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Lavello-Nardò 2-0, la fotogallery

Serie D/H, il Taranto frena a Francavilla. Il Picerno tallona la vetta

Poker interno del Cerignola contro il Fasano. Il Casarano cade ancora sul campo del Sorrento

La 32^ giornata, terz’ultima della stagione regolare 2020 -21, è stata caratterizzata per una serie di risultati che si sono rilevati vere e proprio sorprese che hanno contribuito a rendere, ancor più avvincente, il girone H a 180 minuti dalla sua conclusione.

A Francavilla in Sinni, il Taranto, in grande emergenza viste le numerose assenze (Alfageme, Diaz, Corvino, Versienti, oltre agli indisponibili di lungo corso Falcone e Guastamacchia), avendo recuperato Santarpia ed il rientrante Nicolas Rizzo, dopo un primo tempo in cui aveva alcune occasioni non sfruttate per bravura del portiere Cefaliello e per imprecisione, rischiava anche di subire in un paio di circostanze la rete, ma anche in queste situazioni, la bravura riconosciuta di Ciezkowski e l’alta imprecisione degli attaccanti sinnici mandava le squadre, all’intervallo, sulla parità. Nella ripresa, il cliché dell’incontro non cambiava e, comunque, una traversa colpita dalla formazione di Lazic (squalificato per l’occasione e sostituito dal suo secondo) ed un paio di nitide conclusioni, che sfioravano i pali della porta dei padroni di casa, mandava in archivio questo incontro il quale, pur non avendo espresso il risultato pieno, sperato, ha comunque permesso alla formazione rossoblù di mantenere la vetta, sia pure con un solo punto di vantaggio sul Picerno ma, ora con i 180 minuti alla conclusione, l’esito della stagione dipenderà esclusivamente solo da Laterza ed i suoi ragazzi, pertanto il cammino del suo competitor potrà essere ampiamente trascurato.

A Picerno, come detto in premessa, un Aversa che aveva proposito di conquistare quanto meno un punto, per sperare di salvare un campionato abbastanza complicato in tema permanenza, resisteva solamente undici minuti. Guerra, prima, e Albadoro, successivamente, piazzavano, dopo 11 minuti, il 2 a 0 e la virtuale conclusione della partita. I casertani, a questo punto, cercavano in ogni modo di realizzare almeno un goal, ma la difesa lucana resisteva agli attacchi avversari e supportava il centrocampo dei rossoblù picernesi. All’intervallo, il 2 a 0 sembrava il risultato più giusto, se non altro per la concretezza espressa dalla formazione di mister Palo. Nella ripresa con gli ospiti alla ricerca della rete che potesse riaprire il match, i melandrini andavano subito sul 3 a 0, con il solito Albadoro, rapace in area e, dopo dieci minuti, l’Aversa segnava il classico goal della bandiera con Guglielmo. Nella restante mezzora (compreso il recupero) non accadeva nulla ed il Picerno, controllando la gara, portava a casa tre punti importanti che lo faceva balzare ad un punto dalla capolista Taranto.

Nella lotta ai play off e relativa composizione della griglia, accadevano nella giornata tre fatti importanti. Le vittorie di Andria e Lavello che confermavano poderosamente la terza e quarta piazza, le impreviste sconfitte di Bitonto (quinta), tra le mura amiche, la pericolosa caduta libera del Casarano e l’ultimo colpo di coda del Cerignola.

Nell’ordine, il Lavello, sul neutro del Lorusso di Venosa, al cospetto del Nardò, con il complesso delle gare in trasferta, proprio per rafforzare l’ormai quarta piazza in classifica, impostava un match votato alla pressione inziale che, con il potenziale offensivo di cui è dotato, impiegava solo sei minuti perché Burzio inventasse un goal assolutamente imparabile per Milli e con il risultato sbloccato, gli uomini di Zeman continuavano nella pressione offensiva, ma la difesa neretina resisteva all’azione martellante dell’attacco giallo verde. Nonostante tutto, all’intervallo, la formazione di Danucci andava in svantaggio di un goal e sperava, nella ripresa, di piazzare la rete che avrebbe significato, oltre al pareggio, mantenere accesa la flebile fiammella della possibilità di agganciare, almeno, il quinto posto della griglia, ora super affollata di candidati. Nella ripresa, la sterilità ospite, accentuata da un’attenta difesa lavellese, consentiva ai padroni di casa di amministrare il punteggio e, quando sembrava che potesse esserci un colpo di coda degli amaranto, alla mezzora era Longo a piazzare in rete la palla del 2 a 0. Duro colpo per i salentini e la gara così scivolava con l’ennesima prova deludente della formazione di Danucci, lontano dalle mura del Giovanni Paolo II, mentre i lucani quasi certamente con la vittoria blindava la zona play off.

L’Andria di Panarelli era impegnata a Molfetta, contro la formazione di Bartoli, per cercare punti utili a blindare la terza piazza (vista l’impossibilità di agganciare il Picerno, secondo), e per questo motivo, l’atteggiamento dei federiciani, risultava spregiudicato e pronto alle ripartenze letali per la difesa locale. Dopo venti minuti di gioco era Scaringella a superare la difesa e trafiggere il portiere dei padroni di casa piazzando la rete dell’ 1 a 0. L’attesa reazione risultava, da parte degli adriatici, molto appariscente, ma scarsamente produttiva in fase d’attacco, tanto che il centrocampo e la difesa andriese controllavano il gioco ospite, oltretutto anche impreciso sotto la porta della formazione ospite. All’intervallo, il vantaggio ospite non rappresentava una sicurezza per l’Andria, ma nel secondo tempo, con il cronometro nemico dei biancorossi locali, non dava scampo a Bartoli e ai suoi ragazzi, rilassati alla mezzora tanto da essere infilati per la seconda volta da Clemente. Lo 0 a 2 scoraggiava i padroni di casa e questa botta subita dai locali permetteva agli ospiti di controllare l’incontro e portarlo a casa con grande soddisfazione di tutto l’entourage andriese. Il Molfetta, alla quinta sconfitta consecutiva, non usciva mal messo dalla contesa considerando che la permanenza, ormai acquisita da molte domeniche, le consente di giocare senza nessun patema d’animo.

Il Bitonto, quinto al momento, dopo una poderosa rincorsa, ospitando il Gravina pensava di farne un boccone, nonostante gli uomini di De Candia stiano ottenendo risultati tali da portarli fuori dalle ultime due posizioni, penalizzanti per la retrocessione in Eccellenza. La sicurezza degli uomini di Loseto, pressanti nella fase iniziale della gara, veniva scalfita, dopo un primo tempo in cui i padroni di casa avrebbero potuto meritare il vantaggio, ma imprecisione massima del reparto offensivo, all’inizio della ripresa, quando, il murgiano Perez, trovava lo spiraglio giusto per piazzare la rete dell’ 1 a 0. I padroni di casa, ripartendo da zero cominciavano a mettere pressione sulla difesa ospite, ma l’attenta guardia della difesa gialloblu, non consentiva a Lattanzio e compagni di poter realizzare, almeno, la rete del pareggio e comunque, al termine dell’incontro, le notizie provenienti da Sorrento (sconfitta all’inglese del Casarano), riportavano il buon umore, associato allo stop subito dal Nardò, prossimo avversario dei nero verdi e quasi totalmente fuori dalla lotta play off.

Sorrento, per il Casarano, da sempre è stato un campo ostico e questo, Feola, ritornato in panchina con i salentini lo sapeva, ma era convinto per una prova di riscatto della formazione rosso celeste, intenta a sperare almeno nell’aggancio alla quinta ed ultima piazza play off. Il primo tempo dava l’impressione che gli ospiti potessero controllare il match e possibilmente passare in vantaggio, ma lo 0 a 0 certificava lo stato di salute malfermo della compagine leccese. Nela ripresa, quando il tempo scorreva inesorabilmente per il classico brodino del punto, dopo il ventesimo, a seguito di calcio d’angolo, l’ex rossoblù ionico, Mezavilla di testa spediva la palla in rete. Il colpo subito dalla formazione di Feola era abbastanza consistente, tanto che su una apertura per l’accorrente Liccardi, il centravanti locale, trafiggeva per la seconda volta il portiere ospite e fissava sul 2 a 0 il risultato che sarebbe stato quello finale. Erano probabilmente svanite le ultime chances di play off per la formazione del patron Filograna e, con essa, potevano evaporavano le eventuali possibilità di ambire al ripescaggio, considerando un calendario drammatico, quasi proibitivo degli ultimi 180 minuti (Brindisi in casa e Puteolana fuori, club invischiati nella possibile retrocessione diretta).

Il Cerignola, dal canto suo, aveva la possibilità affrontando il Fasano tar le mura amiche di potersi ancora inserire nelle lontana, ma possibile, lotta alla quinta piazza, pur con punti da conquistare fondamentalmente in casa ed in effetti la formazione ofantina, affrontando gli adriatici di Costantini, avevano delle difficoltà nella prima frazione di gara, a schiodare il bunker ospite. Proprio nel primo minuto di recupero, Loiodice trovava la giocata che portava la palla nella rete ospite e, all’intervallo l’1 a 0 era confezionato. Nella ripresa, la disperazione degli ospiti, alla ricerca di un punto, quasi fosse una goccia d’acqua per gli assetati, costringeva gli adriatici a scoprirsi e i padroni di casa erano letali nel colpirli in un quarto d’ora, dal trentesimo alla fine del tempo regolamentare con le reti letali di Malcore, Russo, per il tris. e Loiodice. Ora per il Cerignola l’attesa per la proibitiva trasferta in casa della capolista Taranto, mentre il Fasano costretto a fare punti, nel match casalingo contro il Picerno, due situazioni analoghe, ma nel contempo, improntate alla lotta al raggiungimento dei possibili obbiettivi, se ancora raggiungibili.

La lotta alla salvezza era caratterizzata da tre match fondamentali, uno, il classico spareggio, l’altro una gara in cui i padroni di casa dovevano fare il proprio.

A Pozzuoli, la formazione di Cazzarò aveva la ghiotta occasione per conquistare l’intera posta per allontanarsi in maniera decisa dalla penultima posizione, mentre i padroni di casa, ormai alle ultime occasioni per rientrare in lotta per evitare l’umiliazione del ritorno in Eccellenza. La gara era praticamente bloccata, perché il timore di non poter portare punti, alla fine prevaleva e, mentre per i flegrei il punto poteva essere anche gradito, il Brindisi sciupava il primo match ball per scavalcare chi lo precedeva, ma adesso il calendario dei bianco azzurri è molto complicato e difficile, come lo è peraltro per i campani, ma le occasioni avute sono state veramente tante e non raccolte in pieno.

Il Portici, infatti, sfruttava l’occasione e per scrollarsi la penultima piazza affrontando un Altamura, ormai con la testa alle vacanze, in considerazione di non aver null’altro a pretendere dal campionato e le vicende societarie che stanno facendo da contorno ai risultati dell’ultimo periodo. I partenopei, infatti, impiegavano solo un quarto d’ora per sbloccare la gara grazie al rigore realizzato da Prisco. Il goal galvanizzava la squadra locale e faceva mantenere bassa l’attenzione degli ospiti, ed infatti, a tre minuti dalla fine del primo tempo, Maione, da rapace d’area di rigore, siglava il 2 a 0 e, di fatto, chiudeva la partita. Nella ripresa, inizialmente gli ospiti cercavano la reazione attesa soprattutto per siglare il punto che avrebbe riaperto la contesa, ma i partenopei era molto concentrati ed attenti per evitare distrazioni pericolose e dopo dieci minuti, il raddoppio di Prisco ed il tris confezionato segnava la resa degli ospiti che, pur tentando di segnare il goal della bandiera, non riuscivano a recuperare ed il punteggio finale consentiva ai porticesi di lasciarsi, alle spalle, l’Aversa ed il Brindisi, ora intenti ad evitare la penultima piazza.

Questa risultava una domenica, da un lato interlocutoria, ma alcuni risultati determinavano nuovi equilibri, speranze, drammi, ma i 180 minuti restanti saranno palpitanti e vietati ai deboli di cuori, ma questo sarò un altro capitolo di questo libro, scritto nel campionato più anomalo, in assoluto, nella storia della quarta serie.

Fabrizio Di Leo

Tags: Serie D/H
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