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Serie C/C, pregevole prova del Taranto contro la Virtus Francavilla

Bari sempre più leader del campionato. Avellino in piena crisi, Braglia salva la panchina, ma la tifoseria contesta

La 7^ giornata di campionato ha confermato la fuga iniziata dal Bari che, a pochi minuti dal termine del big match contro il Monopoli, ha trovato l’azione vincente ed il successo di fronte a circa 9.000 spettatori. Alle sue spalle, un terzetto capeggiato dalla Turris dirompente, dal Monopoli costretto alla battuta d’arresto e dalla Virtus Francavilla, imbrigliata nel derby dal Taranto. I rossoblù ed il Foggia, un punto sotto il trio predetto, attendono il prossimo turno per operare il sorpasso nei confronti di qualche concorrenti posizionata davanti a loro.

BARI – MONOPOLI: nel derby adriatico, tutto barese, la formazione di Mignani, dopo una gara attenta e molto dignitosa degli ospiti biancoverdi, trovava la rete di Scavone che, come un rapace, con un colpo di testa e pallonetto con parabola perfetta, superava il portiere monopolitano. Una gara, quella del San Nicola, abbastanza vibrante e piacevole, come la classifica giustamente indicava, poi a dieci minuti dalla fine, la rete di Scavone, con una giocata di abilità, lasciava i tre punti alla Città del Santo, con un pizzico d’amarezza per Colombo, ma la consapevolezza che la sua squadra aveva mostrato un gioco, una tecnica apprezzabile ed esperienza, giusti per questo campionato, molto livellato, alcuni dicono in alto, altri, contrariamente, affermano, verso il basso. Fuga iniziata e continuata per i biancorossi che complici gli altri risultati hanno portato il loro vantaggio al + 4, ma domenica prossima, nuovo big match, sempre al San Nicola contro la Turris di Caneo, una delle immediate inseguitrici ed il vantaggio, complice il calendario, potrebbe aumentare, a favore di Mignani e ragazzi.

TURRIS LATINA: i corallini di Caneo non hanno trovato opposizione da parte della formazione pontina di Di Donato. Gli ospiti, notoriamente, deboli quando viaggianti, alla mezz’ora del primo tempo, dopo un tambureggiante gioco offensivo piazzavano l’ 1 – 2 con Giannone e Tascone ed il 2 a 0, fulmineo disorientava i neroazzurri laziali, i quali impiegavano quasi un’ora di match per trovare il goal che, dimezzando lo svantaggio, dava l’impressione di un squadra in recupero. I padroni di casa, non essendo di quel parere, riprendevano a spingere, neutralizzando la spinta offensiva ospite, tanto da andare ancora a segno con Leonetti, abile a realizzare il goal de 3 a 1 , sigillo sul match, con i pontini atterrati nello spirito e nelle forze, mentre i locali, galvanizzati, erano già proiettati al big match di Bari.

VIRTUS FRANCAVILLA – TARANTO: l’atteso match, soprattutto dalla sponda brindisina, era, inizialmente, un monologo del Taranto, capace di impegnare il portiere Nobile in un paio di conclusioni velenose, poi dal ventesimo, i padroni di casa avanzavano il baricentro e si procuravano, nei minuti finali del primo tempo un calcio di rigore che, affidato al tarantino del Quartiere Paolo VI, Maiorino, veniva spedito sulla traversa , graziando il portiere Chiorra. Il Taranto, nella ripresa, riprendeva il ritmo della prima parte del primo tempo, ma il Francavilla ritornava a spingere, fino a quando, nei minuti terminali del match, ed in particolare nel recupero, la squadra di Laterza aveva un paio di buone occasioni per poter segnare e portare a casa il successo. Finiva, invece, con un pareggio che manteneva inviolata la porta di Chiorra (283 minuti fa, l’ultima rete subita, a Pagani, da Piovaccari) per il terzo turno consecutivo e permetteva ai rossoblù di conquistare un altro punto importante su un campo notoriamente difficile. Chiaramente l’attenzione era già rivolta al prossimo match, allo Iacovone, contro la Vibonese, per ritrovare il feeling con i tre punti, assenti da due gare e necessari per avvicinarsi alla quota salvezza.

FOGGIA – ACR MESSINA: La formazione rossonera dauna, nel match contro i siciliani, ha mostrato due volti ben differenti. Nella prima frazione, la squadra di Zeman rimaneva sorpresa dalle ripartenze micidiali dei peloritani, tanto che, dopo tredici minuti, gli ospiti passavano in vantaggio per merito di Vukusic, poi i satanelli, dopo un momento di smarrimento, ripartivano alla caccia del recupero del risultato ed i loro sforzi venivano premiati, a sei minuti dalla fine, quando Martino, riusciva a trovare lo spiraglio giusto per superare il portiere giallorosso. Sull’ 1 a 1, il match prendeva una nuova piega, infatti, nella ripresa, i padroni di casa erano intenti, fin dal primo minuto, a cercare la giocata utile per passare in vantaggio, mentre i messinesi, in assetto guardingo, amministrando il prezioso pareggio, attendevano l’occasione propizia per infilare la difesa rossonera. Negli ultimi cinque minuti, quando il match ormai sembrava segnatamente indirizzato al pareggio, la giocata di Merkaj faceva scatenare l’urlo dello Zaccheria, per una marcatura che sembrava essere decisiva per l’incontro. Il Messina, ormai non avendo nulla da perdere, scoprendosi per cercare la rete del pareggio, nei cinque minuti distanti dal 90° e dal recupero concesso dall’arbitro, subiva un nuovo contropiede finalizzato da Rocca che fissava il finale sul 3 a 1, con grandissima soddisfazione di tutto l’entourage foggiano e la tifoseria foggiana, scioltasi negli applausi di ringraziamento alla squadra per aver conquistato tre punti di platino, prima della settimana in cui Zeman ed i suoi ragazzi si recheranno a Palermo, per un match di chiara difficoltà, dove la possibilità di cogliere un risultato positivo dipenderà essenzialmente dalla tenuta difensiva.

CATANZARO – FIDELIS ANDRIA: l’incontro di chiusura della settima giornata (disputato martedì 5), ha visto un Catanzaro, per l’ennesima volta, non entusiasmante contro la formazione federiciana di Panarelli. Dopo appena due minuti, Scognamiglio, trovava una rete che permetteva ai padroni di casa di passare in vantaggio e nei minuti successivi, l’amministrazione del risultato, non disdegnando qualche sortita, vana, in vanti, permettevano all’incontro di scivolare via, fino al 41° quando l’ex rossoblù Benvenga, su una infida punizione con traiettoria non intercettata da nessun difensore calabrese, realizzava il pareggio, ammutolente il pubblico del Ceravolo. Neanche il tempo di gioire e giallorossi, nuovamente in vantaggio, questa volta per merito di Martinelli tanto che, nel recupero, con la superiorità numerica a favore dei padroni di casa, nuova rete di Verna e punteggio fissato sul 3 a 1 per i locali. Sconfitta che metteva in difficoltà Panarelli, ora costretto, già dal turno successivo, a Potenza, ad uno spareggio vero e proprio in cui si dovrà a tornare a casa con almeno un punto, per evitare il gorgo, trascinante all’ultima posizione in classifica.

JUVE STABIA – PALERMO: l’incontro tra due presunte big, ma incompiute, ha partorito, l’ennesimo pareggio e i piccoli passi servono comunque a muovere la classifica. In realtà, nella prima frazione, è sembrata la Juve Stabia, come giusto fosse, a dettare i tempi del match, ma il Palermo con un ordine ritrovato, nelle retrovie, chiudeva tutte le corsie utili a perforare la difesa siciliana, mentre nella ripresa, il Palermo, più intraprendente metteva in allarme i padroni di casa, poi nel finale dell’incontro, il punto accontentava più i rosanero che le vespe stabiesi. Entrambe le squadre accumulavano ulteriore ritardo nei confronti del capolista, ma in questo particolare momento anche i piccoli passi consentono di rimanere agganciati alla posizioni di vetta.

CAMPOBASSO – PAGANESE: i lupi molisani, attesi nel confronto con una formazione, quella campana, di altissima esperienza e qualità, non hanno avuto timore di affrontare un reparto offensivo ospite micidiale, capace, negli ultimi minuti di piazzare colpi ferali. La formazione di Cudini ha subito impresso un ritmo che i salernitani non hanno potuto mantenere e la velocità ha consentito ai padroni di casa di passare quasi subito in vantaggio con Di Francesco, poi con la bravura di controllare le sfuriate avversarie, dopo l’intervallo, nel primo minuto della ripresa, eccellenti nel trovare il raddoppio con Rosseti. Questa marcatura rappresentava la classica mazzata per i paganesi di Grassadonia che non avevano più la forza di segnare il goal della bandiera tale di consentire la riapertura del match. A termine gara, moderata soddisfazione tra i molisani, consci di dover ancora lavorare, e migliorare per tentare di allontanarsi dalle zone calde della classifica, soddisfazione anche tra la tifoseria per una prestazione che faceva sperare in uno slancio verso la pancia della graduatoria, mentre nell’entourage paganese e soprattutto nell’ambiente, riaffioravano i dubbi sulla carta anagrafica della formazione di Grassadonia causa uno stop, veramente inaspettato, ma arrivato, meritatamente, per quello mostrato sul rettangolo di gioco.

AZ PICERNO – CATANIA: il ritorno al Curcio per i melandrini di Palo è coinciso con una sconfitta beffa, maturata a pochi minuti dal termine, grazie ad un ingenuo fallo su un attaccante catanese e il rigore battuto da Moro, stabiliva la sconfitta, dolorosa, per il Picerno (tornato sul suo campo dopo le iniziali gare disputate sul neutro di Potenza e causa di tante polemiche per il suo utilizzo), determinando il concetto della sterilità dell’attacco rossoblù locale, nonostante la spinta creata da Reginaldo, ma insufficiente per poter vincere una gara sicuramente alla portata dei ragazzi di Palo, mentre i siciliani portavano a casa i tre punti, ma debbono ancora migliorare, tanto, se vorranno evitare di rimanere incagliati nella zona play out.

MONTEROSI TUSCIA – AVELLINO: incontro delicato quello tra l’Avellino di Braglia ed i pontini del patron Capponi che, fin dall’inizio, hanno impegnato strenuamente i lupi irpini ed il goal realizzato da Adamo, sbloccava repentinamente il risultato della prima frazione. Gli ospiti cercavano disperatamente di recuperare il punteggio e, nella ripresa, quella rincorsa iniziata, proprio dalla marcatura subita, veniva premiata dalla rete segnata da Gagliano e la possibilità, intravista, di vincere il match. ll Monterosi, non pago del risultato di parità, non si disuniva e riprendeva a macinare gioco ed occasioni per cercare il risultato a sorpresa e, a quattro minuti dalla fine dell’incontro, nell’ennesimo assalto alla porta biancoverde, trovava la marcatura di Costantino, scatenante la gioia di tutto l’entourage della squadra di D’Antoni, per la conquista di tre punti importanti per fare un balzo in classifica e lasciarsi alle spalle ben cinque formazioni. L’Avellino, il lunedì successivo, causa l’ennesimo flop (condito da un rigore sbagliato, per il 2 a 2 , mancato) aveva anche esonerato Braglia, salvo poi, a notte inoltrata, fare marcia indietro e dare fiducia al tecnico toscano, atteso dall’ultimo appello, domenica prossima, nel confronto casalingo contro la coriacea Virtus Francavilla.

VIBONESE – POTENZA: match della disperazione tra i calabresi del patron Caffo e quella del presidente Caiata, due forti personalità che si giocavano una buona fetta di lotta per evitare la retrocessione diretta. Il timore di scoprirsi, quella di trovarsi in svantaggio, l’insicurezza di eseguire interventi fallaci, agevolanti gli attacchi avversari, bloccava le idee di gioco almeno nella prima parte di gara, quasi che il pareggio potesse essere un risultato gradito. Nella ripresa, in padroni di casa prendevano l’iniziativa e aumentando la pressione, in progressione si rendevano pericolosi in più circostanze, ma i lucani resistevano in maniera egregia. A dodici minuti dal termine, il vibonese Ngom trovava lo spazio giusto per superare il portiere lucane ed il Potenza dopo un paio di minuti di stordimento, reagiva e Zampa riusciva a battere il portiere calabrese per il pareggio che, almeno per il momento, scacciava le streghe dell’ultima posizione che si stava materializzando, proprio a pochi minuti dal fischio finale. Verdetti e considerazioni rimandate, per entrambe le formazioni, ma sembrerebbe chiaro che la stagione sarà di sofferenza, se la linearità rimarrà tale, pertanto ogni gara dovrà essere affrontata con il coltello tra i denti, per evitare amare e tardive soprese, non più scansabili sia per il tempo trascorso che per le giornate disputate che allungherebbero, in modo ampio, il divario con le zone meno nobili della graduatoria.

Fabrizio Di Leo

Foto Fabio Mitidieri

Tags: Serie C
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