ntervengo a titolo personale, con rispetto per i tifosi e la storia del Taranto Calcio, ma con la chiarezza che richiede una fase complessa.
È necessario ribadire che la politica non gestisce le squadre di calcio e non deve farlo: il suo compito è garantire serietà, rispetto dei ruoli e stabilità, non entrare nelle scelte tecniche o sportive. Ogni tentativo di trascinare l’amministrazione comunale in dinamiche che non le competono va respinto.
Negli ultimi giorni, insieme al sindaco, abbiamo avuto interlocuzioni dirette con Vito Ladisa per comprendere le motivazioni delle dimissioni e la direzione futura del club. Si tratta di una scelta organizzativa volta a rafforzare la struttura societaria, non di un abbandono. Il passaggio di consegne a Sebastiano Ladisa garantirà maggiore presenza sul territorio e vicinanza alla squadra in una fase decisiva della stagione.
Il percorso intrapreso dai Ladisa mira a una ricostruzione seria e strutturata: dopo anni di instabilità e promesse mancate, oggi gli impegni sono reali e sostenuti. Le recenti scelte sportive, compreso il cambio alla guida tecnica, rientrano nella fisiologia di una stagione difficile. Il CdA ha ribadito che nulla è perduto e che la promozione resta possibile, a condizione che tutto l’ambiente lavori con unità, equilibrio e responsabilità.
Chi critica ha diritto a farlo, ma non tutte le “ricette” proposte da esterni sono coerenti con un progetto vero. La programmazione richiede decisioni, correzioni e gestione organizzativa, per evitare personalismi e dipendenze da un solo uomo. Il riassetto della governance va letto in questa direzione.
A Taranto, troppo a lungo, serietà è stata confusa con immobilismo. Oggi si sta cambiando metodo: investire, assumersi responsabilità e costruire un progetto serio è la vera discontinuità, non le invocazioni morali o l’emergenza permanente.
La dimensione sportiva e quella della programmazione strutturale non sono in contrasto: devono procedere insieme, con competenze diverse, per garantire solidità e futuro. La società ha confermato impegno, investimenti e ambizioni, rafforzando il ruolo del presidente onorario e del comitato dei saggi.
La politica deve fare una sola cosa: garantire regole chiare, rispetto dei ruoli e stabilità. Il resto appartiene al campo, alla società e alla responsabilità di chi ha scelto di investire.
Gianni Cataldino
Assessore al coordinamento strategico dell’azione di governo














