La 28^ giornata di campionato, alla vigilia, sarebbe dovuta essere ad appannaggio delle inseguitrici della capolista Taranto, impegnata in un confronto alquanto impegnativo con l’Andria di Panarelli. Il Picerno, costretto dall’emergenza Covid -19 che ha interessato la Puteolana, da spettatore interessato, attendeva riscontri da Cerignola, dove gli ofantini si confrontavano con il Casarano, in netta difficoltà, e da Venosa, dove la squadra di Zeman aveva un incrocio con il rigenerato Aversa.
Il Taranto di Laterza, al cospetto dei federiciani, si presentava al match con i ragazzi di Panarelli, con alcuni problemi di formazione dovuti al recupero velocizzato di alcuni elementi cardine che comunque avrebbero garantito la classica tenuta dell’assetto di squadra. La gara, nel primo tempo, era impostata dagli ionici che non volevano che i padroni di casa prendessero il sopravvento nel gioco e quindi la battaglia a centrocampo era abbastanza evidente dalla parte ospite. Alcune conclusioni, fuori misura degli andriesi risultavano fuori misura, ma quelle rare capitate erano neutralizzate magistralmente da Ciezkowski, dimostratosi molto attento ed abile nel difendere la rete ionica. I rossoblù erano invece orientati ad improvvise ripartenze, movimenti che mettevano in chiara difficoltà gli uomini di Panarelli, ed infatti, verso la metà della prima frazione, un preciso lancio, quasi fosse telecomandato, di Tissone, dalla metà campo ionica, pescava un velocissimo Alfageme che ingaggiando la lotta con il suo marcatore, lo superava e una volta in area, piazzava un diagonale preciso che superava il portiere Petrarca, vanamente oppostosi all’attaccante argentino. Era l’ 1 a 0 e l’esultanza di Alfageme urtava la suscettibilità della panchina locale e c’erano alcune scaramucce verbali tra i componenti delle stesse. Il colpo inferto ai padroni di casa non destabilizzava i bianco azzurri, ma il portiere polacco, concentrato, neutralizzava tutte le conclusioni, pervenute con bordate da fuori area. All’intervallo, comunque, il Taranto meritamente in vantaggio anche per il giusto approccio al match che, però, doveva vedere ancora il secondo tempo per emettere il verdetto conclusivo. Al rientro in campo, l’Andria risultava trasformata ed avanzando il baricentro del centrocampo, si rendeva pericolosa, ma l’estremo difensore ionico rispondeva di “no” alle aspettative dei locali. Alla mezzora poi la lunga pressione esercitata dai bianco azzurri andriesi aveva l’epilogo. Tutto nasceva da un’azione insistita dalla fascia destra dell’ex Stefano Manzo che crossava verso l’area ionica e, Prinari, saltando con la spalla, imprimeva una deviazione infida tale da far terminare la palla nell’angolo più lontano della porta difesa da Cziekowski, siglando l’ 1 a 1. A questo punto saliva la tensione, l’arbitro era costretto a mostrare cartellini gialli, anche verso le panchine ed in questo tourbillon finale ne faceva le spese Mastromonaco che, per doppia ammonizione era espulso. In dieci, Laterza, che aveva già iniziato le rotazioni con le sostituzioni, decideva di coprirsi e mantenere il risultato evitando il rischio sconfitta, tattica premiata con gli ionici, alla fine, contenti per il punto, visto lo svolgimento del match nella seconda parte e comunque un buon punto utile a smuovere la classifica.
A Cerignola, la formazione casaranese, terza in graduatoria, si recava nel centro ofantino per affrontare la formazione di Pazienza che, sul proprio campo ha impegnato, non poco, tutte le big del campionato e comunque con l’obbiettivo di fare più punti possibili per tentare un recupero in extremis della griglia play off. Il Casarano, dopo il deludentissimo esito del match contro il Gravina, accertata la distanza evidente dalla testa del campionato, doveva fare attenzione alla poderosa risalita di alcune formazioni (prima fra tutte il Bitonto), alla ricerca di un posto nella griglia post season, per un piazzamento in ottica ripescaggi. Era il Cerignola a fare la partita nel primo tempo e cominciava il suo marcatore principe a scardinare la difesa salentina, apparsa molto distratta tale da permettere a Malcore, al 36° del primo tempo, il coronamento di una frazione disputata contro un avversario non pervenuto, con la rete del vantaggio dei giallo blu di Pazienza. Due minuti dopo, sempre l’indiavolato Malcore, rubava la palla ad un difensore ospite, si involava in area e batteva il portiere ospite, fissando il punteggio sul 2 a 0, All’intervallo il vantaggio locale, per quello mostrato appariva giusto, motivo per cui nella ripresa, a qualche timido attacco salentino, era la formazione dauna a sciorinare una prestazione di attenzione e di furbizia che portava al tris i locali, con Godano che, scendendo dalla fascia sinistra , una volta in area, con un diagonale, realizzava una rete di precisione. Gara virtualmente finita, ma gli ospiti subivano il contraccolpo e, al quarto d’ora, Tascone stendeva Godano e il conseguente calcio di rigore veniva realizzato da Malcore. Gli ofantini, ormai al sicuro nel match, non si accontentavano, nonostante gli ospiti cercassero lo spiraglio per il classico goal della bandiera, sia pure in inferiorità numerica, anzi la formazione di Pazienza trovava il quinto sigillo, a pochi giri di lancetta dal termine della gara, con Russo che trafiggeva il portiere ospite. Finivano così i sogni di gloria del Casarano, ora a rischio anche la partecipazione ai play off, infatti il silenzio stampa ed il ritiro immediato serviranno a preparare il delicato scontro, casalingo, contro il Lavello, mentre il Cerignola si è piazzato in una zona più che tranquilla di classifica.
Lavello – Aversa, era un match importante e delicato per entrambe le formazioni e, non era un caso che nel primo tempo le due squadre si siano date battaglia per potersi superare e comunque conseguire un risultato positivo se non fosse arrivata la vittoria. Il primo tempo, come detto, filava liscio con tante occasioni sui due fronti, poi il Lavello spezzava l’incontro e passava in vantaggio. Era Militano con un’azione a sferrare una bordata che colpiva il palo della porta ospite ed era Longo, implacabile a segnare la rete dell’1 a 0, deviando in rete. Reazione quasi immediata dei casertani e al 41° un lungo lancio di Gallo pescava Chianese solo e nella prateria dell’area locale si presentava davanti al portiere Carretta, beffandolo e realizzando l’ 1 a 1. Nella ripresa, con le squadre in parità, l’Aversa controllava l’andamento del match, il Lavello in un paio di circostanze avrebbe avute le occasioni per passare, ma la frenesia ed anche l’imprecisione non schiodava il risultato finale che “condannava” il Lavello a guardarsi le spalle dalla rincorsa del Bitonto e nel contempo riporre i sogni di gloria di dare l’assalto alle posizioni di vertice, in ottica play off. I campani dopo aver fermato la capolista Taranto erano molto soddisfatti per un punto ottenuto contro la quinta formazione del campionato, ma ora dovranno fare punti anche tra le mura amiche per cercare di ottenere la permanenza in quarta serie.
Bitonto – Brindisi, match in cui, alla voglia di continuare la progressione in classifica per i ragazzi di Loseto, si contrapponeva l’esordio di Cazzarò, alla guida degli adriatici, e l’impellente necessità di conquistare punti necessari a fermare l’accelerato scivolamento verso la parte bassa della classifica, Il match vedeva inizialmente la squadra di Cazzarò, tenere testa ai padroni di casa, poi il tabellino si apriva al minuto 12: discesa libera e irresistibile di Montinaro, passaggio smarcante per Triarico che triangolava con Lattanzio, scavetto arguto per il più facile dei tap in, griffato da Palazzo. Centoventi secondi e pari ospite: Calemme scodellava da sinistra e spaccata ravvicinata di Merito fra difensori imbambolati. Distanze ristabilite al 21′: Palazzo duettava con Biason, triangolo tutto andriese fra Ricky e Piarulli, che freddava Pizzolato con un rasoterra imparabile. Poco prima della mezza, cambio di gioco illuminante di Palazzo per Triarico, dribbling secco e botta: murava Pizzolato. Mischiona convulsa in area brindisina al 32′, Palazzo prima, Montinaro poi, venivano schermati dalla trafelata difesa avversaria. Al 37′: lancio radente non meno che illuminante di Montinaro per Palazzo che controllava e fulminava l’estremo biancazzurro. Doppietta meritata e lucente per l’enfant du pays. Poco prima dell’intervallo, una incornata di Lattanzio fuori bersaglio e un retropassaggio di Botta, per Zinfollino. Si tornava sul prato e dopo un paio di giri di lancette, esterno di Boccadamo: bloccava serenamente Zinfollino. Poco dopo, siluro da lontanissimo di Calemme, rete esterna scossa appena. All’8′, destro pericoloso di Di Modugno: alto. Minuto 20: lob delizioso e illusorio di Palazzo, di un nonnulla niente tris per lui. Alla mezz’ora, Milani placcava Forbes in fuga: espulso. Un piazzato a giro di Calemme al 32′ incontrava i guantoni olimpici di Zinfollino. Al 35′ sinistro da brividi di Piarulli, sporcato dalla diga difensiva altrui. A tre primi dal triplice fischio dell’elvetico Sicurello di Seregno, un immarcabile Lattanzio si involava sulla fascia mancina e calcia fiacco di destro. All’ultimo respiro, ancora punizione di Calemme: medesimo era l’esito. Finiva così il match con i padroni di casa altamente soddisfatti per l’ennesimo successo e la continua marcia poderosa d’avvicinamento della formazione di Loseto; gli adriatici, con il neo tecnico Cazzarò in testa, rammaricati per un nuovo stop esterno che continua a farli scivolare verso il fondo della classifica e servirà sicuramente una netta inversione di tendenza, altrimenti si potrebbe stagliare, all’orizzonte, l’incubo dell’Eccellenza.
Altamura – Nardò, rappresentava la gara tra due formazioni ancorate nella pancia della classifica, con un ipotetico briciolo di possibile inserimento per la conquista dell’ultimo posto nella griglia play off, distante solo quattro punti. Erano subito i murgiani a cercare di impensierire il portiere Milli, ma i neretini trovavano il vantaggio. Un bel lancio dalla difesa per Potenza che in progressione arrivava in area e metteva verso la porta dei padroni di casa, dove Donini non tratteneva e portava la palla nella propria rete per lo 0 a 1 per i granata. Da quel momento in poi la squadra di Monticciolo operava una gran pressing, ma la formazione di Danucci se la cavava egregiamente, anzi aveva in porta Milli, attentissimo e reattivo a fronte degli attacchi murgiani. Nella ripresa, i padroni di casa subito in vanati per cercare di ristabilire quanto prima il risultato, ma la gara stava scivolando via con gli ospiti super attenti alle incursioni dei locali, con grande nervosismo di Monticciolo e del suo vice Di Benedetto, quindi a sei minuti dal novantesimo la svolta per i padroni di casa arrivava e si bilanciava il vantaggio ospite. Un cross dalla linea di fondo di Casiello veniva raccolto da Bozzi che di testa l’angolava nella rete neretina e trovava l’ 1 a 1 , il risultato che sarà quello finale e che avrebbe accontentato entrambe le formazioni in quanto la classifica si è mossa, sia pure in modo lento, ma il risultato appariva forse eccessivamente punitivo per i locali, più propositivi, ma premiava gli ospiti ordinati e attenti, punti però nell’unico attimo di rilassatezza.
Molfetta – Fasano hanno regalato un pomeriggio di gol ed emozioni. Sette gol, tre da una parte e quattro dall’altra che permettono ai biancazzurri di tornare alla vittoria e di conquistare tre punti fondamentali per la corsa salvezza, espugnando lo stadio “Poli” dopo due anni di imbattibilità (l’ultima sconfitta casalinga dei molfettesi risaliva al marzo 2019). Prima frazione molto vivace con il Fasano che partiva forte e passava in vantaggio al 3’pt con Camara che insaccava da due passi dopo una respinta non ottima di Tucci su calcio di punizione di Meduri. Al 13’pt il Fasano raddoppiava grazie ad un autogol di Lavopa che insaccava nella propria porta nel tentativo di spazzare un cross basso di Gille. Al 16’pt il Molfetta accorciava le distanze, su calcio di punizione, con Strambelli. Al 22’pt sassata di Lacarra dai 30 metri su calcio di punizione, Suma si rifugiava in corner. Quindi al 28’pt Strambelli andava vicino alla doppietta personale e al pareggio, ma il suo “rigore in movimento” veniva neutralizzato da un super intervento. Al 32’pt arrivava il terzo gol del Fasano con Camara che insaccava di testa un calcio d’angolo di Meduri. L’ultima emozione di questa frizzante prima frazione di gara arrivava al 45’pt con un calcio di punizione di Strambelli, dalla stessa mattonella del gol, ma la sua conclusione questa volta non era precisa. Nella ripresa il Molfetta scendeva in campo in maniera determinata e aggressiva e al 2’st Varriale accorciava le distanze con un bel tiro al volo. Al 12’st Lopez, scatenato, prima imbeccava di tacco Gentile che colpiva il palo, poi insaccava in rete al 13’st un tiro di Melillo ancora una volta mal respinto da Tucci. Al 35’st occasione Molfetta con il solito Strambelli che provava il fendente dai 20 metri, ma la sua conclusione terminava alta. Al 38’st il sinistro magico di Strambelli non perdonava e, sempre su calcio di punizione, trovava il sette e trafiggeva ancora una volta Suma. Finale concitato e nervoso, con l’arbitro che fischiava la fine della partita un minuto prima dei 5’ di recupero assegnati. Veementi le proteste dei padroni di casa che portavano all’espulsione di Meduri per doppio giallo. Non c’era null’altro da segnalare nel recupero aggiuntivo, il Fasano conquistava una vittoria fondamentale e saliva a quota 31 punti in classifica.
Francavilla – Gravina era il classico match utile a definire la griglia play out, con un risultato alla fine molto beffardo per gli uomini id De Candia che avevano pensato di espugnare il Fittipaldi, ma alla fine il pari ottenuto dai padroni di casa li mortificava per l’impegno mostrato. L’inizio, d’attesa serviva ai due club per studiarsi fino all’intervallo quando lo 0 a 0 in fin dei conti era il risultato specchio della prima frazione di gara. Nella ripresa i padroni di casa tentavano di sbloccare il nulla di fatto, ma erano gli ospiti ad approfittare dell’occasione giusta. Al 12°, infatti, Toskic batteva una velenosa punizione diretta da fuori area, il portiere Cefaliello deviava e Abayian , come un rapace la poggiava in rete per l’ 1 a 0 a favore dei murgiani. Non passava neanche un minuti e i padroni di casa realizzavano il pari. Da palla battuta a centrocampo (per la rete degli ospiti), la stessa andava a Del Col, l’atleta francavillese piazzava un tiro che attraversava tutta la metà campo gravinese e superava, molto beffardamente il portiere Pagkratis e si infilava in rete per la gioia quasi smisurata dell’intera squadra sinnica e tutta la panchina in campo per festeggiare il difensore rossoblù. Questo goal, incredibile, da Striscia la Notizia, aveva l’effetto di timore, quasi paura per il Gravina di tornare a casa senza punti, mentre il Francavilla, più temerario cercava di poter sfondare l’arcigna difesa murgiana giallo blu, ma i tentativi non sortivano alcun effetto ed allora le due squadre pensavano di accontentarsi e di non rischiare nulla, scoprendosi in difesa. Al termine del match, entrambe le formazioni erano contente. probabilmente più i padroni di casa che gli ospiti, per aver mantenuta l’imbattibilità in un match salvezza.
Sabato, nell’anticipo di campionato, il Portici, al termine di una scoppiettante gara, superava il tranquillo Sorrento, nel match della provincia napoletana. I padroni di casa, iniziavano subito in fase aggressiva per mettere in difficoltà la formazione dei costieri che, nonostante la deficitaria classifica, cercavano subito di mettere in chiaro come i punti del match fossero di vitale importanza per mantenere la categoria, ovviamente ai play out, distanti due punti. Grieco, al 29° del primo tempo, sbloccava l’incontro, deviando di testa, nella rete rossonera, un cross proveniente dalla fascia destra. alzato da un suo compagno che disegnando una parabola perfetta veniva incornata dall’atleta azzurro, gesto che faceva scatenare la gioia di tutto la squadra partenopea Gli ospiti non ci stavano e cominciavano a macinare gioco, ma i padroni di casa erano attenti e concentrati nella chiusura ed impedivano che le conclusioni avessero buon fine. Al 38°, in cui tutti pensavano di andare al riposo con il Portici in vantaggio, una incursione sulla fascia destra, portava un atleta sorrentino a crossare verso il centro dell’area dove un difensore locale con un braccio deviava la palla ed il conseguente calcio di rigore veniva trasformato da Sandomenico e si andava al riposo, perché nulla accadeva dopo il pari, sul risultato di 1 a 1. Nella ripresa, il Portici aumentava l’intensità ed il volume di gioco e dopo quattro minuti, nuovo vantaggio locale. A seguito di un cross proveniente fuori area, in un groviglio di uomini veniva atterrato un attaccante partenopeo e l’arbitro decretava un nuovo penalty. Sulla battuta andava Prisco che realizzando, portava il Portici sul 2 a 1. I costieri di La Scala non ci stavano, per il prestigio che un derby tutto napoletano comporta, ma anche per i punti che comunque potevano servire nelle prossime ultime roventi domeniche. E il premio della maggior intensità rossonera portava al goal al 23°. Cross tagliato, dalla fascia sinistra e Mezavilla, con un colpo di testa, in girata, infilava il portiere locale, in modo imparabile. Sul 2 a 2, si pensava che i ventidue in campo si sarebbero potuti accontentare ma non era di questa opinione il rientrante bomber Maione che al 40° trovava il jolly per la conquista di tre preziosi punti. Una staffilata di un centrocampista del Portici da oltre venticinque metri veniva deviata dal portiere sorrentino che, sulla battuta successiva dell’attaccante azzurro principe del goal, nulla poteva per il vantaggio dei padroni di casa. Era la mazzata finale per la squadra di La Scala che non riusciva più a reagire nei cinque minuti oltre il recupero e questo permetteva ai partenopei di conquistare tre punti d’oro e fare un balzo in classifica, posizionandosi al penultimo posto con soli due punti di distacco dall’ultimo posto della griglia play out, mentre il Sorrento era già orientato al prossimo match casalingo che li vedrà affrontare il Picerno di mister Palo, un incontro molto arduo e difficile da alti coefficienti di ripidità.
Una giornata, quindi, avrebbe dovuto favorire gli inseguitori che, invece, di approfittare del pareggio ionico hanno rallentato o addirittura si sono fermati, dando alla capolista Taranto, maggiore convinzione nella striscia di continuità, tale da permettere anche un ulteriore allungo che potrà far scattare quanto prima il disco verde per la strada al paradiso di una vera serie calcistica.
Fabrizio Di Leo













