Il 2° Turno dei recuperi del girone H, lo avevamo presentato come una giornata sicuramente favorevole al Casarano per la consistenza dell’avversario da affrontare al Capozza; il big match di Tito, tra Picerno ed Altamura si poteva leggere come una gara che entrambe potevano vincere, ma anche il pareggio, in ultima analisi, le avrebbe accontentate. Nella zona in cui si sarebbero affrontate squadre di mezza classifica ed impelagate nella parte bassa della stessa, lo scontro tra il Nardò, reduce dallo “scivolone” di Casarano, e l’Aversa, in perenne stato di contestazione con gli Enti federali, non avrebbe potuto comportare nessuna sorpresa al fischio finale dell’arbitro designato.
Casarano – Gravina, pur con i padroni di casa privi di elementi quali Rodriguez e Sansone, oltre al difensore Pagliai, tutti squalificati dal Giudice Sportivo per un turno, sin dalle prime battute teneva in apprensione la difesa ospite, ma i gravinesi di De Candia, un ex tecnico rosso azzurro, in maniera ordinata, soprattutto nel portiere Pagkratis e della linea difensiva, tenevano bene gli attacchi molto rutilanti dei padroni di casa, quest’ ultimi sempre imprecisi, per la freneticità messa in campo. Santoro, Mincica e Favetta, ricevevano passaggi e cross, all’interno dell’area ospite, quasi sempre intasata di atleti di entrambi i club che facevano perdere la lucidità necessaria per impegnare seriamente l’estremo difensore giallo blu e, in questo senso, la gara scivolava verso l’intervallo lungo con il classico risultato del nulla di fatto. Nella ripresa, gli uomini di Orlandi riprendevano con la stessa lena della prima metà di gara e, come in un occasione del primo tempo, c’erano un paio di episodi, considerati dubbi e meritevoli dei rigori a giudizio dei padroni di casa, ma l’arbitro Cadirola di Milano, riteneva la casualità degli interventi e le braccia aderenti al corpo per cui tutte le lamentele venivano sorvolate, mentre il Gravina, di tanto in tanto, si riversava in avanti dove il guastatore, ex rossoblu, Abayian, metteva apprensione al reparto difensivo, come detto orfano di Pagliai e con Mattera a cercare di essere il baluardo arretrato della formazione salentina. Al 21° della ripresa, avveniva la giocata clou del match. Su un calcio d’angolo, alla destra del portiere casaranese, la palla, crossata, giungeva in area salentina dove il difensore Gilli, portatosi di proposito in avanti, allungava un piede e ribatteva un confuso allontanamento della palla, da una difesa un pò distratta e la sfera finiva in rete per l’1 a 0 ospite. Era il flash che avrebbe deciso l’incontro perchè il Casarano, pur buttandosi a capofitto verso l’area avversaria ed occupando (stile militare) la metà campo del Gravina, non riusciva ad ottenere una conclusione degna di nota, con il nervosismo che montava, le proteste verso alcuni episodi non valutati favorevolmente dall’arbitro a favore del Casarano, permetteva alla formazione di De Candia di difendere in modo ordinato, con calma e precisione che consentiva di portare a casa tre importantissimi punti, in ottica lotta al miglior piazzamento play out, ora distante solo quattro punti. Ospiti contenti ed ampiamente soddisfatti per i tre punti, mentre i ragazzi di Orlandi, molto rammaricati e quasi distrutti dopo questa sconfitta che ha fatto emergere chiaramente i limiti già intravisti nel derby con il Nardò (vinto negli ultimi tre minuti di recupero), nonostante il mister casaranese, scuro in volto di fronte ai microfoni dichiarava che ci credono ancora al primo posto e si arrenderanno solo quando la matematica lo stabilirà.
Al “Tonino D’Angelo” di Altamura era di scena un match, molto delicato per entrambe, in realtà più per gli ospiti del Picerno di mister Palo, ancora in corsa per un piazzamento in ottica play off (con strizzata d’occhio, eventualmente, alla prima posizione), mentre l’Altamura, dopo il pari di Venosa, contro il Lavello, aveva assolutamente necessità per avvicinarsi, considerevolmente alla zona play off. Il match iniziava con i murgiani che facevano gioco ed i melandrini portesi in avanti ed in effetti dopo cinque minuti, ospiti già in vantaggio. Dettori da calcio d’angolo, procurato da un’errato disimpegno, di testa di Lanzolla, crossava e di testa il difensore Nossa, infilava la porta difesa da Donini. Era l’ 1 a 0 e subito una reazione veemente dell’Altamura che richiedeva un rigore per un presunto fallo (spinta?) di un difensore avversario, ma l’arbitro lasciava proseguire, poi al 14°, nuovo calcio d’angolo del Picerno. Dalla destra del portiere Donini, Dettori crossava e dopo una serie di deviazioni, tipo flipper, la palla veniva deviata in rete da un difensore altamurano (Kanoutè?) per il 2 a 0. I padroni di casa non si scomponevano e ripartiva alla grande alla ricerca della marcatura che avrebbe potuto riaprire il match. Spano e Guadalupi avevano occasioni che potevano avere successo ma errate conclusioni ed il portiere ospite impedivano, fino all’intervallo un monologo altamurano con gli ospiti che si difendevano in modo ordinato. Nella ripresa, locali all’assalto della porta ospite e, al 18°, su cross da calcio di punizione, proveniente dalla sinistra, Baradji, elevandosi più di tutti, di testa infilava il portiere lucano. Sull’ 1 a 2, la gara prendeva una piega diversa con i murgiani tesi al pareggio, i potentini, sempre più attenti a non farsi superare, ma con Fedel occasionissima neutralizzata dal portiere Giuliani che deviava sulla traversa la conclusione poderosa dell’altamurano, poi i melandrini rimanevano in dieci per l’espulsione di Pitarresi per doppia ammonizione (si era oltre la mezz’ora) e i ragazzi di Monticciolo tentavano il tutto per tutto, non riuscendoci per la ferrea difesa ospite. Finiva così, anche se nel recupero, un colpo di testa di Bozzi, poteva aver miglior fortuna, ma il finale premiava gli ospiti e bloccava la rincorsa murgiana verso la zona play off, ora più complicata da raggiungere pur se, mercoledì 28, i ragazzi bianco rossi, saranno impegnati nella trasferta ostica di Bitonto contro la formazione dell’ex trainer Valeriano Loseto.
Nardò – Aversa dopo le tante vicende di questa settimana (denuncia del presidente Pellegrino su flussi anomali di giocate che prevedevano la vittoria del Gravina sui casertani, adombrando l’onestà di alcuni suoi tesserati che potrebbero essere coinvolti) si disputava la gara che serviva tanto al Nardò, quanto all’Aversa che sta vedendo sfilare, turno dopo turno, la possibilità di poter uscire dalla appiccicosa zona play out. Dopo qualche schermaglia iniziale, più pericoloso il Nardò rispetto agli avversari, al 23°, calcio d’angolo neretino, palla in area e di sinistro, Romeo la scagliava in porta dove il portiere ospite nulla poteva con visuale ostruita tanto dai padroni di casa che degli ospiti ed 1 a 0 confezionato. I neretini, per l’occasione in tenuta gialla, con i granata di Aversa, continuavano nella tattica di pressione ed insistendo trovavano il raddoppio con Nicolao, al 34°, che raccoglieva, a seguito di cross da angolo, una respinta su colpo di testa di Tornros e senza pensarci, di sinistro, scagliava la palla in porta per il 2 a 0. L’ Aversa con il solo Chianese a tentare delle conclusioni per di più fuori dall’area, scompariva progressivamente, quasi completamente ed i neretini andavano ancora in rete, con gara praticamente chiusa come era finita il primo tempo, sul largo vantaggio per i padroni di casa. Caputo, al 39°, raccoglieva di testa un cross dalla sinistra del portiere casertano effettuato da Potenza e la piazzava nella porta ospite. Nella ripresa, sul 3 a 0, dopo un’occasione clamorosa sprecata dall’Aversa, al 5°, Rimoli dalla destra vedeva Granado solo in area che chiamava all’uscita il portiere, lo saltava e passava la palla all’indiavolato Tornros che appoggiava la sfera a porta vuota, per il 4 a 0. Con i soli salentini in partita ed ospiti impotenti, i neretini avevano l’occasione per segnare la quinta rete. Al 38°, Cancelli, fuori area, sradicava la palla dai piedi di un difensore, faceva qualche passo entrando in area e di sinistro infilava, a fil di palo, il portiere ospite per il 5 a 0. Post match di soddisfazione per il Nardò per il largo punteggio, mentre gli ospiti, dopo le polemiche dei giorni scorsi, tranne Chianese, non sono stati mai realmente pericolosi e lo scivolamento verso le ultime posizioni continua inesorabile.
Una domenica vietata ai deboli di cuori e agli amanti delle scommesse, per via del risultato di Casarano, assolutamente impronosticabile ed inattendibile, ma ora per la capolista Taranto, attesa ad Aversa mercoledì, sarà importante non farsi distrarre dai fiumi di parole sprecati in questa parte finale di settimana, quindi si capirà tra mercoledì e domenica prossima se il campionato avrà trovato il definitivo padrone.
Fabrizio Di Leo














