Tempo di verdetti , nella 37^giornata di campionato del girone C della serie C. La matematica ha decretato la retrocessione, in serie D, della Vibonese che, perdendo nettamente ad Avellino, dopo quattro stagioni nella terza serie, ritorna negli inferi dei dilettanti. Sciolto anche il rebus del play out per stabilire il terzo club che, dopo Catania e Vibonese, dovrà abbandonare la serie C. La Paganese, dopo essere andata sotto per 0 a 2, pur recuperando il risultato, sul 2 a 2 , al 5° minuto di recupero, subendo la rete del 2 a 3, aveva la certezza di andare allo spareggio con l’Andria con lo svantaggio della prima gara da disputare in casa e l’unica possibilità di salvezza quella di non concludere in pareggio la doppia sfida. D’altronde, la stessa Andria, nel confronto contro i laziali del Monterosi, ancora una volta ha mostrato l’incapacità del reparto offensivo e la sterilità dello stesso, preoccupante, proprio in occasione del doppio confronto con i salernitani di Di Napoli, nella post season. Lotta per i play off, da definire, rimandata all’ultima giornata della stagione regolare. Per la seconda posizione, uno straripante Catanzaro ha nettamente regolato il Campobasso, apparso, al Ceravolo, appagato per la stagione disputata con la permanenza acquisita, ma soprattutto Iemmello, in grande spolvero, potrà essere l’arma in più per i calabresi. Se i catanzaresi chiamano, gli irpini di Gautieri, rispondono. Al Partenio – Lombardi, i bianco verdi non hanno faticato molto a sbarazzarsi della Vibonese, ormai in disarmo e con la certificazione, a fine match, del ritorno in serie D, nell’anonimato dei dilettanti, dopo quattro stagioni. Fermo il Palermo, per l’esclusione del Catania dal torneo, la Virtus Francavilla ha perso l’ennesima occasione per staccare il concorrente Monopoli nella lotta per la quinta posizione nella lotteria play off. Il Monopoli, impegnato a Latina, infatti, non andava oltre il pareggio e rimandava l’esito del duello con gli imperiali, all’ultima giornata, casalinga, nel derby contro la Fidelis Andria. Alle spalle di queste formazioni di vertice, la matricola, in assoluto, Monterosi, bloccando un’Andria alla disperata ricerca di punti, rafforzava la sua splendida posizione, con un atteggiamento da formazione esperta e cinica nelle occasioni create, anche se improduttive per imprecisione. Lotta dall’8° al 10° posto, ultimi della griglia play off, attualmente molto affollata di competitors, aspiranti a queste piazze al sole. La Turris, dopo le ultime deludenti esibizioni, al Franco Scoglio di Messina, ha strappato tre punti decisivi nella volata finale di stagione regolare, resistendo agli assalti dei peloritani, per nulla rassegnati all’ennesima battuta d’arresto casalinga. Il Picerno, intanto, espugnando il Torre di Pagani, continua a mantenere il passo delle altre aspiranti alla griglia play off e rimane in corsa per entrarci, il Foggia, invece, deludente anche a Francavilla, dopo essere passato in vantaggio è stato ribaltato e solo nel finale i dauni ha evitato una mortificante sconfitta. A questi tre club si aggiunge la Juve Stabia che, a Potenza, ha avuto la possibilità di fare un passo decisivo in classifica, ma ha dovuto evitare uno stop, letale per la graduatoria, a pochi minuti dal novantesimo. Intanto la capolista Bari, nel gremito Iacovone (quasi 10.500 spettatori presenti, tutti di fede rossoblù), ha dovuto rinunciare al proposito di espugnare il tempio ionico calcistico, grazie ad una bella interpretazione della truppa di Laterza, schierata con grande attenzione, applicazione del modulo e soprattutto grinta, negli under, al cospetto di una platea mai affrontata nella loro carriera. Adesso comunque tutti i rimanenti verdetti saranno rimandati all’ultimo turno, poi spazio a play off e play out, con la formazione rossoblù che, da lunedì 25 aprile, dopo una pausa rilassante e dovuta, potrà riprendere le fila della programmazione per la prossima stagione, possibilmente all’insegna della continuità.
AVELLINO – VIBONESE: al Partenio Lombardi, i bianco verdi di Gautieri avevano la stretta necessità di incamerare tre punti per continuare il braccio di ferro con il Catanzaro ed il Palermo, per la seconda piazza del campionato. L’avversario di turno era l’ideale per gli irpini, considerando il morale sotto i tacchi degli uomini di Orlandi, in campo, in queste ultime settimane, solo per onore di firma, vista la quasi certa retrocessione in serie D. Trascorrevano solo quattro minuti ed il risultato si sbloccava. Una rimessa laterale sulla fascia destra, portava un calciatore avellinese, quasi dal fondo, a crossare per il centro dell’area piccola ospite e Plescia con un diagonale preciso, infilava il portiere Mengoni, sulla sua destra, per l’1 a 0 irpino. Sbloccato il risultato l’Avellino, nel primo tempo, complice l’espulsione del calabrese Carosso, controllava il match e, all’intervallo, il punteggio minimo, fotografava esattamente l’andamento dell’incontro. Nella ripresa, l’Avellino aumentava la pressione sulla difesa rossoblù ospite, complice anche la superiorità numerica e, prima del quarto d’ora, su un cross dalla sinistra, Kanouté, in area di rigore, veniva affondato dal suo marcatore e l’arbitro concedeva il rigore. Dagli undici metri, lo stesso calciatore si vedeva respinta la conclusione, ma l’Avellino riprendeva subito la sua marcia verso il raddoppio. Alla mezz’ora, irpini incisivi e vincenti. Un cross dalla sinistra faceva arrivare la palla in area ospite che veniva appoggiata, con un colpo di testa, ad Aloi, abile, da pochi metri, a battere imparabilmente il portiere Mengoni per il tanto agognato 2 a 0. Cinque minuti dopo il raddoppio, un’azione travolgente, vedeva la sfera passava verso l’area all’accorrente Di Gaudio che, entrato in area, sull’uscita di Mengoni, lo trafiggeva imparabilmente alla sua sinistra. La Vibonese, nei minuti finali, più per inerzia che per effettiva convinzione cercava di impensierire la difesa locale e, nel quarto minuto di recupero, un’azione di alleggerimento ospite portava la squadra calabrese ad un cross dalla destra che, con palla giunta in area, vedeva Curiale, appoggiarla in rete con la difesa irpina distratta nell’occasione. Finiva così l’ultima gara interna per gli avellinesi, nella stagione regolare, utile solo per la posta in palio, conquistata per intero, tanto da dover rimandare il verdetto per la seconda posizione all’ultimo turno alquanto complicato, allo Zaccheria di Foggia, contro la formazione di Zeman, anch’essa a caccia di punti per rimanere in zona play off. Verdetto amaro per al Vibonese che, oltre alla sconfitta subita, aveva la certezza matematica di retrocedere in serie D, dopo quattro stagioni di militanza nella terza serie nazionale a conclusione di una annata infarcita di tante traversie ed errori commessi sin dall’estate scorsa.
PAGANESE – AZ PICERNO: al Torre di Pagani, la squadra del richiamato Di Napoli, doveva dare dimostrazioni di un riscatto, in vista della coda della stagione regolare che sarebbe culminata con il play out (doppio confronto) con la Fidelis Andria, per determinare l’ultima formazione retrocessa in serie D. Il Picerno, giunto in Campania, con l’idea di trarre il massimo dalla trasferta, sin dalle prime battute, impostava una gara d’attacco che creava pressione alla difesa azzurro stellata. Il match trascorreva all’insegna del nulla di fatto, nonostante alcuni tentativi sporadici di movimentarlo su ambedue i fronti, poi, ad una manciata di minuti dall’intervallo, un cross dalla sinistra faceva giungere la sfera, in area, a Senesi che, dopo qualche passo, calciava imprimendo una velenosa traiettoria che sorprendeva il portiere Baiocco, fissando sull’ 1 a 0 per i lucani il punteggio. I padroni di casa, sotto choc, subivano subito un’altra azione dirompente. Reginaldo, al termine di una serie di tocchi fra giocatori picernesi, ricevuta la sfera, da oltre venticinque metri, la calciava imprimendole una traiettoria velenosa che superava il portiere Baiocco, nell’angolino alto alla destra della porta. All’intervallo, il punteggio di 2 a 0 per il Picerno appariva molto severo per i salernitani e si attendeva una reazione nella ripresa. Infatti, nel secondo tempo, i padroni di casa trovavano subito il goal che dimezzava lo svantaggio. Azione in percussione in area lucana e la palla, crossata nell’area piccola, veniva spedita in rete da Guadagni, bravo ad infilare il portiere ospite. I salernitani, a questo punto, cercavano a tutti i costi la rete del pareggio, ma i melandrini erano bravi a chiudere la fase offensiva dei ragazzi di Di Napoli, tentando qualche ripartenza in contropiede e soprattutto prestando massima attenzione nella fase difensiva. Quando, a pochi minuti dal 90°, il match sembrava incanalato verso Picerno, arrivava il tanto sospirato pareggio. Una palla giocata in area lucana, veniva respinta dai difensori, in una sorta di flipper umano, fino a quando Iannone, all’interno dell’area, sferrava una bordata che superava il portiere avversario per il sospirato 2 a 2. Si arrivava poi nel recupero e, proprio al 5° minuto, su un rovesciamento di fronte, una palla tagliata verso Parigi consentiva all’attaccante lucano, una volta entrato in area, di battere il portiere Baiocco, impotente sulla micidiale conclusione. Finiva così, tra la disapprovazione del pubblico locale, una gara terminata con una mortificante sconfitta che condannava i nero stellati, allo spareggio contro la Fidelis Andria, in posizione di svantaggio, in quanto non potrà, il doppio confronto, terminare il pareggio, poiché il 18° posto certificato (sarà questa la collocazione nella classifica finale al termine della stagione regolare) li costringerà a puntare solo due risultati su tre (due vittorie o una vittoria ed un pareggio) che garantirebbero la permanenza in terza serie. Il Picerno, invece, continua la sua corsa verso il play off e sono ancora tre i posti da assegnare con la battaglia che entrerà nel vivo nell’ultimo turno stagionale.
FIDELIS ANDRIA – MONTEROSI TUSCIA: al Degli Ulivi, la squadra di Di Leo e Di Bari era chiamata a vincere per cercare di evitare il play out (contro la Paganese), Monterosi permettendo. La sterilità offensiva e la scarsa precisione negli ultimi sedici metri impediva la realizzazione del desiderio di successo, acuito dall’infortunio di Carullo e, nonostante lo schieramento con quattro attaccanti, al termine del match, la delusione totale era massima sia nel settore tecnico che nel caloroso pubblico andriese, rassegnati alla lotteria play out, con minima consolazione di essere in vantaggio in classifica e poter giocare anche per due pareggi, per mantenere la categoria.
CATANZARO – CAMPOBASSO: al Ceravolo, la formazione di Vivarini affrontava un Campobasso, ancora con una minima possibilità di entrare nella griglia play off, a condizione di espugnare il campo calabrese. I giallo rossi, al contrario, nel braccio di ferro con l’Avellino, appaiato in classifica e con alle spalle il Palermo, in agguato in base a passi falsi della coppia, damigella del Bari capolista, dopo la convincente e nettissima vittoria di Foggia, affrontavano i lupi molisani con il piglio e soprattutto l’atteggiamento giusto, propositivo e cinico nei suoi uomini migliori, in questo frangente di stagione, e Iemmello ne era il simbolo di questa progressione, iniziata qualche turno passato. Un primo tempo giocato dopo un’ampia fase di studio, con il massimo equilibrio tra le due formazioni, dove il timore di sbagliare comportava qualche sbavatura nelle conclusioni offensive e i molisani, convinti che anche il pareggio sarebbe stato il risultato utile per avvicinarsi alla griglia play off. Sul finire del tempo si aveva l’episodio che spaccava il match. Un azzardato retropassaggio di un difensore rossoblù verso il portiere Zamarion, era preda di Iemmello che, appena dentro l’area, veniva abbattuto dall’estremo ospite ed il calcio di rigore successivo veniva, dallo stesso atleta, trasformato per l’1 a 0. All’intervallo, padroni di casa in vantaggio, ma reazione incisiva era attesa da parte degli ospiti. Il Catanzaro, alla ripresa del match, risultava essere incisivo e propositivo, tanto che dopo undici minuti, un’azione insistita in area vedeva la palla da Sounas scodellata nell’area piccola ospite e, di tacco, Iemmello, anticipando il suo diretto marcatore e traendo in inganno il portiere, piazzava la palla in rete per il 2 a 0. Il Campobasso punto sull’orgoglio aveva un’occasionissima per riaprire la contesa, ma Branduani, ancora una volta, si opponeva, poi ancora monologo giallorosso, con una serie di occasioni create, fino alla giocata, splendida per una nuova marcatura. Vandeputte, entrato in area, prendeva la palla, ma la sradicava dai piedi di Fabriani, poi la smistava a Bombagi che in diagonale, segnava la terza rete e chiudeva il match. Dimostrazione di forza quindi per il Catanzaro, sempre impegnato nella lotta per la seconda posizione e rebus che si scioglierà , domenica prossima, quando la formazione di Vivarini (sicuramente vincente a Vibo) dovrà attendere l’esito del match dello Zaccheria dove l’Avellino dovrà vincere per tentare fino all’ultimo di lottare per la seconda piazza e la partita di Bari, dove il Palermo, con il solo obbiettivo dei tre punti, potrà sperare nel sorpasso, dell’Avellino e almeno essere terzo in graduatoria, alle spalle, sicuramente dei catanzaresi.
VIRTUS FRACAVILLA – FOGGIA: alla Nuova Arredo Arena di Francavilla, andava in scena il derby pugliese tra le grandi deluse della zona play off del campionato. Le due formazioni, infatti, con un rendimento sicuramente insoddisfacente, nel turno precedente erano uscite sconfitte, sia pure in misura diversa. I ragazzi di Taurino, di misura e su rigore, a Viterbo, contro il Monterosi; la banda di Zeman, in casa, con il punteggio tennistico di 2 a 6, contro il lanciato Catanzaro. il match in terra brindisina vedeva la solita partenza lanciata dei rossoneri dauni. Infatti dopo le classiche schermaglie di assaggio e studio, era il Foggia a passare in vantaggio, dopo il primo quarto d’ora di gioco. Un cross dalla sinistra, quasi al limite del fondo campo, era raccolto da Merola che, anticipando il suo marcatore, depositava la palla in rete, nell’angolo destra della porta difesa da Nobile. Da quel momento in poi, padroni di casa in fase offensiva per riequilibrare il match, ma il Foggia chiudeva ordinatamente e Dalmasso, riusciva a neutralizzare, senza problemi, rare occasioni create dagli avversari. Quando, allo scadere della prima frazione, il risultato sembrava dare disco verde agli ospiti, il Francavilla trovava una giocata pungente ed efficace. Una veloce fuga dalla fascia sinistra, vedeva un centrocampista degli Imperiali, al limite dell’area, crossare dove Perez, raccogliendo la palla ed anticipando tutti, la deviava di quel tanto da spedirla in rete per l’1 a 1, risultato con cui le due formazioni andavano al riposo. Nella ripresa, nonostante il Foggia abbia avuto qualche buona occasione per ripassare in vantaggio, erano i padroni di casa a mettere la freccia ed andare a loro volta in vantaggio. Un chiaro atterramento di un attaccante locale era punito con un calcio di rigore che Maiorino si incaricava di realizzarlo e dare il vantaggio di 2 a 1 per i bianco azzurri, padroni di casa. Il vantaggio non spegneva gli ardori dei locali, ma dauni portesi in avanti alla ricerca, nei venti minuti finali, dell’occasione ghiotta da concretizzare. A due minuti dal termine della gara, i dauni imbastivano un’azione, meritevole di una conclusione positiva. Dalla fascia sinistra, una palla smistata al centro, vedeva la sfera crossata verso il centro area dove, l’isolato Garofalo, di testa, con una parabola insidiosa, superava il portiere Nobile e siglava il 2 a 2, risultato conclusivo con cui Francavilla e Foggia si spartivano la posta in palio e rimandavano il verdetto posizione griglia play off a domenica prossima, quando i ragazzi di Taurino saranno impegnati a Castellamare di Stabia, in un vero e proprio spareggio per definire la 5^ – 6^- 7^- 8^ – 9^ e 10^ posizione, mentre il Foggia sarà a confronto, allo Zaccheria, nel duello, al calore bianco, contro l’Avellino, il cui unico risultato, cui ambirà, sarà il successo per sperare di insidiare sia il Catanzaro che l’arrembante Palermo.
LATINA – MONOPOLI: al Francioni di Latina, due formazioni deluse dagli ultimi risultati si affrontavano per opposte motivazioni. I padroni di casa volevano riprendere il filo del discorso vincente, tra le mura amiche, mentre il Monopoli, dopo due nette battute d’arresto che facevano sfumare la lotta per la seconda posizione, cercava punti per lottare per la quinta posizione. Con queste premesse entrambe le squadre cercavano di superare le attente difese, ma gli attacchi , pur creando gioco, risultavano imprecisi, soprattutto in alcune circostanze dovute ad una frenesia immotivata. Si arrivava così al tale da finale col classico risultato a occhiali ed un punto a testa tale da consentire ad entrambi i team di perseguire gli obbiettivi, ovviamente rimandando i verdetti all’ultima giornata dove il Monopoli incrocerà nell’ultimo derby regionale della stagione 2021 – 22, l’Andria affannata del duo Di Leo – Di Bari, mentre il Latina, sarà impegnato nel confronto tutto laziale, a Viterbo, contro il Monterosi, alla ricerca di punti per il prestigio regionale, al momento ad appannaggio dei viterbesi, settimi in graduatoria ed in difesa dagli attacchi delle formazioni che seguono a quota 49.
ACR MESSINA – TURRIS: al Franco Scoglio – San Filippo, gara conclusiva della stagione per i peloritani (l’ultima giornata riposeranno per l’esclusione del Catania dal campionato), mentre i campani cercavano punti per rimanere in lotta per le posizioni terminali della griglia play off. Primo tempo di studio tra le due formazioni con tentativi di superarsi vicendevolmente, ma prevaleva il timore e l’imprecisione dominava. Nel finale di frazione, quando il risultato di parità pareva quello con cui si sarebbe andati all’intervallo, un intervento scomposto, con un braccio largo, di un difensore giallorosso, portava alla concessione del calcio di rigore per i corallini di Caneo, con esecuzione chirurgica di Giannone. Sull’1 a 0 per gli ospiti si andava la riposo, ma i messinesi avrebbero sicuramente meritato qualcosa in più nonostante l’inopinato svantaggio. Nel secondo tempo, dopo sei minuti, gli ospiti trovavano lo spiraglio per raddoppio. Lungo rilancio dalla metà campo corallina, intervento scomposto di un difensore messinese che lanciava Leonetti, pronto ad arpionare la sfera, controllarla e, al volo, trafiggere Lewandowski , in uscita. Sul 2 a 0 per i partenopei e con oltre tre quarti d’ora, recupero compreso, i messinesi cercavano in tutti i modi di essere incisivi e trovare la marcatura per poter riaprire il match, con una traversa clamorosa colpita, l’occasione giusta capitava a dieci minuti dal termine, un po’ tardi per la verità, con Russo, abile da oltre venti metri, a scoccare una bordata su cui nulla poteva il portiere Perina e finiva in rete per l’1 a 2. Nei minuti restanti qualche assalto verso la porta della Turris, ma al termine del recupero, gioia ospite per la vittoria conquistata, ma anche ringraziamento dei messinesi al proprio pubblico per la stagione culminata con la permanenza in serie C, acquisita e che, alla fine del girone d’andata, con l’ultimo posto, pareva veramente un’impresa non di poco conto.
POTENZA – JUVE STABIA: al Viviani di Potenza la gara di campionato, penultima stagionale per le due formazioni, rappresentava un match importante per i ragazzi di Arleo (con un orecchio alle vicende provenienti da Andria, dove i locali ospitavano il Monterosi), mentre risultava decisivo per i campani, in ottica piazzamento zona play off, distante solo un punto. Partiva di gran carriera il Potenza, con pressing, gioco veloce e ficcante alla ricerca del goal che potesse sbloccare il risultato e, l’occasione giusta, arrivava dopo un quarto d’ora. Costa Ferreira, ricevuta una palla dalla fascia destra, da fuori area, scoccava un tiro la cui parabola portava la sfera a superare il portiere stabiese Dini, liberando la gioia dei suoi compagni e quello del pubblico di fede rossoblù. Sull’ 1 a 0, il match doveva essere fatto dalla formazione di Novellino, ma in tutta la prima frazione era netto il predominio lucano che non lasciava intravedere spiragli di chiara reazione e proposizione delle “vespe” stabiesi. Nella ripresa, inizio sempre all’insegna del predominio dei padroni di casa, poi, gli ospiti lentamente si risvegliavano e cominciavano a macinare gioco, cercando la marcatura che potesse portare il risultato in parità. La marcatura la trovavano a sette minuti dal novantesimo, quando Della Pietra, trovava sotto porta la deviazione vincente per il pareggio finale e la concomitante notizia del pareggio maturato tra Andria e Monterosi, consegnava la matematica certezza della permanenza in serie C, mentre la Juve Stabia continua a sperare nel piazzamento in zona play off da perfezionare nell’ultimo turno, al Menti, nel duro confronto contro la Virtus Francavilla.
TARANTO – BARI: diecimila e cinquecento sostenitori rossoblù hanno voluto assiepare gli spalti dello Iacovone per assistere al derby più antico di Puglia ed atteso da ben 29 anni. Il Bari, neo promosso in serie B, alla vigilia, nei proclami, era convinto di poterla spuntare sul terreno ionico per l’obbiettivo, platonico, degli 80 punti da conquistare in questa magica stagione, ma ovviamente non considerava la voglia della formazione di Laterza, sia pure rabberciata per delle assenze importanti (Di Gennaro e Versienti su tutti). La gara aveva come motivo conduttore, i tentativi dei baresi di rendersi pericolosi, mentre gli ionici erano attenti in fase difensiva ed il centrocampo vedeva una coppia inedita composta da Marsili e Labriola, molto affiatati, con il giovane ex Napoli, migliorato e soprattutto mostrante una personalità molto spiccata. Al termine della prima frazione, un Taranto molto propositivo ma in avanti con Saraniti, attentamente controllato da un paio di difensori, mostrava un’attenta fase difensiva che limitava, al massimo, la pericolosità della coppia Simeri – Antenucci che, alla ripresa del gioco, cercava di trovare lo spiraglio giusto nella densità creata nella metà campo ionica dai ragazzi rossoblù. Verso la metà della frazione di gioco, Mignani inseriva forze fresche per tentare di scardinare la linea difensiva tarantina, ma anche Laterza operava innesti volti al recupero energetico di alcuni suoi atleti stremati e colpiti da crampi, ma nei minuti finali, una frettolosa espulsione di Pacilli, macchiava la serata di festa che vedeva, nel post gara, il ringraziamento di tutte le componenti del Taranto calcio, al ritrovato pubblico, omaggiandolo con passerella davanti a tutti i settori, Curva Sud compresa, in cui erano assiepati tifosi rossoblù che non avevano potuto accedere nella Curva Nord, sold out come la gradinata. Questa apertura della Sud ai colori ionici, era il completamento di uno stadio con le uniche tinte presenti ovvero il rosso ed il blu (la trasferta era vietata alla tifoseria ospite per motivi di ordine pubblico), con l’arrivederci alla prossima stagione, dopo le due precedenti che hanno visto la società di Piazzale Dante, protagonista di una promozione dalla serie D alla serie C e la permanenza arpionata, grazie ad un fantastico girone d’andata. Sembrava, nel dicembre 2021 che quello fosse il preludio, ad una fase discendente del torneo, foriero di soddisfazioni e punti utili anche ad un mirabolante piazzamento play off, non ottenuto, purtroppo, per una serie di avvenimenti, quali Covid, infortuni, squalifiche e tanti stati forma in fase altalenante, i quali comunque non hanno scalfito la graniticità del gruppo, capace di centrare l’obbiettivo prefissato quale la permanenza in serie C. Adesso la chiusura sarà a Picerno, una gara che servirà esclusivamente per gli archivi federali, ma anche per dare spazio ad atleti meno impegnati e sotto osservazione per la formazione della rosa, stagione 2022 – 23.
Fabrizio Di Leo













