È grave l’atteggiamento di Vestas che, mentre le lavoratrici e i lavoratori sono in sciopero a tutela dei propri diritti, della propria dignità, del proprio futuro e della continuità degli investimenti su Taranto, decide di proseguire con la procedura di trasferimento escludendo gli attori principali della vertenza: i lavoratori stessi.
Le lavoratrici e i lavoratori sono oggi costretti a difendersi da una società che gestisce il rapporto con i propri dipendenti e le relazioni sindacali in modo disastroso. In questo contesto, l’azienda ha scelto di sedersi al tavolo con l’organizzazione sindacale FIM, che non detiene alcuna rappresentanza sindacale eletta democraticamente all’interno dello stabilimento, prestando così il fianco a un comportamento privo di rispetto verso chi continua a lottare.
È doveroso ricordare a chi gestisce le relazioni sindacali per conto della multinazionale che FIOM e UILM sono le uniche Organizzazioni Sindacali presenti in azienda con proprie RSU, e che tale rappresentanza è frutto di una scelta democratica compiuta dalle lavoratrici e dai lavoratori attraverso il voto. Questo si chiama democrazia, ed è regolata dal Testo Unico sulla Rappresentanza.
I gravosi impegni del management di Vestas Italia – al punto da comunicare esclusivamente via PEC e sempre a distanza – sembrano aver fatto dimenticare chi è realmente titolato a rappresentare i lavoratori. Qualora, invece, si trattasse di una scelta deliberata quella di servirsi di soggetti privi di rappresentanza per proseguire nella procedura di trasferimento ai danni dei lavoratori, ribadiamo con forza che lo impediremo con ogni mezzo.
Il management di Vestas non è nuovo a tentativi di divisione e contrapposizione tra i propri dipendenti. Tentativi che non riusciranno, perché le lavoratrici e i lavoratori, insieme a FIOM e UILM, hanno condiviso fino ad oggi tutte le iniziative di mobilitazione e continueranno a farlo dal basso, attraverso il confronto assembleare. Un confronto a cui l’organizzazione sindacale che ieri sedeva al tavolo si è sempre sottratta, non presenziando mai ai presidi tuttora in corso.
Senza la RSU di FIOM e UILM, gli incontri relativi alla procedura in oggetto non hanno alcuna validità. Qualora questo spiacevole episodio dovesse ripetersi, agiremo senza esitazioni nelle sedi legali, a tutela di chi ha democraticamente scelto da chi farsi rappresentare nei rapporti sindacali con la controparte.
Per tutte queste ragioni, la nostra iniziativa di lotta prosegue con ancora maggiore determinazione, anche alla luce di quanto riportato nel verbale dell’incontro di ieri, che conferma la volontà di Vestas Italia di non ricercare soluzioni alternative e di rifiutare persino un confronto preventivo con le istituzioni.
Taranto, 22 gennaio 2026
Segreterie e RSU FIOM UILM – Vestas Italia













