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Serie C/C, la Juve Stabia sbarca in serie cadetta

Foto Juve Stabia

Serie C/C, la Juve Stabia sbarca in serie cadetta

Il Taranto vince in casa contro il Potenza grazie alle prodezze di Valietti e di Bifulco

di Fabrizio Di Leo

Il 35° turno di campionato ha emesso un verdetto importante. La Juve Stabia, con il pareggio ottenuto al Vigorito di Benevento, sbarcava in serie B dopo cinque anni, con un risultato che inguaiava il Benevento, raggiunto dall’Avellino che, con una furia di un tornado, travolgeva la Turris, inchiodandola, ancora alla zona play out. La Casertana, corsara a Foggia, dopo una rocambolesca trasferta, conquistava una vittoria che la faceva arrivare al 4°posto in graduatoria. Il Picerno, intanto, sul proprio terreno vinceva il match contro il Cerignola al 5° minuto del recupero, oltre il 90°, e faceva conquistare il 5° posto, alle spalle della Casertana. Un Taranto, quasi perfetto piazzava con Valietti, il goal del vantaggio, poi, in una gara dominata dai rossoblù, era Bifulco su giocata dell’ispirato Valietti a raddoppiare e consentire di portare a a casa tre punti di platino, utili a mantenere una delle posizioni di vertice in attesa del rush finale. Alle spalle dei rossoblù, turno ferale per il Giugliano, battuto tra le mura amiche dal Monopoli, sempre in lotta per uscire dalla zona play out; per il Latina, caduto rovinosamente, a Potenza, al cospetto di un Sorrento concreto e micidiale nelle conclusioni, fiaccanti la resistenza di una formazione apparsa svagata; per il Crotone, battuto, clamorosamente allo Scida, dal Brindisi, vittorioso ma retrocesso aritmeticamente in serie D, per un cin cin sempre più amaro. Fuori dalla griglia play off, caduta sempre più rovinosa del Foggia, al secondo stop consecutivo, beffarda quella subita dal Cerignola, a Picerno, nei secondi finali del 5° minuto di recupero, mentre il Messina, nello scontro diretto casalingo con il Monterosi, compiva il passo decisivo per la permanenza in serie C. Crisi di identità per il Potenza, impalpabile a Taranto e sconfitto in maniera più netta di quanto recitato dal risultato; del Catania, caduto anche a Francavilla Fontana ed ora a rischio concreto play out; crac pesante della Turris, sul proprio campo contro l’Avellino, sorriso a trentadue denti per il Monopoli con tre punti raccolti a Giugliano e salvezza, senza passare dai play out, ormai a due punti.

BENEVENTO – JUVE STABIA: un dolce pareggio al “Vigorito” che consegnava l’aritmetica tanto attesa. La Juve Stabia strappava il punto decisivo al Benevento e vinceva matematicamente il campionato, il club di Castellammare tornava in Serie B dopo quattro anni. Le vespe di Guido Pagliuca raggiungevano dunque Mantova e Cesena nel torneo cadetto. Fasi di studio in avvio di partita, interrotta per qualche secondo per un contrasto tra Adorante e Pastina: l’attaccante si rialzava e poteva continuare. La squadra di casa cercava di sviluppare il suo gioco e proprio con il difensore verticalizzava per Perlingieri, la difesa gialloblù interveniva e allontanava la sfera. Novità nello scacchiere iniziale della capolista che si affidava ad un 3-4-1-2: Mignanelli si schierava a destra, con Andreoni arretrato assieme a Bellich e Bachini. Per la prima conclusione verso la porta bisognava attendere il 9′ con un mancino di Masciangelo da posizione defilata, Thiam bloccava senza difficoltà. All’11’ punizione velenosa di Mignanelli, Paleari in usciti respingeva: Mosti raccoglieva e calciava, anche per evitare un potenziale contropiede della Strega, ma il portiere neutralizzava in due tempi. Al 15′ Leone sbagliava in uscita e il Benevento recuperava il pallone sulla trequarti, Starita con il destro chiamava in causa Thiam. Il numero 55 ospite tentava di riscattarsi immediatamente con un cross per Adorante, la girata di testa del centravanti terminava sul fondo. Passavano pochi minuti e, sugli sviluppi di un corner, Improta era protagonista con una conclusione dalla distanza, deviata dagli avversari e controllata agevolmente dall’estremo difensore. Al 23′ Ciciretti pennellava in area da calcio piazzato e ancora Improta si rendeva pericoloso in area con un’incornata sul primo palo, Thiam andava giù e faceva una grande parata. Attorno alla mezz’ora di gioco Berra avanzava centralmente e serviva Perlingieri che, al momento del tiro, trovava la copertura dei centrali della Juve Stabia. Al 33′ vespe vicino al vantaggio: manovra avvolgente, Mignanelli – tornato sulla corsia di competenza – rientrava e metteva al centro, Romeo staccava all’altezza del secondo palo e di testa mandava a lato di un soffio. Poi altro scontro aereo tra Pastina e Adorante, il difensore sbilanciava l’ex Triestina che restava giù e i ragazzi di Pagliuca protestavano per la mancata ammonizione. Al 44′ chance ghiotta per gli uomini di Auteri: Masciangelo riceveva dalle retrovie e pescava Perlingieri che agganciava, puntava Bachini e scaricava il sinistro da ottima mattonella: intervento provvidenziale di Thiam. Il primo tempo terminava dopo due minuti di recupero. La ripresa si aprica con una sostituzione per la formazione sannita, Improta lasciava il campo e al suo posto c’era Karic. Non cambiava il ritmo della partita, le due squadre si affrontano a viso aperto e duellavano su ogni pallone. Possesso prolungato del Benevento che cercava di innescare i suoi interpreti offensivi, la Juve Stabia faticava ad uscire dalla sua metà campo e Pagliuca muoveva qualcosa, con l’ingresso di Meli. Al 57′ doppia potenziale occasione per Nardi, il centrocampista svirgolava e poi Buglio lo anticipava. Staffetta in attacco per la prima della classe al 60′, Piscopo faceva rifiatare Adorante. Due giri di lancette più tardi proteste giallorosse per un presunto tocco di mano di Meli su traversone di Nardi, l’arbitro lasciava proseguire. L’azione ripartiva e Mignanelli aveva una buona opportunità, il suo mancino trovava la risposta di Paleari. Al 67′ suggerimento di Piscopo per Candellone, destro a giro dell’attaccante che non indirizzava verso lo specchio della porta. Scintille tra Capellini e Bellich nell’area della Strega al 72′, alta intensità e tanta tensione nelle fasi finali del derby. Al 75′ fraseggio rapido tra Meli e Piscopo, quest’ultimo imbucava per Candellone che insaccava: l’arbitro annullava per fuorigioco. A otto minuti dal novantesimo nuove proteste del Benevento su un’incursione di Karic in area l’undici all’85’: fuori Andreoni, Leone e Romeo per Baldi, Folino e Pierobon. La brigata di Auteri si riversa in attacco alla ricerca del gol, le vespe si difendevano benissimo e non rischiavano. Nervosismo in campo per un pallone non restituito dopo un problema per Thiam, tra le panchine si accendevano gli animi. Dopo cinque minuti di recupero, allungato per il caos a bordocampo, si chiudeva il match. La Juve Stabia conquistava il punto utile per la matematica promozione al “Vigorito”: i gialloblù tornavano in Serie B e davano il via ai festeggiamenti con i tifosi nel settore ospiti.

FOGGIA – CASERTANA: il Foggia tornava sulla Terra e dopo il 3-0 a Latina rimediava un’altra sconfitta, questa volta tra le mura amiche, contro la Casertana. Un risultato figlio degli episodi, su tutti l’espulsione di Tascone nel primo tempo che pregiudicava l’impostazione della gara degli uomini di Cudini, che rallentava la rincorsa playoff dei rossoneri, costretti a guardarsi le spalle dal Cerignola per non veder svanire l’obiettivo playoff. Cudini confermava il 3-4-3 con Salines, Riccardi ed Ercolani davanti a Perina, a centrocampo Silvestro e Rizzo agivano da esterni mentre Odjer e Tascone andavano in cabina di regia; in avanti, confermato il terzetto Rolando, Gagliano e Millico. Cangelosi si affidava invece al 4-2-3-1 con Venturi tra i pali, in difesa Calapai, Celiento, Sciacca e Anastasio; a centrocampo agivano l’ex rossonero Deli e Damian con Carretta, l’altro ex Curcio e Tavernelli dietro a Montalto. Al 4’ l’episodio chiave: Tascone entrava in tackle su Tavernelli, per l’arbitro Scatena era un fallo “assassino” e il 26 rossonero andava anzitempo negli spogliatoi tra le proteste della panchina foggiana e dello Zaccheria. L’uomo in meno non scoraggiava comunque il Foggia che si faceva vedere dalle parti di Venturi con un colpo di testa di Salines, finito alto. Gli ospiti reagivano al 14’ con Calapai che sfruttava bene un assist di Tavernelli ma mandava fuori. Cudini ricomponeva gli equilibri in campo e mandava fuori Millico per Tenkorang. La Casertana prendeva coraggio e si faceva vedere ancora con Calapai ma Perina bloccava sicuro. Con l’uscita di Millico, i rossoneri perdevano inevitabilmente brio in avanti e provavano a sfruttare situazioni alternative soprattutto con la spinta sulle fasce di Rizzo e Silvestro, e i calci piazzati. Gli ospiti mettevano invece un brivido allo Zaccheria al 33’ quando Sciacca si faceva trovare pronto in area, su calcio piazzato, ma mandava alto di testa. La prima vera chance per il Foggia ce l’aveva Gagliano al 35’: Rolando era puntuale nel cross, il bomber rossonero staccava bene e Venturi doveva compiere gli straordinari per deviare in corner. La gara si manteneva su ritmi piacevoli e al 40’ Deli per poco non regalava un dispiacere al suo ex pubblico, trovando la gamba di un avversario dopo una conclusione a due passi da Perina. Era l’ultima emozione di un primo tempo equilibrato. Nella ripresa, la Casertana alzava il baricentro e teneva il pallino del gioco in mano, complice anche qualche errore del Foggia in fase di impostazione. Al 54’ si vedeva Montalto, impalpabile fino a quel momento, con un colpo di testa che finiva alto. Cudini gettava dentro Vezzoni per Silvestro e Papazov per Salines. La Casertana era più pericolosa e al 63’ ci voleva un miracoloso Perina per dire di no a Montalto da due passi. Il Foggia si chiudeva bene in difesa e ripartiva in contropiede. Su uno di questi, Tenkorang si ritrovava sui piedi la palla dell’1-0 ma veniva sbarrato dalla difesa campana. Cangelosi toglieva dal campo Damian per Toscano. Nel Foggia si faceva male Tenkorang, il cambio con Martini ritardava e al 77’ i campani passavano: Montalto riceveva in area e davanti a Perina era freddo e faceva 1-0. Cudini era inferocito e veniva espulso, mentre in campo andava Martini con Tonin che rilevava Rolando. Gli animi in campo si scaldavano, complice anche qualche fischio discutibile del direttore di gara. All’82’ la gara si chiudeva: era l’ex Curcio che metteva dentro dopo una ribattuta di Perina. Cangelosi toglieva dal campo Celiento per Bacchetti, Curcio per Matese e Carretta per Rovaglia ma serviva solo per il tabellino. Finiva tra i fischi dello Zaccheria all’arbitro, a Potenza il Foggia dovrà ritrovare i punti, ma anche sé stesso.

AZ PICERNO – AUDACE CERIIGNOLA: non si contano più ormai i punti persi dal Cerignola nei minuti finali. A Picerno arrivava l’ennesima beffa. Il gol di Ciko al 95′ stavolta costava un pareggio che avrebbe consentito agli ofantini di raggiungere Foggia e Sorrento al decimo posto. Invece la squadra di Raffaele restava indietro di un punto dai campani e dai satanelli, a tre gare dal termine della regular season. Agli ofantini non bastava il gol di Vuthaj su rigore al 6′ della ripresa, in risposta al vantaggio firmato al 26′ del primo tempo da bomber Murano, tornato al gol dopo quasi due mesi. L’attaccante era determinante anche nell’azione del gol vittoria: suo il palo di testa, che ha poi conduce al tap-in vincente di Ciko. La squadra di Raffaele falliva l’ennesima chance per riappropriarsi del decimo posto, attualmente l’ultimo disponibile per raggiungere i playoff. Per raggiungere l’obiettivo restavano tre gare, tutte piuttosto complicate: domenica prossima al ‘Monterisi’ la Virtus Francavilla, in piena lotta per evitare la retrocessione diretta. Seguirà il derby con il Foggia, che rappresenterebbe un vero e proprio spareggio per un posto nei playoff. Chiusura contro il Giugliano (attualmente in settima posizione), che potrebbe ancora essere in lotta per qualificarsi direttamente al secondo turno dei playoff del girone C.

TARANTO – POTENZA: semaforo rosso per il Potenza, battuto per 2 a 0 allo Iacovone da un Taranto più concreto e, soprattutto nel primo tempo, più pericoloso degli ospiti. Dopo un’avvio equilibrato, con un’occasione per parte, i pugliesi passavano in vantaggio al ventesimo. Sul colpo di testa di Valietti Alastra non era impeccabile e rendeva vincente una deviazione apparentemente innocua. Il portiere del Potenza si riscattava con un paio di interventi decisivi che mantenevano il risultato sull’ 1 a 0 fino all’intervallo, rendendo vana la pressione dei padroni di casa, lanciati alla ricerca del raddoppio. Il secondo tempo era molto meno movimentato. La squadra di Capuano pensava a gestire il risultato, Marco Marchionni provava a scuotere i suoi inserendo Di Grazia e Asensio, ma le migliori occasioni per il pareggio capitavano sulla testa di Volpe. Vannucchi era attento e decisivo in due circostanze e negava il gol al giovane attaccante. Quando il Potenza si preparava alla pressione finale per tentare il tutto per tutto, il Taranto lo puniva ancora. Minuto 84, Bifulco ben assistito da Valietti si liberava in slalom in area ospite e fulmina Alastra. La sconfitta complicava decisamente i piani del Potenza, costretto a rimandare l’appuntamento con la salvezza e a vedere sempre più da lontano i playoff, proprio nel giorno in cui il Taranto raggiungeva matematicamente la qualificazione agli spareggi promozione. A tre giornate dalla fine, i supporter dei Leoni non potevano ancora dormire sonni tranquilli.
GIUGLIANO – MONOPOLI: il Giugliano fermava la sua corsa e doveva rimandare la matematica qualificazione in zona playoff. La squadra di Valerio Bertotto restava in settima posizione e sempre vicina al traguardo, ma allo stadio De Cristofaro arrivava una battuta d’arresto contro il Monopoli. La formazione di Roberto Taurino si imponeva in Campania con una rete di Tommasini negli ultimi minuti. Gli ospiti provavano a rendersi subito pericolosi con una conclusione imprecisa di De Risio al 2’, rispondevano i padroni di casa con i tentativi di De Sena al 4’ e di Maselli al 5’. Occasione per Angileri al 13’, ma il suo colpo di testa si spegneva di poco alto sulla traversa. I biancoverdi tornavano a spingere con Grandolfo e con Iaccarino, la difesa gialloblù era attenta. Attorno alla mezz’ora i pugliesi sfioravano il vantaggio con un destro al volo di Angileri, il palo negava la gioia al numero 4. Al 37’ chance importante anche per Tommasini, Cargnelutti deviava in maniera provvidenziale. Il risultato al De Cristofaro non cambiava e le squadre rientravano negli spogliatoi per l’intervallo. Al ritorno in campo il Giugliano cercava di sfruttare gli spazi e portava De Sena alla conclusione, Gelmi compiva una parata super. Il Monopoli replicava con un’incornata di Tommasini, nessun problema per Baldi. Il portiere dei tigrotti si faceva trovare pronto pure sul calcio piazzato di Iaccarino al 63’. Ritmi bassi nel finale, la gara restava bloccata e Caldore doveva chiudere Tommasini, pronto alla battuta a rete. A quattro minuti dal novantesimo cadeva il muro dei campani: Borello serviva l’assist per Tommasini che rientrava e fulminava Baldi. Dopo sei minuti di recupero andava in archivio il match, Taurino sbancava il De Cristofaro e si prendeva il bottino pieno.

SORRENTO – LATINA: passo indietro nei numeri e nella prestazione del Latina, che ben cominciava sul campo di Potenza, ma cedeva al primo affondo del Sorrento, avanti con Ravasio al 16’, libero di saltare e superare Guadagno. Il Latina che non rispondeva puntuale alle occasioni comunque avute per pareggiare, come quella di Mastroianni al 37, ben imbeccato da D’Orazio, ma debole nella deviazione davanti ad Albertazzi. Poi dopo il prodigioso intervento di un super Guadagno al 38’, Mastroianni poteva ancora pareggiare, ma si allargava troppo al momento della conclusione. Mal messo il Latina in occasione della seconda rete subita, firmata dopo due minuti delle ripresa da Martignago, concesso troppo spazio e tempo per stoppare e girare la palla verso la porta. E poi quanta ingenuità nel determinare il rigore, trasformato da De Francesco al 17’. Splendida, quanto inutile, la combinazione Di Livio – Fabrizi, che ha prodotto l’1-3 superata la mezz’ora, a cose ormai fatte. All’andata 0-2 per i rossoneri, neroazzurri in svantaggio rispetto ai costieri di Maiuri.

CROTONE – BRINDISI: retrocesso matematicamente in Serie D ancora prima di scendere in campo, a seguito della vittoria della Virtus Francavilla sul Catania, il Brindisi onorava l’impegno e batteva il Crotone in rimonta per 2-1, nella sfida andata in scena allo stadio Scida. Si trattava del sesto successo ottenuto finora in stagione. In avvio di gara l’arbitro assegnava un calcio di rigore ai padroni di casa, per via di un tocco di braccio di Calderoni: il penalty era prontamente trasformato da Tumminello all’8′. Poi la rimonta adriatica aperta da Falbo, che al 33′ insaccava di testa sugli sviluppi di un calcio piazzato e chiusa da Trotta, lesto a ribadire in rete un intervento del portiere D’Alterio su tentativo di Labriola (67′). Il Brindisi saliva così a quota 21 punti in classifica.

ACR MESSINA – MONTEROSI TUSCIA: meritata e fondamentale vittoria del Messina, che batteva 2 a 1 il Monterosi al “Franco Scoglio”, conquistando, così, tre punti preziosi per la salvezza diretta. In avvio di partita, rigore negato ai giallorossi sul tiro di Dumbravanu a colpo sicuro, intercettato di mano da Bittante in area, l’arbitro faceva proseguire tra l’incredulità di giocatori e tifosi locali. Pregevole spunto al 17’ di Salvo sulla destra, pallone per l’accorrente Zunno, soluzione di prima intenzione e efficace intervento in tuffo di Forte. Sull’altro fronte, prodigioso balzo di Fumagalli sull’angolo di Gori, indirizzato direttamente dentro la porta. Ancora Fumagalli si esaltava in uscita (36’) sull’incursione centrale di Vano, facilitata da un grave errore difensivo commesso da Pacciardi; conclusione “murata” dal portiere. Al 44’, Messina in vantaggio grazie al gol di Rosafio, che, servito in verticale da Zunno, si accentrava e batteva di sinistro, la sfera, deviata, terminava in fondo al sacco. Nel recupero, sempre in contropiede, spettacolare raddoppio siglato da Plescia con una staffilata mancina al volo dopo lo stop di petto. Nella ripresa, i laziali avanzano il baricentro della manovra, ma la retroguardia biancoscudata non correva rischi. Latitano, in questa fase, le azioni offensive degne di nota da entrambe le parti. Al 20′, Giunta mancava il bersaglio da favorevole posizione. Improvvisamente il Monterosi dimezzava, però, le distanze (28′) con il diagonale scagliato da Eusebi, che si infilava sotto le gambe dell’incerto Fumagalli. Giunta falliva poi una ghiotta opportunità, indirizzando a lato il rasoterra, quasi un “rigore in movimento”, mentre Parlati salvava sulla linea sempre su Giunta, servito in profondità da Rosafio. Nel finale, Zunno spreca anche lui il tris, lasciando il match in bilico. Nonostante i tanti sprechi in attacco, i peloritani esultavano al triplice sospirato fischio del direttore di gara.

VIRTUS FRANCAVILLA – CATANIA: nuova battuta d’arresto per il Catania, battuto 1-0 dalla Virtus Francavilla grazie al gol di Artistico al 56′. Prova deludente, una prestazione incolore, e alla fine fumogeni in campo lanciati dai tifosi rossazzurri. In graduatoria la situazione restava difficilissima, fortissimo il rischio playout. Sfida intensa, a lungo equilibrata ma con gli avversari più precisi e incisivi nelle giocate, gli etnei non riuscivano mai ad essere lucidi sotto porta come conferma il dato sui tiri in porta del match, infatti non se ne registravano. I padroni di casa si schieravano con il 3-5-2. Branduani in porta, con Dutu, Monteagudo e Gasbarro in difesa; in mezzo al campo operano Carella, Izzillo, Lariibi, Macca e Biondi; davanti spazio a Contini e Artistico. Modulo speculare scelto da Zeoli per il Catania. Albertoni a difesa dei pali rossazzurri, dietro completavano il reparto Castellini, Monaco e Celli; a centrocampo Rapisarda, Welbeck, Quaini, Zammarini e Marsura; tandem offensivo Costantino-Di Carmine. Primi minuti di studio tra le due squadre. Pochi spunti ambo i lati. Al 7′ Castellini provava a girare in porta il pallone di testa su calcio d’angolo, la mira era imprecisa. Al 10′ la risposta dei padroni di casa allenati da Villa con il diagonale insidiosissimo di Artistico che si stampava sul palo con Albertoni battuto. Prima vera occasione del match. Poco dopo ci provava Costantino che però non riusciva ad essere pericoloso. Al 20′ altra ghiotta chance per la Virtus Francavilla, Macca sprecava malamente un assist al bacio, spedendo da pochi metri il pallone fuori misura rispetto alla porta. Al 26′ Albertoni alzava sopra la traversa il tentativo da distanza ravvicinata di Izzillo, servito da Artistico. Palla in corner. Il Catania cercava quando poteva di ripartire, sfruttando il gioco di sponda dei due attaccanti, ma le imprecisioni nei passaggi erano notevoli. Tra le fila pugliesi grande dinamismo da parte dell’ex Biondi che svariava e aiutava la squadra in fase di costruzione del gioco. La ripresa si apriva con un cambio in casa rossazzurra: Cianci prendeva il posto di Costantino. Tatticamente non cambiava nulla. Catania pericolosissimo al 51′ con un paio di palloni messi in area di rigore con i giri giusti: nella prima circostanza era Castellini a provare il tiro, il suo tentativo veniva però rimpallato; nel secondo caso il pallone veniva deviato provvidenzialmente da un difensore avversario sul cross di Celli. Gli etnei cercavano di essere più propositivi rispetto ai primi 45 minuti della sfida, ma al 56′ era la Virtus Francavilla a passare in vantaggio con Artistico che veniva servito magistralmente da Izzillo sul filo del fuorigioco, stoppava perfettamente e finalizzava con freddezza segnando una rete pesantissima. Al 59′ doppia sostituzione decisa da Zeoli: fuori Rapisarda e Welbeck, dentro Bouah e Chiricò. Al 65′ continuava la girandola delle sostituzioni. Nel Catania fuori Marsura, in campo Chiarella mentre per i padroni di casa c’erano Garofalo e Neglia per Macca e Contini. La squadra di Villa voleva gestire il risultato. Rossazzurri completamente trasformati in negativo rispetto alla finale di Coppa Italia. Ancora cambi. Tra 74′ e 75′ sul rettangolo verde c’era Kontek per Monaco nel Catania, Risolo per Izzillo e Nicoli per Carella nella Virtus Francavilla. Le due squadre continuavano a giocare provando a lanciare palloni insidiosi dentro le rispettive aree di rigore avversarie, le difese facevano buona guardia. All’84’ cross di Chiarella per Di Carmine che tirava di prima intenzione colpendo un difensore avversario. Venivano assegnati sei minuti di recupero. Rossazzurri alla ricerca del pari, i pugliesi resistevano e non disdegnavano la ricerca di spazi per ripartire.

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