Il girone C della serie C, da sempre è stato ritenuto, qualitativamente, tecnicamente e soprattutto per l’esperienza, il più completo dei tre, ma, soprattutto, equiparabile ad una serie B2, dove tante sono le piazze storiche, ambiziose, ricche di storia con seguito consistente e palcoscenico di sfide importanti disputate anche in categorie superiori, ben più prestigiose e quindi formanti una platea di aspiranti al salto di categoria, ognuna con l’arma affilata e l’asso, nella manica, giusto per piazzare il colpo, a sorpresa, per centrare il traguardo, spiazzando la concorrenza, come già detto, molto agguerrita, visto il giro d’affari presente in questo raggruppamento, definito quasi un classico girone infernale dove i dannati sgomitano per avere attenzione ed esprimere il meglio alle rispettive tifoserie. In questa stagione, etichettata 2021/22, alle piazze che già nel passato campionato si sono sfidate per la corsa ai rispettivi obbiettivi e che vide primeggiare la Ternana, mentre Bisceglie, Cavese e l’escluso Trapani, scendere nell’inferno della serie D, si sono aggiunte piazze importanti, medie e comunque che hanno scritto pagine di amarcord calcistico e realtà alle prime esperienze, in un contesto di semi professionismo, ma che in realtà è, a tutti gli effetti, da equiparare al vero e proprio professionismo. Alle protagoniste del passato, quali Bari, Catanzaro, Palermo, Avellino, Turris, Virus Francavilla, Juve Stabia, per citare le cosiddette “big”, si sono aggiunte Taranto, Campobasso, Latina, Andria, con un passato comunque prestigioso, più o meno in base all’anno di fondazione e militanza nei campionati semiprofessionistici o almeno minimo di terza serie o anche di B, quindi piazze che sono ritornate, anche in modo extra calcistico, come il Picerno e, proprio in questa annata, realtà alla prima volta in assoluto, come il Monterosi Tuscia, rappresentante un comune viterbese di 4.657 abitanti, costretto, infatti per la giovane storia e la grandezza del suo abitato, nonché principalmente, perché privo di impianto idoneo alla serie, a disputare le sue gare casalinghe nel capoluogo di provincia, ovvero Viterbo. Molte società, soprattutto quelle riammesse, ripescate ed alcune partite con sogni di grandezza, dopo aver effettuato una sessione di calcio mercato estiva in modo frettoloso e comunque per disegnare e comporre la relativa lista (obbligatoria per indicare il numero di calciatori disponibili), a scandagliare il mercato ed ingaggiare il maggior numero di atleti, magari in quel momento non di qualità, spesso, di tecnica, modesta, quasi sempre, e d’esperienza, in ultima analisi. Il campionato ha già percorso oltre un terzo della stagione regolare e, mai come quest’anno, vi è stato un turbinio di esoneri in panchina che, ecco la stranezza ed atipicità, è iniziato già dalla 2^ giornata, quando la Paganese, dopo la sconfitta, all’inglese, subita a Latina, ha esonerato Raffaele Di Napoli ed al suo posto ingaggiato Gianluca Grassadonia. All’8^ giornata, Salvatore “Sasà” Sullo, tecnico dell’Acr Messina, neo promosso dalla serie D, dopo un inizio balbettante e preoccupante e la cocente sconfitta casalinga contro il Monterosi Tuscia (uno scontro diretto), è stato sostituito da Eziolino Capuano, una vecchia volpe della serie C, autore di tanti “miracoli” sportivi nei club in cui ha diretto le rispettive formazioni. Nella stessa giornata, la ripescata Fidelis Andria, esonerava Luigi Panarelli ed il suo staff, dopo la battuta d’arresto pesante, perché arrivata con punteggio all’inglese, contro il Potenza (diretta concorrente alla permanenza) e quasi immediatamente sostituito da Ciro Ginestra, tecnico giovane e, da calciatore, uno dei sogni proibiti, tra l’altro del Taranto, mai concretizzatosi per una serie di motivazioni, alquanto disparate. La Juve Stabia, in estate con mire di grandezza e soprattutto candidatasi a migliorare le soddisfazioni della passata stagione, dopo aver ingaggiato Walter Alfredo Novellino, detto Monzon per la somiglianza con l’omonimo puglie, dopo un’inizio altamente deludente delle “vespe” stabiesi, all’indomani della rocambolesca sconfitta interna con il Picerno, è stato esonerato, ma poiché il mercoledì successivo, nel turno infrasettimanale di campionato, la formazione campana andava a Monopoli, il club ha affidato la panchina con il ruolo di traghettatore, al 2° di Novellino, Eduardo Imbimbo. I biancoverdi adriatici hanno fatto sconti alla Juve Stabia e la società della provincia di Napoli, dopo la sconfitta di misura subita, chiamò al capezzale, Stefano Sottili, dall’11^ giornata. Sempre nella 10^ giornata si concludeva l’esperienza di Fabio Gallo, trainer del Potenza. Lo stop secco per 2 a 0 , a Pagani, gli è costata la panchina, ma anche il percorso deludente che ha relegato i lucani nei bassifondi della classifica. Al suo posto, un tecnico esperto e navigato come Bruno Trocini, già su panchine importanti, non ultima quella della Virtus Francavilla, la scorsa annata. Alla 13^, il Monterosi in fase calante, all’indomani del bruciante stop casalingo subito dalla Turris, ha rimosso il tecnico della promozione dalla serie D, David D’Antoni, e gli è subentrato Leonardo Menichini, storico calciatore, indimenticato, della Roma, Verona e Fiorentina. Infine, domenica scorsa, , 14^ giornata, è stata fatale per l’allenatore dello storico ritorno in serie C (sia pure per riammissione) del Picerno, Antonio Palo che avendo subito la seconda sconfitta consecutiva ha lasciato il suo posto in panchina a Leonardo Colucci, altro calciatore che ha militato anche in serie A in piazze quali Bologna, Verona e Cagliari, con esordio da concretizzarsi, nel 15° turno, nella complicatissima trasferta di Avellino, terreno notoriamente ostico per le avversarie del team di Braglia. La domanda che sorge spontanea é la seguente: alla luce degli 8 allenatori saltati in 14 giornate, i loro sostituti hanno portato dei benefici ai club che stanno guidando? Premesso che l’allenatore è sempre colui che paga la scarsezza o mancanza di risultati ed il soggetto ritenuto spesso il soggetto che compromette la progettualità stilata e tarpa le ali alale ambizioni, frequentemente sbandierate nei vari report precampionato e durante la settimana, comunque in alternativa all’impossibilità di stravolgere , e nel contempo sconfessare, i calciatori ingaggiati e, spesso, pagati profumatamente, facendo un’analisi del cammino dei vecchi e nuovi allenatori, vedremo che , nella stragrande, maggioranza dei casi non c’è stato quel salto di qualità e le posizioni in classifica, rilevate, sono state sostanzialmente invariate.
PAGANESE
Raffaele DI NAPOLI – n. 2 giornate – un pareggio ed una sconfitta – 1 punto – media punti 0,5 – 17^ posizione
Gianluca GRASSADONIA – n. 12 giornate – cinque vittorie, un pareggio e sei sconfitte – 16 punti – media punti 1,33 – 12° posizione
ACR MESSINA
Salvatore “Sasà” SULLO – n. 8 giornate – una vittoria, due pareggi e cinque sconfitte – 5 punti – media punti 0,62 – 18^ posizione
Eziolino CAPUANO – n. 6 giornate – due vittorie, un pareggio e tre sconfitte – 7 punti – media punti 1,17 – 18^ posizione
JUVE STABIA
Walter Alfredo NOVELLINO – n. 9 giornate – due vittorie, cinque pareggi e due sconfitte – 11 punti – media punti 1, 22 – 11^ posizione
Eduardo IMBIMBO – n. 1 giornata – una sconfitta – 0 punti – media punti 0 – 15^ posizione
Stefano SOTTILI – n. 4 giornate – due vittorie, un pareggio ed una sconfitta – 7 punti – media punti 1,75 – 11^ posizione
POTENZA
Fabio GALLO – n. 10 giornate – una vittoria, quattro pareggi e cinque sconfitte – 7 punti – media punti 0,70 – 19 ^ posizione
Bruno TROCINI – n. 4 giornate – due vittorie e due sconfitte – 6 punti – media punti 1,5 – 17^ posizione
MONTEROSI TUSCIA
David D’ANTONI – n. 13 giornate – tre vittorie , quattro pareggi e sei sconfitte – 13 punti – media punti 1,00 – 16^ posizione
Leonardo MENICHINI – n. 1 giornata – un pareggio – 1 punto – media punti 1,00 – 16^ posizione
AZ PICERNO
Antonio PALO – n. 14 giornate – quattro vittorie, quattro pareggi e sei sconfitte – 16 punti – media punti 1,33 – 13^ posizione
Leonardo COLUCCI in panchina dalla 15^ giornata, esordio nella trasferta di Avellino.
Da una veloce analisi si evince che il cambio di allenatore, spesso non ha portato dei reali benefici ed in particolare:
l’ACR Messina, 18^ posizione aveva con Sullo e sempre nella medesima posizione con l’arrivo di Capuano;
la Juve Stabia, con Novellino era 11^, poi in un turno con Imbimbo era scivolata in 15^, poi con Sottili, è ritornata all’11^ posizione;
il Monterosi Tuscia di D’Antoni, 16° in classifica, attualmente con la gestione Menichini (solo una gara) ha confermato la stessa posizione.
Ovviamente ci sono le note liete come per esempio:
il Potenza , 19° con Fabio Gallo, ora è 17° con Bruno Trocini;
la Paganese di Di Napoli era 17^, con l’avvento di Grassadonia è risalita in 12^ posizione, recuperando ben 5 posti.
Caso a parte per il Picerno e per mister Palo esonerato dopo aver perso il derby importante e di prestigio con il Potenza, nel capoluogo lucano e la sconfitta interna contro il Francavilla di Taurino, pur con una posizione (13° posto) tranquilla, il club melandrino ha preferito dare una svolta, comunque.
Per i casi più eclatanti, il cambio non ha portato giovamento. probabilmente non era il tecnico il problema ma la cifra tecnica, qualità ed esperienza, si é mostrata molto carente e forse non idoneo per la categoria. Sicuramente salteranno molte altre panchine, ma questo a volte è un alibi perché la società di turno possa mascherare le lacune e una sessione di calcio mercato, quasi sempre svolta senza grosse risorse finanziarie e condotta da gente inesperto, poco conoscitrice dell’andamento di questo campo, molto infido e quasi fosse un campo minato.
Fabrizio Di Leo













