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Lavello-Bitonto 2-1, la fotogallery

Serie D/H, Liurni-Longo ed il Lavello liquida la pratica Bitonto

Finisce in parità con due reti per parte il match rinviato per neve tra Francavilla e Picerno

La 22^ giornata della serie D girone H era incentrata sul big match Taranto Casarano, ma già alla vigilia, le gare tra Team Altamura – Puteolana e Nardò -Aversa erano rinviate per emergenza Covid – 19 e, come corollario del prima domenica di primavera (da calendario) nella mattinata, causa neve ed impraticabilità di campo, era rinviato l’atteso derby tra Francavilla e Picerno, da recuperare nella giornata di lunedì 22 marzo sempre alle 14.30.

Allo Iacovone si incontravano le due massime espressioni del girone H, per la disputa del secondo tempo (il primo andato in onda nello scorso mese di novembre) quando al Capozza i padroni di casa giunsero al pareggio, per merito di Favetta, nell’abbondante tempo di recupero. Taranto e Casarano si sono annullate, anche se nel computo delle azioni pericolose, gli ionici hanno avuto la prevalenza e soprattutto hanno sciorinato un gioco che, nell’arco dell’incontro, li ha fatto preferire. Due sono state le occasioni che potevano essere la svolta della gara. Nel primo tempo, un perfetto cross dalla fascia destra, non veniva raccolto, con convinzione, da Diaz, tale da veder sfilare la sfera che andava in fallo laterale, dal lato opposto. Nella ripresa, una staffilata di Tissone, all’altezza del dischetto del rigore, veniva parato, d’istinto dal portiere Pitarresi, mentre il polacco Cziekowski, non subiva pericoli particolari, ben assistito dalla retroguardia ionica la quale vedeva il rientro di Guastamacchia e Boccia, al posto degli ottimi Silvestri Shehu. La girandola delle sostituzioni non alterava il cliché dell’incontro e, alla fine, il pareggio poteva essere il risultato giusto della partita, ma leggero rammarico rimaneva per quell’occasione di Tissone che probabilmente avrebbe potuto cambiare la storia del match.

Il Lavello, attento osservatore del match di Taranto, ospitava sul campo neutro di Venosa, il Bitonto di Valeriano Loseto, in un incontro abbastanza arduo, visto la costante risalita dei nero verdi pugliesi, giunti in Lucania, in piena emergenza viste le assenze con cui fare i conti, per tornare a casa almeno con un risultato positivo. Bastavano otto minuti, per il Lavello, per imprimere la prima svolta alla gara quando Liurni imperversava sulla corsia di destra, crossava rasoterra e Longo insaccava fulmineo. Tre giri di lancette ed era pareggio: capolavoro di Montinaro, su punizione dai venti metri, e sfera all’incrocio. Al 26′, su palla scodellata da destra, uscita spregiudicata di Zinfollino. Nel restante primo tempo erano i lucani a fare il match e diverse erano le incursioni, con qualche occasione che non veniva concretizzata per un non nulla e le squadre andavano, al riposo, sull’1 a 1. Nella ripresa, al quarto d’ora, altro capolavoro del match: sinistro mortifero di Liurni ed era 2-1. Nonostante la reazione ospite, il match rimaneva ancorato sul risultato che premiava i ragazzi di Zeman, altamente soddisfatti per un incontro che permetteva di recuperare due punti sul Taranto e Casarano e consentiva loro di rimanere ancorati al treno di testa.

Ad Andria, i ragazzi di Panarelli erano impegnati in un match molto delicato per gli ospiti adriatici di De Luca che non potevano permettersi passi falsi. I federiciani, d’altronde, cercavano, in tutte le maniere, di poter passare in vantaggio, ma le chiusure della formazione brindisina, impediva a Cerone e compagni di poter sbloccare il risultato che, alla fine, lasciava l’amaro in bocca ai padroni di casa, ma era, assolutamente, gradito dagli ospiti adriatici, intenti ad aggiungere un ulteriore mattoncino per la permanenza in quarta serie.

Il Molfetta di Bartoli, ospitava il Sorrento, alla ricerca di punti utili a distanziare la temibile zona play out, mentre i padroni di casa avevano l’occasione per continuare la striscia positiva che li aveva già portati a ridosso della zona play off. La gara iniziava con una fase di studio, dove il Molfetta faceva la partita ed il Sorrento, a cui non dispiaceva, colpendo in contropiede, tentare il blitz, nella peggiore delle ipotesi, portare a casa un punto che non sarebbe stato da rifiutare. I costieri, infatti, da una ripartenza, classica, al 21° rompevano l’inerzia della gara. Era Fusco che ribatteva in rete una palla vagante, dopo un’azione d’angolo. Sullo 0 a 1, i biancorossi di casa, si ributtavano in avanti, alla ricerca del pareggio, ma gli ospiti erano caparbi nel resistere, soprattutto nella fase difensiva, ma dopo due minuti dalla rete subita, i padroni di casa trovavano le rete del pareggio, grazie a Strambelli che realizzava il rigore, per un fallo commesso da Varriale ai danni di un attaccante locale. I costieri a questo punto serravano le file difensive e limitavano al massimo le scorribande del Molfetta, tanto che all’intervallo, il risultato di pareggio, poteva considerarsi giusto, per le occasioni avute da entrambe le formazioni, anche se, per il gioco espresso i ragazzi di Bartoli, avrebbero potuto meritare qualcosa in più. Nella ripresa, il trend era quello del primo tempo e, quando l’incontro sembrava essersi incanalato sull’1 a 1, ecco che all’80° si aveva la svolta decisiva. Diallo fuggiva sulla sinistra, su assist di Strambelli, e trafiggeva il portiere ospite, sul primo palo. Il 2 a 1 rappresentava per i bianconeri campani la mazzata decisiva e non riuscivano più a tentare una sortita per il recupero del match che si chiudeva, nei minuti finali ed il recupero extra, con la vittoria del Molfetta, ora a sei punti dalla capolista Taranto, quattro dalla coppia Casarano – Lavello, due dall’Andria, uno dal Nardò e, soprattutto, alla pari del Picerno, per un gratificante, al momento settimo posto, niente male per una matricola proveniente dall’Eccellenza.

Al Vito Curlo di Fasano, il match tra la squadra di Costantini e quella del Gravina, di mister Gaburro, importante per i primi e della sopravvivenza per gli ospiti murgiani, si sviluppava in netto equilibrio, tanto che le emozioni erano centellinate, la prima potenziale occasione, di marca biancazzurra, arrivava al 10’ pt, con un tiro da fuori area di Bernardini, ben bloccato da Pakgratis. Al 27’pt, ancora pericoloso il Fasano con un tiro a giro di Amoruso che costringeva il portiere murgiano alla respinta, ma non c’era nessun biancazzurro lesto a sfruttare la ribattuta. Il primo, ed unico squillo del Gravina, nel primo tempo, arrivava al 29’pt, con Cappiello, che si presentava davanti a Suma, ma il portierino fasanese era pronto a respingere con i piedi. Nella ripresa, a sugellare la parità tra le due compagini, vi erano un’occasione per parte: al 18’st, Dellino si ritrovava a calciare, a botta sicura, un tiro al centro dell’area di rigore (il classico “rigore in movimento”), ma Pagkratis era miracoloso. Sul capovolgimento di fronte, al minuto 22’st, capitan Chiaradia superava Tomas Lopez sulla sinistra e faceva partire un cross basso che veniva deviato da De Miranda, quasi nella propria porta, ma il difensore argentino era provvidenziale nel suo doppio intervento ed evitava l’autogol. L’ultima emozione del match era di marca murgiana ed arrivava al 44’ st: punizione di De Gol, dalla lunga distanza e palla che finiva non molto alta sopra la traversa. Non accadeva nient’altro, se non la divisione dei punti che accontentava più gli ospiti che gli adriatici di Costantini che, comunque, raccoglievano un punto utile alla lenta scalata verso posizioni più tranquille, contrariamente al Gravina che dovrà sempre recuperare quattro match per uscire dalla zona play out e permanere nella pancia della classifica.

Al San Ciro di Portici, la squadra di Panico, impegnata nella corsa alla zona play out, affrontava un Cerignola, quasi tranquillo che si apprestava a raggiungere la matematica quota per la permanenza in quarta serie, ovviamente con uno sguardo al risultato della partita in terra partenopea. Il solito Portici attendista e speranzoso in qualche ripartenza di impensierire la difesa ofantina, cozzava con la retroguardia ospite e risultava, l’attacco dei padroni di casa, abbastanza sterile, ma anche privo di fantasia ed idee che avrebbero potuto mettere in ansia la formazione pugliese. Infatti, dopo un inizio con la classica fase di studio, gli ofantini, prima della mezz’ora, usufruivano con Achik, di un corner e De Cristofaro, in area, era bravo ad anticipare tutti e di testa a battere il portiere locale. All’intervallo si era sull’1 a 0 per i pugliesi e, nella ripresa, i ragazzi di Pazienza dilagavano, al cospetto di un Portici, disorientato dalla veemenza ospite per raddoppiare. Pronti via e Achik, sempre da corner crossava nell’area e Silletti, anticipando tutti, realizzava il 2 a 0 per il Cerignola. Il Portici ormai inerme, capitolava, poco prima della mezz’ora, quando Malcore, partendo dalla sua area, superata la metà campo, decideva di entrare in area dei partenopei, invitava il portiere ospite ad uscire e lo batteva per il 3 a 0. Quando sembrava che la gara fosse finita, i cerignolani, arrotondavano la vittoria con la rete, ancora di De Cristofaro, che, a seguito di azione insistita e ribattuta un paio di volte dai difensori della squadra di casa, trovava lo spiraglio giusto per il meritato poker. Terminava così il match, al San Ciro, con il Cerignola, altamente soddisfatto, di aver messo in cascina tre punti fondamentali, mentre tra i locali, oltre al malcontento, aleggiava lo spettro della retrocessione diretta.

Nel lunedì, a chiusura della 22^ giornata, si affrontavano al “Fittapaldi” di Francavilla in Sinni, la squadra di Lazic e il Picerno di mister Palo. Entrambe le formazioni erano a caccia di punti per centrare i rispettivi obbiettivi, la salvezza e quindi la permanenza in serie D, per i rossoblù sinnici e la rincorsa alla zona play out, con vista promozione diretta, per i melandrini del patron Curcio. La gara, inizialmente, vedeva gli ospiti proiettati in avanti ed al 13’ fallo su Togora in area, rigore per il Picerno, ma Cefariello parava su Albadoro. L’attaccante rossoblù si rifaceva, però, allo scadere del primo tempo: Togora per Pitarresi, cross perfetto e testa di Albadoro per l’uno a zero. Nella ripresa al 3’ immediato pari di Del Col, che aveva spazio per calciare a rete, di collo pieno. Dopo 12’ dal suo ingresso in campo, Emmanuele Esposito riceveva palla da Origlia, al 25’, rasoterra all’angolino dal limite ed era 2-1 del Picerno. Vantaggio che durava solo 9 minuti. Al 34’ infatti Galdean, ex rossoblù tarantino, riceveva palla in area e, al volo, batteva Giuliani. Questa rete, in realtà metteva la parola fine all’incontro, poiché entrambe le squadre si accontentavano della spartizione dei punti, con grande soddisfazione da parte dei sinnici, per aver interrotto una serie di tre sconfitte consecutive (di cui due di seguito, in casa), mentre il rammarico del Picerno era contenuto nel non essere riuscito a mantenere il vantaggio, maturato per ben due volte.

La 22^ giornata, in conclusione, risultava una giornata pro Lavello, autore di una riduzione del gap dalla vetta e dal Casarano, sempre secondo, agganciato proprio dai lucani di Karel Zeman, mentre per il resto della giornata il motto era quello ormai solito, sciorinato dalla maggior parte delle partecipanti al girone H, ovvero: “Avanti… piano!”.

Fabrizio Di Leo

Tags: Serie D/H
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