La 14^ giornata del campionato, turno interlocutorio ha nettamente chiarito quale sarà il proseguimento dl film stagionale del girone C. Il Catanzaro, in trasferta nel Lazio (eccezionalmente), affrontava un Monterosi con problemi di risultati carenti, probabilmente assenti, in termini di punti, e in questa ottica l’esibizione, sul neutro di Viterbo, risultava il primo degli appelli per invertire, o provare a farlo, un trend altamente insufficiente, in questo primo step. L’avversario, ovviamente, non per l’ideale per cercare punti vitali per la lotta alla permanenza, ma la forza della “disperazione”, portava ad un match in cui i calabresi, passati in vantaggio, riuscivano con il minimo garantito a vincere la gara. Il Pescara, seconda in classifica, ospitava un Messina ,bisognoso di punti, anche e soprattutto in trasferta. Gara dura, di difficile lettura, per la strenua resistenza dei peloritani, poi, una volta passati in vantaggio, gli abruzzesi hanno controllato il match, pur non disdegnando azioni alla ricerca del raddoppio, puntando sul tentativo, ospite, di trovare la marcatura del pareggio. Il Crotone, rispetto alle sue competitors, nell’incontro con l’Andria, passava in svantaggio, verso la fine della prima frazione di gioco, poi nella ripersa, con il suo potenziale tecnico, ribaltando il risultato e conquistando la vittoria. Dopo il terzetto, che presumibilmente si giocherà la B diretta e la seconda piazza d’onore, prepotentemente, sia pure ad 11 punti dalla terza posizione, sono piombate il Giugliano e la Juve Stabia. I partenopei, sul campo dell’Avellino (ma è anche il suo “neutro per le gare casalinghe), in un match a porte chiuse, da corsaro, batteva gli irpini di misura , dopo una contesa che poteva far presagire la spartizione dei punti. Passati in vantaggio, i napoletani amministravano il risultato contro una formazione, quella di Rastelli che, oltre ad aver subito il colpo, non riuscivano a farsi realmente pericolosi e la sconfitta, ancora una volta sanguinosa, faceva sprofondare i bianco verdi ai limiti della zona play out. La Juve Stabia, dopo aver perso smalto nell’ultimo mese di campionato, sul proprio campo, confrontandosi con la Virtus Francavilla, aveva la ghiotta occasione per rilanciarsi. Bastava un tempo, ovvero 40 minuti e , l’uno due confezionato, bastavano all vespe per superare gli imperiali, apparsi nettamente in crisi, più che tecnica, di risultati. Panchina traballante, ma fiducia accordata per almeno fino dopo il prossimo derby, interno, con il Taranto. La Gelbison, sul neutro di Pagani, batteva una Turris che si trova in una fase involutiva, certificata dagli ultimi risultati non gratificanti e deludenti, come gioco. I melandrini, infatti, non riuscivano ad essere concreti, sotto la porta dei rossoblù, incartando una sconfitta, molto pericolosa e campanello d’allarme per il futuro della prosecuzione della stagione. Monopoli e Latina, rappresentano un’altra coppia di formazioni, in face calante ed in deficit di risultati. Il Monopoli, al Veneziani si confrontava con il Foggia, per un derby dauno adriatico, sentitissimo che, nonostante la volitività dei ragazzi allenati da Pancaro, li vedeva soccombere con una rete per tempo, incapaci di realizzare, almeno, la rete della bandiera. Sconfitta, accolta con tanto malumore dai supporters monopolitani, lasciava tante perplessità nella guida tecnica, troppo difensivistica, a volte avendo difficoltà in fase di costruzione. Il Latina, ormai, in trasferta molto incerto, recandosi a Potenza, cercava punti importanti e la prova di Torre del Greco, lasciava ampie speranze di realizzazione dell’impresa di sbancare Potenza, dichiarata in netta fase d’incertezza. Detto del Foggia, in fase propulsiva dall’arrivo di Gallo (dopo la sconfitta esterna coin la Gelbison, in sei gare quattro successi e due pareggi), il Cerignola, tra le mura amiche ha rallentato ancora. Avendo affrontato un Picerno, vorace di punti, ovunque e possibilmente sempre, trovava contro i melandrini un ostacolo insormontabile per una delle migliori performance della stagione dei lucani e fino, a pochi minuti dal gong di fine incontro, gli ospiti erano premiati, fino a quando i gialloblu di Pazienza erano premiati, per un apri dal gusto semi amaro, ma almeno la classifica si smuoveva ed il decimo posto era arpionato. Il Taranto, sì in emergenza, ma altamente determinato, superava la Viterbese, dopo, inizialmente, aver rischiato di capitolare poi, dopo il vantaggio di Antonini, era Loliva il protagonista tra i pali e, anche col pareggio ospite, dopo il vantaggio di Diaby, evitava una seconda capitolazione che avrebbe avuto del doloroso, mantenendo la porta blindata e i tre punti salvi nonché fondamentali, in questa prima parte di campionato.
MONTEROSI TUSCIA – CATANZARO: una vittoria che pesa, conquistata di misura e non senza difficoltà. Se l’è dovuta sudare il Catanzaro a Viterbo tenendo i nervi saldi dopo un primo tempo un po’ sbiadito, sfruttando la difesa come attacco nella giornata in cui il suo reparto offensivo è stato ridotto ai minimi termini. Ci pensava Fazio a punire il volenteroso Monterosi di Menichini: un’incornata, quella del centrale, all’esordio stagionale, che regalava altri tre punti nella corsa ed acceso la festa al “Rocchi” per i quasi mille tifosi sugli spalti. Proprio l’esordio del numero tredici al centro della difesa era la buona notizia di partenza in casa Catanzaro con il resto dell’undici disegnato da Vivarini in perfetto stile taglia e cuci dopo le tante squalifiche del post-derby: davanti per le aquile c’erano Curcio e Cianci, sulle fasce invece spazio a Situm e Tentardini. Dall’altra parte Menichini sorprendeva lasciando in panca bomber Costantino preferendogli Santarpia: entrambi gli ex Carlini e Parlati partivano dal primo minuto in un 3-5-2 più accorto, più fisico, e più bloccato nelle sue vie centrali. Questo, sommato al grosso peso delle assenze, frenava un po’ il Catanzaro nella prima frazione concedendogli sì il pallino della manovra, non quello però delle occasioni chiare per il vantaggio. Al ventesimo una ripartenza biancorossa creava un sussulto: Carlini era bravo a saltare la prima linea di pressing e ad offrire un pallone con i giri giusto a Santarpia ma il tiro a giro di quest’ultimo era impreciso e si spegneva alto. Un minuto dopo un’altra tegola si abbatteva sulle aquile: Cianci – che primi minuti aveva accusato un colpo in un contrasto con il portiere avversario – non ce la faceva a proseguire, al suo posto entrava Bombagi e l’attacco cambiava ancora volto. Proprio il nuovo entrato, al trentasettesimo, si ritagliava un’occasione deviando di testa il cross dalla sinistra di Tentardini; nel recupero solo uno sparo ravvicinato di Curcio deviato in angolo da Alia. Nella ripresa i giallorossi partono con un’altra marcia e a dieci minuti dal re-start appuntano la bandierina sul vantaggio. Lo zero ad uno nasceva da un corner: Scognamillo rimetteva dentro una traiettoria destinata ad uscire dall’area e ad approfittarne è Fazio che in tuffo incornava e superava Alia. Menichini allora scopriva le carte gettando nella mischia Costantino e Gasperi; Vivarini metteva sostanza in risposta rilevando Sounas ed inserendo Pontisso. Le fasi che riempivano il resto del tempo erano prive di grossi scossoni: il Catanzaro amministrava e teneva botta, il Monterosi sfruttava Carlini per costruire ma non riusciva poi a dare sbocco alla sua manovra. Katseris, Welbeck e Cinelli le mosse di chiusura dalla panchina – fuori Tentardini, Ghion e Curcio – ma tocccavano pochi palloni: il triplice fischio era dietro l’angolo e con esso anche i tre punti per le aquile.
PESCARA – ACR MESSINA: il Pescara vinceva 1-0 contro il Messina e continuava la sua corsa al secondo posto in classifica (Catanzaro al comando a +3). Biancazzurri da record con 32 punti in 13 partite, nessuno aveva fatto meglio di Alberto Colombo sulla panchina abruzzese. Sembrava tutto facile per il Pescara in apertura perché Cuppone faceva quello che voleva e Desogus aveva il tap-in dell’1-0 sbagliato clamorosamente da due passi ma poi il Messina complicava le cose a Kraja e compagni. Auteri nel suo 4-3-3 chiudeva gli spazi, aggrediva e ripartiva. Una sorta di assetto simile a quello del Pescara più bello di Modena, uno dei ricordi più belli della scorsa stagione. Colombo si sbracciava dalla panchina per dare indicazioni, Crescenzi era ispirato a sinistra e suonava la carica ma serviva una giocata speciale di Cancellotti per sbloccare il match: minuto 32, numero sulla destra e cross basso del Capitano che Vergani in corsa spediva in rete. Colombo era ancora arrabbiato e mandava a scaldare Mora, nel frattempo Auteri perdeva capitan Camilleri per infortunio. Ripresa. C’era subito Mora in campo, meglio il Pescara nei primi 20′ e tante palle gol per il raddoppio sciupate. Poi il Messina si riaffacciava pericolosamente dalle parti di Plizzari e Colombo tornava ad arrabbiarsi e su un’incursione di Fofana che spaventava ancora di più il tecnico biancazzurro scaraventava a terra una bottiglia d’acqua: non era il Pescara che voleva. Bene i tre punti ma nel complesso prestazione da rivedere, in particolare per la sofferenza finale.
CROTONE – FIDELIS ANDRIA: il Crotone vinceva in rimonta, in casa, contro il fanalino di coda Fidelis Andria. Alla rete di Bolsius, per gli ospiti, nel primo tempo rispondeva prima Panettieri con il gol del pareggio e poi Gomez su rigore che segnava e decide il match. I tre punti racimolati servivano per tenere il passo di Catanzaro e Pescara che avevano vinto nei match andati in scena nel primo pomeriggio e, in ordine, precedono i rossoblù in classifica nel girone C di Lega Pro. Al secondo minuto era subito occasione ospiti con Pavone che veniva murato, Chiricò rispondeva sfiorando il palo basso alla sinistra di Vandelli. Si cincischiava con l’Andria mai sotto scacco ed anzi al 14’ trovava il vantaggio: Bolsius ampiamente da fuori area si girava e sferrava un destro deviato feralmente nel sette dove Dini non arrivava. Primo tempo davvero brutto dei padroni di casa, sotto tutti gli aspetti con Urso che non sfruttava un’altra ottima occasione. Petriccione e Gomez impegnavano Vandelli forse per la prima volta ed al 40’ c’era l’occasione per far male su punizione: ma Chiricò la telefonava al portiere. Al 45’ altro calcio da fermo che era oggettivamente il massimo che riusciva a fare la squadra di Lerda, e questa volta era Bove a non inquadrare la porta di testa su esecuzione di Petriccione. Nel secondo tempo entrava subito Giron per Crialese per una squadra che doveva cercare innanzitutto di iniziare a giocare. Al 5’ non sembrava, gli appoggi erano sbagliati e nemmeno quando si ripartiva ed anzi era Bolsius ad essere fermato da un super intervento di Dini, da solo, di fronte al raddoppio mancato. E le frittate non finivano comunque. Entrava anche Pannitteri per Panico. Tumminello si divorava il pari. La gara regalava poche emozioni e tanti ebisodi “ruvidi”, match che appariva poter essere risolto solo dagli episodi ed uno arrivava al 58’ con Chiricò che metteva dentro di destro una bella palla rasoterra: Pannitteri in scivolata non dava scampo al portiere pugliese. Era il gol dell’1-1. Ora le quattro punte del Crotone sguarnivano ogni filtro ma la gara doveva essere vinta a tutti i costi. Al 68’ il tocco di mano di Milillo in area era davvero plateale ma Delrio non solo faceva correre, ma ammoniva solo prima Vitale e poi Chiricò, ed ancora nessun giallo era accreditato agli ospiti. Al 73’ Giron era pronto sulla sua fascia a saltare l’uomo ma veniva steso in area ed anche Delrio vedeva e provvedeva al calcio di rigore. Dal dischetto Gomez non perdonava e segnava il gol del sorpasso. Nell’occasione del fallo che portava al penalty il tecnico dei pugliesi Doudou veniva espulso, Candellori, invece, ammonito. Poi gli ultimi cambi con Golemic che si immolava a respingere di mento rasoterra ed una gara che andava sofferta anche negli ultimi 10 minuti, in cui comunque si cercava più il doppio vantaggio che Petriccione si divorava all’88’ con la complicità della bravura di Vandelli che mette in angolo.
AVELLINO – GIUGLIANO: nel silenzio di un Partenio senza spettatori Rastelli cambiava due pedine rispetto a Foggia: dentro Franco per Matera e Ceccarelli per Trotta. Il Giugliano degli ex Viscovo e Zullo partiva con il 4-3-1-2 e con Piovaccari in panchina. Ritmi blandi in avvio, al 15′ il primo tiro in porta era del Giugliano ma Gladestony non preoccupava Pane. Partita che scorreva via nei primi 30′ decisamente monotona, senza sussulti ed emozioni con i partenopei che complessivamente si son fatti preferire. Nel finale di tempo i lupi provavano un paio di guizzi con Garetto di testa e Ceccarelli ma era poca roba e si andava all’intervallo sullo 0-0 dopo una prima frazione deludente Nella ripresa l’Avellino ci provava con maggiore convinzione ma saliva in cattedra il portiere dei tigrotti Sassi che prima volava sulla destra per sventare una conclusione di Rizzo, poi respingeva pochi minuti dopo anche il tiro di Russo .Nel momento migliore degli irpini, quando il gol sembrava maturo, arrivava la doccia fredda: Rizzo perdeva un brutto pallone e Gladestony servito da Oyewale batteva Pane. Reazione rabbiosa dei lupi ma c’era ancora Sassi sugli scudi quando si opponeva a Russo e poi diceva no anche al tap-in di Auriletto. A dieci dalla fine il Giugliano aveva l’occasione per raddoppiare ma Lucas da buona posizione sparava alto. La pressione dei padroni di casa scemava con il passare dei minuti e neanche i quattro di recupero bastavano per agguantare il pari. Arrivava così la prima sconfitta della gestione Rastelli e la classifica tornava a farsi deficitaria: lupi quindicesimi con 13 punti.
JUVE STABIA – VIRTUS FRANCAVILLA: allo Stadio Romeo Menti arrivava la Virtus Francavilla di Antonio Calabro, squadra intenzionata a raccogliere un buon bottino per rilanciarsi in classifica. Le Vespe, dal canto loro, puntavano a conseguire un risultato utile per dare continuità al successo convincente ottenuto nel derby contro il Giugliano. La cronaca si apriva con un tentativo di Pandolfi al 7’: l’attaccante scappava sulla destra, entrava in area e calciava da posizione defilata, ma mandava alto sopra la traversa. Al 12’ Maiorino si metteva in mostra con un mancino velenoso neutralizzato da Barosi. Al 17’ gol spettacolare di D’Agostino che si avventava su un traversone di uno scatenato Pandolfi e depositava nel sacco col colpo di tacco. La reazione dei pugliesi era timida, proteste per un possibile penalty che il direttore di gara non considerava tale. Al 20’ punizione di Maiorino che si spegneva sul fondo, cinque giri di lancette dopo sventagliata di Mignanelli a cercare la sponda di Pandolfi: l’ex Turris appoggiava per Santos che non trova la porta. I ragazzi di Colucci crescevano nel fiale di frazione con una doppia iniziativa di Pandolfi che non riesce a trovare il raddoppio. Il 2-0 arriva al 40’ con D’Agostino che controlla la palla e lasciava partire un destro che si spegneva all’angolino. Al 43’ la Virtus si divorava il gol per riaprire la contesa con Idda da due passi da Barosi. Nel recupero del primo tempo, Maiorino si faceva cacciare fuori per intervento su D’Agostino: rosso diretto sventolato dall’arbitro. La ripresa si apriva con la solita idea avanzata di Pandolfi che riceveva da Santon e caricava un destro che si infrangeva sull’esterno della rete. I biancazzurri decidevano di alzare il baricentro nonostante l’inferiorità, ma le Vespe controllavano e non rischiavano mai nelle battute iniziali del secondo tempo. Soltanto al 67’ la Virtus sfiorava la rete con la traversa colpita da Patierno. Col passare dei minuti si abbassava l’intensità e la Juve Stabia gestiva senza troppi patemi. Al triplice fischio, Colucci poteva esultare: la truppa di Calabro era abbattuta allo Stadio Menti di Castellammare di Stabia.
GELBISON – TURRIS: la Turris di David Di Michele era chiamata a una reazione d’orgoglio e di grinta per mettere un freno al momento non semplice: tre sconfitte e due pareggi nelle ultime cinque e una sterzata ritenuta necessaria per non finire nella zona preoccupante di classifica. Allo Stadio Torre di Pagani c’era la Gelbison, compagine con una lunghezza in più e reduce dal ko di misura sul campo del Pescara. Il primo tentativo offensivo era dei padroni di casa che si affacciavano in avanti in più di una circostanza. Al 3’ ci provava subito Citarella con un colpo di testa impreciso. Rispondeva Manzi per gli ospiti sugli sviluppi di una palla inattiva, il direttore di gara fermava tutto per fuorigioco. Al quarto d’ora guizzo di Leonetti che controllava un lancio di Contessa e veniva messo giù da Cargnelutti al limite: l’attaccante biancorosso s’incaricava della battuta ma mandava alto. Al 20’ era Boccia ad invitare Leonetti al tiro che non era perfetto da posizione invitante. Al 25’ Uliano ci provava da fuori, ma non trovava il bersaglio. Anche alla mezz’ora, Leonetti – poi fermato dalla bandierina dell’assistente – non approfittava dal suggerimento di Gallo. Al 42’ Ardizzone sfiorava il vantaggio, crescevano i rossoblù nel finale di frazione con due opportunità non sfruttate da Nunziante e Kyeremateng. Ad avvio secondo tempo meglio i salernitani con De Sena che ci provava dalla distanza e con Cargnelutti. Al 54’ Loreto mancava il tap-in sulla respinta di Perina, chiamato in causa da una punizione velenosa di Fornito. Al 59’ si sbloccava il risultato in favore dei rossoblù: Uliano seminava il panico sulla sinistra e serviva De Sena che, tutto solo, batteva Perina. Qualche secondo più tardi, Perina rischiava e Kyeremateng non riusciva a siglare il raddoppio. I biancorossi si portavano in zona offensiva con un tentativo di Giannone, ma erano ancora i padroni di casa ad essere pericolosi con un rasoterra di Gilli neutralizzato da Perina. Non accadeva più nulla, al triplice fischio arrivava un’altra sconfitta in trasferta per la Turris: la Gelbison s’imponeva di misura e volava in classifica.
MONOPOLI – FOGGIA: era un solido Foggia quello che usciva con i tre punti dal “Veneziani”: Monopoli battuto 0-2 al termine di una bella partita, che vedeva entrambe le compagini giocarsela a viso apertissimo. Il match iniziava in maniera decisamente spigliata, con la prima sortita firmata dai biancoverdi con De Santis che assisteva Starita in area, fuorigioco di quest’ultimo. “Emulava” il Foggia, bella palla di Di Noia per Vuthaj ma allo stesso modo del collega avversario si trovava in offside. Episodio dubbio al 14′: lo stesso attaccante albanese veniva lanciato in profondità e si involava verso i pali difesi da Vettorel, che lo affrontava e metteva a terra all’esterno dell’area di rigore con un intervento scomposto, l’estremo difensore del Monopoli se la cavava con un giallo. Sessanta secondi dopo arrivava il gol del vantaggio rossonero a firma di Davide Di Pasquale: sugli sviluppi della punizione conseguente battuta da Petermann, la palla sbatteva sulla barriera e finiva sui piedi del difensore, agevolandolo per il tap-in che faceva mettere la freccia ai “Satanelli”. Il Foggia andava a centimetri dal raddoppio con Petermann, che con un piattone dalla trequarti beccava il palo, i padroni di casa tiravano un sospiro di sollievo. Si faceva vedere anche Peralta attorno al 40′ con un diagonale, palla sul fondo. Tra le fila del Monopoli molto vivace l’esterno d’attacco Viteritti, bravo a mettere in mezzo per Montini che superava Nobile quando però si trovava in posizione di fuorigioco; gli stessi due erano protagonisti di un’altra trama offensiva qualche minuto più tardi, ma il centravanti staccava male di testa e l’azione si chiudeva in un nulla di fatto. Tegola per il Monopoli all’imbrunire della prima frazione, con De Santis che rimaneva a terra a seguito di un contatto con Vuthaj e lasciava momentaneamente i suoi in dieci, per essere poi sostituito all’intervallo da Bizzotto. Abbozzava tentativi di reazione il Monopoli, senza creare però particolari problemi alla retroguardia rossonera. Ci provava Falbo a liberare Viteritti dalla trequarti, sortita senza successo; l’esterno calabrese si faceva vedere nuovamente sul secondo palo attorno all’ora di gioco, Nobile salvava. Lavorava molto bene Simeri, subentrato al posto di Montini: prima affrontava Di Pasquale, poi la palla finiva tra i piedi di Viteritti che provava ad incunearsi in area ma mancava il guizzo decisivo. Provava a spezzare una fase di quiete Petermann al 74′, quando su suggerimento di Vuthaj provava con un pallonetto a sorprendere Vettorel, palla sul fondo. Il Monopoli non si dava per vinto e un minuto dopo provava a sfruttare un errore di Sciacca, Simeri concludeva benissimo dalla distanza ma Nobile era super a chiudere. All’81’ i rossoneri chiudevano i conti con Vuthaj, che conquistava il giusto premio per una grande prestazione: il neoentrato D’Ursi metteva in mezzo per l’ex Novara, il cui stacco di testa preciso non lasciava scampo al portiere di casa. I biancoverdi provavano a riaprirla con Simeri e Fella, ma non riuscivano a siglare la rete della speranza, anche grazie ad un bravissimo Nobile che nel primo dei quattro minuti di recupero sbarrava la strada anche ad un pericoloso traversone di Falbo.
POTENZA – LATINA: un Latina in grande emergenza e privo di diversi calciatori usciva sconfitto dallo stadio Viviani per 3-0 contro il Potenza con un autogol di Andrea Esposito. Per i nerazzurri il match era iniziato bene, perché sul primo calcio d’angolo della partita era stato il capitano Andrea Esposito ad andare vicino al vantaggio con un colpo di testa. Era però il Potenza a trovare la rete che sbloccava il punteggio al 12’. Girasole era bravo a svettare di testa e a mettere in rete anticipando la difesa nerazzurra sugli sviluppi di un calcio piazzato dalla destra. 1-0 per la squadra di casa. Nel corso del primo tempo poi il gioco era molto spezzettato, con diversi falli e alcuni tentativi di ribaltare il fronte da parte di entrambe le squadre che però non sortivano alcun risultato. Quasi allo scadere del tempo regolamentare il Latina tornava a rendersi pericoloso grazie ad una conclusione velenosa di Riccardi che veniva deviata il calcio d’angolo da Gasparini. C’era però ancora il tempo di assistere al raddoppio del Potenza. Grossolano l’errore di Andrea Esposito che sbagliava completamente la misura del retropassaggio ingannando Cardinali per l’autogol che sanciva il raddoppio dei padroni di casa alla fine del primo tempo. All’inizio del secondo tempo Fabrizi impegnava severamente Gasparini con una bella rovesciata, ma il portiere di casa era bravo parare in calcio d’angolo. Nell’azione successiva era ancora una volta bravissimo l’estremo difensore della squadra di casa che parava alla grande un colpo di testa ben indirizzato di Giorgini. Il tecnico Daniele Di Donato provava poi a cambiare qualcosa inserendo Di Mino al posto di Cortinovis sulla fascia destra. Al 66’ arrivava il tris del Potenza con Caturano al termine di un’azione di prima davvero di pregevole fattura. Per il Latina nel finale di gara spazio al rientrante Margiotta, al centrocampista della primavera Pellegrino e a Nori che prendevano il posto di Carletti, Riccardi e Fabrizi. Non c’erano più emozioni nel finale di gara, con il Potenza che grazie a questo 3-0 conquistava il successo e tre punti per salire in classifica, mentre il Latina finiva in settima posizione a pari punti con Monopoli e Foggia, scavalcato da Giugliano, Juve Stabia e Gelbison.
AUDACE CERIGNOLA – AZ PICERNO: finiva 1-1 tra Cerignola e Picerno, con gli ofantini che riuscivano in pieno recupero con Achik a trovare un altro punto fondamentale per avere la giusta continuità di risultati e muovere la classifica, evitando una dolorosa sconfitta interna. Dopo una lunga fase di studio, con zero occasioni da gol, era del Cerignola la prima chance del match: 18′, bella combinazione Achik-Malcore, il nove ofantino smarcava D’Ausilio che rientrava e calciava a giro: provvidenziale la deviazione in corner di Ferrani. Al 24′ era ancora Audace: lancio illuminante di Capomaggio per Malcore che calciava debolmente con Crespi bravo a restare in piedi. Il Picerno passava al 26′, al suo primo vero affondo: azione manovrata del Picerno, sfera ad Esposito che realizzava un’autentica perla, Saracco immobile. L’Audace reagiva, sugli sviluppi di un corner Blondett arrivava bene di testa ma il pallone terminava di pochissimo a lato. Clamorosa occasione per gli ospiti a fine primo tempo: dal calcio d’angolo di Esposito, Saracco era chiamato al doppio intervento miracoloso sulla deviazione di Ferrani. Nella ripresa i gialloblù alzavano i giri. Episodio controverso in avvio, azione personale di Ruggiero che però cadeva al suolo su contrasto con Garcia, per il direttore di gara tutto regolare. Il Picerno di Longo passava ad un difensivo 5-3-2, Pazienza rispondeva passando al 3-5-2. La partita viveva di lampi, il Picerno provava in tutti i modi e anche con astuzia a giocare con il cronometro, imbrigliando la manovra ofantina. Al 91′ il Picerno non la chiudeva, la conclusione di D’Angelo sfiorava il palo. Nonostante la buona organizzazione rossoblù e la mancanza di idee offensive del Cerignola, i gialloblù riuscivano a riprenderla: 93′, cross di Blondett, palla che attraversava tutta l’area e arrivava sul destro precisissimo di Achik. Diagonale perfetto, palla in buca d’angolo e Monterisi che esplodeva per un pareggio inseguito per tutta la partita. I gialloblù evitavano un brusco stop interno, anche se il pareggio non era l’esito sperato. Il punto muoveva comunque la classifica e tenevano alto il morale in vista del derby contro il Foggia.
TARANTO – VITERBESE: il Taranto, nello scontro diretto, in alta emergenza, affrontava la Viterbese, in un proprio scontro diretto, dove i punti avevano valori d’importanza vitale per la permanenza in serie C (tanto che la panchina laziale dove era era seduto Filippi, saltava il lunedì successivo). Dopo una traversa colpita dagli ospiti, era il centrale goleador (due reti finora) a perforare la rete dei laziali, con l’ennesimo colpo di testa, angolatissimo e precisissimo, superava Fumagalli per il vantaggio. A questo punto si ergeva a muto umano, Loliva che evitava un paio di conclusioni destinate in porta, poi improvvisamente nella ripresa la rete del pareggio, faceva aleggiare sullo Iacovone lo spettro di una possibile beffa. Invece le intuizioni di Capuano, la voglia e grinta di Ferrara, l’entrata di Diaby, come sempre spezzava l’inerzia del match. Un primo cross di un monumentale Mastromonaco, respinto we tornato sui sui piedi si trasformava in un assist per l’ivoriano che dopo tredici mesi, trovava il piattone di destro che infilava l’esterrefatto Fumagalli. Loliva, continuava il suo show presidiando, letteralmente, la porta rossoblù e si arrivava al termine del match dove gli stati d’animo si intrecciavano e si riscaldavano per il nervosismo ospite che comportava a delle ammonizioni pesanti (oltre a quella di Ferrara per un fallo di rigore, non visto dallo sfortunato, e qualificato come simulazione del capitano ionico) come quella comminata a Labriola (assente come Ferrara, nel match di Francavilla, nel prossimo turno), comportante la filippica di Capuano nel post gara sugli arbitraggi infelici, finora avuti dai rossoblù, poi, ovviamente, spazio alla soddisfazione per il risultato conseguito e i tre punti che allontana, la formazione ionica dal quart’ultimo posto.
Fabrizio Di Leo














