così come quella di Ogunseye. Erano proprio loro a mettere la firma sul prologo e sull’epilogo dell’azione che al 22’ portava i rossoneri sul 2-0. Bello il corridoio che il centrocampista individuava per servire Garattoni, altrettanto apprezzabile la girata di prima della punta sul perfetto cross basso di Garattoni. Pochesci, che aveva già inserito Bentivegna a inizio ripresa, rivoluzionava l’attacco con gli innesti di D’Agostino e Volpe, ai quali si aggiungeva l’applauditissimo Gerbo per Ricci. Gallo, tanto per cambiare, sfruttava tutti e tre gli slot, ma non i cinque cambi a disposizione, inserendo Petermann, Rizzo, Peralta e Schenetti, quest’ultimo per uno stremato Ogunseye. La pressione della Juve Stabia era estremamente tenue. C’era tempo anche per assistere al tris, firmato da Petermann al termine di una elaborata azione di contropiede, conclusa con una splendida conclusione mancina a giro.
TARANTO – AUDACE – CERIGNOLA: così come all’andata, finiva a reti inviolate il derby fra Taranto e Audace Cerignola: i gialloblu provavano a far propria l’intera posta in palio con una buona ripresa, non riuscendo però a trovare il guizzo risolutore. Pazienza rilanciava alcuni elementi dal 1′: Allegrini in difesa, Sainz-Maza e Righetti in mediana, mentre Malcore tornava ad affiancare D’Andrea in prima linea. Nessuna sorpresa nello schieramento di Capuano, confermato integralmente l’undici sceso in campo con la Juve Stabia, in avanti Tommasini con Bifulco alle sue spalle. Subito grande agonismo e fisicità in campo, messa in opera dalle due squadre in egual misura: ne conseguiva quindi una fase di studio piuttosto lunga, senza grandissime occasioni. Primi a provarci i padroni di casa, invito di Tommasini per Bifulco, il destro terminava alto di molto. Il Cerignola non riusciva a trovare sbocchi, chiuso dagli avversari sugli esterni e senza spazi da sfruttare. Un’elaborata azione degli jonici al 25′ portava Romano alla conclusione col mancino, assai debole per creare insidie a Saracco. Le opportunità in fase offensiva latitavano fino al 45′, quando Bifulco fuggiva via ad Allegrini sulla destra e centrava per Tommasini, il quale alza troppo la traiettoria da favorevole posizione. Si andava all’intervallo a reti inviolate, con gli ofantini senza tiri effettuati verso la porta di Vannucchi. Avvio di ripresa che sembrava presagire una storia del match diversa: primo timido tentativo di Tascone, che raccoglieva un pallone vagante ma la mira era sballata. Dall’altra parte invece Tommasini masticava col mancino, tuttavia non lontano dal palo alla sinistra di Saracco. Ruggiero ed Achik le prime mosse di Pazienza, all’Audace capitava la migliore chance dell’incontro: D’Andrea si faceva largo ottimamente in area, il diagonale trovava la pregevole risposta in angolo di Vannucchi (59′). I gialloblu prendevano in mano l’inerzia, anche se la sfida tornava a rivelarsi molto bloccata. Altri due cambi con Coccia e D’Ausilio (escono Allegrini e Malcore), con gli ofantini disposti come contro l’Avellino e Achik in attacco di spalla a D’Andrea. Proteste rossoblù al 79′ per un presunto rigore ai danni di Rossetti, l’arbitro faceva proseguire. Il fantasista calciava dalla lunga distanza all’81’, Vannucchi era attento e concedeva solo il tiro dalla bandierina. Nel finale numerosi gli errori nella manovra di entrambe le contendenti, tuttavia poco prima del triplice fischio l’ultima sortita era delle ‘cicogne’, con Achik che però vedeva il compagno Samele a ribattere la sua conclusione nello specchio. Il Cerignola veniva scavalcato dal Foggia in quarta posizione, arrivava comunque il quarto risultato utile consecutivo (42 i punti in classifica) su un campo tradizionalmente ostico: forse con maggiore lucidità in alcune circostanze era possibile compiere il colpaccio.
AZ PICERNO – LATINA: dopo la bella vittoria casalinga contro la Virtus Francavilla, il Latina tornava sconfitto da Picerno. Era una rete di Golfo nei primi minuti di gioco a condannare la squadra nerazzurra in quello che era un vero e proprio scontro play off. Inizio di partita importante per il Latina che con Riccardi e Bordin sfiorava per due volte il vantaggio, senza però riuscire a sbloccare il match. Invece, ci riusciva subito il Picerno che alla prima occasione andava in gol. Decisivo lo spunto di Golfo che superava in maniera imparabile Tonti. La squadra di Daniele Bedetti, oggi in panchina per la squalifica del tecnico Daniele Di Donato, faticava poi ad organizzare una reazione, pur controllando maggiormente la sfera. Il Picerno dal canto suo, nella prima frazione di gioco, provava a pungere ripartendo in contropiede, ma era ancora una volta decisivo Tonti a chiedere lo specchio della porta ai giocatori di casa. Una nuova occasione per i padroni di casa arrivava proprio nel finale del primo tempo, con Santarcangelo che per poco non trovava lo specchio della porta ospite. Doppio cambio all’intervallo per il Latina con Celli e Amadio che entravano al posto di Andrea Esposito e Bordin. Altri avvicendamenti nel Latina nel corso della ripresa. Entravano Furlan e Peschetola al posto di Riccardi e Di Livio. La squadra nerazzurra aveva anche protestato per un tocco di mano su un cross dalla sinistra, con l’arbitro Mirabella che però aveva scelto di concedere solo un calcio d’angolo. La squadra di Bedetti provava a rendersi pericolosa affidandosi alla qualità dei nuovi entrati, ma non arrivavano dei veri e propri pericoli per la porta di Rossi. Per l’assalto finale entrava anche Rosseti che rilevava Fabrizi. Nel finale venivano assegnati quattro minuti di recupero che però non portavano a nessun cambio di risultato. La sfida, infatti, terminava con la vittoria dei padroni di casa del Picerno che riuscivano ad uscire con tre punti in tasca grazie a una rete nelle prime battute di gioco.
AVELLINO – VITERBESE: i biancoverdi sembravano approcciarsi col piglio giusto alla sfida ma, dopo appena 5 minuti, un errore di Pane, favoriva la conclusione rasoterra di Marotta da posizione defilata. Il portiere dei lupi, posizionato male sul primo palo, vedeva la sfera passare sotto il corpo per il vantaggio degli ospiti. I padroni di casa, però, non si disunivano e, al 9′, Russo appoggiava fuori area per Maisto, che calciava di prima intenzione trovando la respinta di Bisogno. La Viterbese, però, puntava sulle velenose ripartenze e, al 17′, trovava anche il goal del raddoppio: Mungo andava via centralmente, entrava in area e calciava col mancino. Sulla corsa Moretti lo stendeva, quando il pallone era già finito nelle mani di Pane. Calcio di rigore segnalato dal guardalinee e, dal dischetto, si presentava Marotta. L’attaccante calciava centrale e fa doppietta. Avellino punito da due clamorose disattenzioni difensive. Al 37′, Viterbese vicina al tris: Marotta, servito da Jallow, con un destro a incrociare chiamava Pane alla deviazione in corner. L’Avellino accusava il colpo e la presenza in area di rigore avversaria era assolutamente minima. La prima frazione si concludeva sullo 0-2 per gli ospiti e, al duplice fischio dell’arbitro, si aggiungevano anche i fischi dei tifosi biancoverdi.
TURRIS – POTENZA: anche il Potenza faceva festa a Torre del Greco, contro una Turris che nemmeno stavolta era riuscita a tener fede ai buoni propositi della vigilia. I lucani s’imponevano di misura nella cruciale sfida salvezza del Liguori, raccogliendo tre punti che consentivano di portarsi a +3 sui playout e di staccare di ben sette lunghezze proprio i corallini, adesso agganciati al terzultimo posto dal Messina. Sostanzialmente equilibrata la prima frazione di gioco, condita dalla nitida palla gol clamorosamente fallita da Maniero nel finale; nella ripresa il Potenza trovava – al quarto d’ora – il gol partita con un colpo da biliardo di Hadziosmanovic, che spezzava definitivamente l’equilibrio e faceva calare il gelo sul Liguori. Flebile la reazione della Turris, in ogni caso insufficiente a raddrizzare le sorti di una gara che comprometteva – adesso – notevolmente il percorso salvezza. Diverse le novità nel 4-3-3 di Fontana, complici le squalifiche di Di Nunzio e Leonetti, e gli infortuni di Perina e Frascatore. Solo panchina per Rizzo, in dubbio fino alla vigilia. Tra i pali, quindi, il baby Fasolino; in difesa l’inedita coppia centrale Miceli-Boccia, con Contessa e Vitiello ad agire sugli esterni; in mediana tornava in campo Franco fin dal primo minuto, affiancato da Zampa e Ruffo Luci; in avanti c’era Guida al posto di Leonetti, a far reparto con Giannone e Maniero. Al 5’ bella combinazione Giannone-Maniero, con quest’ultimo che tentava la soluzione in controbalzo, però sbilenca. Al quarto d’ora ci provava Caturano dalla distanza: si distendeva e bloccava Fasolino. Maniero andava di testa su traversone di Contessa e spediva di poco sul fondo. Talia – correva il 27’ – concludeva sul fondo, Cittadino invece centralmente, con Fasolino in presa facile. Potenza pericoloso al minuto 33 sugli sviluppi di un calcio piazzato, con Murano che impattava di testa in maniera parecchio insidiosa, trovando l’attenta risposta di Fasolino. Potenziale – ghiotta – occasione sul fronte opposto un minuto più tardi, ma su cross di Contessa si ostacolavano sotto misura Maniero e Zampa. Clamorosa l’occasione di marca corallina del minuto 39: Guida dalla sinistra pennellava centralmente per Maniero, che sotto misura mancava incredibilmente la porta. Ancora attento Fasolino un minuto più tardi, deviando in corner una insidiosa conclusione di Talia. Caturano ci provava dalla distanza, sfera di poco alta sulla traversa. Nella ripresa, sei minuti e ci provavano in rapida sequenza prima Contessa e poi Zampa, entrambi dalla distanza: conclusioni insidiose ma fuori dallo specchio. Gran pennellata di Guida al minuto 10: ci metteva la mano Gasparini, rifugiandosi in corner. Al quarto d’ora il gol partita, confezionato dai lucani su micidiale ripartenza: Caturano innescava Hadziosmanovic, che da posizione defilata batte Fasolino con un tocco chirurgico. Il colpo era di quelli pesanti per la Turris, che si eclissava progressivamente. Al 24’ doppio cambio Potenza: dentro Steffe e Di Grazie per Del Pinto e Murano. Rispondeva la Turris con Longo per Guida. Quindi – per i lucani – Laaribi per Cittadino. Giannone ci provava direttamente dalla bandierina, Franco tentava invece la soluzione dalla distanza. Ma sono soluzioni estemporanee. Al 35’ toccava ad Ercolano per Ruffo Luci. Girandola di sostituzioni al 44’: nella Turris Haoudi per Vitiello; nel Potenza Legittimo e Del Sole per Gyampi e Caturano. Non succedeva più nulla fino al triplice fischio. Poi, puntuale, si riaccendeva la contestazione al Liguori all’indirizzo di società e squadra.
MONTEROSI TUSCIA – GELBISON: colpo esterno di spessore per la Gelbison che vinceva in trasferta contro il Monterosi in un vero e proprio spareggio salvezza. Era una gara da non sbagliare per la formazione di Vallo della Lucania che si presentava con Esposito in panchina, richiamato dal club dopo l’esonero di De Sanzo. Era una Gelbison sicuramente più motivata degli avversari, ma il primo quarto d’ora era avaro di emozioni. La svolta, però, arrivava al minuto 17. Il pallonetto di Uliano era delizioso quanto letale, e non lasciava scampo a Forte, per il vantaggio della Gelbison. Il Monterosi accusava il colpo ma tentava la via del pareggio con Tonin, Piroli e Lipari ma le conclusioni non creavano pericoli alla porta difesa da Anatrella. Nella ripresa la Gelbison gestiva bene il vantaggio e sfiorava anche il raddoppio con uno scatenato Uliano. I cilentani erano un’altra formazione rispetto a quella vista contro il Messina ed il Monterosi non riuscivano ad impensierire la difesa di Esposito. Solo nei minuti finali i padroni di casa provavano a rendersi pericolosi con Verde ma senza esito. Nel finale, poi, il Monterosi restava anche in 9 per le espulsioni di Tartaglia e Borri. Tre punti fondamentali per la Gelbison che tornava al successo e saliva in 15ma posizione a quota 33, virtualmente salva ed a +3 proprio sul Monterosi.
ACR MESSINA- FIDELIS ANDRIA: il Messina non andava oltre lo 0-0 nel match contro la Fidelis Andria, che si era disputato allo stadio “Franco Scoglio”. In avvio di partita, rete annullata a Curiale per posizione di fuorigioco. Ci provava poi due volte Kragl, ma le sue bordate non inquadravano lo specchio. Dall’altra parte, doppio efficace intervento di Fumagalli prima su un cross tagliato e poi per respingere l’insidioso corner di Arrigoni. I giallorossi sfioravano il vantaggio con Trasciani e Curiale, che mancavano per poco l’appuntamento con il gol. Pugliesi pericolosi al 38’, quando il diagonale di Micovschi scheggiava la traversa. Due minuti dopo, Curiale veniva bloccato in area da Borg, ai più pare un intervento falloso, ma l’arbitro lasciava correre tra le proteste dei peloritani. Ad inizio ripresa, occasione sprecata da Curiale, che calciava il pallone sul fondo da favorevole posizione. I padroni di casa pigiavano il piede sull’acceleratore, ma Ragusa e Fofana peccavano della necessaria convinzione. Al 43′ clamoroso buco della retroguardia ospite e Perez, a tu per tu con Savini, non riusciva a superare il portiere in uscita, sprecando un’altra ghiotta chance. Non accadeva nulla, infine, di particolare nei cinque minuti di recupero.














