di Domenico Ciquera
Il Taranto si gode una vittoria importante contro il Novoli e festeggia nel migliore dei modi il ritorno allo stadio Iacovone. Il 3-0 maturato davanti al pubblico rossoblù ha offerto a mister Luca Tiozzo ulteriori indicazioni positive sul percorso intrapreso dalla squadra, soprattutto per quanto riguarda la crescita del gruppo, l’identità tattica e l’atteggiamento mostrato nella ripresa.
Al termine della gara, il tecnico ha sottolineato innanzitutto il valore di una settimana vissuta con grande attesa e la qualità della prestazione offerta dai suoi giocatori.
Una vittoria costruita soprattutto nella ripresa
«È stata una settimana di grande attesa. Non avevo parole prima della partita e non ne ho nemmeno adesso», ha spiegato Tiozzo. «Abbiamo disputato un’ottima gara, con un grandissimo secondo tempo e un buon primo tempo».
Il tecnico ha riconosciuto una certa tensione iniziale: «Probabilmente nella prima frazione eravamo un po’ contratti, anche perché gli avversari volevano renderci difficile la partita». Poi, nella ripresa, il Taranto ha cambiato marcia, riuscendo a mettere in campo con maggiore continuità i principi richiesti dall’allenatore.
«Nella ripresa abbiamo fatto quello che volevamo: tenere la palla, svuotare meglio il campo e tenere il Novoli lontano dalla nostra area», ha aggiunto Tiozzo. Una prestazione che ha permesso ai rossoblù di celebrare il ritorno allo Iacovone con tre punti e tre reti: «Abbiamo festeggiato questo stadio con tre punti e tre gol: il tre è il numero perfetto e ci siamo riusciti».
Pressione, possesso e intensità
Tiozzo ha analizzato anche il diverso atteggiamento delle due squadre nella seconda parte della gara, riconoscendo il possibile peso delle energie spese dal Novoli nella prima frazione.
«Bisogna considerare anche il calo degli avversari, perché hanno consumato energie nervose giocando davanti a un pubblico da Serie A», ha spiegato il tecnico. «Nella ripresa sono calati e noi abbiamo fatto quello che ci piace: aggredire forte, avere la palla e mantenere una pressione alta».
Una crescita che, secondo l’allenatore, è stata favorita anche dagli aggiustamenti effettuati durante l’intervallo: «Alla fine del primo tempo abbiamo corretto qualcosina e i ragazzi hanno giocato perfettamente».
Il concetto, però, è accompagnato da una parola chiave: continuità. «Bisogna avere continuità: sogno una squadra come quella vista nel secondo tempo», ha sottolineato Tiozzo.
Il gesto di Lupo e Taurino: «Vale più di un gol»
Tra gli episodi che hanno maggiormente colpito l’allenatore c’è stato anche il gesto di altruismo che ha preceduto il rigore trasformato da Taurino.
Pur precisando di non voler parlare troppo dei singoli, Tiozzo ha voluto evidenziare un momento che considera particolarmente significativo per la crescita dello spogliatoio.
«Non mi piace parlare dei singoli, ma voglio sottolineare un gesto che per me vale più di un gol», ha raccontato. «È stato bellissimo vedere Straniti consegnare il pallone a Taurino, che è arrivato qui sette-otto giorni fa, permettendogli di calciare il rigore e segnare».
Un gesto letto dal tecnico come un segnale importante dell’alchimia che si sta creando all’interno del gruppo: «Per me è qualcosa da scrivere nei libri, è straordinario. Quando arriveremo ad avere un’alchimia che è già altissima, sarà ancora più facile vincere le gare più dure».
Il lavoro tattico e la crescita quotidiana
Tiozzo ha poi spiegato quali sono stati i principali interventi effettuati dal suo arrivo sulla panchina rossoblù, senza nascondere la qualità della rosa ricevuta.
«Non voglio fare il falso moralista o il falso umile. Ho ereditato una squadra forte, che poi è incappata in un periodo un po’ buio e difficile, lontano da casa».
Secondo l’allenatore, il problema non era soltanto di natura tattica, ma coinvolgeva anche l’aspetto mentale: «Si è innescato un procedimento mentale un po’ nebuloso che non permetteva di fare grandi prestazioni».
Da qui la richiesta di una regola molto semplice: «Io sono entrato e ho chiesto una sola regola: comportarsi bene».
Sul piano tattico, invece, il lavoro si è concentrato su alcuni principi specifici: «Ho inserito due idee in fase di non possesso e due in fase di possesso».
Il tecnico vede già i primi segnali di miglioramento: «Stiamo migliorando e siamo migliorati nella prima settimana tipo che ho avuto. Abbiamo fatto un altro passettino avanti».
E guarda già al prossimo impegno: «Vediamo di mettere altro dentro per giovedì: ogni settimana vedrete un Taranto migliorato».
«Oggi abbiamo visto un Taranto che ha un’anima»
Il passaggio forse più significativo della conferenza riguarda però il concetto di gruppo. Per Tiozzo, la crescita della squadra passa inevitabilmente dal rapporto umano tra allenatore e giocatori e dall’unità dello spogliatoio.
«Per me è fondamentale cercare di raggiungere l’anima dei ragazzi», ha spiegato. «Oggi abbiamo visto un Taranto che ha un’anima».
Un concetto che il tecnico considera alla base di qualsiasi risultato: «Non esiste un allenatore fenomenale che riesce a vincere se non ha quel rapporto con i giocatori e uno spogliatoio di quel tipo».
La parola d’ordine è quindi unità: «Loro devono volersi bene. Devono essere uniti».
Tiozzo ha citato anche un aspetto concreto della gestione del gruppo, sottolineando quanto sia competitivo il rapporto tra i giocatori: «Oggi sei persone sono andate in tribuna e alcune potrebbero essere titolari: si passa dalla titolarità alla tribuna».
Proprio questa concorrenza interna, secondo l’allenatore, può diventare un elemento determinante nel percorso della squadra: «Per questo è un gruppo che inizia a fare le stesse cose, a correre per il compagno».
La conclusione di Tiozzo fotografa il momento del Taranto e l’obiettivo del lavoro intrapreso: «Penso che questa sia la strada giusta».















