La Nocerina centra la missione, di certo non impossibile visto il momento di crisi del Taranto, tornando alla vittoria allo “Iacovone” dopo ben novant’anni. Ci riesce grazie ad un gran gol di Lorenzo Liurni, autentico trascinatore dei molossi, che con un colpo da biliardo trova l’angolino laddove Sposito non può arrivarci.
Impossibile parlare di calcio giocato e di aspetti tecnico-tattici. I rossoblu sono scesi in campo senza compattezza, distratti, svogliati o forse troppo demotivati dai risultati delle ultime settimane.
Hanno provato per quarantacinque minuti ad appigliarsi alle individualità di calciatori del calibro di Matute, Oggiano e Genchi che hanno costruito pochissimo, a parte le due reti annullate per fuorigioco.
Nella ripresa ci prova Antonio Croce che colpisce un palo condito da una buona dose di sfortuna e si vede respingere un debole pallonetto a pochi passi dalla porta. E’ l’epilogo della gara degli ionici, che poco dopo subiranno la rete del numero dieci molosso e svaniranno dal campo, come da abitudine nelle ultime partite.
Troppo semplice aggrapparsi all’assenza di capitan D’Agostino, deludente nelle scorse partite e che non può risollevare da solo le sorti di una squadra intera. L’imperativo è mettere un punto a questa situazione ed iniziare a riscrivere la stagione senza alibi, rimpianti o rimorsi. Il calciomercato, a differenza di quanto detto da Panarelli in conferenza, cade a fagiolo. Il nuovo direttore sportivo dovrà riorganizzare la rosa dando la precedenza agli uomini ancor prima che ai calciatori.
Sarà l’occasione di liberare giocatori poco convinti o non adatti a giocare in piazze così esigenti sostituendoli con gente motivata ed affamata di vittorie. Probabilmente contro il Cerignola assisteremo all’esordio del nuovo centravanti, Gustavo Actis Goretta, una scommessa argentina che ricorda l’arrivo di un certo Hernan Molinari, che prima di sbarcare in riva allo Ionio era poco conosciuto ma che ha stupito tutti nell’arco di una stagione e mezza a suon di gol.
Il campionato è ancora lungo, di certo pensare ad un rimontone è utopistico, ma bisogna compiere un passo alla volta e solo alla fine potremo vedere dove ci avrà portato questo percorso.
Ci viene in soccorso un coro che spesso si alza dalla Curva Nord:”Noi non molleremo mai!” ed ora più che mai è il momento di metterlo in pratica.
Gabriele Campa














