di Fabrizio Di Leo
Nel 2° turno dei Play off – girone C, le favorite Cerignola e Foggia hanno ottenuto la qualificazione al turno Play off nazionali, con molti brividi. Il Cerignola, nel derby con il Monopoli di Ferrari, nel primo tempo cercava di amministrare l’indubbio vantaggio del fattore campo e soprattutto dei due risultati su tre da cercare, mentre, per l’unico obbiettivo utile (la vittoria), gli ospiti assumevano un atteggiamento propositivo, aggressivo e finalizzato a sfruttare le eventuali occasioni prodotte per tramutarle in reti. Questa tattica, per i biancoverdi adriatici, non premiava, in quanto proprio ad una manciata di minuti dal termine del primo termine, il Cerignola passava in vantaggio con Sainz – Maza, poi nella ripresa il monopolitano Viteritti trovava la rete del pari, quindi, l’atteggiamento del tutto per tutto, non dava gli esiti sperati ed infatti gli ofantini, controllavano le sfuriate ospiti, poi, nel secondo minuto di recupero, realizzavano la marcatura della vittoria, premiante anche l’eroico pubblico cerignolano, esposto alle intemperie. Il goal di D’Ausilio certificava il passaggio al turno dei play nazionali, lasciando una ferita profonda sulla pelle dei monopolitani che erano convinti, dopo il pari di poter colpire in contropiede e sedersi, a sorpresa, al tavolo delle grandi della terza serie nazionale. A Foggia, allo Zaccheria, in una serata tipicamente autunnale, i rossoneri di Delio Rossi, ospitavano il Potenza di Raffaele, capace, nel turno precedente, nell’impresa di eliminare il favoritissimo Picerno, domicilio. La tattica del Curcio era, ovviamente, riproposta anche sul terreno dei foggiani e risultava premiante, tanto che lo 0 a 0 del primo tempo era mantenuto per buona parte della ripresa con la difesa rossonera, abbastanza impegnata. Quando poi, ad un quarto d’ora dal termine (recupero escluso), il lucano Talia finalizzava una rete su un’apertura in contropiede dei rossoblù potentini, sullo Zaccheria calava un irreale silenzio, di timore o paura che l’apparizione play off, terminasse già dopo il primo atto. Il Potenza sfiorava anche il raddoppio, ma la forza di volontà e la spinta delle tifoseria rossonera, portava al pareggio con Di Noia, a tre minuti dal 90°, poi era una corsa con il nemico cronometro che appariva lento nello scorrere dei secondi e dei minuti che portavano il Foggia alla qualificazione al turno successivo, in contrapposizione con le lacrime degli atleti ospiti ad un passo del paradiso e spediti, all’inferno, dalla rete locale, certificante una bruciante eliminazione.
AUDACE CERIGNOLA – MONOPOLI: una vittoria, quella degli ofantini, che, non è lo specchio fedele di una contesa dove la squadra di mister Pazienza è apparsa in netto debito di ossigeno e i monopolitani hanno da recriminare per due gol annullati. I biancoverdi di mister Ferrari, nonostante avessero giocato giovedì scorso come i cerignolani, sono apparsi decisamente più in forma sotto il piano atletico. Alla fine emergevano i valori dei singoli con Langella (ex di turno) encomiabile per grinta, Sainz-Maza decisivo con la sua specialità, il calcio di punizione, e D’Ausilio a fissare il finale sul 2-1 per i padroni di casa che comunque avevano a disposizione due risultati su tre. Primo tempo avaro di emozioni se non per il gol su punizione, magistralmente calciata dallo spagnolo ex Foggia, che si insaccava alla sinistra di Vettorel al 37′. I monopolitani pervenivano al pareggio intorno al 40′ ma Fella era in offside quando si ritrova tra i piedi un pallone calciato sporco da Rolando dal limite. Inutile il suo trafiggere Saracco nell’angolino alla sua destra. Seconda frazione decisamente più vivace rispetto a un primo tempo a tratti soporifero. E già al 49′ il Monopoli agguantava il pareggio con Viteritti che scaricava da fuori area un pallone vagante proveniente da corner e lo infilava nell’angolino alla destra di Saracco. Al 58′ era Giannotti, invece, a essere pescato in fuorigioco, sia pur millimetrico, su lancio lungo proveniente direttamente dalla difesa. Anche in questo caso il suo diagonale si insaccava alle spalle di Saracco ma inutilmente. Il Cerignola si rendeva pericoloso in un paio di circostanze con Montini, altro ex di turno, subentrato a D’Andrea, ma nulla di fatto. Al 91′ D’Ausilio, subentrato nella ripresa, metteva la parola fine al match. Palla rubata in mezzo al campo da Langella che la passava a Tascone che serviva centralmente il numero 10 cerignolano che, a tu per tu con Vettorel, infilava il pallone del 2-1 finale.
FOGGIA – POTENZA: poco meno di dieci minuti. Era il tempo durante il quale il Foggia di Delio Rossi è stato fuori dai playoff. Il tempo intercorso tra il gol di Talia, che ha gelato uno Zaccheria meravigliosamente rumoroso, e il capolavoro con il quale Di Noia ha ripristinato il privilegio della regular season, che consentiva il passaggio del turno anche con un pareggio. E pareggio era, malgrado una prestazione poco entusiasmante, verosimilmente la più brutta della gestione Rossi. Ma dopo quasi tre settimane di sosta, la più che logica tensione caratterizzava l’avvicinamento ai playoff, badando solamente al risultato era lecito. Saranno state le condizioni meteo, non proprio quelle che ci si aspetterebbe a metà maggio, o la pigrizia/disaffezione di una parte di tifoseria già registrata in passato, fatto sta che i ripetuti appelli a mezzo striscioni disseminati per le vie della città, non ottenevano pienamente i riscontri attesi. Foggia-Potenza non faceva registrare il sold-out (rispetto all’attuale capienza), ma le due curve sapevano come farsi sentire. Lo spettacolo allo ‘Zac’ era comunque di quelli da ricordare per una partita che valeva una stagione. Per l’esordio nei playoff Rossi sceglieva Vacca come direttore d’orchestra, a svantaggio di Petermann, e Peralta come partner di Ogunseye. Nessun’altra sorpresa nell’undici al quale Raffaele opponeva una formazione che abbinava la fisicità, strappi, il tutto telecomandato dai piedi raffinati di Laaribi. Il tema tattico era quello che ci si attendeva: Foggia padrone del possesso e Potenza che si chiudeva bene attendendo la ripartenza giusta. L’osservato numero uno (Vacca) non garantiva ritmi sostenuti – anche per un problema all’inguine che conduceva subito Odjer a riscaldarsi –, per questo cercava di velocizzare il palleggio limitando al massimo i tocchi. Delizioso un invito che apriva una stazione ferroviaria a Garattoni, il quale sbagliava il traversone. Alla fine del primo tempo, di occasioni se ne vedevano pochine, anche per la scarsa vena delle punte rossonere. A un Peralta tanto mobile quanto fumoso, si aggiungeva un Ogunseye impreciso e arruffone sulla falsariga di quello ammirato (si fa per dire) a inizio stagione. Emblematica l’occasione giunta a fine di prima frazione, quando il nove ex Modena aveva sulla testa la palla del vantaggio su preciso invito da sinistra di Costa, ma non riusciva a impattare il pallone a dovere. Dall’altra parte, alcune potenziali ripartenze facevano capire che qualificarsi contro il Potenza non sarebbe una passeggiata. I problemi evidenziati nella prima frazione costringevano Vacca al forfait. Dentro Odjer per una mediana che perdeva qualità a vantaggio della sostanza. La ripresa cominciava subito con un paio di brividi, una sorta di trailer dell’emozionantissimo finale. Kontek compiva una prodezza che aveva il sapore del gol, quando schermava la deviazione sotto porta di Murano. Più passano i minuti, più si aveva l’impressione che il Potenza volesse risolverla come aveva risolto il derby con il Picerno. Le criticità denunciate dal Foggia permanevano con l’aggravante della stanchezza che fiaccava presto molti giocatori. Peralta e Ogunseye confermavano la scarsa vena per la gioia del trio Girasole-Sbraga-Rocchi. Rossi perdeva anche Garattoni, dopo un quarto d’ora, dovendo così attendere prima di giocarsi le altre (residue) cartucce a disposizione. Ma gioco e occasioni latitavano e così il tiro innocuo di Schenetti dal limite (su invito di Bjarkason), diventava l’unica vera occasione prima del piccolo (e per fortuna temporaneo) dramma vissuto dai satanelli. Meglio, decisamente meglio, gli ospiti i cui ritmi non tradivano affatto il duplice impegno negli ultimi tre giorni. Curiosamente, i due gol nascevano da situazioni affini (una respinta del portiere) seppur la genesi era differente. Il vantaggio di Talia arrivava sugli sviluppi di un corner, sul quale Thiam scazzottava il pallone, e il centrocampista trovava la volée vincente. A quel punto Rossi cambiava ed erano sostituzioni pesanti. Via le due punte (dentro Iacoponi e Beretta) e Frigerio (dentro Di Noia). I cambi di Raffaele erano più per spezzare il ritmo e mantenere a favore l’ordalia. Il fato rendeva decisive le scelte del primo. E così Di Noia trovava la perla che faceva esplodere lo ‘Zac’ e rimetteva in gioco la squadra di Rossi. Delizioso il lob a scavalcare tutti che rendeva infausta l’uscita di Gasparini ad anticipare Beretta e apriva la strada verso le fasi nazionali.














