Diciotto giorni vissuti fianco a fianco con la squadra, osservando da vicino il lavoro dello staff e conoscendo ancora meglio i giocatori sui quali il Taranto ha deciso di puntare per affrontare la stagione 2026/27 con un obiettivo preciso: conquistare la promozione in Serie D.
Dal ritiro di Chianciano Terme, il direttore sportivo Danilo Pagni ha avuto modo di verificare sul campo il valore del gruppo costruito nelle settimane precedenti. Un Taranto profondamente rinnovato, con un nuovo staff tecnico guidato da Alberto Giuliatto e numerosi volti nuovi, ma che secondo il ds ha trovato rapidamente equilibrio e affiatamento.
Queste le sue dichiarazioni a L’Edicola:
Direttore, che clima si è respirato durante la preparazione precampionato?
«Nel corso della mia carriera ho seguito tanti ritiri e questo è tra quelli in cui ho notato un maggior tasso di affiatamento. Nonostante sia interamente cambiato lo staff tecnico e siano arrivati tanti giocatori nuovi, l’armonia è stata subito evidente».
Ha lavorato per settimane alla costruzione del nuovo Taranto. Ora che lo ha visto all’opera, che idea si è fatto?
«È una squadra forte e strutturata. Da qui, però, a dire che siamo uno schiacciasassi andrei molto cauto, perché dal 17 agosto in poi dobbiamo accelerare».
In cosa si differenzia il gruppo attuale rispetto a quello della scorsa stagione?
«Premesso che anche la precedente rosa fosse ottima, penso che questa sia più strutturata e abbia un carattere più forte. Tuttavia è ancora presto per dirlo con certezza».
Ha parlato di grande armonia fuori dal campo. Sul terreno di gioco, invece, che indicazioni ha ricevuto?
«Il calcio d’agosto lascia il tempo che trova per quanto riguarda i risultati. È invece molto funzionale per creare il giusto affiatamento, che poi tornerà utile durante la stagione. Dobbiamo continuare a lavorare per arrivare pronti al 30 agosto. È stata una preparazione che ha dato tanto spazio alla parte atletica e fisica».
Il nuovo Taranto sarà a immagine e somiglianza di Alberto Giuliatto, reduce dalla positiva esperienza di Maglie. Come è stato osservarlo da vicino?
«Giuliatto è un buon profilo emergente, ha uno staff smart e mefistofelico. Assieme al bel gioco, però, per poter vincere bisognerà affiancare anche pragmatismo e cinismo. Lo staff tecnico di Giuliatto lavora in simbiosi perfetta: sono tutti molto smart e mi piace come interagiscono tra loro».
Ha parlato di cinismo. È una caratteristica che riconosce anche alla squadra?
«A vedere lo score degli attaccanti direi di sì. La nostra squadra è un mix di gente esperta e giovani, ma anche di giocatori che hanno mangiato la polvere dell’Eccellenza e di altri che hanno fatto la Serie D vincendo».
A breve verrà sorteggiato il calendario. C’è ancora spazio per le emozioni in Danilo Pagni?
«Certamente, perché il calcio è una delle mie ragioni di vita. Sono uno che si ritiene un romantico del calcio. Vivo di emozioni e mi sento un privilegiato, perché vivo nel calcio sin da quando sono nato».
Da qui alla fine di agosto ci saranno altri interventi sul mercato?
«Qualora si dovessero presentare delle operazioni vantaggiose da un punto di vista tecnico, sapremo coglierle».
Questo vale anche per le eventuali uscite?
«Sì, certamente. In uscita ci sono Incerti, Trombino e Magalhaes».
Sono circa 2.000 gli abbonamenti sottoscritti. Si aspettava numeri simili?
«Da qui alla fine di agosto mi aspetto numeri ancora maggiori, per dare un segnale a tutto il calcio italiano».
La campagna abbonamenti del club è particolarmente aperta e inclusiva, con agevolazioni rivolte anche alle categorie meno fortunate. Nei suoi precedenti trascorsi ha riscontrato una sensibilità simile?
«No. Devo fare i complimenti alla società, che è stata capace di costruire un vestito su misura per ogni fascia sociale».
Immaginava che la società potesse diventare così rapidamente un punto di riferimento per la comunità?
«Assolutamente sì».
Qual è il messaggio che vuole rivolgere alla tifoseria rossoblù?
«Dobbiamo restare uniti e compatti contro tutto e tutti».
Il messaggio di Pagni è dunque chiaro: il Taranto si presenta ai nastri di partenza con una rosa che il direttore sportivo considera più strutturata e caratterialmente forte rispetto alla passata stagione, ma senza lasciarsi andare a facili proclami. Il lavoro del ritiro ha permesso di gettare le basi, adesso serviranno continuità, pragmatismo e soprattutto la capacità di trasformare le potenzialità della squadra in risultati.
L’obiettivo è uno solo: portare il Taranto in Serie D.














