Il 20° turno, alla vigilia, poteva considerarsi interlocutorio, per la storia di questo campionato.
Durante la settimana, ancora una volta il Covid – 19, era stato il protagonista, in quanto causa dei rinvii delle gare di Gravina – Aversa (per i murgiani, quinto match rinviato) e Altamura – Picerno (una gara, alla vigilia attesa soprattutto dai lucani, nel post Ginestra, esonerato dai vertici del club melandrino), pertanto le attenzioni erano, inevitabilmente, spostate all’incontro in cui era impegnata la capolista Casarano.
Al Vito Curlo, i ragazzi di Costantini, attendevano la formazione di Feola, per un testa coda che, per i padroni di casa, non avendo nulla da perdere, rivestiva un’importanza capitale. Gli ospiti, forti delle cifra tecnica, qualitativa e d’esperienza erano convinti che, alla lunga, avrebbero potuto portare a casa l’intera posta, pur consapevoli di un pomeriggio, niente affatto agevole. Dopo un’inizio deciso di entrambe le formazioni, al 29′, improvvisamente il Casarano passava. Assist di Mincica per Rodriguez che, di sinistro, batteva il portiere del Fasano, nell’occasione, non proprio impeccabile. Il Fasano non ci stava, ma i casaranesi controllavano le sfuriate dei padroni di casa ed andavano al riposo sull’1 a 0. Nella ripresa, dopo un quarto d’ora intenso trascorso tra le due formazioni, con il portiere locale, autore di alcuni svarioni, rischiosi. Al 17′, il neo entrato Lopez, al posto dello spento Dambros, trovava il guizzo vincente. Dalla fascia sinistra faceva partire un cross con una parabola micidiale che beffava il portiere ospite e siglava l’1 a 1. Il Fasano, galvanizzato dal pareggio ottenuto, tentava il tutto per tutto e riusciva nell’intento, mentre il Casarano cercava di tornare avanti. Al 29′ un passaggio illuminante di Gentile dava modo a Mellillo di saltare un difensore e scoccava un tiro che superava il portiere Pitarresi. Era il 2 a 1 per gli adriatici e Feola correva ai ripari ed inseriva Figliomeni, per una maggiore spinta offensiva. Infatti al 38′, Pagliai, da fuori area sferrava una bordata che colpiva il palo e sulla respinta, proprio Figliomeni si avventava e realizzava il goal del 2 a 2. Finiva così, per un pareggio che non accontentava nessuno, ma anzi dava fiato ai diretti concorrenti delle due formazioni, a loro ridosso, lasciando ancora incerto l’esito di questa parte della stagione.
Al Giovanni Paolo II, di Nardò, si affrontavano i neretini di Danucci e i bianco azzurri di De Luca, in un incontro importante per le due formazioni, abbastanza delicato proprio per gli ospiti, in un momento di scarsa forma ed avaro di risultati. I locali, forti del loro trend casalingo, partivano forti, al cospetto di un Brindisi che cercava di contenere la forza d’urto dell’attacco granata, riuscendovi, nel primo tempo, a tenere inviolata la propria porta. Nella ripresa, i padroni di casa riuscivano a sfondare, grazie a Rimoli che ricevuta una palla, invitante, in area, batteva il portiere Lacirignola e siglava l’1 a 0. I ragazzi di Danucci, non paghi insistevano e quando Tornros veniva abbattuto in area da Lacirignola, era Caputo, dal dischetto, a piazzare la rete del 2 a 0. A questo punto il Nardò, innestato il turbo, si prendeva la scena e andava, nuovamente in rete, con Potenza che da posizione decentrata, dalla fascia destra, faceva partire una bordata che non lasciava scampo al portiere brindisino. Sul 3 a 0, su risultato virtualmente acquisito, nel finale anche gloria a Gallo che, da mancino, piazzava la rete del 4 a 0, punteggio che portava i ragazzi di Danucci, in testa alla classifica e rimandava il Brindisi, al match di domenica prossima, al Fanuzzi, contro il Fasano, in un derby, dai toni quasi drammatici.
Ad Andria, la formazione di Panarelli ospitava il Sorrento di Fusco, in queste ultime domeniche in fase, declinante, tanto da far preoccupare i vertici del club costiero. Gli ospiti, nel primo tempo, resistevano agli attacchi dei federiciani ed infatti, nel primo tempo, il risultato era in parità, nonostante i ragazzi di Panarelli tentassero la via della rete, invano. Nella ripresa i padroni di casa, aumentavano l’intensità offensiva, ma era Cerone, l’uomo del Provvidenza andriese, a trovare la soluzione per schiodare il risultato ad occhiali. Al 20′, i locali si procuravano una punizione quasi dal limite e da quella posizione, Cerone con una bordata, infilatasi tra palo e portiere, alla sua destra, portava in vantaggio l’Andria. Come nel primo tempo, il Sorrento tentava in tutti i modi di superare la difesa locale, ma nonostante gli sforzi e l’entrata in campo di Cunzi (bravo a scheggiare il palo con una conclusione velenosa), ma nonostante alcune occasioni interessanti, erano ancora i federiciani a colpire, nel recupero, quando Monaco, entrato in area sorrentina, veniva atterrato e Prinari, dal dischetto, realizzava il 2 a 0, mettendo il sigillo sul risultato. Importante successo per i ragazzi di Panarelli, al momento secondo, alle spalle del Nardò, mentre il Sorrento, nonostante lo sforzo profuso, ancora una volta all’asciutto di punti, più che di gioco.
Il Taranto di Laterza, come nelle previsioni, ha avuto ragione di una Puteolana, intenta per tutta la gara a fare gioco, ma sulla sua strada ha trovato il portiere Cziekowski, in giornata di grazia, ma soprattutto la squadra ionica, come sempre abile a procurarsi delle occasioni da goal, sciupate per un’inezia, ad eccezione di Guaita, bravo al 25′ del primo tempo, a concludere con una bordata di sinistro che si insaccava nella rete ospite tra portiere e difensore campano. Il primo tempo, terminava sull’1 a 0 e, nella ripresa, nulla di importante da rilevare, se non l’espulsione , per doppio giallo, di Diaby che costringeva i rossoblù a sigillare la linea difensiva per evitare la capitolazione, operazione che riusciva ed alla fine, il Taranto, conquistava tre punti preziosi che lo portavano a due punti dalla coppia di seconde (Casarano ed Andria) e lo manteneva a tre punti, dalla nuova capolista, il Nardò.
Portici – Lavello era una gara da testa coda, con i partenopei intenti a raccogliere punti per allontanarsi dalla zona calda della classifica, mentre il Lavello doveva rimettersi in marcia dopo le opache prestazioni esterne che ne avevano condizionato il rendimento in classifica. Nel giorno del suo compleanno, Zeman, chiedeva ai suoi massima attenzione, applicazione degli schemi e soprattutto cinismo per l’importanza che questo match dettava. Dopo un inizio in cui le due squadre cercavano di superarsi, approfittando anche di qualche distrazione difensiva, nel momento in cui il match sembrava in una fase di stanca, al 33′, arrivava l’episodio del match, quando su cross di Mercuri, il campano Arpino toccava di mano, tanto da costringere l’arbitro a fischiare il penalty e conseguente cartellino giallo al giocatore partenopeo. Liurni, dal dischetto, infilava la palla dell’ 1 a 0, goal che non veniva più recuperato, nonostante il Portici tentasse in ogni modo di raggiungere il goal del pareggio. Finiva così con i locali, ancora più invischiati nella lotta per i play out, mentre i lucani rimanevano agganciati al treno di vertice, in attesa dei tanti scontri diretti da affrontare.
Al Poli di Molfetta si incontravano la formazione bianco rossa di Bartoli e i nero verdi di Loseto, quest’ultimi reduci dalla vittoria, nell’infrasettimanale con il Taranto. Loseto doveva fare a meno di Palazzo, Biason, Colella e Petta, oltre agli infortunati di lungo corso; i padroni di casa, sulla scia dell’entusiasmante, nonché vietata ai deboli di cuori, vittoria di Francavilla, cercavano di riproporsi per scalare ulteriormente posizioni in classifica. La gara era molto sentita dai due entourage, in pratica risultava un derby pazzesco nel suo svolgimento, con continui ribaltoni, nel risultato che alla fine accontentava, ma scontentava entrambi i team in quanto, nel momento del vantaggio, non riuscivano a mantenerlo ed alla fine i sei goal erano gli eventi più importanti e degni di essere raccontati. Ospiti che iniziavano a sprone battuto, ma il Molfetta era proteso a mantenere l’imbattibilità interna ed essere pungenti quando possibile. L’ultimo arrivato in casa Bitonto, Gianmarco Tedesco, era colui che tentava di mettersi in risalto e, in effetti, prima del riposo, su idea di Montinaro realizzava una rete, inventando una parabola, con un tiro di sinistro, quasi impossibile, che beffava il portiere locale e portava il Bitonto in vantaggio. Nella ripresa, la gara riprendeva, come si era chiusa, con il Bitonto in avanti, tanto da andare ancora in rete. Esposito lavorava una palla e la cedeva a Montinaro che la crossava in area molfettese dove, il ben appostato Lattanzio, di testa, incornava e spediva la sfera, in rete, per il 2 a 0. Gara finita? Non per i molfettesi e Bartoli cercava, con delle sostituzioni, di ridisegnare la formazione e tali innesti, portavano la sua squadra a dimezzare lo svantaggio. Era Lacarra che ricevuta la palla, da un cross proveniente dalla fascia sinistra, la girava, di prepotenza, e di destro la piazzava nell’angolo sinistro, nella porta bitontina. L’ 1 a 2, galvanizzava i padroni di casa che, con gioco offensivo accentuato, nonostante il rischio di vedersi trafitti ancora una volta dagli ospiti, riuscivano ad ottenere il pareggio. Un caparbio Strambelli entrava in area e veniva atterrato. Si incaricava dell’esecuzione del rigore che, realizzato, portava il risultato sul 2 a 2. Il Bitonto, con Lattanzio cercava il guizzo vincente, ma erano ancora i molfettesi a completare l’opera con il sorpasso, giusto, per la mole di gioco sfornato, quando a cinque minuti dal termine. Un calcio di punizione, piazzato, di uno degli ultimi arrivati, Caprioli, da oltre trenta metri, veniva corretto in area dalla testa di Acosta che trafiggeva il portiere bitontino, per il meritato sorpasso ed il 3 a 2 che, in quel momento avrebbe potuto e dovuto tagliare le gambe a qualunque avversario. Invece il Bitonto ci credeva e, nel 6° minuto di recupero, quando Triarico giocava una palla fuori dell’area molfettese, quindi la rimetteva in area dove, Tedesco (alla sua prima doppietta personale, in maglia bitontina), di testa, trafiggeva il portiere locale e stabiliva il 3 a 3 finale, in un incontro, a dir poco spettacolare e che doveva vedere la divisone dei punti tra le due formazioni che, decisamente, dovevano accontentarsi della divisione dei punti.
La gara Francavilla – Cerignola, tra due squadre impegnate nella lotta alla sopravvivenza e alla permanenza in serie D, disputata sul neutro di Castelluccio Inferiore (Potenza), rappresentava per i lucani di Lazic, un ulteriore campanello per il risveglio del torpore che aveva avvolto la squadra rossoblù, capace nelle ultime settimane di collezionare due pareggi (uno casalingo con il Fasano ed uno in trasferta con il Portici) e ben quattro sconfitte che stavano facendo scivolare i sinnici, nella pericolosa zona play out. Gli ospiti, senza infamia e senza lode, sono nella pancia della graduatoria e si stanno avvicinando alla fatidica quota permanenza (prevista attorno ai 40 punti), per confermare programmi, messi in cantiere la scorsa estate. Dopo le prima fasi di studio, al 23′, prima svolta del match. Marian Galdean, ex rossoblù ionico, su una ripartenza (in realtà lasciato solo), magistralmente superava il portiere Chironi, realizzando la rete del vantaggio che sembrava rappresentasse lo squillo della riscossa dei ragazzi di Lazic. La gioia del vantaggio e l’euforia per aver realizzato una rete importante durava solo sei minuti, perché al 29′, dopo una traversa di Achik, a seguito di un assolo del cerignolano, gli ofantini si procuravano una punizione. Pennellata di Achik e colpo di testa per Esposito che portava in pareggio gli ospiti. L’inerzia dell’incontro sembrava si ribaltasse a favore dei cerignolani, mentre i locali, peraltro in inferiorità numerica per l’espulsione di un giocatore, resistevano ed infatti i giallo blu di Pazienza si procuravano qualche occasione per passare in vantaggio. Nella ripresa, gli uomini di Lazic erano protesi nella metà campo ospite per tentare di trovare, subito, il vantaggio e, al 52′, Nolè, l’ever green dei potentini, era bravo a trafiggere il portiere ofantino. Sul 2 a 1, i ragazzi di Pazienza tentavano l’attesa reazione che si concretizzava al 59′ con De Cristofaro che pareggiava i conti. Gara finita? No, per entrambe, ma gli ospiti erano pazienti ad attendere la zampata giusta che arrivava al 75′. Achik, si incaricava di battere una punizione centrale, dai venti metri, e l’ofantino, la batteva con tale precisione che colpiva la traversa sul lato interno, quindi la palla batteva all’interno della porta, ma era l’assistente di linea a correre a centrocampo per indicare all’arbitro il superamento della palla, rispetto alla linea di porta. Questo episodio, di fatto, chiudeva l’incontro con il Francavilla, svuotato di energie fisiche e nervose, anche per l’inferiorità numerica e consegnava al Cerignola, tre punti preziosi che l’allontanava decisamente dalla zona calda ed incandescente dei play out. Lazic, ancora una volta, sulla graticola, l’ambiente sportivo sinnico, stufo di insuccessi, silenzio assordante della società, ma esistente il rischio di essere accantonato dal presidente Cupparo, per tentare la svolta decisiva ad un periodo evolutivo, che altrimenti potrebbe portare a gravi conseguenze al termine di questa stagione.
Giornata, nel complesso, favorevole alle formazioni concorrenti del Casarano, tutte a punti e che ne hanno guadagnato almeno due, come Nardò, Andria, Lavello Taranto, mentre il Bitonto si allontana da queste squadre e rimane con distacco invariato dai salentini di Feola, mentre scivola nelle retrovie il Sorrento. Nella parte medio bassa, continua il periodo nero di Francavilla e Brindisi, contrariamente a Fasano, Cerignola e Molfetta che stanno cercando la continuità dei risultati che le stanno portando nella pancia della classifica, mentre nelle ultime posizioni, al netto del Gravina, a cinque gare da recuperare, solitaria rimane, in coda, la Puteolana, nonostante qualche importante colpo esterno (Bitonto), ma evidentemente, non sufficiente, visto il cammino veloce intrapreso da alcune ex pericolanti.
Fabrizio Di Leo














