Un debutto amichevole ad alta tensione quello nel triangolare “NoiEnergia” disputata il 19 agosto 2025, tra Barletta Calcio 1922 (Serie D) e Canosa Calcio 1948 (Eccellenza Pugliese). La sfida è stata interrotta al 22’ del primo tempo per una rissa che ha coinvolto giocatori, dirigenti e tifosi, con il protagonista negativo della giornata identificato in Nicola Strambelli (Canosa).
Al 12’, Strambelli ha stretto con forza il collo di un avversario, provocando la reazione di Stefano Di Jeva (Barletta), che ha risposto con un pugno al volto. Dopo l’espulsione dei due giocatori, le panchine sono entrate sul terreno di gioco, generando ulteriore tensione. Alcuni tifosi del Barletta hanno lanciato bottigliette d’acqua e si sono arrampicati sulla recinzione, mentre un sostenitore del Canosa è riuscito a entrare in campo, prontamente bloccato da un calciatore della propria squadra. Nonostante l’arbitro invitasse le squadre a riprendere la gara, i dirigenti hanno deciso di non proseguire l’incontro, decretando la sospensione della partita.
Provvedimenti del Giudice Sportivo
Il Giudice Sportivo Territoriale ha applicato l’articolo 53 delle NOIF, infliggendo sanzioni significative:
- Squalifica fino al 15 settembre 2025 per Nicola Strambelli (Canosa) e per Stefano Di Jeva (Barletta). La squalifica di Strambelli, responsabile della condotta più violenta, è il provvedimento centrale della decisione.
- Perdita della gara a tavolino per entrambe le squadre: 0-3 a favore del Canosa e 3-0 a favore del Barletta.
- Ammende: € 150,00 al Barletta Calcio 1922 per i comportamenti dei propri sostenitori; € 100,00 al Canosa Calcio per l’ingresso di un tifoso in campo.
Un monito chiaro per il calcio dilettantistico e amatoriale
La squalifica di Strambelli, insieme alle altre penalizzazioni, manda un messaggio inequivocabile: la violenza in campo, anche nelle partite amichevoli e triangolari estive, non sarà tollerata. Il Barletta, militante in Serie D, e il Canosa, in Eccellenza, hanno visto l’amichevole trasformarsi in un episodio disciplinare con ripercussioni immediate.
L’episodio sottolinea l’importanza della disciplina e della sicurezza, anche nei tornei estivi e nei match di preparazione, dimostrando come comportamenti antisportivi possano avere conseguenze gravi sia per i giocatori che per le società coinvolte.













