di Fabrizio Di Leo
Il turno d’andata dei quarti play off nazionali per le formazioni del girone C non ha prodotto sorprese, ma solo affanno nel raggiungimento del successo. Il Foggia allo Zaccheria ha incontrato il “muro” del Crotone, formazione granitica in cui ha cozzato il reparto offensivo del Foggia, per oltre un’ora di gioco. Nella ripresa infatti una giocata ferale dei rossoneri permetteva a Peralta di forare la porta difesa da Branduani, poi per il resto del match, nonostante la forza d’urto calabrese, il Foggia resisteva e al fischio finale, gioia dei ragazzi di Rossi e esultanza degli oltre diecimila sostenitori dauni, pur nella consapevolezza che mercoledì prossimo allo Scida, sarà una vera e propria battaglia, in cui si dovrà essenzialmente vincere ìn quanto il minimo vantaggio non permetterà di essere tranquilli per ottenere il pass alle semifinali. A Pescara, gli adriatici di Zeman, nella prima frazione di gioco hanno subito il dinamismo ed il gioco dei liguri, abili a trovare spazi in cui fiondare gli esterni e, soprattutto gli attaccanti, Dopo sette minuti, proprio in una proposizione dei bianco azzurri, Corbari, permetteva ai suoi compagni id andare in vantaggio e mantenerlo fino al riposo. Nella ripresa dopo la “strigliata” di Zeman alla squadra, la reazione dei bianco azzurri, sospinti dal pubblico amico, portava prima al pareggio, con Merola, intorno al ventesimo di gioco, poi ad un quarto d’ora dal 90°, una nuova occasione creata dal centrocampo rosso nero, dava l’opportunità ai padroni di casa con Aloi, di ribaltare il risultato e dare una “mazzata” pesante al morale dei liguri che non riuscivano più a recuperare il risultato e rinviare il verdetto finale al ritorno, al Comunale di Chiavari, dove il Pescara potrà partire dalla vittoria interna conquistata con molto sacrificio.
FOGGIA – CROTONE: il Foggia soffre nel primo tempo, e nella ripresa riesce a conquistare una vittoria importantissima, al termine di questa gara d’andata, valida per il secondo turno della fase nazionale dei playoff di Serie C. Allo Stadio Pino Zaccheria andava in scena un match intenso, che vedeva il Crotone dominare, almeno dal punto di vista delle occasioni, nella prima frazione di gioco. Il primo squillo lo suonava proprio Cuomo, che svettava più in alto di tutti al sesto minuto, sugli sviluppi di un angolo preciso calciato da Petriccione, ma non riusciva ad indirizzare nello specchio. Al 14esimo Giron si faceva deviare la conclusione in corner, ed al 29esimo D’Ursi andava a centimetri dall’1-0, in spaccata. Al 36esimo Golemic cercava il Jolly da lontanissimo, con Dalmasso posizionato male, ma senza fortuna. Nel secondo tempo i padroni di casa rialzavano la testa, ed anche spinti da un pubblico caldissimo, riuscivano a macinare azioni da gol. Il primo sussulto della ripresa arrivava proprio dai piedi di Peralta, che non chiudeva nel migliore dei modi un contropiede magistrale guidato da Costa. Al 64esimo Golemic e Gomez si rendevano pericolosi, rianimando i rossoblù, ma un minuto più tardi i Diavoli passavano in vantaggio: Rizzo recuperava palla, e serviva Iacoponi, il quale riusciva a pescare Peralta con un traversone preciso. Peralta approfittava di una indecisione di Cuomo e fulminava Branduani. Nel recupero veniva annullato un gol al Crotone, per fuorigioco attivo di Golemic, che di ginocchio aveva gonfiato la rete. Terminava così il primo atto della sfida calabro pugliese e mercoledì 31 maggio, secondo atto sul palcoscenico dello Scida di Crotone con copione dal titolo: Un “pass” per il Paradiso!”
PESCARA – ENTELLA CHIAVARI: pazzo Pescara, da 0-1 nel primo tempo al 2-1 finale nella ripresa, con un uomo in meno (rosso a Lescano). I biancazzurri piegavano l’Entella e al Comunale di Chiavari, mercoledì prossimo, avranno due risultati su tre per andare in semifinale. All’Adriatico, al fischio finale, brillavano i fuochi d’artificio sulla curva nord, mentre la squadra raccoglieva l’ovazione degli oltre 12mila cuori pescaresi in delirio. L’impatto della Virtus era devastante: i liguri erano padroni assoluti del campo in avvio di partita e la sbloccavano in soli sette minuti. Corbari sorprendeva un indeciso Plizzari e metteva sul binario peggiore possibile la serata dei biancazzurri. Il Pescara regalava i primi dieci minuti agli avversari e condizionava la sua partita. Rafia era la luce di Zeman: le sue giocate in verticale mandavano spesso in tilt il sistema difensivo dell’Entella. Al 15’ pescava Lescano smarcato dal controllo costante di Parodi, ma il difensore si giocava un giallo per fermare il bomber ex di turno, che poi calciava la punizione sfiorando la traversa della porta di Borra Il Pescara aumentava i giri del motore e gli ospiti soffrono. Ramirez si beccava un giallo e salterà il ritorno (stesso discorso qualche minuto dopo per il pescarese Mesik). Lescano, però, pescato da Delle Monache solo in area, arrivava scoordinato sul pallone a un metro dalla porta e calciava male fallendo il pari. La squadra di Volpe respirava dopo il pericolo scampato e si riproponeva bene, affidandosi alla qualità esplosiva di Merkaj, capace di fare reparto da solo. Prima e dopo la mezzora, due occasioni clamorose per i liguri, una fermata solo dal palo dopo il destro basso dalla distanza di Meazzi (32’). Il Delfino si riaccendeva prima dell’intervallo: scatto di Merola sulla destra, bruciato Parodi, maav il destro dell’esterno biancazzurro finiva sull’esterno della rete. Clamorosa la chance fallita al 47’: Tomasselli spingeva Merola in area, rigore sacrosanto che Galipò fischia senza esitare. Dal dischetto Lescano si faceva ipnotizzare da Borra, sulla ribattuta arrivava in corsa Cancellotti che sprecava ancora, calciando di potenza addosso al portiere avversario. Era il secondo errore dal dischetto del centravanti in questa stagione (il primo in casa contro il Catanzaro). Il pari mancato non aveva contraccolpi immediati su Palmiero e compagni, che aprivano la ripresa cercando di fare la partita e sfruttando soprattutto la verve di Delle Monache a sinistra. L’Entella disinnescava i tentativi con un onnipresente Paolucci, uno dei tanti ex, abruzzese cresciuto nel vivaio del Delfino, ma era anche velenosa dalle parti di Plizzari: al 15’ da una punizione laterale da sinistra nasceva il colpo di testa di Zamparo, che si stampava sul palo e faceva sudare freddo i tifosi di casa. Dalla paura alla gioia: al 20’ Rafia incantava l’Adriatico, pescava Merola in area e il furetto campano con la punta del piede bucava Borra, facendo impazzire i dodicimila di casa. L’euforia si raffreddava pochi minuti dopo, quando Lescano – stanco e in ritardo – entrava in modo scomposto e pericoloso sulla caviglia di Paolucci e veniva espulso, chiudendo malissimo la sua notte da grande ex. Zeman decideva di cambiare passo nel finale, senza preoccuparsi dell’inferiorità, mentre l’Entella soffriva la mancanza della sua diga di centrocampo. Alla mezzora, Merola ricambiava la cortesia: disegnava una parabola perfetta per l’inserimento da sinistra di Aloi, che si tuffava e lasciava impietrito Borra. Clamoroso a Pescara: da 0-1 a 2-1. Il finale era tutto del Delfino, che impazzava con Rafia e Cuppone fino alla fine, sfiorando anche il tris.













