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Taranto-Molfetta 3-1, la fotogallery

Serie D/H, il Taranto rifila il tris al Molfetta. Il Casarano lo imita a Bitonto

Cade il Brindisi a tempo ormai abbondantemente scaduto a Portici. Vince di misura il Sorrento contro il Gravina

Nei quattro recuperi disputati, su i cinque previsti (Lavello – Altamura è stato oggetto del Covid -19), ci sono state tre vittorie interne ed una esterna, molto importante per questo scorcio di campionato.

Allo Iacovone, il match tra la capolista Taranto e l’ascendente Molfetta, verso i piani alti della classifica, nascondeva delle sicure insidie per gli ionici, al cospetto della formazione ospite che, con atteggiamento sbarazzino, fino al match in riva allo Ionio, aveva collezionato quattro vittorie e solo due sconfitte. Laterza cambiava gli uomini, pur lasciando invariato il modulo adottato, si affidava, con la confermatissima linea difensiva a quattro, con Boccia, Guastamacchia, Giammarco Rizzo e Ferrara, davanti l’asse Marsili – Tissone, sulle fasce, a destra Nicolas Rizzo (in sostituzione dell’infortunato Guaita) e a sinistra Versienti, con Falcone, quale trequartista, e Santarpia, terminale offensivo, al posto di Diaz, ad inizialmente, in panchina. L’arbitro, il sig. Mucera di Palermo, teneva in pugno la gara e i cartellini gialli, sventolati, iniziavano ad essere decisivi nell’economia della partita. Tante ammonizioni, giuste, soprattutto massima attenzione affinché la gara rimanesse nei limiti del regolamento. Taranto intraprendente e al 14°, prima svolta della gara. Infortunio a Santarpia e l’under Serafino, al suo posto, come unico terminale offensivo rossoblù. Ionici sempre pericolosi in avanti e, al 24°, altra svolta, questa molto decisiva nell’economia del match. Un’ azione insistita, culminata con un fallo su Ferrara, lanciato a rete, che l’arbitro siciliano la valutava da ammonizione, comportava, quale secondo giallo, l’espulsione di Rafetraniaina, ed i molfettesi iniziavano ad andare in difficoltà. Il neo entrato Serafino era bravo, al 28°, dopo un batti e ribatti in area ospite, a risolvere la mischia con un tap – in vincente, segnando la sua prima rete stagionale e portare in vantaggio i rossoblù. La rete comportava la conseguenziale espulsione dell’allenatore in seconda, ospite, Traversa, per proteste nei confronti della direzione arbitrale e chiaramente, Bartoli, cambiava qualcosa con la sostituzione di Caprioli con Triggiani, ma il punteggio, con un Taranto messo bene e sfortunato in qualche altra occasione, rimaneva invariato tanto da andare, all’intervallo, avanti con il minimo distacco. Nella ripresa, la squadra rossoblù era arrembante, approfittando della superiorità numerica, con Serafino che mancava d’un soffio, di testa il raddoppio, poi, al 14°, rigore per il Taranto. Di Bari atterrava uno stratosferico Nicolas Rizzo e dal dischetto, Tato Diaz, con una finta piazzava in rete la palla del 2 a 0. Sembrava che il match fosse finito e, complice un leggero calo di tensione, dopo la classica girandola di sostituzioni, al 20°, inaspettatamente gli ospiti riaprivano l’incontro. Punizione a favore del Molfetta di cui si incaricava dell’esecuzione Strambelli che, di prima scoccava un tiro infido, nella parabola che vedeva la palla insaccarsi alla destra di Cziekowski, beffandolo, con la rete, gonfiata. Gli ionici non demordevano, tanto che Laterza, come al solito, manteneva le redini dell’incontro, nonostante alcuni cartellini gialli impedissero che il gioco maschio degenerasse e, al 35° due sostituzioni in casa ionica, con Diaby e Matute, al posto di Serafino e Tissone (ammonito in precedenza). Tre minuti dopo, una nuova azione travolgente di Nicolas Rizzo, veniva interrotta dal molfettese Fucci che comportava l’assegnazione di un nuovo calcio di rigore. Corvino si incaricava di batterlo ed il portiere Rollo era battuto dall’ex Fasano. L’esultanza di Corvino, dopo otto mesi tra infortunio, degenza e ripresa, per il suo primo goal in rossoblù, comportava l’ammonizione per essersi sfilata la maglia, ma era un provvedimento arbitrale accolto come liberazione dopo tanto tempo di sofferenza. Finivano qui le emozioni, anche se c’era il tempo per un possibile poker sfiorato da Nicolas Rizzo, ma al termine la soddisfazione era tanta, pur nella consapevolezza che le notizie giungenti da Bitonto, indicavano la vittoria del Casarano (larga per 3 a 1), come l’inizio ufficiale del possibile duello tra le due migliori del girone H.

A Bitonto, infatti, i salentini di Orlandi, dopo il match di Taranto, giungevano all’appuntamento con la squadra di Loseto, convinti che il successo fosse l’unico risultato possibile per continuare il braccio di ferro con la formazione di Laterza e il match si svolgeva, nel primo tempo, con un’ampia fase di studio che non comportava grandi emozione e, all’intervallo. il classico 0 a 0 era il giusto risultato. All’inizio del secondo tempo, dopo due minuti scarsi, il Casarano trovava il vantaggio, con un euro goal di Mincica che da fuori area, ricevuta una palla da Bruno, piazzava un tiro, da oltre venti metri, di destro, spedendo la sfera nell’angolino, alla destra del portiere Zinfollino, incolpevole nell’occasione. Il Casarano, sbloccato il punteggio, tentava il raddoppio, mentre il Bitonto, dopo un primo momento di disorientamento cercava di riequilibrare la partita e si arrivava al 25°, quando Rodriguez prendeva il posto di Favetta e gli bastavano due minuti per porre la propria firma nel match. Mincica, nella sua metà campo, recuperava una palla che spezzava un’azione offensiva tentata dai bitontini e lanciava sulla fascia sinistra il cubano che, ricevuta la sfera, entrava in area e, nonostante fosse circondato da ben quattro bitontini, di destro, in prossimità del dischetto di rigore, sferrava un tiro che faceva entrare in rete, la palla con il portiere Zinfollino, seduto perché ingannato dalla finta dell’attaccante salentino. Sullo 0 a 2, al 28°, nettissimo fallo di mano in area salentina e rigore per il Bitonto. Sulla battuta andava Lattanzio, il portiere Pitarresi intercettava con un piede e Tedesco era il più veloce ad anticipare tutti e piazzare la palla in rete. Gara riaperta, ma i salentini non si facevano più superare, anzi, nel recupero, un contropiede innescato da Rodriguez lanciava Argento che, in area, trafiggeva il portiere Zinfollino per il 3 a 1 con cui si concludeva il match, tra la grande amarezza dei bitontini e la soddisfazione, non tanto celata dei casaranesi per esseri passati, d’imperio, sul campo della formazione di Loseto.

Nei due match, incrocio Campania e Puglia, le due formazioni pugliesi subivano uno stop, abbastanza preoccupante per il corso del campionato, in quanto il Portici ed il Sorrento, battendo di misura Brindisi e Gravina, creavano non pochi grattacapi alle due formazioni pugliesi.

A Portici, la formazione locale, orfana di Panico (esonerato lunedì scorso dopo l’ennesima sconfitta rimediata), affrontava il Brindisi di De Luca, impegnata nello lotta per uscire dalla paludosa zona play out. La gara vedeva nel, primo tempo le due squadre molto attente a non scoprirsi in difesa ed attendere il momento opportuno per colpire. I padroni di casa, con la soluzione tecnica all’interno del club, erano, come ovvio, votati ad un gioco più offensivo rispetto ai brindisini, più cauti, all’insegna del motto prima non prenderle ed attendere qualche opportunità per sbloccare il match. Il primo tempo sembrava stesse scivolando verso, il naturale, nulla di fatto, quando al 40° Prisco si involava sula fascia destra e prima di arrivare al limite dell’area, crossava verso la stessa dove De Luca, anticipando i difensori, superava il portiere biancoazzurro e siglava l’1 a 0. Con questa rete i partenopei andavano, in vantaggio, all’intervallo, con gli evanescenti avversari che non erano riusciti ad impegnare, con una certa difficoltà, la retroguardia napoletana. Nella ripresa, i brindisini, intimoriti dallo svantaggio maturato con la marcatura partenopea, si spingevano in avanti, tentando di spostare il baricentro del loro gioco e, al 17°, era Panebianco, a seguito di corner battuto da un suo compagno, ad anticipare di testa la retroguardia locale e realizzare il pareggio. A questo punto, visto il momento topico del match per i padroni di casa, gli ospiti tentavano il raddoppio, ma il Portici non perdeva la testa e i ragazzi partenopei (orfani del loro tecnico, Panico, esonerato lunedì scorso e al momento guidati da un traghettatore interno la club) cercavano di riportarsi in vantaggio, mentre i bianco azzurri di mister De Luca tentavano, coprendosi in fase difensiva, di mantenere il gioco sotto controllo, sperando in qualche occasione che si sarebbe eventualmente presentata, soprattutto badare che, nella peggiore delle ipotesi, il risultato rimanesse quello del pareggio. L’inerzia del match scivolava via, fino ai primi minuto del tempo di recupero, quando una punizione battuta direttamente verso la porta ospite da Nappo, veniva deviata sulla traversa e Prisco era il primo, di testa, a ribattere in rete. Era il goal della vittoria, arrivata dopo cinque mesi, ma importante per schiodarsi dall’ultimo posto (ora lasciato alla Puteolana) ed intravedere un orizzonte meno cupo, visto finora. Il Brindisi, poco incisivo in avanti, con molti suoi uomini in fase grigia, incassava una dolorosa sconfitta che la faceva scivolare, più giù, sempre impelagato nella zona play out, molto impervia ed infida.

A Sorrento, invece, era di scena il Gravina di Gaburro, alle prese con un altro jolly da spendere, mentre i padroni di casa, con l’odierno match esaurivano i recuperi da disputare. Entrambe vogliose di fare punti per motivazioni differenti. I costieri per entrare nella zona tranquilla della classifica, mentre i murgiani per cercare di uscire dalla zona retrocessione diretta e transitare in quella play out. Gara da canovaccio solito, con i costieri proiettati in avanti e gli ospiti a pungere, soprattutto nel primo tempo, ma l’imprecisione e la tensione nervosa, per un incrocio stagionale importante, condizionava le giocate di entrambe le formazioni. L’inerzia del match rimaneva in questi ambiti e si andava, all’intervallo, sul logico risultato di 0 a 0. Nella ripresa il Sorrento risultava più deciso a fare sua l’intera posta ed il pressing, oltre ad alcune limpide occasioni da rete, vedeva due goal annullati per chiaro fuorigioco, portava l’azione che sbloccava l’incontro. Da corner battuto alla sinistra del portiere gravinese, Mezavilla, incornava di precisione nell’angolino, alla destra dell’estremo difensore murgiano, portando sull’ 1 a 0 il match. Quindi i costieri del tecnico La Scala avevano anche la possibilità di raddoppiare quando l’arbitro decretava un calcio di rigore per un netto atterramento di un difensore ospite su un attaccante rossonero. Dal dischetto, Cacace si vedeva ben parato il penalty da Pagratis, abile a salvare la sua rete dalla possibile seconda capitolazione. Nel finale, monologo rossonero che, pur vincendo, vedeva il risultato, si stretto per quanto espresso, ma buono per allontanarsi, decisamente, dalla zona play out, mentre la situazione del Gravina, con questa sconfitta, diventava sempre più complicata e, adesso, sarà una necessaria inversione di tendenza per evitare scenari da toni sportivi drammatici.

Un mercoledì, quindi, all’insegna del duello Taranto – Casarano, ma anche, in ottica salvezza, duro e complicato per Brindisi e Gravina, ora, i primi risucchiati in zona play out (ai limiti), in piena zona retrocessione diretta, i secondi. Questa nefasta ipotesi, si sta materializzando per la formazione diretta da Gaburro che, se vorrà evitare gli inferi dell’Eccellenza, nei successivi impegni di campionato e nei recuperi ancora residui, dovrà cominciare a guadagnare punti, possibilmente con le vittorie.

Fabrizio Di Leo

Tags: Serie D/H
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