Giornale RossoBlu
  • HOME
  • CALCIO
    • Calcio a 5
    • Calcio Giovanile
    • Taranto
  • CRONACA
  • SPORT
  • INTERVISTE
  • MULTIMEDIA
  • RUBRICHE
    • Amarcord
    • Basket
    • Concorsi
    • Editoriali
    • Notizie
    • Politica
    • Sondaggi
    • Volley
  • REDAZIONE
  • CONTATTACI
Giornale RossoBlu

Taranto: processo di memorizzazione, letture ed assenza di alibi. La filosofia di pensiero di Nicola Ragno

Esiste una raffinata filologia che sottende ad una sorta di letteratura calcistica. A sua volta distribuita in capitoli che custodiscono concetti e valori ecumenici: dagli enigmi sull’integralismo tattico, all’eterno dualismo fra edonismo e pragmatismo; dalla sacralità del lavoro, alle molteplici scuole di pensiero; dalle invocate metamorfosi, alla contestualizzazione di ogni singolo avvenimento; dall’evoluzione positivistica all’errore ineluttabile. Il rito d’iniziazione del nuovo Taranto di Nicola Ragno ha conosciuto il suo prologo nell’elemento drammatico che marchia a fuoco la surreale gara d’esordio col Brindisi. E’ stato filtrato attraverso l’episodio che interrompe ed intervalla l’espressione dinamica e dominante registrata durante l’esibizione contro il Casarano (inferiorità numerica). E’ stato purificato tanto dalla dirompente reazione di mentalità ed applicazione puristica degli schemi emersa in occasione della travolgente vittoria contro il Nardò, quando dalle intuizioni tattiche indovinate che hanno stravolto favorevolmente la dicotomia della prestazione innescatasi contro il Grumentum. L’homo novus della panchina ionica argomenta con una qualità dialettica impeccabile, vantando un decisionismo concettuale che quasi trasforma in dogma tutto quello che lui professa. Le sue analisi non lasciano spazio agli equivoci, soprattutto nell’urgenza della spiegazione di un passo falso come quello contro il Sorrento, commesso ancora fra le mura amiche dello Iacovone. Il presuntuoso e provocatorio tentativo di destabilizzazione che si è cercato di insinuare nell’immaginario collettivo rossoblu rintraccia la sua genesi nell’abuso proprio di parole come “alibi”, assolutamente confutate nella stessa umiltà e limpidezza di esposizione offerta dall’allenatore. Il quale riparte dalla cultura della sua materia ed insiste sui suoi principi fondamentali: l’essenza del progetto e la ricerca perentorio dell’equilibrio. Di chiara natura ecumenica il primo, non ammette “personalismi”: “Chi non aderisce alla mentalità del gruppo per privilegiare il proprio interesse, non gioca con me. Sono molto trasparente: decido la domenica di far scendere in campo i migliori per la tipologia di partita da affrontare”, ha sempre catechizzato Nicola Ragno. Esclusivamente tattico il secondo, conseguenza dello sviluppo armonioso di entrambe le fasi di gioco, difensiva ed offensiva: “Il modulo più equilibrato, razionale e vincente sinora è il 3-5-2, che garantisce un possesso palla migliore”, è stato ribadito al termine della contestata debacle contro la compagine costiera. Ed è proprio in quel rischio che Nicola Ragno si è assunto in nevralgica che può essere identificato il “casus belli”. Illustrato in maniera didattica, per quel che concerne le selezioni adibite alla formazione titolare, e le motivazioni degli avvicendamenti in corso d’opera. Perché dell’esclusione di Galdean si era registrata una sorta di anticipazione già alla vigilia, quando il tecnico di Molfetta aveva commentato la “fase di rigetto” vissuta dal centrocampista rumeno, penalizzato dalle tempistiche del mercato. “Rendimento in crescendo fra le sfide col Casarano e col Nardò, contro il Grumentum l’ho visto molto appesantito- coerente la spiegazione a gara conclusa- Galdean sta recuperando la preparazione estiva non svolta in ritiro col gruppo, in questo momento si colloca all’apice della sofferenza, quindi il riposo può fare bene. Nel corso delle suddette partite, Stefano Manzo l’ha sostituito alla perfezione”.
Composizione e modifica del centrocampo rientravano nel ragionamento sulle cosiddette “coppie” e quindi sulla “teoria dei binari”, parafrasata costantemente da Ragno come “la migliore soluzione per un allenatore: disporre di un giocatore di binario e di un altro abile a rientrare fra le linee”. L’assioma coinvolge D’Agostino, Matute, Oggiano: tre storie diverse che s’incastrano, e che il condottiero rossoblu ha raccontato nel dettaglio, come sempre. “Abbiamo tenuto il modulo 3-5-2. Avevamo difficoltà ad impensierire con la nostra corsia di sinistra, così ho inserito D’Agostino allargando il fronte difensivo con un nostro 4-4-2: abbiamo prodotto qualche occasione concedendo praticamente nulla, a parte la rete viziata dal fallo di mani – è la delucidazione in merito alla sostituzione effettuava ad una decina di giri di lancette dall’avvio della ripresa- Con l’applicazione del 3-5-2, gli interni avrebbero dovuto far male, invece Matute non stava creando superiorità numerica. Ho optato per aprire la difesa a quattro del Sorrento, inserendo un giocatore di qualità, invece di un collega di corsa e quantità, ed ho rischiato. Il punteggio era ancora inviolato, volevo vincere la gara”. Atto di coraggio, apparso criptico agli occhi del pubblico: “Ho rischiato giocando con due esterni di fascia. Una chiave di lettura facile da giudicare col senno di poi: si intravedevano le giocate di prima, con D’Agostino che aveva confezionato due, tre suggerimenti a beneficio delle due punte Genchi e Favetta- non si nasconde- Una scelta a suo modo audace: D’Agostino possiede molte doti, ma non è un interprete di corsa. E’ andata male, in parte il torto è mio. Ho terminato la gara con Genchi, Favetta, Croce (tre punte centrali), D’Agostino trequartista ed Oggiano sulla fascia destra negli ultimi minuti: cercavano la zampata giusta, dovevamo arrivare prima sopperendo al rimbalzo sbagliato ed evitando le superficialità, eppure non abbiamo concesso ripartenze. Sfortunati per i pali colpiti, per le mischie in area, per i cross che non abbiamo seguito”. La corsia destra diventa preda della contrapposizione fra Guaita ed Oggiano, ed anche al cospetto di simile dilemma, il tecnico è stato chiaro: “Oggiano a destra dà molto, preferisce scattare, rientrare e calciare in porta. Lui e Guaita sono utilizzabili entrambi su quella fascia. Ci manca un altro esterno, una sorta di Guaita di sinistra”. La “lettura” di una partita coincide col “trasmettere tante più nozioni possibili”: sono i “messaggi tattici” da assimilare in modo mnemonico, dopo gli esperimenti intrisi di eclettismo e sacrificio. Il “processo di memorizzazione” del Taranto prosegue, senza dubbio: “Ogni modulo ha le sue giocate memorizzate. Noi diamo degli input ai giocatori, in base alla zona di campo, in base alla posizione degli stessi interpreti, cerchiamo di sfruttarne le qualità, se si tratta di attaccare la profondità, di filtrare fra le linee, di arrivare all’uno contro uno in fascia, nelle sovrapposizione creando il due contro uno- è l’opinione di Nicola Ragno- Questo ce lo dice la squadra avversaria: la studiamo, analizzando i suoi difetti, come accade anche contro noi. E noi dobbiamo essere bravi a limitare i nostri difetti e cercare di far emergere i nostri pregi. Cerchiamo di lavorare per ridurre le doti degli antagonisti, esaminando le loro lacune durante la settimana. Scendiamo nel particolare, io sono forse più pignolo degli altri, ma i risultati della mia carriera li ho ottenuti interpretando il lavoro in questa maniera. Alla fine, sarò anche “odiato” dai giocatori, ma è il mio modo di pensare. A fine campionato, complici i traguardi raggiunti, molti allievi mi chiamano ringraziandomi, mi confidano di essere stati benissimo con me, si rendono disponibili a nuove esperienze. E questa è la mia soddisfazione più bella”. Un bilancio della produzione tattica e dell’acquisizione di un’identità da parte della squadra potrà essere stilato dopo “dodici, tredici partite”, secondo i calcoli dello stratega rossoblu. Ed il Taranto ha il sacrosanto diritto di usufruire delle condizioni ideali per consolidare le sue tappe di crescita: il terreno principale dello stadio Iacovone non rappresenta un “locus amoenus” per allenamenti ed esibizioni. “Un problema serio allo stato attuale, non a lungo andare. Lo scorso anno ho spesso assistito alle gare interne del Taranto ed ho notato immediatamente un campo in condizioni precarie. Una squadra che punta a vincere il campionato, non può esibirsi su simile terreno di gioco- la disamina di Nicola Ragno è severa ma efficace- Non deve però rappresentare un alibi. Una squadra che abbraccia la missione tattica di “giocare a calcio”, non può concedersi i lanci lunghi, non trova arieti davanti. Per la tipologia di squadra che possiedo, è fondamentale agire velocemente e non aspettare che il pallone rimbalzi. Un campo rovinato come il nostro influenza la manovra palla a terra: un sobbalzo aggiunto costringe all’errore, allo spreco di conclusioni con la sfera gettata in avanti. Ed una squadra che punta a vincere non può accettarlo”.
Alessandra Carpino
FacebookTweetInviaInvia
Articolo Precedente

Italcave Real Statte, prima trasferta a San Martino di Lupari

Articolo Successivo

Taranto, il derby di Foggia senza ospiti

Giornale RossoBlu

Giornale RossoBlu

Cerca nel sito

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati

Giornale RossoBlu App

  • Trending
  • Commenti
  • Più recente

Taranto, la società rossoblu da il benservito ai “baresi”

16/12/2019
Taranto, conferenza stampa di presentazione per Montervino e Laterza (LA FOTOGALLERY)

Giuseppe Laterza: “Taranto non ha categoria, tornerò con passione”

10/06/2025
Telemontecarlo rinasce: dal 1° gennaio 2026 la storica emittente torna in onda con la Di Stefano Legacy Trust LLC

Telemontecarlo rinasce: dal 1° gennaio 2026 la storica emittente torna in onda con la Di Stefano Legacy Trust LLC

14/08/2025
Tre cordate in campo per il Taranto Calcio: la svolta resta ancora un’incognita

Tre cordate in campo per il Taranto Calcio: la svolta resta ancora un’incognita

31/07/2025
Catanzaro in Final Four: le calabresi volano alle Finali Nazionali di Serie B Femminile

Catanzaro in Final Four: le calabresi volano alle Finali Nazionali di Serie B Femminile

Settore Giovanile, Raduni Selettivi dal 3 al 7 Settembre

Taranto, sette movimenti in uscita

Editoriale, il guerriero è vivo ed è tornato…

Catanzaro in Final Four: le calabresi volano alle Finali Nazionali di Serie B Femminile

Catanzaro in Final Four: le calabresi volano alle Finali Nazionali di Serie B Femminile

30/04/2026
Ferrarese, “Iacovone? Stiamo realizzando qualcosa di importante”

Taranto, conto alla rovescia per i Giochi del Mediterraneo

30/04/2026
Beppe Camicia: “Taranto, sarebbe bellissimo vincere la Coppa Italia”

Taranto Calcio, Camicia carica l’ambiente: “Servirà il calore di tutta la città per centrare l’obiettivo”

30/04/2026
Martina di carattere: 2-1 all’Heraclea e secondo posto sempre più vicino

Martina, testa al Nola: difesa del secondo posto e obiettivo play-off in casa

30/04/2026

Giornale RossoBlu

Direttore Responsabile: Maurizio Mazzarella

  P.zza A.Merini, 12 - 74121 Taranto

  redazione@giornalerossoblu.it

  +39 3395020938

GiornaleRossoBlu.it – Contenitore Informativo Sportivo

Testata Giornalistica - Iscrizione Registro Stampa N°3/2018 Tribunale di Taranto 26/09/2018
Editore: Mazzarella Press Office
Partita Iva: 02985480736
Giornalista Pubblicista - O.N.d.G. N°138263
C.F. MZZ MRZ 78H11 L049 J

Informativa

Privacy Policy
Cookie Policy

© 2020 GIORNALE ROSSOBLU - P. IVA 02985480736

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • HOME
  • CALCIO
    • Calcio a 5
    • Calcio Giovanile
    • Taranto
  • CRONACA
  • SPORT
  • INTERVISTE
  • MULTIMEDIA
  • RUBRICHE
    • Amarcord
    • Basket
    • Concorsi
    • Editoriali
    • Notizie
    • Politica
    • Sondaggi
    • Volley
  • REDAZIONE
  • CONTATTACI

© 2020 GIORNALE ROSSOBLU - P. IVA 02985480736

Accedi al tuo account di seguito

Password dimenticata?

Compila i moduli qui sotto per registrarti

Tutti i campi sono obbligatori Accedi

Recupera la tua password

Per favore, inserisci il tuo nome utente o indirizzo e-mail per reimpostare la password.

Accedi
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi riteniamo che tu ne sia contento.OkRifiutaLeggi di più