L’arrivo di Ragno sulla panchina del Taranto, ha confermato come questa società abbia le idee chiare sul prossimo campionato d’affrontare. Un tecnico bravo, preparato, esperto e vincente, è sempre stato ciò che la piazza ha chiesto ed il curriculum dell’ex allenatore del Potenza non solo dona ampie garanzie, ma rimarca la bontà del nuovo progetto di Massimo Giove.
La delusione e lo scoramento per la mancata possibilità di ripescaggio, sono comprensibili e certamente inducono a perdere la fiducia nei confronti del mondo calcistico. Ma non bisogna dimenticare l’impegno di una società che dal momento del suo insediamento, ha costantemente cercato di risanare quanto lasciato dalla precedente gestione, cercando di sviluppare in parallelo un piano di lavoro degno del nome Taranto.
Nessuno in questa sede vuol difendere qualcuno, ma è giusto fare una valutazione oggettiva. Se ad oggi il Taranto è in Serie D è anche per quello che il tessuto socio economico di questa città e di questa provincia presentano. Lo dimostra anche la totale indifferenza di imprenditori locali e non agli appelli lanciati dalle istituzioni negli scorsi giorni. A tutto questo aggiungiamo la rigidità di norme federali che non hanno fatto sconti a nessuno.
La mancata possibilità del Taranto di essere ripescato però, non deve distrarre dal presente e dal prossimo futuro. Dalla stagione che verrà. Dal supportare la squadra che si sta formando, grazie al lavoro incessante del nuovo direttore sportivo Sgrona, che ogni giorno sta consegnando un nuovo tassello di qualità al tecnico Ragno. Il ritorno di Genchi e le conferme di elementi come D’Agostino e Favetta, devono rasserenare un ambiente ferito nella passione, che deve mantenere alta la fiamma dell’orgoglio.
Ma il ruolo dei tifosi resta fondamentale. Perché devono il più delle volte tutelare la squadra da un ambiente a tratti ostile e nel contempo supportare i propri beniamini, da chi spesso promette di dire quel “bravo” che mai arriverà. Sarebbe facile oggi puntare il dito su qualcuno, il difficile è sempre vincere e la vittoria giungerà solo se la vorremo tutti. Ma siamo sicuri che tutti la vogliono?
Maurizio Mazzarella