L’epidemia da Covid – 19 (o Coronavirus) ha di fatto sospeso il calcio da oltre 30 giorni e gli aggiornamenti, che vedono un aumento dei guariti, dimostrano, nel complesso, come non si sia usciti dalla fase “1”, quella definita “lockdown”, in quanto il virus è attivo e contagia, giornalmente, tanti italiani.
Nonostante ciò, c’è voglia di tornare alla normalità, con la libera e sana quotidianità, tanto che anche il calcio, seppur nelle intenzioni, fa parlare di sé, con abbozzi di idee e progetti, da calare, oramai, alla prossima stagione 2020- 21.
Il presidente Giove, dopo un periodo di silenzio, dovuto al contesto attuale, abbastanza duro e difficile, è tornato a far sentire il suo pensiero, rilasciando un’ intervista al giornalista Enrico Sorace, per conto della Gazzetta del Mezzogiorno – Edizione di Taranto, apparsa nella pagina sportiva della testata, il 9 aprile.
Il patron ha esordito dicendo che, attualmente la priorità è la salute, quindi in questo contesto è impossibile azzardare ipotesi su un’eventuale ripresa dell’attività sportiva. L’ideale sarebbe completare i campionati con formule idonee. Sull’ipotesi di continuare con le gare a porte chiuse, Giove ha chiosato affermando che quella decisione toglierebbe valore del calcio. In riferimento allo specifico, ovvero, al Taranto, il patron ha il pensiero al club rossoblu, anche se le priorità, in questo contesto, sono diventate altre. Il numero uno del club ionico ha voluto ascoltare tutti i calciatori, in modo cordiale, chiacchierando con loro, ma non ha parlato di accordi sulle retribuzioni anche se, a suo parere, sarebbe auspicabile che si adottasse una linea comune in serie D, in considerazione dei danni, a livello economico, subiti dalle società. Chiaramente l’attenzione del patron ionico, in questo momento è per le sue aziende, nell’indotto ex Ilva, con il problema occupazionale che la crisi ha acuito. L’auspicio che si rientri in fretta dall’emergenza. Quindi in questo momento di incertezze legate al presente, non permettono di programmare a livello calcistico. Giove ha affermato che prima dell’emergenza Coronavirus stava iniziando a pensare ad un nuovo piano per il Taranto, ma alla luce di quanto stava accadendo dovranno necessariamente cambiare le strategie, pure nel mondo del calcio. Nel breve periodo, si deve ragionare in modo diverso, ” perché nulla sarà più come prima e mi riferisco alle sponsorizzazioni. I prossimi mesi ci aiuteranno a capire come muoverci anche in base a quanto accadrà tra i professionisti”.
Inevitabilmente, un accenno è stato fatto sulle voci inerenti una riconferma del tecnico Panarelli e il patron ha fatto chiarezza.
“Tutto è sospeso. Preferisco essere cauto, senza illudere nessuno visto che non sappiamo ancora dove ci porterà questa esperienza drammatica legata alla pandemia. Quando il movimento calcistico si rimetterà in moto farò le mie valutazioni.”
E su De Santis? Chiosa necessaria. “Anche la sua posizione rientra in questo discorso. Il clima ostile non l’ha aiutato e non posso rimproverargli nulla.”
Quindi il numero uno ionico ha mostrato un po’ d’amarezza per una promessa per una promessa che non sarebbe stata mantenuta dall’amministrazione comunale. ” L’assessore Marti promise pubblicamente un contributo di 50 mila euro al Taranto attraverso l’acquisto di biglietti per gli studenti, senza continuità all’impegno preso. Forse quei soldi si saranno persi in qualche altro ufficio “.
Infine il pensiero finale è stato rivolto ai tifosi. “Sono vicino a tutti loro in quanto cittadini di Taranto e il consiglio è di tenere duro per superare le attuali sofferenze.”
Ecco, proprio in questo momento che stravolto, forse per sempre, le nostre abitudini, la quotidianità, la normalità , di cui ne sentiamo il bisogno e, di riflesso, anche il calcio ne ha risentito in maniera consistente, bisogna compattarsi e abbassare ogni motivo di tensione.
Ora, in questo contesto, la parola d’ordine è quella di attendere e le parole del Presidente sono state molto chiare e decise.
In sintesi, si tornerà a parlare di calcio, ma non si sa in quali termini, perché fondamentale sarà il reperimento di risorse, derivanti dalle sponsorizzazioni e quindi la programmazione, attualmente sospesa, ripartirà valutando il contesto di quel momento.
L’apertura nei confronti dei tifosi, sintetizzato nel pensiero finale di vicinanza in questo momento, in cui la salute è oggetto di grande attenzione, attesta la volontà del patron di non recedere minimamente e di completare il ciclo che prevede l’approdo in serie superiori (almeno la serie C), il tutto misurato a quello che i danni della pandemia imporrà a tutto il calcio, di serie D in particolare, per cui siamo costretti ad attendere sviluppi, prima di riparlare di calcio giocato e di tecnico, squadra, campionato, insomma di nuova aria calcistica che, sicuramente, da oltre un mese ci manca e ci fa sentire orfani e vuoti, soprattutto, durante le domeniche.
La Redazione













