«Sarà difficile per me seguire questa partita. Sono tarantino, ma il cuore mi dice anche Trani». Giacomo Pettinicchio si avvicina così a Taranto-Trani, la sfida in programma domenica alle 19 allo stadio Erasmo Iacovone. Tarantino doc e protagonista di una delle pagine più significative della storia recente del calcio tranese, l’allenatore si prepara a vivere una partita speciale, diviso tra le proprie radici e i ricordi lasciati sulla panchina biancazzurra.
Come racconta Nico Aurora su La Gazzetta del Mezzogiorno, Pettinicchio sarà sugli spalti per assistere a un confronto che torna dopo molti anni e che richiama l’attenzione delle due tifoserie. Il tecnico non nasconde il legame con la piazza tranese e confida anche in un gesto d’affetto da parte dei sostenitori ospiti: «Per me sarebbe una cosa bellissima se i tifosi del Trani mi dedicassero un coro».
I ricordi della promozione con il Trani
Il pensiero torna inevitabilmente al biennio trascorso alla guida della formazione biancazzurra. Nella stagione 2009-2010 Pettinicchio accompagnò il Trani verso la promozione in Serie D attraverso i playoff. Un risultato importante, seguito da un’annata ancora più complicata, segnata da difficoltà societarie e sportive.
«In Serie D eravamo partiti benissimo, sia in campionato sia in Coppa Italia», ricorda il tecnico, rievocando l’addio del presidente Flora e le conseguenze che ne derivarono per la squadra. Pettinicchio decise di restare alla guida del gruppo, lavorando con i giocatori rimasti e cercando nuovi elementi disponibili.
Da quella situazione difficile nacque una salvezza che sembrava quasi impossibile. Il traguardo arrivò all’ultima giornata a Grottaglie, grazie a un rigore trasformato da Massimo Fumai, oggi viceallenatore del Trani al fianco di Fabio Moscelli.
Proprio su Fumai, Pettinicchio esprime parole di apprezzamento: «È stato un ottimo calciatore e me lo sono sempre portato dietro, a Trani come a Taranto». L’ex allenatore considera positiva anche la collaborazione con Moscelli, convinto che i due possano formare una buona coppia tecnica.
Loiodice, talento e nuovo capitolo a Trani
Tra i protagonisti più attesi della sfida c’è Nicola Loiodice, altro volto legato al passato recente del Taranto e oggi in forza al Trani. Il suo trasferimento è arrivato dopo un’esperienza in rossoblù conclusa tra alcune frizioni con una parte della tifoseria.
Pettinicchio ne riconosce le qualità tecniche e la capacità di incidere sulle partite: «Come calciatore non gli si può dire niente, è uno che ti risolve le partite». Secondo l’allenatore, le tensioni maturate nella precedente esperienza tarantina non cancellano il valore del giocatore, che a Trani avrebbe trovato un ambiente favorevole e rapporti già consolidati con alcuni componenti dello staff e della squadra.
L’impatto con la nuova realtà è stato immediato, con una rete già alla prima partita. Domenica Loiodice tornerà allo Iacovone da avversario, in una gara che potrebbe riservargli un’accoglienza particolare da parte del pubblico rossoblù.
Il precedente e il percorso di Pettinicchio
L’incrocio tra Taranto e Trani riporta alla memoria anche la stagione 2012-2013, quando Pettinicchio sedeva sulla panchina ionica dopo l’esperienza con i biancazzurri. In quell’occasione il Taranto si impose con un netto 5-0.
Dopo quella fase della carriera, il tecnico ha scelto di lavorare più vicino a casa. Lo scorso anno si è concesso una pausa per recuperare la condizione fisica, con l’intenzione di rimettersi a disposizione del calcio e valutare eventuali nuove opportunità professionali.
Taranto sotto pressione, Trani con fiducia
Nel suo giudizio sulla sfida, Pettinicchio individua due situazioni differenti. Il Taranto arriva all’appuntamento dopo la sconfitta contro il Brilla Campi e attraversa una fase di transizione, segnata dai cambiamenti nell’area tecnica e nel gruppo dei calciatori.
Sulla squadra rossoblù pesano anche le aspettative della piazza, che sogna il ritorno ai campionati di maggiore prestigio. La risposta del pubblico, con migliaia di spettatori già presenti nelle precedenti gare casalinghe, conferma il forte legame tra la città e i colori rossoblù.
«A Taranto si è visto un calcio molto più alto e la gente ha voglia di tornare ai campionati importanti di una volta», osserva Pettinicchio. Il tecnico invita però a non sottovalutare le insidie del campionato: il nome e la storia di una società non garantiscono automaticamente vittorie facili.
Il Trani, dal canto suo, arriva alla partita dopo aver ritrovato il terzo posto in classifica e aver rafforzato l’organico con innesti come Loiodice. Una situazione che, secondo l’ex allenatore, rende la formazione biancazzurra particolarmente competitiva in vista del confronto.
«Può succedere di tutto»
Il pronostico di Pettinicchio tiene conto delle differenti condizioni delle due squadre, ma lascia aperto ogni scenario. «Al momento la favorita è il Trani», afferma, precisando però che la partita dovrà essere decisa dal campo e che il risultato non è scontato.
Per il Taranto, la gara rappresenta un’occasione per reagire alle recenti difficoltà e rilanciare il proprio cammino. Per il Trani, invece, è la possibilità di confermare il buon momento e misurarsi con una delle piazze più ambiziose del campionato.
Per Pettinicchio sarà soprattutto una sfida personale, un derby del cuore nel quale si incontrano due capitoli importanti della sua carriera. Da una parte la città in cui è nato, dall’altra una squadra e una tifoseria alle quali resta legato da ricordi sportivi profondi. Domenica allo Iacovone, comunque vada, le emozioni non mancheranno.















