di Domenico Ciquera
L’allenatore dell’S.S. Taranto, Ciro Danucci, ha parlato alla vigilia della partita contro il Polimnia, facendo il punto sul percorso della squadra dopo l’esordio a Ruvo contro lo Spinazzola.
Miglioramenti e condizione
«È difficile quantificare i miglioramenti. Quando giochi il giovedì, il venerdì puoi fare poco, se non con chi ha giocato meno. Oggi abbiamo preparato la rifinitura rivedendo gli errori e facendo lavorare chi è più indietro. Giocare ogni tre giorni non aiuta: servirebbe una settimana per inserire concetti nuovi, ma il calendario non ce lo permette. Domani saremo pronti e sono sicuro che i ragazzi faranno bene».
Costruzione del gruppo
«Fino a poco tempo fa il Taranto non esisteva. Siamo partiti in ritiro il 18 agosto con pochissimi giocatori, qualcuno in prova. Molti arrivati dopo non avevano fatto preparazione o venivano da altre squadre. Di fatto lavoriamo come gruppo vero da dieci giorni, ma in questo tempo abbiamo costruito uno spirito importante: una squadra che sa soffrire e non si disunisce. In questa categoria partite dure come quella di Spinazzola ce ne saranno tante: i ragazzi hanno risposto bene, ora bisogna crescere sotto molti aspetti».
La prima vittoria e l’impatto sul gruppo
«Vincere aiuta sempre: rende più facile anche allenarsi. La vittoria di Ruvo vale doppio, per la qualità dell’avversario e per le nostre condizioni. Era la prima partita ufficiale, con alle spalle una sola amichevole. Solo giocando troveremo la giusta condizione, ma con gare ogni tre giorni dobbiamo anche preservare chi esce acciaccato e recuperare al meglio per la domenica».
Panchina, cambi e modulo
«Giovedì avevo dubbi sulla tenuta atletica: ci allenavamo insieme da appena dieci giorni e senza amichevoli. Quando ho fatto i tre cambi, ho pensato proprio a questo: riusciranno gli altri a finire la gara? Schiererò chi sta meglio fisicamente e può garantire più minutaggio. A Ruvo chi è entrato ha fatto molto bene: domani mi aspetto la stessa risposta».
«Ho difensori che si adattano sia a tre che a quattro. Nella prima partita ho scelto la difesa a tre perché molti la conoscevano già. Sono ragazzi intelligenti, capaci di adattarsi. Anche quando abbiamo cambiato in corsa hanno gestito bene le offensive dello Spinazzola. Domani deciderò in base a chi scenderà in campo».
Le difficoltà della categoria
«Domenica abbiamo trovato un campo in pessime condizioni, usurato e scivoloso. Rispetto alla Serie D c’è più aggressività: già all’inizio c’è stato un brutto fallo su Souare non sanzionato. Gli arbitri lasciano correre di più e la qualità tecnica ne risente. Ma in ogni categoria servono prima determinazione e voglia; le qualità tecniche vengono dopo».
La prima in casa e avversario
«Sarà la prima davanti ai nostri tifosi. Finora non abbiamo fatto amichevoli e i ragazzi non hanno ancora sentito il loro calore. Sarà emozionante. Affrontiamo una buonissima squadra, che ha confermato diversi elementi dell’anno scorso e ne ha aggiunti altri di qualità. Praticano un buon calcio: massimo rispetto, ma noi dobbiamo entrare in campo con il coltello tra i denti».
Nuovi arrivi e equilibrio tattico
«Conoscevo già Nicola Russo, ci ho giocato contro. È arrivato lunedì e sapevo che poteva darmi mezz’ora di qualità, così come Di Paolantonio. L’idea era farli lavorare ancora, ma la partita ha richiesto di inserirli. In questo momento bisogna pensare all’equilibrio tattico e schierare chi recupera più velocemente».
Incontro con don Mimmo
«È stato un bel momento. Abbiamo incontrato don Mimmo, grande tifoso del Taranto. Ci ha fatto una benedizione e ha trasmesso ai ragazzi il calore della piazza. È una persona aperta, anche psicologo: qualcuno potrebbe rivolgersi a lui anche sul piano personale. Io sono credente e spero che tanti possano avvicinarsi alla religione. È stata una bella esperienza».













