Come riportato da Tp24.it, e secondo un’inchiesta pubblicata da L’Espresso, il Trapani Calcio si trova oggi al centro di una tempesta finanziaria che travolge non solo il club granata, ma anche una parte consistente del calcio professionistico italiano. L’illusione di una rapida ascesa in Serie B sembra essersi trasformata in un’ombra lunga fatta di crediti fiscali falsi, criptovalute e transazioni off-shore.
Il settimanale, con un’inchiesta firmata da Carlo Tecce e Gianfrancesco Turano, svela un presunto sistema opaco che coinvolgerebbe – oltre al Trapani – anche il Brescia e altri club di Serie B e C. Al centro del caso, la compravendita di crediti fiscali mai esistiti, utilizzati per alleggerire il peso dei debiti tributari e garantirsi l’iscrizione ai campionati.
Criptovalute e notai polacchi: un mosaico inquietante
Secondo L’Espresso, i milioni versati dai club – formalmente destinati a coprire i debiti con l’Erario – non sarebbero mai arrivati all’Agenzia delle Entrate. Le somme, infatti, sarebbero state dirottate su conti esteri collegati a una società olandese attiva nel settore delle criptovalute. A rendere il tutto ancora più inquietante, l’utilizzo di uno studio notarile in Polonia, attraverso il quale venivano siglati atti e deleghe finalizzati ad aggirare i controlli.
Un meccanismo che – stando all’inchiesta – non avrebbe nulla di episodico, ma rispecchierebbe una prassi diffusa tra le società minori per far quadrare i conti ed evitare sanzioni da parte della Co.Vi.So.C.
Il caso Trapani: ingenuità o complicità?
Il club trapanese, già colpito da otto punti di penalizzazione e da sei mesi di inibizione per il presidente Valerio Antonini, si dichiara parte lesa. La linea difensiva è chiara: i pagamenti sono stati effettuati tramite bonifici bancari tracciabili, ci si è affidati a consulenti esterni che avrebbero certificato la regolarità delle operazioni. La responsabilità, secondo la proprietà, ricade esclusivamente sul Gruppo Alfieri SPV, la società creata ad hoc per gestire l’intero schema.
Ma l’inchiesta solleva dubbi pesanti. Il Gruppo Alfieri – società appena costituita, amministrata da un giovane senza esperienza e con sede di facciata in via Montenapoleone a Milano – sarebbe solo la punta dell’iceberg. Il vero cuore del sistema sarebbe un reticolo di conti all’estero, monete digitali e intermediari esteri usati per nascondere il reale flusso del denaro.
Campionati a rischio: l’incognita F24
Il punto più critico, tuttavia, riguarda il futuro prossimo. Se i versamenti nei modelli F24 presentati per l’iscrizione ai campionati dovessero risultare inesistenti o giuridicamente nulli, l’intera stagione 2024-2025 rischia di essere dichiarata viziata. La mancata copertura dei contributi fiscali potrebbe portare alla revoca delle licenze professionistiche e all’esclusione dai prossimi tornei.
Antonini, da parte sua, continua a professare fiducia: “Se qualcuno ha sbagliato, dovrà pagare. Ma non sarà il Trapani a farne le spese per errori altrui”. Intanto, le indagini vanno avanti, e lo scenario che si delinea è quello di una crisi strutturale che potrebbe travolgere non solo singoli club, ma l’intero sistema dei controlli nel calcio italiano.












