Si chiude nel peggiore dei modi la stagione di un Taranto che non è praticamente sceso sul green del “Monterisi” in maniera inspiegabile. Un crollo psicofisico che ha portato ad una sconfitta bruciante, non tanto per l’esito che sarebbe stato probabilmente ininfluente ai fini del ripescaggio, quanto per la modalità con cui si è consumata.
I rossoblu scendono in campo con uno schieramento influenzato certamente dalle pesanti assenze, ma che è parso poco appropriato sin dal prepartita. Panarelli ha scommesso su una formazione inedita nel momento peggiore, quando le certezze e le convinzioni della squadra vista in regular season potevano essere l’arma in più. Un 3-5-2 in cui Croce ha sofferto di solitudine per buona parte del match, D’Agostino ha girato a vuoto tra centrocampo ed attacco e Di Senso non è riuscito ad orientarsi nell’insolito ruolo di mezzala.
Va dato pieno merito al Cerignola che ha saputo trasformare la deludente partita dello “Iacovone” di fine gennaio in un lontanissimo ricordo, grazie alle giocate del proprio furetto offensivo, tale Nicola Loiodice che a tratti è stato letteralmente devastante per la difesa ionica. Nel primo tempo pur soffrendo il Taranto non è crollato, rientrando negli spogliatoi in svantaggio per un tap-in di Russo bravo a sfruttare una respinta di Antonino, ma contenendo i danni.
Nella ripresa però i gialloblu si sono scatenati, non lasciando scampo a D’Agostino e compagni. Loiodice al decimo riesce a superare con un dribbling ubriacante un paio di avversari e dopo aver triangolato con Foggia insacca il gol del due a zero con un pregevole sinistro, aprendo la goleada cerignolana.
Taranto k.o. e con un atteggiamento che non lascia presagire nulla di buono. Dopo una manciata di minuti infatti Ciro Foggia decide di rubare la scena al proprio compagno trovando il tris d’esterno destro dopo aver superato con una bella finta un paio di imbambolati difensori in maglia rossoblu. In uno scatto d’orgoglio capitan D’Agostino pesca una perla delle sue con un bel sinistro al volo, ma è solo un’illusione.
Un altro sprint di Loiodice, ancora imbeccato da un bell’uno-due, consente agli ofantini di calare il poker ed un’altra doppietta, questa volta di Russo, chiude il match sul definitivo risultato di 5-1. Il Taranto cade malamente sotto i colpi del Cerignola che, ad onor del vero, durante il campionato si è dimostrata squadra temibile e ben attrezzata. Probabilmente i rossoblu, appurati i criteri per il ripescaggio, potevano avere qualche motivazione in meno rispetto agli avversari anche solo a livello inconscio, sia chiaro.
Un’umiliazione del genere, però, non è accettabile ed è irrispettosa non solo per la tifoseria, ma soprattutto per la squadra stessa che ha disputato un’ottima stagione e non meritava questa macchia che, senza ombra di dubbio, oscura quanto di buono fatto in campionato.
Gabriele Campa














