La 4^ giornata, incentrata sul big match Palermo – Catanzaro, ha espressamente indicato la progressione “turbo” del Bari che, approfittando del primo pareggio stagionale del Monopoli (interno contro l’Avellino di Braglia), aggancia le vetta della graduatoria, per merito di Terranova, rete dell’ 1 a 0, poi, dopo il pareggio di Moro, a diciannove minuti dal termine della gara, il solito Simeri, micidiale, per piazzava la stoccata vincente del 2 a 1.
Alle loro spalle, il Taranto, sconfitto (immeritatamente) nei secondi finali del recupero a Pagani, dopo la rete subita da Firenze, a pochi minuti dalla fine del primo tempo, ma capace di recuperare con il micidiale Saraniti, non poteva evitare lo stop, grazie ad un’invenzione dell’ever green Piovaccari, sconfitta, nel complesso indolore, per via all’intreccio dei risultati provenienti dagli altri campi che hanno lasciato i rossoblu in terza posizione, in coabitazione proprio con la formazione di Grassadonia, giunta alla seconda vittoria consecutiva casalinga nei minuti di recupero.
Alle spalle di questa inedita coppia pugliese – campana, si è posizionata la “lumaca” Catanzaro (nel complesso comunque utile il punto preso a Palermo, pur se giunto dopo il pari, casalingo, colto in extremis su rigore dubbio contro il Potenza) e l’incompiuta Juve Stabia, di Novellino, incapace di vincere tra le mura amiche (e realizzare reti), neppure contro formazioni che non vanno per la maggiore (nell’occasione un ordinato e coriaceo Campobasso non ha rischiato molto contro l’attacco delle “vespe” stabiesi).
Gruppo di centro classifica abbastanza folto, dove spiccano: il Foggia di Zeman, incapace, una volta passato in vantaggio con Ferrante, di amministrarlo e di subire la marcatura del pareggio con un rigore, a quattro minuti dal gong finale, realizzata da Tessiore; il sempre più enigmatico Palermo apparso, ancora una volta, bloccato in fase realizzativa (nuovamente all’asciutto il reparto avanzato) e costretto al nulla di fatto contro il Catanzaro; il sorprendente Campobasso (quattro punti nelle due trasferte consecutive disputate), capace di resistere a Castellammare di Stabia ed il Picerno (alla prima rete stagionale, utile a brindare con il primo cin cin) con una giocata di Setola che, ad un minuto dal termine, ha portato alla prostrazione la formazione corallina che, comunque, stava pregustando il punto da aggiungere al bottino finora raccolto; il Messina (in sordina) sempre sul pezzo, ancora vittorioso (con una rete di Vukusic) che ha letteralmente mostrato la debolezza esterna della Virtus Francavilla di Taurino, incapace di raccogliere punti, vitali per poter mantenere la categoria, in tranquillità, ma che al momento è posizionata, a ridosso del trenino di testa, comandato da Bari e Monopoli.
Note dolenti, invece, per le formazioni poste nelle retrovie del centro classifica, a ridosso delle squadre invischiate per evitare la retrocessione diretta.
La Turris, ancora una volta sconfitta sul proprio terreno, questa volta dal Picerno di Palo, scivola in maniera repentina nelle parti basse della graduatoria, senza riuscire a realizzare reti che possano evitarne la caduta, quasi rovinosa, con la possibilità che la panchina di Caneo sia a rischio già nelle prossime settimane; l’Avellino del toscano Braglia, ancora una volta bloccato sul pareggio (nel posticipo, comunque un buon punto in casa del Monopoli, co – capolista del girone C), senza reti, dimostrazione di un reparto avanzato, spuntato, nonostante i propositi e le ambizioni sbandierate nei mesi scorsi; la coppia Potenza e Catania, in soverchie difficoltà, non concretizzano, con punti necessari, il raggiungimento dei propri obbiettivi primari, tanto che i lucani del patron Caiata (molto rammaricato e duro neri riguardi della squadra, nella conferenza stampa post gara), dopo essere passati in vantaggio con Coccia, al termine della prima frazione di match, nella ripresa cercavano di arrotondare il punteggio, ma nel contempo di amministrare lo stesso, poi, a tre minuti dal 90esimo, con il difensore camerunese Mbende del Monterosi Tuscia, perdeva due punti, soprattutto contro una diretta concorrente alla permanenza in serie C.
Il Catania, sempre alle prese con problemi extra calcistici, soprattutto di mancate risorse economiche, non ha potuto nulla contro la corazzata Bari e pur avendo avuto la possibilità di raddrizzare il risultato (maturato per il goal biancorosso di Terranova) con una zampata di Moro, subiva la beffa, al quarto minuto di recupero, con il rapace Simeri, l’uomo della Provvidenza biancorossa ed incassava la seconda sconfitta consecutiva, preoccupante per i risvolti in classifica.
Nella parte conclusiva della graduatoria, sono posizionate: l’Andria di Panarelli, all’ennesimo flop casalingo, tanto che passata in vantaggio con una marcatura molto apprezzata dalla tifoseria federiciana, tentando di amministrare il vantaggio, ad un minuto dalla conclusione del tempo regolamentare, causa una disattenzione, subiva le rete del pareggio di Sorrentino, bravo a scacciare le nubi della tempesta che si stavano addensando in casa calabrese.
Il pareggio stava bene alla formazione ospite che condivideva, l’ultima posizione con i pugliesi di Panarelli e il Monterosi Tuscia, abile a strappare il punto a Potenza.
Situazione fluida, quindi, già alla quarta giornata, ma già si vanno delineando le gerarchie, previste, con la reale consistenza delle squadre, in cui si travedono le potenzialità, le tecniche, le qualità e l’esperienza, che, per ovvii motivi, nelle prime giornate, non erano ancora emerse totalmente.
Fabrizio Di Leo














