Giornale RossoBlu
  • HOME
  • CALCIO
    • Calcio a 5
    • Calcio Giovanile
    • Taranto
  • CRONACA
  • SPORT
  • INTERVISTE
  • MULTIMEDIA
  • RUBRICHE
    • Amarcord
    • Basket
    • Concorsi
    • Editoriali
    • Notizie
    • Politica
    • Sondaggi
    • Volley
  • REDAZIONE
  • CONTATTACI
Giornale RossoBlu
Serie C/C, il Taranto soccombe sul campo del Giugliano

Foto Taranto FC 1927 - Walter Nobile

Serie C/C, il Taranto soccombe sul campo del Giugliano

Rallentano le prime della classe, crolla la Turris, si ferma il Picerno, si accontenta il Foggia

La 7^ giornata di campionato, nella seconda domenica di ottobre, ha visto una serie di risultati che hanno segnato il passo delle big e di alcune formazioni date per emergenti e sorprese, sono crollate tra le mura casalinghe. Tra i risultati, negativi, più sorprendenti, quello che ha impressionato è stata la netta sconfitta, casalinga della Turris che la cospetto di una Virtus Francavilla determinata, decisa e soprattutto concreto poco ha potuto, in un turno in cui la squadra corallina ha girato a vuoto e ha posto dubbi sia sulla bontà della rosa che della guida tecnica di Caneo. Le due capolista hanno visto, il Benevento, incepparsi al Monterisi di Cerignola ed accontentarsi di un pareggio a reti bianche che ha, in definitiva, accontentato entrambe le formazioni, in quanto il punto consente di muovere la classifica e continuare a perseguire gli obbiettivi stagionali prefissati. La Juve Stabia, a Brindisi, in una gara condita da tanto nervosismo, dopo essere passata in vantaggio su rigore, rimaneva , nell’occasione in dieci, resistendo per tutto il primo tempo. Poi, nella ripresa gli adriatici di Danucci schiacciavano gli ospiti e dopo una serie di occasioni pericolose, riuscivano a pareggiare. Finale incandescente e vietato ai deboli di cuori. Il Brindisi, con Ganz e Galano, si procurava un rigore, ma lo stesso Ganz lo batteva in modo orrendo ed il portiere stabiese parava senza eccessivi problemi, quindi un anonimo Galano, entrato da pochi minuti veniva espulso per un calcio rifilato all’avversario diretto. Finiva così, sul pari una gara che segnava, anche, l’esordio della formazione bianco azzurra al Fanuzzi, al cospetto di un folto pubblico, gaudente e di grosso supporto per questo vernissage. Pareggio pirotecnico a Monopoli dove il Foggia, passato in svantaggio alla mezzora, recuperava prima dell’intervallo, ribaltando lo svantaggio, ma all’inizio della ripresa i biancoverdi adriatici pareggiavano e l’inerzia della gara accontentava entrambe le formazioni, pur con un pizzico di rammarico per i dauni, da una possibile vittoria ad un pareggio che comunque li tiene nel gruppo di vertice. Il Taranto, a Giugliano, dopo un primo tempo guardingo e pronto per le ripartenze, dopo essere passato in vantaggio con un goal di Cianci, rapace nel recuperare la palla dopo il calcio di rigore da lui battuto e respinto dal portiere partenopeo, nella ripresa subiva due goal casuali, e dopo il palo colpito nel primo tempo, collezionava altre occasioni, traversa ed un palo che negavano agli ionici un pareggio strameritato. Il Catania, eterna incompiuta, il al cospetto del camaleontico Latina, formato esterno, non riusciva a superare i pontini di Di Donato, anzi, dopo essere passato in svantaggio subito dopo il quarto d’ora del primo tempo, cercava di recuperare il risultato e dove arrivare a quasi un quarto d’ora dal 90° per pareggiare, ma non riusciva a raddoppiare, rimando deluso per un match da cui si sperava di raccogliere l’intera posta in palio. L’Avellino, nel Monday Night, confrontandosi con l’enigmatico Potenza, impiegava un tempo per schiacciare il Potenza, annichilito dopo il primo tempo ed incapace di replicare al gioco dirompente degli irpini. Il punteggio pesante, al termine del match, certificava l’inizio della rinascita dei campani e faceva sorgere dei dubbi sulla bontà tecnica del rosa e del suo allenatore, reduce peraltro da esperienze non molto positive, nelle annate precedenti. Il Crotone, ancora convalescente, allo Scida, ospitava il Picerno di Longo e, inizialmente, le tante amnesie che lo hanno collocato nella zona media della graduatoria, lontano, discretamente, dalla vetta della stessa. I lucani con una tattica accorta, approcciavano bene all’incontro, tanto che dopo quattro minuti passavano in vantaggio con il solito Murano, poi dopo lo shock naturale della formazione pitagorica, i ragazzi di Zauli lentamente trovavano le motivazione per recuperare il risultato ed arrivavano al pareggio, poco prima della mezz’ora, quindi riuscivano a passare in vantaggio, prima dell’intervallo, completando la rimonta. Nella ripresa non c’era la decisa incisiva voglia di riscatto ospite, alquanto frenetica ed imprecisa nella manovra e nelle conclusioni, pertanto la vittoria rossoblù appariva un toccasana per i calabresi. Nella zona bassa della graduatoria, due match in ottica permanenza erano in programma. Sul neutro di Teramo, il confronto tra il Monterosi Tuscia e la Casertana, era di vitale importanza per entrambe con punti pesanti in palio. I laziali, giunti ad un decisivo capolinea, arrivavano a questo match con l’acqua alla gola, visto l’ultimo posto in classifica occupato e l’occasione di affrontare i campani era ghiotta per cercare il colpo da tre punti. L’incontro, molto abbottonato tar le due formazioni, non era spettacolare e gradevole, per le motivazioni ovvie non lo sarebbe mai potuto essere, aveva la svolta poco prima della mezzora del primo tempo, quando Curcio, trovava la giocata che sbloccava il risultato. Il goal subivo dai “padroni di casa”, aveva riflessi sullo stato mentale dei viterbesi che non riuscivano più a recuperare il risultato pur avendo oltre un’ora e mezza per cercare, quanto meno, il pareggio. La sconfitta finale era il classico campanello d’allarme per il club per cercare di salvare una stagione che so sta incanalando verso l’addio alla serie C ed ritorno nell’inferno dei dilettanti. Allo stadio Viviani di Potenza, la formazione rossoneri di Maiuri affrontava il Messina, nel secondo match clou della lotta in zona play out e, alla vigilia, tanti erano i timori della tenuta tanto mentale che fisica dei costieri. Infatti i giallorossi peloritani di Modica, erano giunti in Lucania, con la convinzione di ottenere un sicuro risultato positivo (dopa aver compiuto l’impresa di superare, in casa, l’Avellino, ma questo atteggiamento veniva smentito dall’esito del confronto, poco prima della mezzora di gara, quando un rigore per i padroni di casa, spezzava l’equilibrio e decretava l’incapacità dei siciliani, in oltre un’ora e mezza di partita, di recuperare il risultato, almeno con un goal che avrebbe significato, quanto meno la conquista di un punto.

BRINDISI – JUVE STABIA: a cinque minuti dalla fine i 4500 del Fanuzzi erano pronti a esplodere di gioia per la rete della vittoria, ma Ganz sbagliava il calcio di rigore. Il Brindisi Fc andava vicinissimo alla vittoria contro la capolista Juve Stabia in una gara ricchissima di emozioni disputata sul nuovo manto erboso (buona la tenuta del terreno di gioco) dell’impianto di via Benedetto Brin, che dopo 33 anni tornava a ospitare una gara di Serie C. Gli ospiti passavano in vantaggio al quarto d’ora su calcio di rigore e mentre si esultava restano in 10, per l’espulsione di Romeo, che colpiva con una manata un biancazzurro. Da quel momento in poi in campo si vedeva solo il Brindisi. Era soprattutto, nel secondo tempo, che i padroni di casa assediavano la Juve Stabia. Al 7′ arrivava il gol del pari di Valenti. Il Brindisi continuava ad attaccare anche dopo l’espulsione inflitta a Galano al 34′, per un fallo di reazione. E al 40′, Ganz, dagli undici metri, sbagliava il penalty del sorpasso. Ottima ad ogni modo la prestazione dei biancazzurri che, per la seconda gara di fila, dopo aver espugnato il campo del Latina, sfioravano il colpaccio contro la capolista. La prestazione autorevole di capitan Malaccari & co entusiasmava un Fanuzzi che cercava di trascinare gli uomini di mister Danucci verso la vittoria. Arrivava invece un pari che faceva salire a 7 i punti in classifica, dopo 7 giornate (ma il Brindisi ne ha giocate sei). Mister Danucci confermava la formazione che aveva battuto il Latina, ad eccezione di un solo cambio in difesa, dove Gorzelewski prendeva il posto di Cappelletti, al fianco di Cipolletta. In porta, Saio. Sulle fasce, Valenti a destra e Nicolao a sinistra. A centrocampo il duo Malaccari (capitano) – Ceesay. In attacco riconfermato il prodigio Costa (classe 2004) sulla tre quarti, affiancato dagli esterni alti Albertini (a destra) e Fall (a sinistra). Punta centrale, Bunino. Entrambe le squadre approcciavano la partita a ritmi sostenuti. Il Brindisi giocava a viso aperto. Al’1 Valenti superava un avversario con un tunnel e faceva partire un cross sul quale il portiere avversario Demba aveva un’incertezza. Fall, di testa, tentava il tap in, senza successo. Al 14’ Bunino cadeva in area dopo un contatto con un avversario. I biancazzurri reclamavano il penalty, ma il direttore di gara lasciava correre. Al 15’ Saio salvava la porta del Brindisi con un tuffo su una conclusione al volo di Romeo, su un tiro dalla bandierina. Ne scaturiva un calcio d’angolo sui cui sviluppi un giocatore della Juve Stabia, forse trattenuto, finiva a terra. Per l’arbitro, stavolta, c’erano gli estremi per il calcio di rigore. Sul dischetto si presentava Candelone, che batteva Saio. Nella concitazione dell’esultanza, Romeo colpiva Gorzelewski. Il direttore di gara lo espelleva. Forte della superiorità numerica, il Brindisi alzava i ritmi. I campani si difendevano con ordine. Al 39’ il Brindisi reclamava nuovamente un tiro dagli undici metri, dopo un contatto fra un difensore campano e Ceesay. L’arbitro non ravvisava alcun fallo. Nel primo tempo non accadeva altro. In avvio di secondo tempo, Danucci gettava nella mischia Bellucci e Ganz, rispettivamente al posto di Bizzotto e Albertini. Il Brindisi assediava l’area di rigore della Juve Stabia. La pressione porta i suoi frutti al 6′, quando Fall supera un avversario in area di rigore e la mette in mezzo. Il rapace Valenti intercetta la sfera di testa, battendo il portiere Demba. I biancazzurri non davano tregua alla squadra di mister Guidi. Al 17′ Demba compiva un miracolo su un rasoterra di Bunino, che si girava magistralmente in area di rigore e mirava all’angolino. Al 18′ entrava in campo Moretti, al posto di Bunino. Al 20′ Bellucci sbagliava clamorosamente un passaggio a centrocampo, innescando involontariamente una rapida ripartenza della Juve. Al culmine di un tre contro due, Buglio si presentava solo davanti a Saio, divorandosi la rete del raddoppio. Al 26′ era il turno di Galano, che si avvicendava con Fall. Al 28′ Ganz addomesticava un pallone difficilissimo e scoccava un passaggio rasoterra verso il centro dell’area di rigore. Al limite dell’area piccola, Moretti mancava di un soffio l’appuntamento con il gol. Al 34′ Galano, dopo una prolungata trattenuta da parte di Guarracino, colpiva l’avversario con una manata. L’arbitro lo espelleva, ristabilendo la parità numerica. Il Brindisi continuava a spingere. Al 41′ Valenti, in una delle sue incursioni offensive, veniva atterrato con una spallata in area di rigore. Era calcio di rigore per il Brindisi. Dal dischetto si presentava Ganz, che calciava debolmente verso il centro della porta. Demba parava in scioltezza. Quindi ik finale già descritto e salomonica divisone dei punti.

AUDACE CERIGNOLA – BENEVENTO: al “Domenico Monterisi” di Cerignola, per la settima giornata di serie C girone C, il Benevento faceva visita ai padroni di casa dell’Audace. Gli ofantini, ancora imbattuti insieme alla Juve Stabia, erano reduci da tre pareggi consecutivi di cui l’ultimo ottenuto contro il Taranto (0-0). Il tecnico Ivan Tisci, ex dell’incontro in quanto nella stagione 2028/2019 aveva ricoperto il ruolo di collaboratore tecnico con Bucchi, schierava il suo undici con il 4-3-2-1 e nell’albero di natale gialloblù a supporto di Malcore c’era la coppia formata da Sosa e D’Andrea. Tra i pali Krapikas e davanti all’ex Ternana si posizionavano Russo, Martinelli, Ligi e Tentardini. In mediana, invece, Ruggiero e Sainz-Maza agivano ai lati di Capomaggio. Andreoletti confermava il 3-4-2-1 delle ultime uscite e rispetto all’undici iniziale proposto contro il Crotone non c’erano Capellini e Benedetti, e al loro posto spazio a Simonetti e Ciano. Con queste modifiche, di conseguenza, il trio difensivo davanti a Paleari era formato da El Kaouakibi, Pastina e Berra, con Karic e Simonetti esterni del centrocampo che vedeva in mezzo le conferme di Talia e Pinato. Sulla trequarti e a supporto di Ferrante, la coppia formata da Ciano e Tello. Il match si infiammava dopo appena tredici secondi, con il Benevento che dialogava per vie centrali e la conclusione di Ciano era respinta da Krapikas. Al 6′ la Strega era costretta al primo cambio, con Pinato che si faceva male in seguito a uno scontro con il suo compagno di squadra e abbondonava il campo in barella. Al suo posto entrava Agazzi e per l’ex Pordenone il problema era alla caviglia destra. Al 9′ padroni di casa pericolosi dalla destra, con Russo che la metteva in mezzo e Malcore concludeva due volte ma la retroguardia giallorossa era attenta e allontanava la sfera. Al 18′ si rivedeva il Benevento, con Karic che avanzava sulla destra e serviva al centro Ciano che dall’altezza dell’ingresso in area tirava in porta e Krapikas bloccava il pallone. Al 29′ primo cambio anche per i padroni di casa, con Sainz-Maza che si faceva male e al posto dell’ex Foggia entrava in campo Ghisolfi. Al 30′ conclusione di Ruggiero e Paleari faceva buona guardia bloccando la sfera. In questo primo tempo problemi anche per Simonetti, ma l’ex Ancona sembrava in grado di proseguire. Al 32′ rimpallo di Sosa sul tentativo di Berra di rinviare il pallone, con la sfera che per questioni di centimetri non beffava Paleari terminando di poco oltre la traversa. Al 36′ occasionissima per la Strega: cross perfetto a giro di Ciano per la testa dell’accorrente Simonetti e Krapikas smanacciava. Sulla respinta nessun calciatore del Benevento riusciva a insaccare il pallone in fondo al sacco. Al 42′ giallorossi nuovamente vicini al vantaggio e questa volta a provarci era Agazzi, la cui conclusione a giro dal limite finiva di pochissimo fuori. Al 49′, nel quinto minuto di recupero, ripartenza del Cerignola con Tentardini che rubava il tempo a Karic avanzava palla al piede e serviva D’Andrea che concludeva fuori. La ripresa iniziava con i padroni di casa pericolosi al 4′ e il tentativo di Malcore che riceveva palla dalla destra era bloccato da Paleari. Al 21′ il portiere giallorosso bloccava anche la conclusione dal limite dell’area di Ruggiero. Nel Benevento Pinato, infortunatosi nel primo tempo, si accomodava nella panchina aggiuntiva giallorossa con l’ausilio delle stampelle. Al 28′ ripartenza del Cerignola e Malcore da buona posizione mandava il pallone nel settore occupato dai tifosi giallorossi. Alla mezzora Andreoletti sfruttava l’ultimo slot per fare i cambi, rinunciando di fatto alle cinque sostituzioni ed entravano in campo Benedetti e Bolsius. A fargli spazio Simonetti e Tello, con la Strega che in questo finale di gara passava al 3-5-1-1. Al 35′ occasionissima per i padroni di casa, con D’Ausilio che sfuggiva sulla destra e concludeva in porta, ma Paleari era bravissimo a dirgli di no con un pregevole intervento. Molto male i giallorossi in questo secondo tempo, finora mai resisi pericolosi e schiacciati dagli ofantini. Al 38′ altro grande parata di Paleari che smanacciava la conclusione dalla distanza di Capomaggio. Qualche istante dopo ancora padroni di casa pericolosi e Leonetti raccoglieva un cross dalla destra e da ottima posizione mandava il pallone fuori. Al 44′ si faceva vedere il Benevento con Bolsius che raccoglieva la sfera e la sua conclusione dal limite era bloccata in tuffo da Krapikas. Era l’ultimo sussulto del match, con la Strega che nel recupero con Benedetti sciupava una punizione e al triplice fischio tornava a casa con un pareggio.

CROTONE – AZ PICERNO: il Crotone si riprendeva con una vittoria importante nella Serie C, battendo il Picerno 2-1 nell’ultimo match. Dopo la delusione subita contro il Benevento, la squadra allenata da Zauli aveva bisogno di un risultato positivo per rialzare la testa, e così era. La partita si svolgeva allo stadio Scida ed era valida per il settimo turno del girone C di Serie C. Tutto accadeva nel primo tempo, con gli ospiti del Picerno che aprivano le marcature al 5′ con un gol di Murano. Ma il Crotone non si arrendeva e iniziava la sua rimonta. Al 25′, arrivava il gol del pareggio grazie a Gigliotti, che riaccendeva le speranze della squadra di casa. Il Crotone stava giocando con determinazione e impegno, e il suo sforzo era premiato poco prima dell’intervallo. Al 44′, Gomez segnava il gol del 2-1, confermandosi come uno dei migliori giocatori in campo per il Crotone. Questo vantaggio era difeso con successo fino al fischio finale, consentendo agli Squali di conquistare tre punti fondamentali per la classifica e, soprattutto, per il morale della squadra. Dopo questa vittoria, il Crotone accumulava 10 punti in classifica, dimostrando che può reagire positivamente alle sconfitte precedenti. La vittoria contro il Picerno era una boccata d’aria fresca per il Crotone e ridava fiducia ai giocatori e ai tifosi.

CATANIA – LATINA: Iniziava subito forte il Catania nei primi istanti di partita con Chiricò che dal limite dall’area, al secondo minuto, calciava verso la porta difesa da Cardinali ma l’estremo difensore parava agilmente. Al 10’ ancora rossazzurri pericolosi con Marsura che ben servito da Chiricò nel cuore dell’area di rigore col sinistro mandava alto sopra la traversa. Dopo quattordici minuti, si vedeva anche il Latina. Fella dai 15 metri ci provava col destro ma Bethers era superlativo a respingere verso la sua sinistra la conclusione dell’ex Palermo. Dopo tre giri d’orologio Chiricò su assist di Mazzotta provava il sinistro a giro, ma il pallone terminava a lato. Al 19’ la gara si sbloccava: Mastroianni concludeva di testa nel cuore dell’area di rigore, Bethers era bravo a respingere ma non poteva nulla sul tap-in dell’attaccante ospite, 1-0 Latina. Al 31’ ci provava il Catania con Chiricò ancora che detta legge in area di rigore e con un tiro cross metteva in difficoltà Cardinali che mandava in calcio d’angolo. Al 38’ la squadra di Tabbiani andava vicinissima al pari con Curado che su azione da corner il difensore argentino vinceva un rimpallo e calcia, il suo tiro veniva salvato sulla linea da Biagi. Nel secondo tempo, il Latina iniziava subito forte, con Mastroianni al 48’ che si smarcava agilmente di Silvestri e la sua conclusione veniva parata da Bethers che la deviava sul palo alla sua sinistra. Al 55’ la prima grande occasione del secondo tempo era nei piedi di Mazzotta che riceveva palla da Rocca e in girata davanti a Cardinali non riusciva ad impattare con forza. Al 56’ ancora i rossazzurri con Quaini che ci provava con una rasoiata dalla distanza ma il pallone sibilava alla sinistra del portiere nerazzurro. Pochi minuti dopo ancora il Latina sfiorava il raddoppio con Biagi che imbeccato perfettamente da Crecco spediva alto sopra la traversa da buona posizione. Al 65’ altro contropiede degli ospiti con ancora Fella che calciava in porta dai 25 metri ma il pallone andava fuori di un paio di metri dalla destra di Bethers. Al 73’ il Catania andava in gol: cross dalla sinistra di Marsura e perfetta conclusione al volo di Cosimo Chiricò che valeva l’1-1 rossazzurro. Gli etnei spingevano a caccia della vittoria e all’81’ Chiricò servito ancora da Marsura ci provava ancora ma era bravo Cardinali a bloccare la sfera. Passavano altri tre minuti e il Catania andava ancora al tiro con Marsura ma la conclusione dell’ex Ascoli terminava tra le braccia dell’estremo difensore del Latina. Al 92’ i laziali erano ancora pericolosi con Fella che servito dal subentrato Jallow ci provava col destro ma la palla terminava tra le braccia di Bethers. Pochi istanti dopo ci provava Bouah servito da Ladinetti che calciava dal limite dell’area con la palla deviata da Cardinale sulla traversa.

MONOPOLI – FOGGIA: pari e patta. Il derby con il Monopoli portava al Foggia il sesto risultato utile consecutivo. Se sia un punto guadagnato o due persi dipendeva dalla prospettiva. La rimonta in tre minuti grazie alla quale i rossoneri erano andati all’intervallo sopra di un gol aveva alimentato la speranza che potesse giungere la terza vittoria di fila. Ma poi c’era stata la ripresa, in cui la squadra di Cudini era stata praticamente mai pericolosa dalle parti di Perina, mostrando un passo indietro dal punto di vista del gioco. Nel primo temo, tre minuti e poco più. Il tempo che impiegava il Foggia per rovesciare risultato e stati d’animo. Un uno due potenzialmente devastante a fine frazione era quel che a una squadra già emotivamente fragile come il Monopoli non dovrebbe accadere. Mentre tutto ciò fortificava il morale di una squadra (il Foggia) che sapeva che cosa volesse dire vivere un buon momento. Episodi e giocate di qualità, c’era un po’ di tutto nelle due marcature rossonere, in risposta alla bella azione in velocità con la quale il Monopoli ha invece costruiva il vantaggio a un giro di lancette dalla mezz’ora. Rizzo e Garattoni erano ancora out (malgrado clinicamente guariti), per cui Cudini decideva di riportare Di Noia a centrocampo e di far esordire Riccardi anche in campionato. Si tornava al 4-3-1-2 con Salines e Antonacci a presidio delle corsie, e i soliti Martini e Marino a completamento della mediana. Davanti, era Peralta ad affiancare Tonin, con Schenetti delegato alla rifinitura. Tomei, in barba alle voci sulla instabilità della panchina, non rinunciava ai suoi principi: spazio al 4-2-3-1 con il trio Borello-Starita-D’Agostino alle spalle di Santaniello. Qualche apprensione al Foggia quei quattro la creavano. Nel bilancio del primo tempo, al di là dei gol, era sicuramente Nobile il portiere più impegnato: e se la risposta su Vassallo – sugli sviluppi di un corner -all’11’ era quasi da normale amministrazione, quella sulla girata sotto porta di Starita (al 27’) era un capolavoro di reattività. Nulla poteva, invece, sulla incornata sotto porta di D’Agostino, che anticipava Salines e raccoglieva alla perfezione l’inserimento sulla destra di Iaccarino. Non era un caso se le azioni migliori nascevano proprio lì. Il Monopoli intuiva le debolezze difensive di Antonacci, spesso preso alle spalle. Il Foggia faceva quasi sempre la partita, ma la pericolosità offensiva era (come di consueto) bassa. Almeno fino al 42’, quando Schenetti era bravo a controllare un pallone sporco giuntogli da Tonin, e a gelare Perina con un beffardo tocco d’esterno. Gol che aveva l’effetto dell’elettroshock per il Monopoli, che accusava gli effetti collaterali, e beccava pure il secondo gol. Schenetti e Tonin si scambiavano il favore: l’imbucata dell’ex Entella era una delizia, che Tonin traduce in gol con freddezza degna del numero che gli si agitava sulla schiena. Nel secondo tempo, il Monopoli aveva solo un modo per (ri)cambiare la storia del match: provare subito a segnare. Detto fatto. Il gol arrivava, anche se ci metteva del suo la squadra di Cudini. L’uscita di Nobile era del tutto inopportuna a tal punto da disorientare anche Salines che perdeva il vantaggio su Starita, il quale uccellava entrambi con un beffardo lob in semirovesciata. Era il sesto minuto della ripresa, il che alimentava le speranza tra i calciatori di Tomei, che quella fosse la gara giusta per cancellare lo zero dalla casella delle vittorie. Gli auspici erano tutt’altro che illegittimi, perché il Foggia si riscopriva fragile dietro e improvvisamente povero di idee quando c’è da gestire la palla. Di fatto, a ogni recupero di palla non faceva seguito lo sviluppo di una trama degna di questo nome, ma solo il lancio lungo, mai preciso e comunque illogico vista l’assenza di una torre in avanti. Fortuna che il Monopoli difettasse in precisione lì davanti, malgrado Starita resassei ispiratissimo al pari del giovane Iaccarino. Cudini decideva di metter mano al suo undici al 25′, quando richiamava Riccardi per Vezzoni, riproponendo il 3-5-2 di domenica scorsa, con Di Noia arretrato in difesa sul centrosinistra. A quel punto la squadra sembrava ritrovare un barlume di equilibrio, ma non si riusciva a risolvere l’altro problema, la totale assenza di qualità nel palleggio e nella proposta offensiva. Desta perplessità la rinuncia ai giovani di gamba e finezza di tocco Rossi e Fiorini, così come quella di Embalo, al quale il tecnico preferiva l’improduttivo Idrissou (dentro per Tonin), inserito nei minuti finali con Vacca e Odjer per Marino e Schenetti. Scelte che denunciavano quasi la voglia del pareggio, più che il tentativo di vincerla. Ma forse, considerando la scarsa qualità della prestazione dei suoi, era meglio così.

TURRIS – VIRTUS FRANCAVILLA: la Turris perdeva la sfida contro la Virtus Francavilla per 1-3. Gli uomini di Caneo non erano mai sembrati in palla subendo il “classico” gol nei primi minuti, Artistico ringraziava e ne approfitta di nuovo ad inizio ripresa che insaccava dopo un regalo della difesa corallina. Gli uomini di Caneo cercavano la scossa e la trovavano col gol di Giannone, illusione che però durava due minuti prima del gol finale degli ospiti. Pronti via erano gli ospiti a passare in vantaggio con Artistico. In un’azione da cui era dubbia la posizione dell’attaccante, il goleador si girava e insaccava Pagno indisturbato. I corallini provavano a reagire ma non trovavano spazi e nemmeno ritmo. La soluzione provata era una disperata conclusione da fuori, prima con Scaccabarozzi e poi con Miceli ma in entrambi i casi la palla finiva alta di molto. La seconda parte di secondo tempo seguiva il solito copione con la Turris che girava palla e la Virtus che pungeva in contropiede, graziando più di una volta Pagno e compagni sbagliando la misura del tiro o dell’ultimo passaggio. Il mattatore era il solito Artistico che sembrava essere in giornata di grazia. La ripresa si apriva con il raddoppio ospiti, con Miceli che sbagliava il colpo di testa verso Pagno aprendo un’autostrada al solito Artistico che ringraziava e segnava lo 0-2. La Turris accusava il colpo, nemmeno Caneo con i cambi riusciva a dare linfa ad una squadra al tappeto. I corallini provavano ad avvicinarsi alla porta avversaria a suon di cross che non erano mai pericolosi. Al contrario invece il Francavilla che ogni volta ripartente creava un brivido ai padroni di casa. All’81’ Giannone riaccendeva la speranza con un tiro da fuori di mancino, palla nell’angolino basso e 1-2. La Turris ci credeva ma pochissimi minuti dopo la Virtus Francavilla la chiude, Cum perdeva palla, gli ospiti ripartono e 3 contro 1 chiudevano la partita col tap-in di Polidori.

GIUGLIANO – TARANTO: il Giugliano tornava alla vittoria in campionato, batteva il Taranto in rimonta allo stadio De Cristofaro. Valerio Bertotto, dopo il blitz di mercoledì al Vigorito di Benevento, debuttava nel Girone C con un successo. Stesso modulo visto in Coppa per i gialloblù: difesa a quattro e tridente in avanti. C’era Berman in difesa accanto a Caldore, Rondinella e Yabre sulle corsie. Vogiatzis era il vertice basso, Gladestony e Ciuferri ai suoi lati. In attacco Oviszach e De Sena supportavano Sorrentino. Subito viva la squadra di casa con una giocata di Rondinella che trovava Sorrentino, la conclusione dell’attaccante si spegneva sul fondo, ma l’azione veniva fermata dal direttore di gara per posizione irregolare. Tanta intensità e buon ritmo all’alba del match, tuttavia non si registravano grandi opportunità in zona offensiva. Al 17’ si metteva in evidenza Oviszach con un tiro che veniva deviato in angolo, poi a provarci era De Sena con un tentativo da dimenticare e facile preda di Vannucchi. Al 25’, sugli sviluppi di un calcio di punizione di Zonta, la sfera arrivava sulla mattonella di Cianci che impegnava Baldi, protagonista di una grande parata. Sulla ribattuta il colpo di testa di Antonini era alto. Alla mezz’ora, Bertotto doveva giocarsi il primo slot per le sostituzioni a causa dell’infortunio di Rondinella, uscito in barella. Al 42’ sassata di Yabre dopo un suggerimento di Gladestony, la mira era imprecisa. Episodio clou in pieno recupero con un contatto tra Caldore e Fabbro in area, il signor Madonia di Palermo concedeva il penalty ai rossoblù. Dagli undici metri si presentava Cianci che si faceva ipnotizzare da Baldi, il numero 10 si fiondava sulla respinta e insaccava. Il Taranto cercava di approfittare del vantaggio siglato poco prima dell’intervallo e, al rientro in campo, pungeva con Bifulco. Il trequartista approfittava di una disattenzione della difesa e chiamava in causa Baldi. Al 52’ il Giugliano agguantava il pareggio. Ciuferri metteva al centro, Sorrentino impattava di testa e Vannucchi para. De Sena era lesto, si avventava sul pallone e timbra l’1-1. Al 56’ Cianci si incaricava della battuta di una punizione, la traversa gli negava la seconda esultanza e salvava i tigrotti. Sul capovolgimento di fronte, la conclusione di Oviszach finiva poco distante dal bersaglio. Al 66’ ospiti propositivi con una palla inattiva dalla bandierina, Baldi rispondeva presente ad Orlando. Al 72’ il numero 96, subentrato per Fabbro, pennellava per Cianci che mandava alto di testa. La compagine allenata da Capuano spaventava il pacchetto arretrato gialloblù al 73’ con Kanoute e al 76’ con Antonini. A otto minuti dal 90’ Bernardotto riceveva da De Rosa (tornato in campo dopo l’infortunio), si girava in un fazzoletto e con un missile fulminava Vannucchi. Nel recupero accadeva di tutto, Nocciolini andava vicino alla terza marcatura per il Giugliano mentre il Taranto sfiorava il pareggio con una traversa di Romano. 2-1 era il risultato finale al De Cristofaro.

AVELLINO – POTENZA: Pazienza manteneva la formazione 3-5-2, ma apportava alcune modifiche tattiche: faceva arretrare Cancellotti e Armellino in difesa e inseriva immediatamente Casarini in campo. Sulla fascia destra c’era Ricciardi. In avanti, Gori veniva preferito a Marconi. Al 6′, Sgarbi iniziava l’azione con un passaggio a Lores Varela, il quale si coordinava con Tito. Il cross di Tito verso l’out destro risultava essere pericoloso, mettendo Sgarbi in una posizione delicata. Sgarbi riusciva a controllare la palla e tentava un tiro al volo, ma Gasparini faceva una grande parata. Il successivo tentativo di Tito veniva deviato e si concludeva con un calcio d’angolo. Nel prosieguo dell’azione, dalla battuta del calcio d’angolo, la palla raggiungeva il limite dell’area dove Lores Varela cercava di colpire con un sinistro potente, ma il suo tiro sfuggiva sopra la traversa. L’Avellino si portava avanti all’8′, con Ricciardi che metteva in movimento Lores Varela. Quest’ultimo si spingeva fino alla linea di fondo e consegnava un perfetto assist a Gori, posizionato vicino al primo palo. L’attaccante intelligente decideva di lasciar passare la palla tra le sue gambe e, con uno splendido colpo di tacco, superava Gasparini, siglando il gol. Al 16′, arrivava anche il raddoppio: Tito inizia l’azione con un preciso passaggio a Sgarbi, il quale offriva un assist impeccabile a Gori, posizionato strategicamente all’interno dell’area. Con un tocco delicato col sinistro, Gori riusciva a girare la palla verso il secondo palo, superando un Gasparini immobile, segnando così il gol. Al 20′, il Potenza accorciava le distanze: dopo una punizione eseguita da Saporiti verso il secondo palo, Sbraga riusciva a rimettere il pallone in mezzo all’area. Qui, Caturano si trovava completamente libero, a soli pochi metri dalla porta, e con un semplice tocco riusciva a superare Ghidotti, segnando il gol. L’Avellino continuava a creare pericoli sulla destra, sfruttando la velocità di Ricciardi che sembrava inarrestabile. Con un cross rasoterra perfetto, Sgarbi riusciva a cogliere impreparata la difesa lucana, arrivando da centro area. Con un preciso tocco di piatto, Sgarbi superava Gasparini, calando il tris per i padroni di casa. Al 34′, dopo un’altra eccellente azione di Sgarbi sulla fascia, Ricciardi decideva di provare una conclusione a rete con il destro, anche se il suo tiro risultava essere fuori misura. Al 38′, Tito realizzava un passaggio magistrale per Gori, il quale trafiggeva la difesa del Potenza con un’incursione perfetta. Tuttavia, il suo tiro veniva deviato in corner dalla parata di Gasparini, che impediva a Gori di calare il poker. L’Avellino continua a creare pericoli con una ripartenza guidata da Tito al 42′. Nonostante un errore iniziale nel passaggio, Tito recupera rapidamente la palla e tentava un tiro rasoterra in diagonale. Purtroppo, il suo tiro terminava fuori bersaglio. al 45′, Sgarbi dimostrava grande agilità dribblando Sbraga, che lo trascinava giù in area in modo evidente. Il rigore veniva poi trasformato con freddezza dallo stesso Sgarbi, che non si faceva intimorire dalla situazione di pressione e faceva poker. All’intervallo, l’Avellino stava chiaramente dominando il Potenza con un vantaggio di 4-1. Gori e Sgarbi si erano distinti con doppiette, mentre Caturano contribuiva al momentaneo 2-1. La prestazione dell’Avellino era stata davvero eccezionale, dimostrando un gioco sontuoso e un efficace sfruttamento delle opportunità. Ancora una volta, Sgarbi metteva un ottimo cross in mezzo per permettere a Gori di tentare una zampata al 48′. Tuttavia, Gasparini riusciva a respingere il tiro di Gori, dimostrando una buona reattività. Al 51′, Gori dimostrava grande determinazione, riuscendo a vincere un rimpallo in area e calciando da una posizione defilata verso il palo più lontano. Il pallone sfiorava il palo per pochi centimetri, sfuggendo al gol per un soffio. Il Potenza cercava di rispondere al 62′, con un tentativo da parte di Volpe, il quale scagliava un improvviso tiro da oltre venti metri. Tuttavia, la sua conclusione si rivelava essere molto imprecisa. Occasione per Caturano al 65′, che riceveva un passaggio sulla sinistra. L’attaccante entrava nell’area e calciava con potenza verso il primo palo, ma non riusciva a centrare la porta. Partita davvero spettacolare per l’Avellino, che annichiliva il Potenza con un poker concretizzatosi già nel primo tempo. Per i biancoverdi, Gori e Sgarbi, con una doppietta a testa, erano i protagonisti dell’incontro. Caturano realizzava il gol della bandiera per i lucani. Avellino-Potenza 4-1.

MONTEROSI TUSCIA – CASERTANA: la settima giornata di campionato metteva di fronte due delle quattro squadre (del poker facevano parte anche Monopoli e Sorrento) che erano ancora a digiuno di vittorie. Ovvio che l’obiettivo di entrambe era quello di cercare i tre punti, anche se con rimpianti (soprattutto per la Casertana) il trend non era stato invertito neanche in occasione del turno preliminare di Coppa Italia dove il Monterosi era caduto in casa per mano del Pescara e la spavalda Casertana imbottita di giovani della Primavera, aveva segnato il passo a Latina. Al Bonolis di Teramo, campo designato come quello ufficiale della società della Tuscia si auspicava di assistere ad una partita senza esclusioni di colpi per centrare l’obiettivo. Era un match inedito per le statistiche in quanto la Casertana veleggiava sempre in campionati professionistici e quando doveva accettare la realtà interregionale, il Monterosi viaggiava nei tornei regionali del Lazio. Tre cambi per Taurino rispetto all’ultima uscita di campionato: Rigon prendeva il posto tra i pali in sostituzione dell’indisponibile Mastrantonio; Altobelli subentrava al regista Di Paolantonio e Bittante andava in avanti in luogo di Palazzino. Confermati gli altri due attaccanti Silipo e Costantino. Due cambi, rispetto alla formazione annunciata per Cangelosi: Damian era nel trio di centrocampo con Proietti e Toscano mentre Casoli tornava alto a destra a supporto delle due punte Montalto e Curcio. Andava in panchina Anastasio sostituito da Sciacca che si alternava a Celiento nel ruolo di centrale difensivo. Tra i rincalzi anche Tavernelli e Carretta, pronti a subentrare in caso di necessità. Si partiva al piccolo trotto sull’uno e sull’altro fronte; il Monterosi cercava di fare possesso palla al limite della propria area di rigore, la Casertana attendeva cercando di sfruttare qualche disattenzione avversaria. Del resto Cangelosi aveva raccomandato prudenza memore di due gol coi quali il Catania aveva punito i falchetti ad inizio delle due frazioni nell’ultima uscita di campionato. Ma col passar dei minuti la Casertana si rendeva conto della sterilità offensiva degli avversari e decideva di forzare il ritmo. Dopo un primo tentativo (5’) di Montalto pescato però in fuorigioco, gli ospiti andavano vicino al gol all’8’: un cross di Calapai veniva corretto dal sinistro di Curcio che andava a stamparsi sulla traversa e sulla ribattuta Montalto veniva ancora fermato per la posizione irregolare. Al 19’ Curcio tentava l’acrobazia in rovesciata ma la palla finiva alta. Al 21’ Damian arrivava dalle retrovie su un cross proveniente dalla sinistra ma la sua conclusione era alta. I tempi erano maturi per il gol che arrivava al 25’. Toscano impegnava severamente il portiere Rigon che respingeva il tentativo sui piedi di Damian che dalla destra pennellava un cross preciso per la testa di Curcio che non falliva il colpo del vantaggio. Poco dopo il Monterosi perdeva il suo capitano Piroli, costretto ad abbandonare la contesa per infortunio e gli subentrava Sini. Al 38’ altra bella azione dei falchetti che andavano al tiro con Curcio su servizio di Montalto, ma stavolta la conclusione era debole. Nei minuti finali il Monterosi cercava di penetrare in area rossoblù ed al 40’ si registrava il primo tiro locale con Silipo che si perdeva a lato. L’ultima occasione del primo tempo arrivava al 2’ di recupero con la testa di Bittante, ma Venturi era pronto alla deviazione in angolo. La ripresa si apriva con l’ingresso in campo di Fantacci in luogo di Frediani per il Monterosi, che mostrava un piglio diverso rispetto alla prima frazione. Ma nonostante questo atteggiamento i biancorossi di Taurino non portavano alcun pericolo alla porta di Venturi. Anzi era la Casertana a confezionare un’altra palla gol, addirittura realizzata da Montalto, su servizio di Proietti, ma era tutto inutile per la posizione irregolare dell’attaccante. Su capovolgimento di fronte arrivava la palla gol più ghiotta per i locali: Costantino tutto solo e da buona posizione non riusciva ad imprimere alla sfera la forza giusta per impensierire Venturi. Al 12’ Sciacca riusciva ad anticipare il centravanti avversario all’ultimo istante prima che potesse battere a rete. Intorno all’ora di gioco col Monterosi che cominciava a stringere i tempi finivano sul taccuino dell’arbitro in rapida successione Celiento e Casoli costretti a fermare sul nascere velleitarie iniziative biancorosse. Al 25’ andava al tiro Damian, Rigon non tratteneva ma era pronto Tartaglia ad allontanare la minaccia. Al 28’ ancora Costantino cercava di superare Venturi con un pallonetto, ma la sfera si perdeva a lato. Alla mezz’ora conclusione centrale di Silipo che non provocava nessun problema a Ventura. Per quanto atteneva alle occasioni da gol la partita finiva lì: la Casertana riusciva a gestire il vantaggio e a controllare le successive azioni del Monterosi, solitario fanalino di coda, che non riusciva mai a rendersi pericoloso e portava a casa il primo successo del campionato dando il là alla rimonta verso le prime posizioni.

SORRENTO – ACR MESSINA: un deludente Messina era battuto 1-0 in trasferta dal Sorrento; prestazione al di sotto delle attese da parte dei giallorossi. Inizio propositivo dei campani, che si proiettavano in avanti e collezionavano angoli. Al 16’ Scala calciava in malo modo dal limite, sulla ripartenza veniva “murata” la battuta di Emmausso. Cinque minuti dopo, Il tiro-cross di Todisco centrava la traversa, poi l’angolato rasoterra da fuori di De Francesco era intercettato da Fumagalli. Al 25’ rigore per i campani (fallo in area di un difensore ai danni di La Monica). Dal dischetto, De Francesco trasformava la massima punizione, indirizzando la sfera proprio all’angolino basso. Gli ospiti rispondevano, peccando, però, nel momento di dettare l’ultimo passaggio. Sul traversone dalla sinistra di Lia, Scafetta concludeva alto al volo da favorevole posizione. Nel finale di tempo, Ravasio non inquadrava lo specchio con un tiro mancino, mentre Emmausso perdeva l’attimo “fuggente”. Nessun cambio durante l’intervallo. Finiva di poco a lato il diagonale in corsa di La Monica. Mister Giacomo Modica faceva entrare in campo (13′) contemporaneamente Buffa e Cavallo per Franco e Scafetta con l’obiettivo di dare la scossa ai suoi. Proprio il neo entrato Buffa mancava il bersaglio da lontano. Al 21′ il Messina reclamava per la mancata concessione di un penalty in seguito ad una galeotta trattenuta su Plescia, ma rischiava di incassare il raddoppio in contropiede. L’arbitro annullava il gol di Plescia per fuorigioco su segnalazione dell’assistente. Clamorosa occasione fallita, invece, da Luciani, la cui girata a colpo sicuro, su sponda aerea di Plescia, terminava sul fondo. Nel recupero, Fumagalli negava in uscita la rete a Petito.

Tags: Serie C
FacebookTweetInviaInvia
Articolo Precedente

CJ Taranto-Blacks Faenza, coach Cottignoli: “Serve più precisione in attacco”

Articolo Successivo

Stadio “Iacovone”, Taranto-Crotone si giocherà a porte chiuse

Giornale RossoBlu

Giornale RossoBlu

Cerca nel sito

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati

Giornale RossoBlu App

  • Trending
  • Commenti
  • Più recente

Taranto, la società rossoblu da il benservito ai “baresi”

16/12/2019
Taranto, conferenza stampa di presentazione per Montervino e Laterza (LA FOTOGALLERY)

Giuseppe Laterza: “Taranto non ha categoria, tornerò con passione”

10/06/2025
Telemontecarlo rinasce: dal 1° gennaio 2026 la storica emittente torna in onda con la Di Stefano Legacy Trust LLC

Telemontecarlo rinasce: dal 1° gennaio 2026 la storica emittente torna in onda con la Di Stefano Legacy Trust LLC

14/08/2025
Tre cordate in campo per il Taranto Calcio: la svolta resta ancora un’incognita

Tre cordate in campo per il Taranto Calcio: la svolta resta ancora un’incognita

31/07/2025
Hughes Airwest rinasce: Di Stefano Legacy Trust rilancia uno storico marchio dell’aviazione

Hughes Airwest rinasce: Di Stefano Legacy Trust rilancia uno storico marchio dell’aviazione

Settore Giovanile, Raduni Selettivi dal 3 al 7 Settembre

Taranto, sette movimenti in uscita

Editoriale, il guerriero è vivo ed è tornato…

Hughes Airwest rinasce: Di Stefano Legacy Trust rilancia uno storico marchio dell’aviazione

Hughes Airwest rinasce: Di Stefano Legacy Trust rilancia uno storico marchio dell’aviazione

01/05/2026
Catanzaro in Final Four: le calabresi volano alle Finali Nazionali di Serie B Femminile

Catanzaro in Final Four: le calabresi volano alle Finali Nazionali di Serie B Femminile

30/04/2026
Ferrarese, “Iacovone? Stiamo realizzando qualcosa di importante”

Taranto, conto alla rovescia per i Giochi del Mediterraneo

30/04/2026
Beppe Camicia: “Taranto, sarebbe bellissimo vincere la Coppa Italia”

Taranto Calcio, Camicia carica l’ambiente: “Servirà il calore di tutta la città per centrare l’obiettivo”

30/04/2026

Giornale RossoBlu

Direttore Responsabile: Maurizio Mazzarella

  P.zza A.Merini, 12 - 74121 Taranto

  redazione@giornalerossoblu.it

  +39 3395020938

GiornaleRossoBlu.it – Contenitore Informativo Sportivo

Testata Giornalistica - Iscrizione Registro Stampa N°3/2018 Tribunale di Taranto 26/09/2018
Editore: Mazzarella Press Office
Partita Iva: 02985480736
Giornalista Pubblicista - O.N.d.G. N°138263
C.F. MZZ MRZ 78H11 L049 J

Informativa

Privacy Policy
Cookie Policy

© 2020 GIORNALE ROSSOBLU - P. IVA 02985480736

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • HOME
  • CALCIO
    • Calcio a 5
    • Calcio Giovanile
    • Taranto
  • CRONACA
  • SPORT
  • INTERVISTE
  • MULTIMEDIA
  • RUBRICHE
    • Amarcord
    • Basket
    • Concorsi
    • Editoriali
    • Notizie
    • Politica
    • Sondaggi
    • Volley
  • REDAZIONE
  • CONTATTACI

© 2020 GIORNALE ROSSOBLU - P. IVA 02985480736

Accedi al tuo account di seguito

Password dimenticata?

Compila i moduli qui sotto per registrarti

Tutti i campi sono obbligatori Accedi

Recupera la tua password

Per favore, inserisci il tuo nome utente o indirizzo e-mail per reimpostare la password.

Accedi
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi riteniamo che tu ne sia contento.OkRifiutaLeggi di più