di Francesca Raguso
Una settimana particolare, carica di emozioni e responsabilità, culminata con la chiamata della società e l’investitura temporanea alla guida della prima squadra. Mimmo Camassa si prepara a vivere la sua prima partita da allenatore del Taranto, chiamato a condurre i rossoblù nella trasferta contro lo Squinzano dopo l’esonero di Luca Tiozzo.
Il tecnico tarantino, già parte dello staff rossoblù, ha presentato la gara in conferenza stampa, affrontando diversi temi: dal proprio futuro sulla panchina alle possibili scelte tattiche, passando per le difficoltà incontrate dalla squadra lontano dallo Iacovone e la necessità di ritrovare concretezza. Un intervento nel quale non sono mancati il senso di appartenenza e il richiamo alla responsabilità nei confronti di una piazza che si aspetta una risposta immediata.
Una settimana difficile, tra responsabilità ed emozioni
Camassa non nasconde le difficoltà degli ultimi giorni, ma racconta di aver cercato insieme al gruppo di alleggerire la tensione, lavorando soprattutto sull’aspetto mentale.
«Non è stata una settimana semplicissima, però abbiamo cercato proprio di alleggerirla un pochettino, lavorando sulla testa. Abbiamo lavorato, oltre che dal punto di vista pratico sul campo, anche dal punto di vista mentale per far capire ai ragazzi l’importanza di avere il giusto senso di responsabilità nei confronti di un progetto così importante, di una piazza così importante».
Un passaggio particolarmente delicato riguarda il rapporto con Luca Tiozzo, allenatore con il quale Camassa ha condiviso quotidianamente il lavoro.
«Sono stato chiamato in causa dalla società in quanto tesserato e sicuramente per me c’è un mix di emozioni. Sostituisco una persona, il mister Tiozzo, con la quale trascorrevo dalle sei alle dieci ore al giorno. Quindi per me ci sono tante emozioni, alcune positive e tante anche di tristezza nei confronti di una persona con la quale trascorrevo tanto tempo».
La chiamata della società rappresenta comunque un motivo di orgoglio: «Essere stato chiamato in causa per me è un onore e un onere. Ho risposto presente, mi sono messo a disposizione a 360 gradi, con qualsiasi soluzione la società abbia voluto adottare. Sono a disposizione per guidare la prima squadra domani e dopodomani vedremo quello che succede. Resterò comunque a disposizione, sempre con la stessa mentalità e con lo stesso sorriso che mi ha sempre contraddistinto».
Il futuro sulla panchina? «Penso soltanto a domenica»
Inevitabile una domanda sulle prospettive personali e sull’eventualità che l’incarico possa trasformarsi in una conferma. Camassa, però, preferisce non anticipare scenari e concentrarsi esclusivamente sull’impegno contro lo Squinzano.
«Non parlerei tanto di ambizione perché, onestamente, mi sono esclusivamente concentrato su quello che succederà fino a domenica pomeriggio alle 17:30-18:00. Non mi sono posto pensieri su quello che succederà o possa succedere. Sappiamo tutti che nel calcio può succedere di tutto, ma io sono onorato di poter dare una mano, come tutti quanti facciamo».
Una filosofia che il tecnico racconta di aver sempre seguito anche durante la carriera da calciatore: «Preferisco ragionare momento per momento e affrontare il momento proprio quando si presenta».
Le soluzioni tattiche e il modulo: decisione all’ultimo
Sul piano tecnico, il nuovo allenatore ha lavorato durante la settimana su diverse soluzioni, senza escludere cambiamenti rispetto agli assetti utilizzati nelle precedenti uscite. Dal 4-2-3-1 a un possibile 4-4-2, Camassa non ha ancora sciolto le riserve.
«In settimana abbiamo provato più soluzioni e, con tutta onestà, mi riserverò negli ultimi istanti prima della gara la decisione su come affrontare al meglio lo Squinzano. Cercherò di mettere a proprio agio tanti calciatori, perché penso che sia molto importante per un allenatore. I ragazzi, al di là del sistema di gioco che adotteremo, saranno pronti ad affrontare la gara in qualsiasi modo».
Le difficoltà in trasferta e i blackout
Uno dei problemi maggiormente evidenziati nel percorso del Taranto riguarda il rendimento lontano dallo Iacovone. Le difficoltà emerse nelle trasferte, in particolare contro Brilla Campi e UC Bisceglie, hanno pesato sul cammino della formazione rossoblù. Camassa individua nell’aspetto mentale e nella costruzione delle certezze alcuni elementi sui quali intervenire.
«Anche con il mister ci siamo chiesti tante volte la causa di questi blackout in trasferta e darsi una spiegazione così, su due piedi, non è semplicissimo. Sicuramente l’aspetto mentale, la consapevolezza e la capacità di trovare quella forza in più sono elementi sui quali abbiamo cercato sempre di lavorare».
Il tecnico ritiene che l’identità della squadra debba consolidarsi attraverso prestazioni capaci di generare fiducia: «Credo che l’identità, soprattutto in trasferta, si possa raggiungere quando cominci ad aggiungere certezze alle prestazioni. Ma la cosa importante è che questo lo devono fare proprio i calciatori. Quando si va a giocare fuori casa devono costruire le proprie certezze e poi portarsele in tutti gli impegni lontani dallo Iacovone».
Centrocampo e scelte: valutazioni a 360 gradi
Nel corso della conferenza si è discusso anche dei criteri che hanno orientato le precedenti scelte di formazione, in particolare per quanto riguarda il centrocampo e l’alternanza tra giocatori più fisici e interpreti maggiormente dinamici e tecnici.
Camassa ha difeso il principio di una valutazione complessiva della prestazione, evitando di individuare in un singolo reparto la responsabilità delle difficoltà incontrate.
«Con il mister, al di là delle scelte degli uomini, tante volte sono state fatte valutazioni complessive. Nell’arco di una gara non esiste solo il palleggio, esiste anche il non palleggio. Ci sono le palle inattive a favore e quelle contro. Quindi penso che la scelta, al di là del reparto di centrocampo, ma in generale, vada fatta a 360 gradi».
E ancora: «Credo che, al di là di qualche mancata prestazione in trasferta, siano state delle scelte di buona fattura, perché le prestazioni in casa lo hanno dimostrato. Non va preso un reparto di mira rispetto a un altro: bisogna valutare una prestazione complessiva».
Le scelte di formazione e il rispetto del gruppo
Un altro tema affrontato riguarda le possibili novità nell’undici iniziale, con particolare riferimento a giocatori come Losavio, Vogliacco, Angiulli e Di Paolantonio. Il tecnico non ha voluto anticipare le proprie decisioni, sottolineando però di aver parlato chiaramente con tutti i componenti della rosa.
«Sono stato sincero anche con i ragazzi. Sia ieri che oggi, prima dell’allenamento, ho parlato con loro. Le scelte le farò con tutta tranquillità, senza pensare troppo al futuro, ma esclusivamente fino a domenica, quando finirà l’impegno con lo Squinzano».
Camassa ha inoltre voluto riconoscere l’impegno mostrato dal gruppo durante gli allenamenti: «Ho ringraziato tutti quanti per essersi allenati veramente in un modo che è andato anche oltre quello che veniva richiesto. Per me sarà difficile, fino alla fine, fare delle scelte. Ho chiesto a tutti di avere un atteggiamento giusto nei confronti delle decisioni che prenderemo, proprio per rispetto di tutti».
La certezza, comunque, è quella di poter contare su una squadra chiamata a rispondere alle aspettative della città: «So che domani chi scenderà in campo darà il massimo per questa maglia, perché la piazza, i tifosi, la società e tutti gli addetti ai lavori meritano questo. Ho caricato i ragazzi di un senso di responsabilità importante».
L’identikit del Taranto: serve più pragmatismo
In chiusura, Camassa si è soffermato sul momento generale della squadra e sulle caratteristiche che, a suo giudizio, dovranno contraddistinguere il Taranto per riuscire a esprimere tutto il proprio potenziale.
Il tecnico non ritiene necessario isolare completamente il gruppo dal clima che si respira in città, anche perché considera fondamentale che i calciatori comprendano il peso della maglia che indossano.
«Non ho cercato di isolare la squadra da questa settimana difficile, perché è giusto anche percepire un po’ l’aria. Il senso di responsabilità di ogni giocatore passa anche dal vivere la città, dal vivere l’aria che c’è, dal vivere tutto quanto, sia nei momenti belli che in quelli brutti».
Secondo Camassa, le prestazioni casalinghe hanno spesso evidenziato le qualità del gruppo, mentre il problema principale emerge lontano dallo Iacovone.
«Per completare questa squadra dal punto di vista delle prestazioni, secondo me manca un pochettino di pragmatismo fuori casa. Anche rivedendo Brilla Campi e la stessa partita di Bisceglie, sono state entrambe gare approcciate bene. Se si fosse sbloccato il risultato, probabilmente io non sarei seduto qui e staremmo parlando di un’altra situazione di classifica, emotiva e, di conseguenza, di tutto il resto».
Squinzano, una partita che vale più di tre punti
La trasferta contro lo Squinzano rappresenta dunque un appuntamento importante per il Taranto, chiamato a reagire dopo una settimana movimentata e a ritrovare quella continuità necessaria per rilanciare le proprie ambizioni. Per Mimmo Camassa sarà soprattutto l’occasione di trasmettere alla squadra il senso di appartenenza e la responsabilità di rappresentare una piazza esigente.
Nessuna anticipazione sul futuro personale, nessuna promessa legata a eventuali conferme: soltanto la volontà di concentrarsi sulla partita e chiedere ai propri calciatori una risposta concreta sul campo. Il messaggio è chiaro: il Taranto deve ritrovare equilibrio, personalità e soprattutto pragmatismo, specialmente lontano da casa. Perché, come ha ricordato lo stesso tecnico, questa maglia e questa città meritano il massimo impegno da parte di tutti.















