di Fabrizio Di Leo
La 38^ giornata, ultima della fase regolare, forniva sorprese ed emozioni, in tutti i match. La Juve Stabia, in casa per l’ultima in serie C, passata in svantaggio con il Picerno, aveva la forza di ribaltare il match, festeggiando adeguatamente la promozione nella serie superiore, al cospetto del proprio pubblico, certificando, per i lucani, il 6° posto. Al Partenio, un match alquanto equilibrato tra l’Avellino ed il Crotone, si sbloccava a sei minuti dal 90°, grazie ad un rigore calciato da Patierno, infallibile nell’occasione e vantaggio difeso, utile a conquistare il secondo posto in solitudine. Il Benevento, a Catania, convinto id fare bottino pieno, con gli etnei, in appannamento, cadevano, sorprendentemente per mano dell’ex rossoblù Cianci che con la sua marcatura, oltre a salvare la sua squadra dai quasi certi play out, permetteva al Catania di acceder ai play off nazionali. Il Taranto, unico corsaro di giornata, con una prova, nel complesso magistrale, espugnava Latina, nel primo tempo con un uno – due, firmato Zonta – Simeri, poi, nella ripresa, un goal casuale di Mastroianni, non consentiva, comunque ai pontino, di sperare nel pareggio e mai, per i padroni di casa, la sconfitta era così dolce, certificazione del decimo posto e play off arpionati, con possibile avversario proprio i tarantini, Collegio di Garanzia CONI permettendo. Detto della sconfitta esterna del Picerno, anche il Giugliano crollava a Cerignola, riuscendo a fallire, sullo 0 – 3 anche un penalty con Salvemini. stop che aveva un effetto disastroso ovvero la retrocessione dal 7°all’8° posto e, nuova trasferta nel 1° turno play off, proprio a Cerignola. Scivolamento in caduta libera per il Crotone, per la sconfitta, preventivata ad Avellino, con la conferma del 9° posto in classifica. Le deludenti Foggia e Sorrento, incappavano in una giornata altamente negativa. La s quadra di Maiuri affondava, pesantemente, a Caserta, e lasciava le quasi impossibili residue speranze di acciuffare il 10° posto, con una debacle incredibile. Il Foggia, invece, con un pareggio inutile, sino all’89°, subiva il goal del laziale Scarsella e decretava, con la sconfitta, la disputa dei play out a quattro, trascinando nella lotterai della salvezza, anche il Potenza, fermato su u n deludente pareggio dalla Virtus Francavilla. Vittoria inutile, intanto, anche per il Monopoli, su un Messina che chiudeva mestamente l’ennesimo campionato anonimo, mentre, si salvava, lassando a brindisi, la Turris di Menichini che scacciava le streghe play out. Infine, il Brindisi era l’unico certo, assieme alla Juve Stabia di sapere la sua sorte. La retrocessione in serie D, per gli adriatici, era il verdetto più mortificante della giornata, ma anche la speranze per i bianco azzurri del tentativo di risalita, nel più breve tempo possibile. Ora parola e dettami da play off e play out, ma prima il Taranto dovrà capire la sua effettiva collocazione (attuale quinta posizione), dipendente esclusivamente, dalla, eventuale, entità della riduzione dei punti di penalizzazione, da parte del Collegio di Garanzia CONI.
JUVE STABIA – AZ PICERNO: la Juve Stabia si congedava dalla Lega Pro con un’altra vittoria, battuto il Picerno allo stadio Menti. La squadra di Guido Pagliuca, con l’obiettivo che era spostato sulla Supercoppa, piegava i rossoblù con una doppietta di Bellich e con un gol di Mignanelli. Nella giornata di festa dei gialloblù, all’ultima gara in Serie C e con la testa già al prossimo campionato cadetto, era Murano a sbloccare il risultato al 3’. Passaggio di Pagliai in area e diagonale vincente dell’attaccante che stappava la sfida. Le vespe non reagivano subito, ma al 18’ Meli andava giù in area dopo un intervento e l’arbitro lasciava correre tra le proteste. Al 21’ Merelli si faceva trovare pronto sulla conclusione di Meli, sulla ribattuta Adorante e compagni non riuscivano a capitalizzare. Al 25’ incornata di Esposito su un cross dalla destra, Thiam parava. Al 28’ i gialloblù agganciavano il pareggio con una punizione battuta in maniera magistrale da Mignanelli che sorprendeva Merelli. Al 33’ Graziani saltava Folino e impegnava Thiam, sul capovolgimento di fronte Adorante sparava alto su suggerimento di Andreoni. Al 37’ Bellich, riscoperto bomber nel corso della stagione, completava la rimonta con un sinistro imprendibile per l’estremo difensore. La frazione iniziale si chiudeva con un altro notevole intervento di Thiam su un tiro-cross di Novella. In avvio di secondo tempo era subito pericolosa la Juve Stabia con un diagonale di Mosti, Merelli si rifugiava in angolo. Sugli sviluppi del corner di Leone, ancora Bellich timbrava il cartellino e segnava l’ottavo gol in campionato. Al 57’ D’Agostino accorciava le distanze con una conclusione sul primo palo che trafiggeva il portiere gialloblù. Al 77’ Graziani si ritagliava lo spazio per il tiro, Thiam bloccava. Poco altro nel finale, le vespe battevano anche il Picerno e terminavano l’annata a quota 79 punti.
AVELLINO – CROTONE: un rigore di Patierno decideva la sfida allo stadio Partenio-Lombardi, l’Avellino piegava il Crotone ed esultava all’ultima giornata del campionato: i lupi chiudevano la stagione regolare con il secondo posto in classifica. La squadra di Michele Pazienza dunque accedeva direttamente alla seconda fase nazionale dei playoff. Il tecnico di San Severo apportava qualche modifica allo scacchiere visto di recente. Rigione rientrava dal primo minuto, con Frascatore che restava in panchina, mentre Ricciardi vinceva il ballottaggio con Llano a destra. A centrocampo c’era D’Ausilio con Armellino e De Cristofaro, in avanti Gori supportava Patierno. Prima potenziale chance della partita per i lupi con De Cristofaro che faceva scattare un contropiede, Patierno cercava Gori ma la difesa ospite neutralizzava la minacciava e chiudeva. Il centrocampista ex Picerno ci provava al 4′ con una conclusione dai venti metri, la mira era imprecisa. Era il guizzo più interessante nei minuti iniziali perché seguiva un periodo di sostanziale equilibrio con i padroni di casa che andavano alla ricerca del varco giusto per scardinare la retroguardia avversaria, i rossoblù tenevano bene il campo e non concedevano spazi. Al 15′ squillo dei pitagorici con un tentativo di Rispoli che si perdeva distante dalla porta di Ghidotti. Soltanto al 20′ si registrava l’occasione più ghiotta, i biancoverdi andavano a un passo dal gol. Gori innescava D’Ausilio che entrava in area e impegnava D’Alterio con il destro: Patierno cerca il tap-in e Crialese lo sbilancia con una spinta, il “Partenio” e la panchina protestano ma l’arbitro fa proseguire. Si gioca su buoni ritmi, nella parte centrale del primo tempo la palla stazionava a metà campo. Passata la mezz’ora di gioco era l’undici di Zauli ad affacciarsi in zona Ghidotti con una girata aerea di Tumminello che non metteva in affanno l’Avellino. Sul capovolgimento di fronte De Cristofaro riconquistava il possesso sulla catena destra, Ricciardi pennellava al centro dove Patierno impattava di testa e trovava i guantoni di D’Alterio. I ragazzi di Pazienza spingevano e tentavano di impensierire il pacchetto arretrato di Zauli, le trame spesso erano imprecise e sfumavano sulla trequarti. Il risultato non si sbloccava dopo i primi 45′, non c’erano emozioni nei due minuti di recupero e le due squadre rientravano negli spogliatoi sul punteggio di 0-0. La ripresa si apriva con un passaggio di Ricciardi per Gori, l’attaccante tentava di sorprendere il Crotone ma Bove si immolava. Sul versante opposto D’Ausilio sgusciava via agli avversari e metteva forte al centro, nessun compagno arrivava all’appuntamento con il pallone. Al 52′ rasoiata di Rigione sugli sviluppi del calcio d’angolo, D’Alterio disinnescava senza difficoltà. Cinque minuti dopo Gori, applaudito dal “Partenio” per la buona prestazione personale, lasciava il campo a Sgarbi. Gli squali si riportavano in avanti al 58′: finta di Gomez, sponda di Zanellato e tiro di Tumminello da fuori area che si spegneva oltre la traversa. Al 64′ altro squillo degli ospiti con una giocata di Zanellato dopo il recupero della sfera, il centrocampista non indirizzava verso lo specchio della porta e Ghidotti riprendeva con un rinvio dal fondo. Nell’altra metà campo invece Sgarbi riceveva da Armellino, controllava, alzava la testa e si coordinava con il mancino: rasoterra debole e centrale, facile preda di D’Alterio. Al 69′ chance per l’Avellino: traversone profondo di De Cristofaro per Liotti che sovrasta D’Ursi e fa da sponda per Patierno, l’attaccante non riusciva ad agganciare a due passi dal bersaglio. Pazienza si affidava a Russo e Tito per il finale di match, D’Ausilio e Liotti lasciavano il campo al 71′ e Sgarbi arretrava nel ruolo di mezzala. Al 73′ proprio i due entrati manovravano con l’esterno che serviva il classe ’99 che mancava il tocco vincente da posizione ravvicinata. L’assedio dell’Avellino andava avanti, un giro di lancette più tardi proteste dei lupi su un tiro di Sgarbi deviato, ma il direttore di gara lasciava correre. All’82’ Sgarbi pescava Russo in area, bravo a difendere il pallone e a cercare il numero 11 in inserimento: Rispoli interveniva in modo irregolare e il signor Vergaro di Bari assegnava il calcio di rigore. Sul dischetto si presentava Patierno che spiazzava D’Alterio e sbloccava la sfida. Il bomber lasciava il campo all’87’ nella standing ovation del “Partenio”, entrava Dall’Oglio per dare più fisicità alla squadra. L’Avellino gestiva e, al termine dei sei minuti di recupero, chiudeva il suo campionato con una vittoria e con il secondo posto in classifica.
CATANIA – BENEVENTO: nella trentottesima giornata, nonché ultima giornata della stagione regolare 2023/24, il Catania di mister Michele Zeoli riceveva il Benevento di Gaetano Auteri. L’obiettivo dei rossazzurri, reduci dalla pesante sconfitta di Potenza, era ottenere punti pesanti per chiudere la pratica salvezza, evitando così di sprofondare clamorosamente nei play-out. Al “Massimino” presente il pubblico delle grandi occasioni. Catania in campo con la tradizionale casacca a strisce verticali rosse e azzurre, pantaloncini azzurri e calzettoni neri con risvolti rossi e azzurri; rispondeva il Benevento in completa tenuta bianca con risvolti giallo e rossi. Nel 3-5-2 iniziale scelto da mister Zeoli, privo di Peralta e dello squalificato Marsura, spazio a Furlan tra i pali; Castellini, Monaco e Celli in difesa; Bouah e Cicerelli “quinti”, Zammarini, Quaini e Welbeck in mediana; Cianci e Di Carmine in avanti. Rispondeva mister Auteri con il suo classico 3-4-3, con gli ex Agazzi e Simonetti in campo. Mezz’ora prima del calcio d’inizio al calciatore Marco Chiarella, inizialmente in panchina, era consegnato il premio “Stefania Sberna”, riconoscimento dedicato all’indimenticabile giornalista e speaker catanese. Calcio d’inizio affidato al Benevento. Fase iniziale di partita molto equilibrata, con il gioco ristagnante a centrocampo e difese molto attente. All’8′ minuto primo sussulto della gara: conclusione di Celli dal limite dell’area sannita con il pallone, deviato da un difensore, che sorvolava la traversa finendo in corner. Dalla battuta del calcio d’angolo, di Cicerelli, colpo di testa imperioso di Bouah che si stampava sulla traversa a portiere battuto. Al 17′ occasionissima per il Catania: azione confusa in area sannita, partita sulla fascia destra etnea occupata da Bouah, palla che perveniva fra i piedi di Cicerelli, libero, nei pressi del limite dell’area di rigore, in posizione centrale: il sinistro del numero 30 era però troppo alto. Al 20′ primo cambio della gara: nel Benevento fuori l’infortunato Pastina, dentro Viscardi. Al 28′ clamoroso gol sbagliato dal Benevento: azione velocissima in contropiede, traversone basso di Masciangelo, palla al centro dell’area di rigore per l’accorrente Bolsius che da buonissima posizione calcia a lato. Poco dopo problemi fisici per Cicerelli, con il calciatore ex Paganese che rimaneva a terra per quasi un minuto. Fase di gioco, adesso, favorevole al Benevento, protagonista di un prolungato possesso palla che si concludeva, al minuto 35, con un pericoloso destro a botta sicura di Karic respinto con prontezza da Furlan. Momento difficile per il Catania. Al 36′ fallo duro di Masciangelo su Cianci, sulla trequarti campana, con il difensore sannita che rimediava un giallo. Trenta secondi dopo occasione gol per il Catania: imbucata di Cicerelli per Bouah, palla che arrivava sui piedi di Samuel Di Carmine la cui conclusione, scagliata dal limite dell’area piccola, era respinta da Manfredini. Gioco fermo per oltre un minuto per via di un infortunio subito da Celli: il numero 28 rossazzurro era costretto a rientrare in campo con una vistosa fasciatura alla testa. Al 42′ conclusione sporca di Cicerelli deviata in angolo da un difensore. Dal corner, battuto dallo stesso numero 30, mischia in area sannita con Di Carmine che finiva a terra invocando il rigore, l’arbitro però lasciava correre. Trenta secondi dopo ancora pericolo creato dal Catania: tiro-cross di Cicerelli sul quale Di Carmine non riusciva ad intervenire. Insisteva il Catania: cross di Celli, smanacciata di Manfredini che toglieva con le unghie il pallone dalla testa di Bouah pronto a ribadire in rete. Il gol era nell’aria e arrivava puntuale nel primo dei quattro minuti di recupero: angolo di Cicerelli, palla che arrivava sui piedi di Cianci, prima conclusione, di destro respinta da un difensore, sulla ribattuta mancina diagonale imprendibile per Manfredini. Catania 1, Benevento 0. Nei successivi tre minuti non accadeva niente di rilevante. Al riposo Catania avanti di un gol, risultato che consentiva agli etnei di salvarsi matematicamente e di accedere ai play-off. Squadre in campo per i secondi quarantacinque minuti. Nel Benevento fuori Starita, dentro Carfora. Nessun cambio effettuato da mister Zeoli, Catania in campo con gli stessi effettivi che avevano concluso il primo tempo. Al 5′ contropiede imbastito da Cicerelli, palla filtrante per Cianci che però non riusciva ad intervenire sulla sfera, finendo rovinosamente la propria corsa sui cartelloni pubblicitari. Botta fastidiosa, che costringeva l’attaccante barese a ricorrere alle cure dei sanitari etnei. Niente di preoccupante per il bomber rossazzurro che rientra regolarmente in campo. Un minuto dopo cartellino sventolato all’ex Simonetti per un fallo su Cicerelli. Al decimo Catania vicino al raddoppio sempre sull’asse Cicerelli-Cianci: cross mancino del numero 30, girata volante dell’attaccante con la sfera che andava fuori di poco. Al quarto d’ora calcio di punizione sulla trequarti sannita battuto da Cicerelli, palla in mezzo per Cianci, colpo di testa fuori misura. Trenta secondi dopo ci provava Welbeck con un tiro, di destro, che finiva abbondantemente a lato. Dal 17′ doppio cambio operato da mister Auteri: fuori Masciangelo e Bolsius, dentro Ciano e Pierlingieri. Al ventesimo era proprio uno dei neo entrati, Ciano, a provarci con un sinistro da fuori area: conclusione debole, fuori misura. Sul ribaltamento di fronte altro pericolo creato dal Catania, sempre da Cicerelli: cross perfetto del numero 30, inserimento sul secondo palo di Bouah che di destro colpiva l’esterno della rete. Al 24′ giocata di Carfora per Lanini, azione pericolosa smorzata dalla chiusura di Monaco. Un minuto dopo discesa dello stesso Monaco sulla destra, scambio con Bouah, destro del numero 13 fuori misura. Al 27′ primo cambio per il Catania: fuori Cicerelli, il migliore in campo, dentro Ndoj. Nel Benevento fuori Lanini, dentro Kubica. Al 32′ altro cambio per mister Zeoli: fuori Cianci, fra gli applausi, dentro Chiricò, accolto da una sonora bordata di fischi. Pochi minuti dopo, al primo pallone toccato, conclusione velenosa di Chiricò parata a terra da Manfredini: sinistro da distanza siderale che generava qualche timido applauso. A dieci dalla fine calcio di punizione conquistato ancora da Chiricò, nei pressi della lunetta dell’area di rigore, con la sfera decentrata sulla sinistra. La battuta del numero 32 s’infrange sulla barriera. A sei minuti dalla fine altro calcio di punizione battuto da Chiricò: conclusione a giro smanacciata in corner da Manfredini. Al 40′, nel Catania, fuori Zammarini dentro Sturaro. Al 44′ Benevento vicinissimo al pareggio con uno splendido calcio di punizione di Ciano: il sinistro dell’attaccante sannita si stampava sulla traversa a Furlan battuto. Assegnati sei minuti di recupero. Primi tre minuti di recupero che scivolavano via senza sussulti, con il Catania che provava a gestire il possesso palla senza rischiare. Al 49′ tiro-cross velenoso di Ciano che sfiorava l’incrocio dei pali. Al 51′ fallo subito da Welbeck, sulla trequarti catanesi, che scatenava il boato del pubblico del “Massimino” ormai vicinissimo al traguardo della salvezza. Pochi secondi più tardi arrivava il triplice fischio dell’arbitro che sanciva la vittoria del Catania. Tre punti pesantissimi per gli etnei, in virtù dei quali veniva raggiunta la matematica salvezza senza passare dai Play-out. Per il Catania, cambiava radicalmente lo scenario della post-season: partecipazione alla fase finale dei Play-off (prima gara in programma sabato 11 maggio) con ingresso insieme alle tre terze dei tre gironi, in virtù della conquista della Coppa Italia.
CASERTANA – SORRENTO: il campionato del Sorrento terminava con una sconfitta allo stadio Pinto. La squadra di Vincenzo Maiuri doveva arrendersi alla Casertana, si spegnevano dunque le speranze playoff per Ravasio e compagni. La cronaca si apriva con un diagonale di Carretta al 3’: l’attaccante sfruttava un rimpallo ma la sfera veniva deviata in angolo. All’8’ spunto di Vitale al limite dell’area, il suo mancino trovava la respinta di Venturi. Al 9’ i rossoneri passavano in vantaggio con una punizione eseguita in maniera magistrale da De Francesco, la gioia per i costieri durava pochi secondi perché al 10’ Deli raccoglieva l’assist di Tavernelli e batteva Del Sorbo. Tre minuti dopo Montalto svettava di testa su un traversone, l’incornata terminava sul fondo. Poco prima della mezz’ora di gioco il centravanti faceva venire giù il “Pinto” con una rovesciata spettacolare su cross morbido di Curcio: dodicesima rete stagionale per il bomber. Al 33’ traversone di Tavernelli per l’autore del raddoppio rossoblù, la giocata terminava a lato. Al 38’ c’era spazio anche per il tris dei falchetti, con la doppietta di Deli che realizzava il tap-in dopo il tocco di Montalto. Il primo tempo si chiudeva con una grande azione di Tavernelli: l’esterno si accentrava e calciava verso il palo lontano, la sfera andava fuori di un soffio. Nel recupero Venturi non si faceva sorprendere sull’iniziativa di Kolaj. In avvio di ripresa squillo di La Monica e mira da rivedere, al 50’ Tavernelli impegna Del Sorbo con una conclusione sul primo palo. Al 57’ il Sorrento riapre la contesa con Riccardi che si libera di tre avversari e con il destro superava Venturi. Il quarto gol per i ragazzi di Cangelosi arrivava al 66’ con Tavernelli che fulminava il portiere rossonero dopo una sponda di Montalto. Al 77’ nuovo intervento di Venturi, questa volta su Di Somma. Nel recupero la Casertana trovava anche la manita con Carretta che realizzava in contropiede. Il match allo stadio Pinto terminava con il risultato di 5-2.
LATINA – TARANTO: arrivava la quarta sconfitta consecutiva per il Latina di Fontana, al Francioni il Taranto si imponeva per 2-1. Una sconfitta meno amara e che, complice la vittoria della Casertana sul Sorrento, sanciva l’accesso ai playoff per i nerazzurri. Il Taranto metteva la gara in discesa con un uno due firmato Zonta e Simeri, i pontini alla ripresa provavano a riprenderla grazie al quasi immediato gol di Mastroianni ma i tarantini riuscivano alla fine a portare a casa i tre punti. Il Latina doveva aspettare per sapere quale la squadra da affrontare nel playoff. Dovrebbe essere proprio il Taranto l’avversario dei pontini qualora, il ricorso presentato al Collegio di Garanzia del Coni dei pugliesi, non andasse a segno. Al 7′ arrivava la prima sortita offensiva del Latina, è Paganini a calciare ma trovava la pronta risposta di Vannucchi che deviava anche la respinta a botta sicura di D’Orazio. Al 9′ arrivava la pronta risposta del Taranto, palla in profondità con Kanoute che sfuggiva a Vona ma sparava alto dal limite. Al 16′ era pericoloso il Taranto, brutta la palla persa dai pontini in uscita, i tarantini recuperavano a metà campo e mandavano al tiro dal limite Zonta , Guadagno spingeva in angolo. Al 27′ arrivava il vantaggio del Taranto targato Zonta, la palla sopra la difesa di Simeri era con i tempi giusti ed il numero 29 rossoblù metteva in rete con un pallonetto che supera Guadagno. Al 29′ arrivava la timida risposta del Latina, crossava da sinistra di D’Orazio per la testa di Mastroianni che non creava particolari problemi a Vannucchi. Al 34′ arrivava il raddoppio del Taranto, l’attaccante rossoblù si trovava il pallone tra i piedi dopo un tiro rimpallato da fuori area ed era bravo a piazzare in angolo alle spalle di Guadagno. Al 39′ sfiorava il gol il Latina, ancora cross di D’Orazio, sfilava alle spalle della difesa Del Sole che con il destro trovava il miracolo di Vannucchi. Al 4′ accorciava il Latina con Mastroianni, imperioso lo stacco di testa su un cross dalla trequarti di destra di De Santis. Al 9′ incursione pericolosa di Bifulco che si infilava tra la difesa pontina ma il suo tiro trovava la respinta di Guadagno. Al 11′ punizione dai 20 metri per i nerazzurri, al tiro andava D’Orazio con la palla che si stampava sulla traversa a Vannucchi battuto. Dopo 10′ di forcing nerazzurro arrivava la risposta del Taranto con due ripartenze potenzialmente pericoloso non approfittava degli spazi concessi dai pontini. Al 33′ cross dal fondo di Ercolano, ma la palla era alta e per poco non arrivava Fabrizi a spingere dentro. Al 39′ palla gol clamoroso per i nerazzurri, cross di D’Orazio di testa arrivava Capanni che a botta sicura non trovava la porta di centimetri.
AUDACE CERIGNOLA – GIUGLIANO: la squadra di Raffaele chiudeva la regular season con il terzo successo di fila, che non solo consolidava la posizione in zona playoff, ma – complici i k.o. contestuali di Latina e Crotone, regalava agli ofantini addirittura la possibilità di giocare il primo turno dei playoff girone in casa e con due risultati su tre a disposizione. L’avversario dell’Audace, a fine gara era proprio il Giugliano, sconfitto con un secco 3-0 maturato nei primi 30′ della prima frazione. Situazione analoga a quella che si verificava la scorsa stagione: anche allora i gialloblu chiusero la prima fase della stagione sconfiggendo la squadra che poi avrebbe affrontato (e battuto di nuovo) nel primo turno dei playoff girone. Vittima della squadra allora allenata da Pazienza era la Juve Stabia. Non c’era storia al ‘Monterisi’, in una partita che pure si preannunciava complicata alla luce della posizione di classifica occupata dal Giugliano, e che gli ospiti intendevano difendere. Propositi andati in fumo già al 3′ del primo tempo, grazie a Filippo D’Andrea – autentico trascinatore di questo segmento finale di campionato – bravo a correggere in rete dopo che la traversa aveva respinto una conclusione di Capomaggio. L’ex Foggia poi concedeva il bis, trafiggendo l’estremo difensore avversario con un perfetto colpo di testa su invito da destra di Coccia. Alla mezz’ora arrivava il tris di Capomaggio su rigore, concesso dal direttore di gara per un fallo di mano di Menna su una conclusione di Vuthaj. Nella ripresa il Giugliano provava a ridurre il gap, concedendosi però alle ripartenze dell’Audace. Nel finale, c’era gioia anche per Barosi, bravo a neutralizzare il rigore di Salvemini (concesso per un altro fallo di mano) e a mantenere la porta inviolata.
MONTEROSI TUSCIA – FOGGIA: festeggiava il Monterosi, che almeno evitava la retrocessione diretta e poteva giocarsi la chance di restare in C con i playout. La vittoria dei laziali poteva portare giovamento anche ai satanelli se da Catania fossero giunte notizie buone (un successo del Benevento). La vittoria degli etnei decretava la fine della stagione per la squadra di Cudini. Il diktat era quello di giocare senza la radiolina in mano. Epperò, era difficile isolarsi da ciò che avveniva altrove. Quel che accadeva al ‘Monterisi’, con il Cerignola che archiviava presto la pratica Giugliano, rendeva di fatto improduttiva una eventuale vittoria del Foggia. Il discorso cambiava per il Monterosi, per il quale c’era un solo risultato a disposizione, con l’orecchio proiettato a Catania. La commistione di speranze, angosce e sentimenti si avvertiva a tratti in campo, anche se ciò non rendeva sgradevole la contesa. Che Cudini volesse giocarsela, lo si capiva dalla formazione. C’era di nuovo Santaniello titolare, col supporto di Rolando e Schenetti. Così come a destra si rivedeva Silvestro, mentre Vezzoni partiva dalla panchina. Scazzola puntava sull’esperienza di Eusepi davanti, affiancandogli Rossi e non Vano. Meglio i satanelli, almeno nella prima parte. La maggiore pressione si riverberava nelle due occasioni che capitavano a Rolando (colpo di testa alto) e Santaniello (conclusione da posizione centrale) nel giro di pochi secondi. I padroni di casa salivano alla distanza e la migliore occasione la costruivano al 36’, quando un cambio di campo conducevano a un cross dalla sinistra per la testa di Bittante che sfiorava il palo. Pochi minuti prima che da Catania giungesse la notizia del vantaggio degli etnei. Situazione che, di fatto, azzerava definitivamente le chances del Foggia. L’andamento delle altre partite concedeva ancora una speranza al Monterosi. Una vittoria poteva ancora garantire ai laziali i playout, a prescindere da quanto succedeva a Catania. L’avvio di gara sembrava quasi suggerire un assalto dei padroni di casa. Ma era un fuoco di paglia. Scarsella lanciava dal 1’ Scarsella e Vano, per migliorare la qualità nell’atto finale della proposta offensiva. Ma al di là di una azione confusa nell’area rossonera in avvio, Perina non correva grossi pericoli. Poca roba anche sul versante opposto, dove pure le potenziali occasioni per far male in contropiede non mancavano. Cudini attendeva il 61’ per richiamare Silvestro, Santaniello e Schenetti. Dentro Vezzoni, Gagliano e Martini. Il più attivo tra i rossoneri era Rolando, che aveva sul sinistro per almeno due volte la chance per ispirare una perfetta ripartenza, sbagliando misura e tempo del passaggio.
POTENZA – VIRTUS FRANCAVILLA: serviva la vittoria ma non arrivava: il Potenza non andava oltre lo 0-0 contro la Virtus Francavilla e perdeva la possibilità di blindare la salvezza. La squadra di De Giorgio doveva affrontare i playout: l’avversaria era il Monterosi. I lucani scendevano in campo con piglio e nei primi minuti collezionavano calci d’angolo e qualche occasione, con Di Grazia e con Sbraga. Steffè calciava alto da buona posizione su respinta della difesa. I pugliesi si affidavano a lanci lunghi che Artistico difendeva come può, senza creare grossi pericoli. Con il passare dei minuti vinceva la paura e le due squadre sembravano scomparire dal terreno di gioco. Nella ripresa, con i risultati dagli altri campi che aumentavano la pressione, De Giorgio provava a far alzare il baricentro ai suoi. La più grande occasione del match arrivava al 68′: Caturano faceva sponda per Di Grazia che da fuori area calciava di prima intenzione, Branduani si salvava con qualche difficoltà. Castorani, senza fortuna, scaldava il sinistro da par suo ma a due minuti dalla fine la doccia fredda arrivava da Monterosi-Foggia: il gol di Scarsella per i laziali era quello che bastava per accorciare lo svantaggio tra le due squadre a -8. I playout erano il verdetto per il Potenza, per salvarsi, avversari proprio i viterbesi.
BRINDISI – TURRIS: blitz al “Fanuzzi” e salvezza conquistata. La Turris si imponeva sul campo del retrocesso Brindisi e otteneva la matematica permanenza in Serie C: la doppietta di Nicolao consegnava la vittoria alla squadra di Leonardo Menichini. Il primo affondo della partita era di Vantaggiato su un disimpegno errato di Casarini, l’attaccante non inquadrava lo specchio della porta. La formazione ospite rispondeva con una botta di Panelli dall’interno dell’area all’8’ e con un tiro di De Felice al 9’ respinto da Bonnin. Ottimo approccio al match da parte dei corallini che si affacciavano ancora in attacco con Giannone (10’) e con un traversone insidioso di Scaccabarozzi (12’). Al 13’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Nicolao raccoglieva l’assist di Maniero e gonfiava la rete. I biancazzurri non ci stavano e replicavano con Bonnin che mandava alto con una deviazione aerea. Al 27’ la Turris raddoppiava: Franco innescava l’azione, la difesa ribatteva e Nicolao, più lesto di tutti, si faceva trovare pronto per la giocata vincente. Il primo tempo andava in archivio con il gol del Brindisi che accorciava con Petrucci. Ad inizio ripresa tentativo di Scaccabarozzi dal limite, la difesa pugliese smorzava l’iniziativa del centrocampista. I padroni di casa provavano a tenere il pallino del gioco, i biancorossi cercano di amministrare e di non rischiare. Al 69’ il palo salva i corallini, era Valenti a colpirlo dopo una discesa e l’ingresso negli ultimi metri. Nel finale la Turris gestiva, teneva a distanza il Brindisi dalla propria area e al triplice fischio festeggiava la matematica salvezza.
MONOPOLI – ACR MESSINA: ultimo turno di campionato per il Messina senza patemi d’animo ma anche escluse particolari ambizioni di classifica. Mister Modica aveva la possibilità di dare spazio a chi, durante l’intero corso della stagione, non aveva avuto la possibilità di divertirsi sul rettangolo di gioco. Difatti, in campo andavano: Piana tra i pali, Salvo e Dumbravanu sugli esterni con Pacciardi e Polito centrali, a centrocampo Firenze aveva con sé Giunta e Scafetta, in avanti con Zunno c’erano Signorile e Luciani. Più importante, invece, la gara per un Monopoli che poteva avere dai 3 punti di una eventuale vittoria qualche chance in più di salvezza. Monopoli in casacca bianco verde con pantaloncini e calzettoni bianchi, Messina con il completo nero con bordi rossi. Per rispettare la contemporaneità di tutti gli incontri si iniziava con 5 minuti di ritardo. Al 4′ primo angolo del Monopoli e prima occasione per il Monopoli con il colpo di testa di Fornasier e la smanacciata in angolo di Piana. Sul secondo angolo il tiro dal vertice dell’area veniva respinto ancora con i pugni da Piana. 7′ cross di Barlocco e Tommasini tentava la deviazione volante sul primo palo, palla fuori. 10′ il Monopoli in vantaggio con Borello che si liberava in area e tirava un diagonale respinto da Piana ma la palla sbatteva sulle gambe di Salvo in recupero e finiva in rete. 14′ cross in area del Monopoli di Salvo, respingeva di pugno Dalmasso. 16′ cross di Viteritti e Barlocco di testa angolava ma Piana respingeva in tuffo. 17′ dalla trequarti Dumbravanu tentava un cross che diventava un tiro sorvolando di poco l’incrocio con Dalmasso in controllo. 22′ punizione dai venti metri di Borello, palla abbondantemente alta. Tanta confusione in campo nei minuti centrali del primo tempo. 31′ punizione centrale dai venti metri per il Messina. Batteva Giunta che cercava lo schema ma il Monopoli riusciva in qualche modo a liberare. 37′ sul primo angolo per il Messina, batteva Firenze e Polito di testa mandava sopra la traversa. Finiva un primo tempo non certamente spettacolare ed esaltante tra una squadra bisognosa della vittoria, ma con scarse qualità tecniche e l’altra quasi in vacanza con qualche giovane che cercava di mettersi in evidenza cercando di approfittare della possibilità offertagli. 43′ ammonizione per Giunta. Messina che iniziava la ripresa con una doppia sostituzione, dentro in campo Zona per Pacciardi e Cavallo per Signorile. Nello schieramento difensivo, Dumbravanu andava al centro della difesa e Zona a sinistra. Al 2′ raddoppio del Monopoli, proprio dalla posizione di Zona con Tommasini che entrava in area dalla destra dell’attacco, attendeva l’uscita di Piana che toccava con le gambe ma la palla terminava ugualmente in rete. 6′ ammonito Viteritti che frenava con un fallo una ripartenza del Messina. 7′ cross di Zona e colpo di testa debole ed alto di Salvo, palla sul fondo. 8′ segnava il Messina con un colpo di testa di Luciani che spizzicava la palla su un cross di Cavallo dal vertice dell’area destra dell’attacco del Messina. 9′ Tommasini aveva l’occasione per la doppietta ma il suo diagonale era deviato di misura da Piana. 12′ percussione di Iaccarino che entrava in area e Piana doveva salvarsi in angolo. 14′ ammonito Iaccarino. 15′ il Messina cambiava Zunno con Ragusa. 18′ punizione dalla trequarti di Firenze e colpo di testa di Dumbravanu, fuori dai pali. 20′ ammonito Zona. 21′ Fuori Iaccarino dentro Hamlili, fuori Sosa dentro Grandolfo nel Monopoli. 22′ occasione per il Monopoli con Grandolfo che non riusciva a fare tap-in su una respinta a terra di Piana. 24′ Dalmasso salvava su contropiede del Messina con Cavallo che offriva l’occasione a Ragusa ma il portiere del Monopoli mandava in angolo il suo diagonale. 26′ Bizzotto colpiva di testa ma schiacciava troppo la sfera che sbatteva a terra e superava la traversa. 31′ esce Borello dentro Bulevardi nel Monopoli, nel Messina dentro Emmausso e Plescia, fuori Luciani e Giunta. Messina in avanti con un Monopoli stanco che non riusciva più a giocare. 38′ Tommasini usciva per un presumibile infortunio, poi rientrava in attesa di sostituzione. 40′ fuori Tommasini dentro Ardizzone, fuori Viteritti dentro Berman nel Monopoli. Venivano concessi 5 minuti di recupero. Stancamente finiva la partita al “Veneziani” con la vittoria del Monopoli che era costretto ai play-out ed il Messina che chiudeva l’ennesima stagione senza obiettivi o, se vogliamo, con l’obiettivo minimo della salvezza.














